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giovedì 15 aprile 2021

Elio Germano

Il talento di un figlio unico

40 anni, 25 Settembre 1980 (Bilancia), Roma (Italia)
occhiello
Che voi veramente pensate che poi la classe operaia ve segue…!
dal film Mio fratello è figlio unico (2007) Elio Germano  Accio Benassi
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Elio Germano
David di Donatello 2021
Nomination miglior attore per il film Volevo nascondermi di Giorgio Diritti

Festival di Berlino 2020
Premio miglior attore per il film Volevo nascondermi di Giorgio Diritti

European Film Awards 2020
Nomination miglior attore europeo per il film Volevo nascondermi di Giorgio Diritti

David di Donatello 2018
Nomination miglior attore non protagonista per il film La tenerezza di Gianni Amelio

Nastri d'Argento 2016
Nomination miglior attore per il film Alaska di Claudio Cupellini

Nastri d'Argento 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Premio miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

David di Donatello 2015
Nomination miglior attore per il film Il giovane favoloso di Mario Martone

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi

David di Donatello 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

Nastri d'Argento 2012
Nomination miglior attore per il film Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek

David di Donatello 2011
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

David di Donatello 2011
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Festival di Cannes 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Nomination miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2010
Premio miglior attore per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

European Film Awards 2010
Nomination miglior attore europeo per il film La nostra vita di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

Nastri d'Argento 2008
Nomination miglior attore per il film Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi

David di Donatello 2007
Premio miglior attore per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2007
Nomination miglior attore per il film Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti

David di Donatello 2004
Nomination miglior attore non protagonista per il film Che ne sarà di noi di Giovanni Veronesi



L'attore racconta con Gianni Zanasi e Alba Rohrwacher il film Troppa grazia, presentato alla Quinzaine di Cannes e dal 22 novembre al cinema.

Elio Germano: «Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne»

giovedì 8 novembre 2018 - Paola Casella cinemanews

Elio Germano: «Ognuno di noi ha i suoi demoni e le sue... madonne» Troppa grazia è un film anomalo come tutti quelli scritti e diretti da Gianni Zanasi: difficile catalogarlo secondo un unico genere. Al suo interno si muovono personaggi credibili che affrontano situazioni al limite della credibilità. Ma le relazioni (e le reazioni) sono autentiche, hanno il sapore della vita vissuta: anche per gli attori che li interpretano. Ne abbiamo parlato con il regista e parte del cast. "Troppa grazia è un film stra-ordinario in cui si ride molto. una lettera d'amore e un'ode pagana agli artisti". Elio e Alba, nel film la vostra sembra una coppia rodata da tempo: come avete raggiunto quel livello di familiarità, da attori?
Elio Germano: Alba ed io ci conosciamo da tanti anni, abbiamo cominciato a lavorare insieme quando lei era appena uscita da Centro Sperimentale e ci troviamo bene. Inoltre ogni film di Zanasi è compartecipato: la sceneggiatura è molto precisa, ma lui è pronto a metterne in discussione ogni aspetto e personaggio, il che apre la strada a far emergere più gli esseri umani che i performer.
Alba Rohrwacher: La forza del rapporto fra i nostri due caratteri era già in sceneggiatura. C'è una scena bellissima che descrive perfettamente la fine di un amore fra due che si sono amati profondamente e che in qualche modo non riusciranno mai a lasciarsi. Prima di rivederlo sul grande schermo non avevo capito che Troppa grazia fosse una storia d'amore, e che le scene fra me ed Elio fossero lo scheletro attorno a cui tutta la vicenda si animava.

