Marx può aspettare

Film 2021 | Documentario, +13 100 min.

Anno2021
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata100 minuti
Al cinema63 sale cinematografiche
Regia diMarco Bellocchio
Uscitagiovedì 15 luglio 2021
TagDa vedere 2021
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,37 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Marco Bellocchio. Un film Da vedere 2021 Genere Documentario, - Italia, 2021, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 15 luglio 2021 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 63 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,37 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Marco Bellocchio, attraverso la sua famiglia, fa rivivere la storia di suo fratello, senza filtri o pudori, quasi una indagine, che ricostruisce un'epoca storica e tesse il filo rosso di tanto suo cinema. Marx può aspettare è 8° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 8.460,00 e registrato 1.219 presenze.

2021
Dettagli »
Una confessione collettiva imbevuta di rimpianto, espressa con feroce e mai sentimentale lucidità.
Recensione di Paola Casella
giovedì 15 luglio 2021
Recensione di Paola Casella
giovedì 15 luglio 2021

Il 27 dicembre 1968 Camillo Bellocchio, fratello gemello del regista Marco, si è tolto la vita, all'età di 29 anni. Oggi i fratelli superstiti - oltre a Marco ci sono Piergiorgio, Letizia, Alberto e Maria Luisa - ripercorrono quella tragedia insieme ad altri componenti della grande famiglia Bellocchio ricordando la vita e la morte dell'"angelo": il risultato è una confessione collettiva imbevuta di rimpianto, eppure espressa con feroce e mai sentimentale lucidità. Un modo per il regista di restituire l'immagine di quel fratello che si sentiva invisibile accanto a personalità più forti e più affermate della sua.

Marx può aspettare è un document(ari)o straordinario, sintesi del cinema di Marco Bellocchio e al contempo rivelazione profondamente intima della personalità del regista e di "quel manicomio che era la nostra casa", dove "ognuno pensava a se stesso".

Alla fonte, come in ogni opera di Bellocchio, c'è la figura materna ossessionata dalla religione, che il regista ha descritto fin dal suo primo film come cieca di fronte alle individualità dei suoi figli. Agli antipodi c'è la figura di Camilllo, bellissimo e fragile, privo delle capacità intellettuali elevatissime dei fratelli Piergiorgio, fondatore della rivista "Quaderni Piacentini", e Marco, ma anche dell'ironia e consapevolezza del sindacalista Alberto, o del conforto della fede di Letizia e Maria Luisa.

Simile fisicamente a James Dean anche nella malinconia dello sguardo, o al giovane Lou Castel che ne è stato l'alter ego cinematografico, Camillo era un eterno escluso in una famiglia di personalità autonome. Le foto e i filmati di famiglia ricostruiscono tutta la sua breve vita, e i brani dei film di Marco Bellocchio - I pugni in tasca, ma anche L'ora di religione o Gli occhi, la bocca - lo evocano ripetutamente, anche con quella frase che dà il titolo al documentario, e che Camillo pronunciò quando Marco cercò di conferirgli un'identità attraverso l'impegno politico. Ma riproducono anche le distorsioni di una famiglia complicata in cui la falsificazione era la regola - secondo l'imprinting materno - e in cui il senso di colpa è diventato un rimosso collettivo.

Con quel senso di colpa Marco Bellocchio fa qui i conti, a suo modo e da par suo, mantenendo quel distacco formale e quella ironia espositiva che sono argini evidenti ad un dolore e ad una responsabilità faticosamente riconosciuti, che tuttavia diventano - per noi spettatori - uno tsunami emotivo.

"Io mancai", dice il regista, ed è evidente che questo suo "j'accuse" a se stesso, ben lontano dal "famiglia ti odio" sessantottino, non finirà quando si spengeranno le luci. La pietas che Bellocchio riserva ai suoi è contraddetta dallo sguardo severo e sorpreso dei figli Pier Giorgio ed Elena mentre Marco racconta loro il suo ruolo nella vita di Camillo. Il senso di fallimento con cui ha convissuto "l'angelo" diventa allora lo specchio dei dubbi del regista sul suo essere "meritevole": di un successo pluridecennale, dell'amore della propria famiglia.

