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giovedì 9 aprile 2020

Elio Germano

Il talento di un figlio unico

39 anni, 25 Settembre 1980 (Bilancia), Roma (Italia)
occhiello
Che voi veramente pensate che poi la classe operaia ve segue…!
dal film Mio fratello è figlio unico (2007) Elio Germano  Accio Benassi
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Elio Germano
Festival di Berlino 2020
Premio miglior attore per il film Volevo nascondermi di Giorgio Diritti

David di Donatello 2018
Nomination miglior attore non protagonista per il film La tenerezza di Gianni Amelio

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attore per il film Alaska di Claudio Cupellini

Nastri d'Argento 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

David di Donatello 2011
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Festival di Cannes 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

European Film Awards 2010
Nomination miglior attore europeo per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi

David di Donatello 2007
Premio miglior attore per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2007
Nomination miglior attore per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2004
Nomination miglior attore non protagonista per il film Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi



L'attore racconta con Gianni Zanasi e Alba Rohrwacher il film Troppa grazia, presentato alla Quinzaine di Cannes e dal 22 novembre al cinema.

Elio Germano: «Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne»

giovedì 8 novembre 2018 - Paola Casella cinemanews

Elio Germano: «Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne» Troppa grazia è un film anomalo come tutti quelli scritti e diretti da Gianni Zanasi: difficile catalogarlo secondo un unico genere. Al suo interno si muovono personaggi credibili che affrontano situazioni al limite della credibilità. Ma le relazioni (e le reazioni) sono autentiche, hanno il sapore della vita vissuta: anche per gli attori che li interpretano. Ne abbiamo parlato con il regista e parte del cast. "Troppa grazia è un film stra-ordinario in cui si ride molto. una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti". Elio e Alba, nel film la vostra sembra una coppia rodata da tempo: come avete raggiunto quel livello di familiarità, da attori?
Elio Germano: Alba ed io ci conosciamo da tanti anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando lei era appena uscita da Centro Sperimentale e ci troviamo bene. Inoltre ogni film di Zanasi è compartecipato: la sceneggiatura è molto precisa, ma lui è pronto a metterne in discussione ogni aspetto e personaggio, il che apre la strada a far emergere più gli esseri umani che i performer.
Alba Rohrwacher: La forza del rapporto fra i nostri due caratteri era già in sceneggiatura. C'è una scena bellissima che descrive perfettamente la fine di un amore fra due che si sono amati profondamente e che in qualche modo non riusciranno mai a lasciarsi. Prima di rivederlo sul grande schermo non avevo capito che Troppa grazia fosse una storia d'amore, e che le scene fra me ed Elio fossero lo scheletro attorno a cui tutta la vicenda si animava.

Alba, come si è rapportata con Hadas Yaron, che interpreta il ruolo della Madonna?
Alba: Quando ho conosciuto Hadas ho provato subito un sentimento di vicinanza con lei che ha facilitato il nostro rapporto artistico. Poi ci siamo trovate insieme nel campo in cui Lucia vede per la prima volta la Madonna, e quando Hadas è arrivata un venticello le ha sollevato il velo dal capo. Era come se si fosse materializzata improvvisamente, nella maniera più semplice, e da lì siamo partiti. Poi abbiamo lavorato molto di improvvisazione, guidate dalle voci di Gianni Zanasi. La scena della lotta è stata impegnativa e divertente: sono portata all'autoflagellazione, ma in genere è interiore, qui invece ha raggiunto livelli fisici notevoli, dato che si è trattato di prendersi seriamente a schiaffi (ride).

Terzani rivive in La fine è il mio inizio, tratto dall'omonimo libro di memorie.