Alba, come si è rapportata con Hadas Yaron, che interpreta il ruolo della Madonna?
Alba: Quando ho conosciuto Hadas ho provato subito un sentimento di vicinanza con lei che ha facilitato il nostro rapporto artistico. Poi ci siamo trovate insieme nel campo in cui Lucia vede per la prima volta la Madonna, e quando Hadas è arrivata un venticello le ha sollevato il velo dal capo. Era come se si fosse materializzata improvvisamente, nella maniera più semplice, e da lì siamo partiti. Poi abbiamo lavorato molto di improvvisazione, guidate dalle voci di Gianni Zanasi. La scena della lotta è stata impegnativa e divertente: sono portata all'autoflagellazione, ma in genere è interiore, qui invece ha raggiunto livelli fisici notevoli, dato che si è trattato di prendersi seriamente a schiaffi (ride).

Terzani rivive in La fine è il mio inizio, tratto dall'omonimo libro di memorie.

Ogni casa è illuminata

venerdì 25 marzo 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Ogni casa è illuminata Parla svelto, Folco Terzani, senza accento, e sembra un fiume in piena. Ha 41 anni ma ne dimostra dieci di meno, con i capelli lunghi e i jeans da ragazzino, questo adulto bambino che spende fiumi di parole su suo padre ma di sé dice soltanto di esser venuto al mondo «in una valigia». A due settimane di vita era già su una nave che dall’America lo portava in Italia, poco dopo era a Singapore, e ancora attraverso l’Asia, infine in Cina, dove a 12 anni di giorno faceva l’alzabandiera e di sera piangeva di nascosto per non deludere il padre Tiziano. Un padre «ingombrante», un mostro sacro del giornalismo, corrispondente dal Vietnam e dalla Cina, che quando Folco era solo un’idea voleva chiamarlo Mao. E che prima di morire, spento da un tumore, proprio Folco ha voluto accanto a sé per raccontargli come la sua vita fosse cambiata, finalmente illuminata, e per raccogliere le sue memorie in un libro, "La fine è il mio inizio", che oggi è anche un film in sala dal 1 aprile. A presentarlo a Roma ci sono gli interpreti, Bruno Ganz, Elio Germano e Andrea Osvart, il regista Jo Baier e tutta la famiglia di Tiziano Terzani: la figlia Saskia, biondissima e mite, la moglie Angela, e Folco. Che da suo padre ha ereditato, prima di tutto, l’innata capacità di conquistare la scena.

Il nuovo film di Daniele Vicari al Festival del Cinema di Roma.

Il passato è una terra straniera, un inusuale thriller di formazione

domenica 26 ottobre 2008 - Gabriele Niola cinemanews

Il passato è una terra straniera, un inusuale thriller di formazione Ancora un film di genere per il Festival del Film di Roma ma questa volta insospettabilmente italiano. È infatti lo stesso Vicari che ha definito il suo Il passato è una terra straniera come film di genere, anche se non crede molto nell'utilità di tale definizione: "I generi ormai si mescolano in maniera inestricabile, le denominazioni thriller psicologico o romanzo di formazione sono definizioni di comodo utili a discutere".
E la discussione c'è stata come avviene ogni qualvolta un film italiano tenta di avventurarsi nel territorio del thriller e del poliziesco senza guardare ai modelli americani più scontati e nemmeno a quelli nostrani.
Con dietro le spalle l'omonimo libro di Gianrico Carofiglio (di cui hanno ammesso tutti è stata usata solo una parte) Daniele Vicari ha orchestrato assieme ai suoi sceneggiatori una storia dall'impianto molto simile a quello di un altro suo film Velocità massima: due uomini che collaborano "professionalmente" nel cui rapporto si inseriscono anche i legami personali che stringono con altre persone.

Esce il secondo film di Paolo Franchi: vicende critiche di figli di padri illustri e ingombranti.