Bellocchio entra nel lato oscuro proprio e della sua famiglia con un coraggio da kamikaze e ce lo espone con la generosità che caratterizza tutto il suo cinema, eterno evocatore di ombre e di fantasmi. Per tutta la durata del documentario le verità, scomode e dolorose, riaffioreranno e scompariranno come un fiume carsico: lettere nascoste e ricomparse, anime perse che tornano a reclamare il loro spazio. Questo è il cinema: rendere visibile l'invisibile, dissotterrare il rimosso e mettercelo davanti agli occhi.

Marx può aspettare dà voce all'urlo silenzioso di Camillo, alla sua bestemmia trattenuta, al suo bisogno disperato di essere riconosciuto. E Marco chiede, incalza, svela verità parziali (o contradditorie) in tempo reale, riceve messaggi dall'aldilà, raccoglie testimonianze dolorose, dinieghi, rancori latenti, in quel teatro che è il cinema ma anche in quella sua famiglia ingannevole in cui tutti "vivevano una vita di arida infelicità". Ma la rappresentazione di questa apparente aridità lascia intravvedere la lava incandescente che scorre dietro ai Bellocchio, soprattutto a Marco, apologeta di ciò che ha sempre ostinatamente negato, penitente senza possibilità di definitiva redenzione.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 luglio 2021
MAURIDAL

 IL FARDELLO di Marco ,   commento mauridal al film :    Marx può aspettare di Marco Bellocchio. Quando una persona , colta ,intellettuale fa il mestiere di regista di cinema , a differenza di tutti gli altri ,  ha un privilegio , poter raccontare ad un vasto pubblico, la storia privata della sua famiglia, con mille risvolti ,particolari e tante sfumature [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 luglio 2021
Venere

Un bellissimo film, un piccolo gioiello. 

sabato 17 luglio 2021
Paolo

Film profondo che fa pensare Non è assolutamente triste ma riesce a scavare le difficoltà del vivere e dei rapporti familiari

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 24 luglio 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Il piacere e l' orgoglio. La Palma d' oro alla carriera conferita dal Festival di Cannes a Marco Bellocchio ne ha, certo, confermato il prestigio e l' autorevolezza, ma non è stato certo secondario l' impatto ottenuto dall' anteprima fuori concorso del docufilm Marx può aspettare attualmente nelle sale. Sul quale, invece, si sono alternate le recensioni autorevoli e acuminate con quelle generiche e [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 luglio 2021
Giampiero Raganelli
Cineclandestino

Ognuno di noi può avere due heimat, come spiega Edgar Reitz: una è quella in cui siamo nati e cresciuti, che non abbiamo scelto, la seconda è quella invece dove abbiamo deciso di vivere da adulti per vari motivi, lavoro, famiglia. Per Marco Bellocchio la prima di queste è rappresentata dalla zona del piacentino, nella val Trebbia, da cui si è allontano da giovane per inseguire la carriera cinematografica [...] Vai alla recensione »

domenica 18 luglio 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Camillo Bellocchio nacque tre ore dopo Marco e poiché la madre temeva che morisse lo fece battezzare. Tre volte per sicurezza, mamma Bellocchio era molto religiosa come sa chi conosce i film del grande piacentino. Una delle sorelle non aveva neanche capito che la mamma era incinta, credeva che i due nuovi bambini «fossero due poveri, alla porta venivano sempre a bussare dei poveri».