Ogni casa è illuminata

venerdì 25 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Ogni casa è illuminata Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di sé dice soltanto di esser venuto al mondo «in una valigia». A due settimane di vita era già su una nave che dall’America lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso l’Asia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva l’alzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano. Un padre «ingombrante», un mostro sacro del giornalismo, corrispondente dal Vietnam e dalla Cina, che quando Folco era solo un’idea voleva chiamarlo Mao. E che prima di morire, spento da un tumore, proprio Folco ha voluto accanto a sé per raccontargli come la sua vita fosse cambiata, finalmente illuminata, e per raccogliere le sue memorie in un libro, "La fine è il mio inizio", che oggi è anche un film in sala dal 1 aprile. A presentarlo a Roma ci sono gli interpreti, Bruno Ganz, Elio Germano e Andrea Osvart, il regista Jo Baier e tutta la famiglia di Tiziano Terzani: la figlia Saskia, biondissima e mite, la moglie Angela, e Folco. Che da suo padre ha ereditato, prima di tutto, l’innata capacità di conquistare la scena.

Il nuovo film di Daniele Vicari al Festival del Cinema di Roma.

Il passato è una terra straniera, un inusuale thriller di formazione

domenica 26 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Il passato è una terra straniera, un inusuale thriller di formazione Ancora un film di genere per il Festival del Film di Roma ma questa volta insospettabilmente italiano. È infatti lo stesso Vicari che ha definito il suo Il passato è una terra straniera come film di genere, anche se non crede molto nell'utilità di tale definizione: "I generi ormai si mescolano in maniera inestricabile, le denominazioni thriller psicologico o romanzo di formazione sono definizioni di comodo utili a discutere".
E la discussione c'è stata come avviene ogni qualvolta un film italiano tenta di avventurarsi nel territorio del thriller e del poliziesco senza guardare ai modelli americani più scontati e nemmeno a quelli nostrani.
Con dietro le spalle l'omonimo libro di Gianrico Carofiglio (di cui hanno ammesso tutti è stata usata solo una parte) Daniele Vicari ha orchestrato assieme ai suoi sceneggiatori una storia dall'impianto molto simile a quello di un altro suo film Velocità massima: due uomini che collaborano "professionalmente" nel cui rapporto si inseriscono anche i legami personali che stringono con altre persone.

Esce il secondo film di Paolo Franchi: vicende critiche di figli di padri illustri e ingombranti.

Nessuna qualità agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre

giovedì 27 marzo 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Nessuna qualità agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre Dopo La spettatrice, storia di una giovane donna che osserva la vita degli altri dietro il vetro di una finestra, Paolo Franchi torna con un'opera nevrotica e dolorosa ma soprattutto con un'idea di cinema accostato alla psicanalisi, probabilmente per quel carattere di sogno collettivo che il cinema spesso possiede o per le dinamiche di proiezione e di identificazione che sollecita. Al centro di Nessuna qualità agli eroi ci sono due padri illustri, ingombranti e (quasi) invisibili, che hanno controllato e condizionato l'esistenza dei propri figli, incapaci di vivere e di crescere se non in un rapporto di dipendenza rabbiosa dal genitore, oggetto di amore e di odio autodistruttivo. Elio Germano interpreta Luca, il figlio disadattato di un usuraio che prende a modello della sua "realizzazione" il broker assicurativo di Bruno Todeschini, figlio integrato di un artista deceduto. In mezzo a loro c'è la grazia di Irène Jacob, moglie e "spettatrice" di quel poco che resta da guardare con affetto. La solitudine, l'incomunicabilità, la pesantezza terrena dei corpi e dei desideri, l'afasia dei personaggi che diventa afasia del vivere, sono alcuni dei temi che legano La spettatrice a Nessuna qualità agli eroi, due film che si muovono sotto il segno della follia in quanto infelicità. L'opera non riconciliata di Paolo Franchi dimostra un'infaticabilità artistica, un'inesauribile voglia di capire e l'irrequietezza di porsi nuovi interrogativi.

Dopo le prime esperienze televisive il giovane attore romano ha ingranato la marcia superiore.