Nessuna qualità agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre

giovedì 27 marzo 2008 - Marzia Gandolfi cinemanews

Nessuna qualità agli eroi: Nel nome del padre e in assenza del padre Dopo La spettatrice, storia di una giovane donna che osserva la vita degli altri dietro il vetro di una finestra, Paolo Franchi torna con un'opera nevrotica e dolorosa ma soprattutto con un'idea di cinema accostato alla psicanalisi, probabilmente per quel carattere di sogno collettivo che il cinema spesso possiede o per le dinamiche di proiezione e di identificazione che sollecita. Al centro di Nessuna qualità agli eroi ci sono due padri illustri, ingombranti e (quasi) invisibili, che hanno controllato e condizionato l'esistenza dei propri figli, incapaci di vivere e di crescere se non in un rapporto di dipendenza rabbiosa dal genitore, oggetto di amore e di odio autodistruttivo. Elio Germano interpreta Luca, il figlio disadattato di un usuraio che prende a modello della sua "realizzazione" il broker assicurativo di Bruno Todeschini, figlio integrato di un artista deceduto. In mezzo a loro c'è la grazia di Irène Jacob, moglie e "spettatrice" di quel poco che resta da guardare con affetto. La solitudine, l'incomunicabilità, la pesantezza terrena dei corpi e dei desideri, l'afasia dei personaggi che diventa afasia del vivere, sono alcuni dei temi che legano La spettatrice a Nessuna qualità agli eroi, due film che si muovono sotto il segno della follia in quanto infelicità. L'opera non riconciliata di Paolo Franchi dimostra un'infaticabilità artistica, un'inesauribile voglia di capire e l'irrequietezza di porsi nuovi interrogativi.

Dopo le prime esperienze televisive il giovane attore romano ha ingranato la marcia superiore.

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello

martedì 26 febbraio 2008 - Stefano Cocci cinemanews

5x1: Elio Germano, dalla tv al David di Donatello Sfogliando con attenzione il curriculum di Elio Germano si scopre un attore senza esitazioni, che va per la sua strada, convinto che un giorno arriverà da qualche parte. A vederlo oggi, dopo i meritatissimi premi come Miglior Attore ai David di Donatello e il Globo d'oro come rivelazione dell'anno per Mio fratello è figlio unico, si capisce come anche le parentesi televisive e con i fratelli Vanzina abbiano sortito un effetto. Quello di dire addio agli snobismi, per essere attore a 360°, non solo sembrarlo, accettando tutte le sfide. È la storia di un ragazzo che, anche dopo la meritata popolarità, sceglie di vivere al Corviale, problematica periferia di Roma, tra gli amici di sempre, all'insegna dell'essere e non del sembrare. Niente baretti o ponti con i lucchetti per Elio. Nella sua storia c'è stato Daniele Luchetti, che in Mio fratello è figlio unico lo ha affiancato all'astro di Scamarcio. Inutile dire come Elio ne sia uscito assoluto vincitore.
Ora Germano vuole dimostrarci che Il mattino ha l'oro in bocca, accettando la difficile sfida di interpretare un film biografico su un personaggio che non è morto ma, anzi, è vivo e vegeto e nel pieno del successo professionale, quel Marco Baldini che con "Il giocatore" ha raccontato il suo personalissimo demone del gioco d'azzardo. Chissà Elio come ce lo descriverà…

Francesco Patierno adatta (liberamente) Il giocatore di Marco Baldini per il grande schermo.

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo

mercoledì 20 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Il mattino ha l'oro in bocca: storia di un giocatore d'azzardo La storia di Marco Baldini - dj e storico socio di Fiorello - la conoscono tutti. Chi non ha letto la sua autobiografia, "Il giocatore (ogni scommessa è un debito)", la conosce attraverso i suoi racconti in radio e in tv. Ed è proprio sulle registrazioni originali di Baldini e sui racconti di amici e conoscenti che Francesco Patierno ha basato Il mattino ha l'oro in bocca, film liberamente tratto dal libro. "Abbiamo scelto di raccontare la storia di Baldini mantenendo una certa distanza sia per quanto riguarda l'interpretazione degli attori che per la storia prendendoci delle libertà" ha spiegato il regista. "Ci siamo ispirati maggiormente alle registrazioni di quando lavorava alla radio fiorentina e quelle di Radio Deejay firmate insieme a Fiorello, e in particolare alle loro storie leggendarie raccontate da chi li conosceva".