domenica 18 luglio 2021
Grazia Paganelli
Duels.it

Fare i conti con le cose del passato non ancora comprese. Dopo un'intera carriera a scavare nella ferita famigliare, si libera di ogni schermo e affronta l'ultimo nodo ancora non sciolto: il suicidio del fratello gemello Camillo, nato dopo di lui di poche ore e da quel momento lasciato sempre un po' indietro rispetto agli altri fratelli. Marx può aspettare, presentato nella nuova sezione Cannes Premiere, [...] Vai alla recensione »

domenica 18 luglio 2021
Marina Visentin
Cult Week

Ci sono varie e feconde contraddizioni in Marx può attendere di Marco Bellocchio, piccolo (per definizione del regista) ma grande (per qualità) film che ha debuttato al Festival di Cannes e insieme sugli schermi italiani in questi giorni, in parallelo alla consegna al regista piacentino della Palma d'Oro alla carriera, premio assai raro, sicuramente prestigioso, nonché meritato, da uno dei grandi autori [...] Vai alla recensione »

sabato 17 luglio 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Mentre il Festival di Cannes si avvia verso la conclusione, tra le visioni più toccanti di questi ultimi giorni c'è stata senza dubbio «Marx può aspettare», nuova pellicola di Marco Bellocchio inserita tra le Proiezioni Speciali della kermesse. Si tratta di un documentario tra i più emozionanti visti negli ultimi anni, in cui il regista di Bobbio racconta la figura di suo fratello gemello, Camillo, [...] Vai alla recensione »

sabato 17 luglio 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La famiglia Bellocchio riunita a tavola è già uno spettacolo, al circolo dell' unione che era stato fondato dal padre ( al referendum aveva votato "monarchia", come le donne di famiglia). Grande assente, il fratello Camillo morto suicida nel 1968, a 29 anni. Gemello, nato tre ore dopo Marco, battezzato tre volte perché era gracilino. "Allora le fiamme dell' inferno spaventavano anche i non credenti, [...] Vai alla recensione »

sabato 17 luglio 2021
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Tutto inizia con una festa il 16 dicembre 2016, con un nutritissimo gruppo patriarcale che si riunisce data l'età avanzata di diversi membri della famiglia, dove troviamo, tra gli altri, dai giovani figli di Marco Bellocchio, Letizia e Pier Giorgio, a Maria Luisa e Alberto, le sorelle e i fratelli di Bellocchio superstiti. Da quella riunione di cinque anni fa, prima in maniera confusa poi in modo sempre [...] Vai alla recensione »

sabato 17 luglio 2021
Daria Pomponio
Quinlan

Prendendo in prestito le parole di un altro Maestro, Franco Battiato, possiamo dire che "è uno sguardo feroce e indulgente" quello che Marco Bellocchio rivolge a se stesso e alla sua famiglia in Marx può aspettare, documentario dedicato al mistero insondabile del suicidio del fratello gemello Camillo, avvenuto il 28 dicembre del 1968. E a pensarci bene non poteva essere che questo il film da proiettare [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Il titolo più bello di Cannes 74 è Marx può aspettare di Marco Bellocchio, già nelle nostre sale. "È il mio film più privato ma libero, leggero, anche spiritoso: mi sento liberato però non assolto, inquadra qualcosa di molto comune di fronte a certe tragedie". Il 16 dicembre 2016 il regista, Letizia, Pier Giorgio, Maria Luisa e Alberto, le sorelle e i fratelli Bellocchio superstiti, si riuniscono [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Andrea Martini
Quotidiano Nazionale

La vecchiaia può accendere una nuova creatività e favorire il compimento della propria conoscenza e realizzazione. Il vissuto illumina allora il processo creativo. Ne è folgorante manifestazione "Marx può aspettare" l' ultimo film di Marco Bellocchio in cui partendo da una riunione famigliare, con una drammaturgia coralmente cecoviana, si porta alla luce, attraverso memorie e stati d' animo, un episodio [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Cristina Piccino
Il Manifesto

Nel dicembre del 2016 la famiglia Bellocchio si riunisce al Circolo dell' Unione di Piacenza, come consuetudine, per festeggiare i compleanni dei diversi fratelli, Marco, Piergiorgio, Alberto, le due sorelle, Letizia e Maria Luisa, che abbiamo conosciuto nei film precedenti del regista - Sorelle (2006) e Sorelle mai (2010) - in cui comparivano, come in questa occasione, i suoi figli, Elena e Piergiorgio, [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Emiliano Morreale
La Repubblica