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello

martedì 26 febbraio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello Sfogliando con attenzione il curriculum di Elio Germano si scopre un attore senza esitazioni, che va per la sua strada, convinto che un giorno arriverà da qualche parte. A vederlo oggi, dopo i meritatissimi premi come Miglior Attore ai David di Donatello e il Globo d'oro come rivelazione dell'anno per Mio fratello è figlio unico, si capisce come anche le parentesi televisive e con i fratelli Vanzina abbiano sortito un effetto. Quello di dire addio agli snobismi, per essere attore a 360°, non solo sembrarlo, accettando tutte le sfide. È la storia di un ragazzo che, anche dopo la meritata popolarità, sceglie di vivere al Corviale, problematica periferia di Roma, tra gli amici di sempre, all'insegna dell'essere e non del sembrare. Niente baretti o ponti con i lucchetti per Elio. Nella sua storia c'è stato Daniele Luchetti, che in Mio fratello è figlio unico lo ha affiancato all'astro di Scamarcio. Inutile dire come Elio ne sia uscito assoluto vincitore.
Ora Germano vuole dimostrarci che Il mattino ha l'oro in bocca, accettando la difficile sfida di interpretare un film biografico su un personaggio che non è morto ma, anzi, è vivo e vegeto e nel pieno del successo professionale, quel Marco Baldini che con "Il giocatore" ha raccontato il suo personalissimo demone del gioco d'azzardo. Chissà Elio come ce lo descriverà…

Francesco Patierno adatta (liberamente) Il giocatore di Marco Baldini per il grande schermo.

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo

mercoledì 20 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo La storia di Marco Baldini - dj e storico socio di Fiorello - la conoscono tutti. Chi non ha letto la sua autobiografia, "Il giocatore (ogni scommessa è un debito)", la conosce attraverso i suoi racconti in radio e in tv. Ed è proprio sulle registrazioni originali di Baldini e sui racconti di amici e conoscenti che Francesco Patierno ha basato Il mattino ha l'oro in bocca, film liberamente tratto dal libro. "Abbiamo scelto di raccontare la storia di Baldini mantenendo una certa distanza sia per quanto riguarda l'interpretazione degli attori che per la storia prendendoci delle libertà" ha spiegato il regista. "Ci siamo ispirati maggiormente alle registrazioni di quando lavorava alla radio fiorentina e quelle di Radio Deejay firmate insieme a Fiorello, e in particolare alle loro storie leggendarie raccontate da chi li conosceva".

Volevo nascondermi

Volevo nascondermi

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,74)
Un film di Giorgio Diritti. Con Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari, Andrea Gherpelli.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2020. Uscita 04/03/2020.
L'uomo senza gravità

L'uomo senza gravità

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,78)
Un film di Marco Bonfanti. Con Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta, Silvia D'Amico, Vincent Scarito, Pietro Pescara, Jennifer Brokshi, Andrea Pennacchi.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2019. Uscita 21/10/2019.
Troppa grazia

Troppa grazia

* * * - -
(mymonetro: 3,06)
Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia 2018. Uscita 22/11/2018.
Io sono Tempesta

Io sono Tempesta

* * - - -
(mymonetro: 2,21)
Un film di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 12/04/2018.
La tenerezza

La tenerezza

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,68)
Un film di Gianni Amelio. Con Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti, Greta Scacchi, Renato Carpentieri.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2017. Uscita 24/04/2017.
Filmografia di Elio Germano »

sabato 7 marzo 2020 - Intanto Joker finisce la sua corsa nel mondo e rappresenta un record assoluto per un film "R".

Volevo nascondermi è primo con appena 25mila euro: in Italia vince la prudenza

Andrea Chirichelli cinemanews

Volevo nascondermi è primo con appena 25mila euro: in Italia vince la prudenza Al Box Office italiano vince la prudenza: gli italiani, per ora, preferiscono evitare i cinema e la scelta porta a numeri come quelli di ieri, con Volevo Nascondermi (guarda la video recensione) primo con 25mila euro e 4313 spettatori e tutti gli altri film che chiudono con meno di 15mila euro la giornata. La scelta di 01 Distribution, francamente un po' velleitaria, non sta pagando: un film come quello interpretato da Elio Germano avrebbe meritato ben altro pubblico e sarebbe stato meglio spostarlo ad altra data.