"La stele di Rosetta del cinema di Bellocchio": così un conoscitore della sua opera ha definito Marx può aspettare, documentario sulla famiglia e le origini del regista piacentino. Il testo che permette di comprendere appieno la sua opera, insomma, che ne contiene la cifra segreta. In realtà si tratta piuttosto di una quieta e dolorosa rilettura a posteriori, declinata sul privato ma in cui si affacciano [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 luglio 2021
Teresa Marchesi
Huffington Post

Cinquantasei anni fa, in quel film-manifesto che fu "I pugni in tasca", la famiglia per Marco Bellocchio era il luogo fisico e metaforico della rabbia e della rivolta. "Allora - dice il regista - i miei capirono in ritardo che parlavo di loro e di me". Oggi la famiglia è il luogo in cui rintracciare emozioni censurate e sepolte, per condividere e capire - senza tribunali, con leggerezza e serenità [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

"Ho sempre avuto la sensazione che il tuo fosse il cinema di un penitente. E vedendo i tuoi film mi sembrava di essere al di qua della grata del confessionale". È l'incontro chiave tra il gesuita Virgilio Fantuzzi (poi scomparso nel settembre 2019) e Marco Bellocchio, dialogo che il regista piacentino inserisce nel suo ultimo lavoro, Marx può aspettare, in sala da oggi e in Premiere al Festival di [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Il 16 dicembre 2016 tutta la famiglia Bellocchio si riunisce per un pranzo di festeggiamento. I fratelli ancora vivi, Letizia, Pier Giorgio, Maria Luisa, Alberto, insieme alle mogli, i figli, i nipoti... L'idea di Marco è di partire da lì per ritornare ancora una volta riesplorare la trama e il gorgo familiari, ciò che da sempre nutre le sue immagini.

giovedì 15 luglio 2021
Roberto Manassero
Cineforum

Il 27 dicembre del 1968, Camillo Bellocchio, fratello gemello del regista Marco, si suicidò. Aveva 29 anni, «era un angelo», come dice di lui uno dei nipoti, bello e un po' vitellone, ma era anche il figlio fallito della numerosa e complicata famiglia Bellocchio, vittima silenziosa dei successi dei fratelli Piergiorgio, fondatore dei Quaderni piacentini e figura di riferimento dell'estrema sinistra [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Vedi "Marx può aspettare" di Marco Bellocchio, da oggi nelle sale italiane con Rai Cinema, domani a Cannes dove il regista riceverà la Palma d'oro alla carriera, e sgorgano spontanee alcune domande. Almeno nel sottoscritto. Quanto siamo stati distratti, se non egoisti, nella nostra esistenza? Perché talvolta non abbiamo saputo ascoltare chi ci chiedeva aiuto? Dove abbiamo sbagliato, col risultato di [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2021
Stefano Giani
Il Giornale

Marco Bellocchio è un uomo onesto e non indulge con se stesso. Il suo docufilm sulla morte del gemello Camillo, preda della depressione, lo chiama in causa direttamente. Lui non si sottrae e confida «di non averlo saputo amare». Un'autoaccusa severa che si fatica a credere possibile. E un viaggio in una famiglia borghese piacentina tra bigottismo, fede e politica negli anni del Sessantotto, facendo [...] Vai alla recensione »

NEWS
CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 15 luglio 2021
Paola Casella

Bellocchio entra nel lato oscuro proprio e della sua famiglia. Presentato a Cannes e ora al cinema. Vai all'articolo »

GUARDA L'INIZIO
martedì 6 luglio 2021
 

Su MYmovies i primi minuti del film Evento Speciale al Festival di Cannes. Dal 15 luglio al cinema. Guarda l'inizio »

TRAILER
martedì 22 giugno 2021
 

Regia di Marco Bellocchio. Da giovedì 15 luglio al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
martedì 22 giugno 2021
 

Marco Bellocchio ripercorre i momenti prima del suicidio di suo fratello gemello. Vai all'articolo »

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