Che la voglia di novità ci sia, lo conferma il secondo posto di The Grudge (guarda la video recensione), che totalizza poco meno di 15mila euro e 2500 spettatori, mentre il podio è completato da Bad Boys for Life (guarda la video recensione), che ottiene 11mila euro e aggiorna il suo totale a 1,3 milioni (dovrebbero diventare 1,4 entro la fine del weekend). Gli anni più belli (guarda la video recensione) e Parasite (guarda la video recensione) sono quasi appaiati, sia come incasso giornaliero, 9500 euro, sia come totale incassato (5,4 milioni il primo, 5,5 il secondo). Dietro tutti gli altri titoli, tra cui c'è comunque un'altra new entry, Queen & Slim, che ottiene 2700 euro con poco più di 500 spettatori.
A questo punto verrebbe davvero da chiedersi, per i cinema aperti, il senso di restare operativi, con un media di una decina di spettatori paganti al giorno. Vedremo come andrà il weekend, ma le prospettive ovviamente non sono rosee. Buon debutto per Onward (guarda la video recensione), il primo film "originale" di Pixar dai tempi di Coco (guarda la video recensione), che incassa 2 milioni di dollari nelle anteprime serali e notturne in un'America per ora non ancora assediata dal Coronavirus (ma i casi sono in aumento, specie in California, cuore pulsante del cinema hollywoodiano). Il dato è in linea con altri film animati usciti negli ultimi mesi e un po' al di sotto degli standard Pixar, ma per essere un titolo completamente originale non ci si può lamentare. Nessuna anteprima invece per l'altra uscita settimanale, The Way Back.

A livello mondiale, termina ufficialmente la corsa di Joker (guarda la video recensione) nei cinema di tutto il mondo: l'incasso complessivo è di 1,074,148,104 dollari, una cifra che permette al film di restare al sesto posto tra i migliori incassi del 2019, con un leggero vantaggio su Toy Story 4 (guarda la video recensione) e Star Wars - L'ascesa di Skywalker (guarda la video recensione). Per un film "R" è un record assoluto e rappresenta anche il miglior incasso di sempre per un titolo Warner/DC.

Box Office Italia del 6/03/2020
1. Volevo nascondermi: Euro 25.161
2. The Grudge: Euro 14.936
3. Bad Boys for Life: Euro 11.062
4. Gli anni più belli: Euro 9.534
5. Parasite: Euro 9.476
6. Il richiamo della foresta: Euro 6.034
7. Marie Curie: Euro 5.259
8. Cattive acque: Euro 3.743
9. Queen & Slim: Euro 2.787
10. Memorie di un assassino - Memories of Murder: Euro 2.622

giovedì 5 marzo 2020 - Il film con Elio Germano si ferma a 25mila euro con 4500 spettatori. Sul podio anche Gli anni più belli di Muccino.

Volevo nascondermi apre al 2° posto, dietro Bad Boys for Life

Andrea Chirichelli cinemanews

Volevo nascondermi apre al 2° posto, dietro Bad Boys for Life Volevo nascondermi (guarda la video recensione) ci prova ma non ce la fa. Il film che ha permesso al bravo Elio Germano di vincere il premio come Miglior attore al recente Festival di Berlino, inizialmente rimandato e poi portato in sala da 01 Distribution, si ferma al secondo posto con un incasso di 25mila euro e 4500 spettatori. A vincere la giornata è ancora Bad Boys for Life (guarda la video recensione) con 26mila euro (1,3 milioni di euro in totale), mentre completa il podio Gli anni più belli (guarda la video recensione) con 24mila euro e 5,3 milioni complessivi.
 

Parasite (guarda la video recensione) esce dal podio con 18mila euro e 5,5 milioniIl richiamo della foresta incassa altri 15mila euro, mentre l’unica altra new entry della settimana, (oggi escono Queen & Slim, The Grudge, Marie Curie e altri) Marianne & Leonard – Parole d’amore, ottiene 11mila euro.
Andrea Chirichelli, MYmovies.it
Tutti sotto i 10mila euro gli altri film. La sensazione è che finchè i contagi non diminuiranno sensibilmente, la gente starà lontana dalle sale, anche laddove queste dovessero essere aperte. 

NO TIME TO DIE
La notizia del giorno, a livello globale, è il rinvio a novembre dell’ultimo episodio della saga di 007, No Time to Die, anch’esso vittima di un Coronavirus che rischia di segnare in modo indelebile l’annata cinematografica del 2020.

BOX OFFICE / ONWARD
Negli USA per ora i cinema sono ancora aperti (anche se la diffusione del virus sta aumentando) e per questa ragione Disney manda lo stesso nelle sale Onward (guarda la video recensione), il primo blockbuster dell’anno, in oltre 4000 sale. 

Il film - il primo di un’annata che vedrà ben due uscite “nuove” (l’altra è Soul, in arrivo a metà luglio, sperando che per quel periodo sia passata l’emergenza), non sequel o continuazioni di franchise in essere - secondo le prime stime degli analisti dovrebbe debuttare in una forbice compresa tra i 45 e i 65 milioni di dollari, con un obiettivo finale attorno ai 200 milioni. 

Il dato è credibile, perché molti film non appartenenti a franchise storici hanno ottenuto quella cifra: Coco (guarda la video recensione) nel 2017 chiuse con 209 milioni e 807 a livello mondiale, Brave, nel 2012, ottenne 237 milioni in casa e 554 milioni globali, Wall-E incassò 206 milioni e 626 mondiali. Molto meglio della media hanno fatto invece Inside Out, con 356 milioni in casa e 857 milioni mondiali e Up!, 293 milioni in casa e 731 milioni mondiali.

Box Office Italia del 4/03/2020
1. Bad Boys for Life: Euro 26.177
2. Volevo nascondermi: Euro 25.303
3. Gli anni più belli: Euro 24.601
4. Parasite: Euro 18.876
5. Il richiamo della foresta: Euro 15.211
6. Marianne & Leonard - Parole d'amore: Euro 11.068
7. Cattive acque: Euro 8.378
8. Sonic - Il film: Euro 7.928
9. La mia banda suona il pop: Euro 4.679
10. Memorie di un assassino - Memories of Murder: Euro 4.665

mercoledì 4 marzo 2020 - Da oggi in sala Volevo nascondermi con Elio Germano. Tra le uscite di domani Queen & Slim e l'horror The Grudge.

Arrivano i nuovi film. Il cinema prova a reagire alla crisi da Coronavirus

Andrea Chirichelli cinemanews

Arrivano i nuovi film. Il cinema prova a reagire alla crisi da Coronavirus

domenica 1 marzo 2020 - Si conclude la 70esima edizione tra cambiamenti, emozioni e vittorie. Premi importanti per Elio Germano e per gli sceneggiatori di Favolacce.

Berlinale 2020: il trionfo italiano e il commovente Orso d'oro per Rasoulof

Tommaso Tocci cinemanews

Berlinale 2020: il trionfo italiano e il commovente Orso d'oro per Rasoulof Arrivi e ritorni italiani alla settantesima edizione della Berlinale, che ha visto due vittorie importanti nella serata di premiazione di sabato. I fratelli D'Innocenzo, registi del grottesco Favolacce, tornano nella capitale tedesca prendendo parte al prestigioso Concorso dopo la presenza di due anni fa in Panorama con l'esordio La terra dell'abbastanza (guarda la video recensione), e si prendono subito un premio importante come l'Orso d'argento per la migliore sceneggiatura, anch'esso di ritorno al nostro paese dopo il successo del 2019 nella stessa categoria per La paranza dei bambini (guarda la video recensione).

Film che distorce la struttura fiabesca in una forma repellente, e separa una periferia immaginaria romana tra le mancanze degli adulti e i segreti dei bambini, Favolacce proietta i due fratelli romani verso il successo internazionale e li annuncia anche come personaggi assoluti. A Berlino molti ne sono rimasti affascinati, grazie all'abbigliamento e al dialetto, alle pose mano nella mano e a quel "ti amo" che si sono scambiati ricevendo l'Orso sul palco.

Ritorna anche Elio Germano, che da protagonista di Favolacce vince l'Orso come migliore attore per un altro film italiano, Volevo nascondermi (guarda la video recensione) di Giorgio Diritti. Una performance impossibile da non notare, nei panni difficili del pittore Antonio Ligabue, che Germano porta con sé sotto lo smoking, raffigurato sulla maglietta. Con due ottimi ruoli in due film premiati, e con un premio alla Berlinale che si aggiunge a quello di Cannes del 2010 (per La nostra vita), il festival marca uno dei momenti più alti della carriera dell'attore romano.
L'altro arrivo italiano, ovviamente, è quello del nuovo direttore artistico, Carlo Chatrian. La fine dell'era Kosslick è un momento enorme per la Berlinale, e Chatrian ha condotto in porto un'edizione non straordinaria ma senza troppi turbamenti, che ha messo in mostra 340 film e che ha dovuto fronteggiare non solo un cambio al vertice, ma anche molti servizi ridotti (metro, negozi, ristoranti) e le emergenze di un mondo esterno che hanno giocoforza cambiato un po' pelle all'evento. La si potrebbe dire un'edizione embrionale, con un concorso eterogeneo ma pieno di falle. La giuria presieduta da Jeremy Irons (e che includeva Luca Marinelli) ha assegnato un palmares variegato in cui spicca l'Orso d'oro al film iraniano There Is No Evil di Mohammad Rasoulof: quattro storie sul diritto di uccidere a Teheran, su dei soldati obbligati a portare a termine esecuzioni di prigionieri e su quale sia il prezzo di fare una scelta diversa.

Un drama sfaccettato e compiuto, con un'importanza culturale ancora più ampia; lo testimonia la consegna del premio, profondamente emozionata e collettiva, con la delegazione tutta coinvolta sul palco in supporto di Rasoulof, che è impossibilitato a lasciare l'Iran in seguito all'arresto nel 2019 per accuse di propaganda contro il paese. "Questi muri non funzionano, e non fermeranno la nostra immaginazione e il nostro amore" fanno appello i produttori del film dal palco, e per tutta conferma Rasoulof apparirà in modo indiretto quando l'attrice principale lo chiama al telefono in conferenza stampa, per consentirgli di rispondere alle domande sul suo film.

Tra gli altri vincitori, il Gran premio della giuria è andato a Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman, film piccolo ma potente sull'aborto specialmente nel contesto americano, di grande attualità viste le elezioni in arrivo. Primo riconoscimento non legato all'attualità e alla politica è quello per la miglior regia, che va al cinema imperturbabile, zen e sempre uguale a se stesso di Hong Sang-soo. Il maestro coreano è stato premiato per The Woman Who Ran, deliziosa storia di amicizie che emergono dalle pieghe della conversazione in quel di Seoul, e che rimane un esempio di messa in scena superba nella sua solo apparente semplicità.
Paula Beer si affianca a Germano come miglior attrice per Undine, film di Christian Petzold che era rimasto a mani vuote due anni fa con il capolavoro Transit (guarda la video recensione), e che ora vede riconosciuta la sua ultima collaborazione con la coppia di star Beer-Franz Rogowski.
L'Orso per il contributo artistico va alla fotografia di Dau. Natasha, mentre un Orso speciale per la settantesima edizione premia la surreale commedia francese Effacer l'historique. Tra le opere meritevoli lasciate a mani vuote vanno citate l'ennesima perla silenziosa di Kelly Reichardt, First Cow, l'ennesimo impressionante mondo a sé di Tsai Ming-liang, Days, e un Abel Ferrara che invece è in continua evoluzione, e il cui Siberia (guarda la video recensione) è un magma psicanalitico dotato di un'energia unica.

E se la migliore opera prima è stata ritenuta il colombiano Los Conductos di Camilo Restrepo, un giusto riconoscimento è andato anche al maestro Rithy Panh, che ha ricevuto il Berlinale Documentary Award per Irradiated. Un inno alla pace che colpisce duro allo stomaco rielaborando le immagini dei peggiori orrori delle guerre del ventesimo secolo. Panh ha dedicato il film, sublime e tremendo allo stesso tempo, alla memoria di chi ci ha lasciato e di chi ha resistito, in nome della libertà da difendere sempre.

Oltre ai premi principali ci sono poi quelli per la sezione Encounters, la novità più importante della gestione Chatrian. Di certo un successo per il livello dei film, con molti titoli che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio nella conversazione festivaliera, questo Concorso aggiuntivo toglie però un po' di lustro tanto ai film in corsa per l'Orso d'oro quanto alle sezioni Forum e Panorama.

Un caso su tutti: Cristi Puiu, peso massimo del cinema europeo che ha aperto l'evento e che senza sorprese ha ricevuto il premio per la miglior regia del suo Malmkrog, film alienante dalla lunga durata e dall'ampio respiro filosofico. Un affresco storico che in un Concorso molto fratturato avrebbe sicuramente trovato il suo spazio, ma che testimonia della grande spinta che il nuovo team festivaliero voleva dare a Encounters. Miglior titolo in assoluto della nuova sezione è The Works and Days (of Tayoko Shiojiri in the Shiotani Basin) di C.W. Winter e Anders Edström, cronaca epica - in otto ore - dei campi, delle stagioni e delle famiglie di un piccolo villaggio giapponese.

sabato 29 febbraio 2020 - Volevo nascondermi e Favolacce vincono rispettivamente i premi per il Miglior Attore e per la Miglior Sceneggiatura. Orso d'Oro all'iraniano There is no evil

L'Italia conquista la Berlinale. Premiati Elio Germano e i fratelli D'Innocenzo

a cura della redazione cinemanews

L'Italia conquista la Berlinale. Premiati Elio Germano e i fratelli D'Innocenzo L'Italia conquista la 70esima edizione della Berlinale.

Erano due i film italiani in Concorso ed entrambi tornano in patria con un riconoscimento di rilievo: conquista il premio come Miglior Attore Elio Germano, per la sua interpretazione di Antonio Ligabue in Volevo nascondermi (guarda la video recensione) di Giorgio Diritti. L'interprete romano vince così una scommessa difficile, raccogliendo brillantemente l'eredità del compianto Flavio Bucci, amatissimo interprete dello stesso Ligabue nello sceneggiato televisivo del 1977.

Ai fratelli Fabio e Damiano D'Innocenzo va invece il premio alla Miglior Sceneggiatura (vinto lo scorso anno da un altro italiano, La paranza dei bambini) per il loro Favolacce. Per i due registi è una gradita conferma dopo l'ottima accoglienza tributata due anni fa, sempre dalla Berlinale, al loro La terra dell'abbastanza (guarda la video recensione).

A vincere l'Orso d'oro è il sorprendente There is no evil di Mohammad Rasoulof, film che parla al cuore e alla mente di tutti coloro i quali vogliano interrogarsi sulla pena di morte.

Al coreano Hong Sang-soo viene invece assegnato il Premio alla Miglior Regia per The Woman who Ran. Paula Beer è la Miglior Attrice per la sua interpretazione di Undine nell'omonimo film di Christian Petzold.
SCOPRI TUTTI I PREMI DELLA BERLINALE 2020

   

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