Volevo nascondermi

Volevo nascondermi

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,52)
Un film di Giorgio Diritti. Con Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari.
continua»

Genere Biografico, - Italia 2020. Uscita 15/08/2020.

Favolacce

* * * * -
(mymonetro: 4,07)
Un film di Fabio D'Innocenzo, Damiano D'Innocenzo. Con Elio Germano, Tommaso Di Cola, Barbara Ronchi, Giulietta Rebeggiani, Gabriel Montesi.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2020. Uscita 15/06/2020.
L'uomo senza gravità

L'uomo senza gravità

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,78)
Un film di Marco Bonfanti. Con Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta, Silvia D'Amico, Vincent Scarito, Pietro Pescara, Jennifer Brokshi, Andrea Pennacchi.
continua»

Genere Drammatico, - Italia 2019. Uscita 21/10/2019.
Troppa grazia

Troppa grazia

* * * - -
(mymonetro: 3,32)
Un film di Gianni Zanasi. Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli.
continua»

Genere Commedia, - Italia, Spagna, Grecia 2018. Uscita 22/11/2018.
Io sono Tempesta

Io sono Tempesta

* * - - -
(mymonetro: 2,27)
Un film di Daniele Luchetti. Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 12/04/2018.
Filmografia di Elio Germano »

venerdì 26 marzo 2021 - Cambia il regolamento e anche i film delle piattaforme entrano tra i candidati. Volevo nascondermi leader delle nomination.

David di Donatello 2021, è l’edizione delle donne e dello streaming - Tutte le nomination

Paola Casella cinemanews

David di Donatello 2021, è l’edizione delle donne e dello streaming - Tutte le nomination È quella delle donne e delle piattaforme in streaming, questa edizione dei David di Donatello che verranno consegnati l’11 maggio con una cerimonia in prima serata Rai1 condotta (per la sesta volta) da Carlo Conti, almeno a giudicare dalle cinquine annunciate oggi. “Sono nominate due registe (Emma Dante e Susanna Nicchiarelli, rispettivamente per Le sorelle Macaluso e Miss Marx, ndr), sia per il miglior film che come miglior regia: in 66 anni di David solo una volta una donna ha vinto per il miglior film, e mai per la regia”, sottolinea Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia. “Ci sono anche due regie di esordio al femminile (Alice Filippi per Sul più bello e Ginevra Elkann per Magari, ndr) e due registe candidate per la regia dei documentari (Valentina Pedicini, purtroppo recentemente scomparsa, per Faith e Francesca Mazzoleni per Punta sacra). E se l’anno scorso abbiamo patito l’assenza del racconto delle donne, quest’anno le storie femminili ci sono, eccome. Stiamo facendo un percorso, giacché i dati precedenti erano agghiaccianti non solo per le donne, ma anche per il Paese e per l’umanità”. 
 
Le piattaforme entrano ai David perché, spiega sempre Detassis, “abbiamo dovuto cambiare il nostro regolamento e ammettere alla competizione anche i film che sarebbero dovuti uscire in sala e che invece hanno dovuto scegliere un’altra strada. Non volevamo che nessuno rimanesse indietro per continuare ad onorare il lavoro di tutti”. Netflix inoltre compare anche come produttore de L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, che riporta ben 11 candidature come Miss Marx, mentre il leader per nomination è Volevo nascondermi (15), seguito da Hammamet e Favolacce (13). Detassis ci tiene però a sottolineare il valore della sala cinematografica, precisando che “quasi tutti film hanno avuto una uscita sala brevissima perché interrotti dalla pandemia, ma solo una parte sono stati visti quasi solo in piattaforma. Molto hanno fatto anche i passaggi ai festival” (Venezia e Roma sono avvenuti ancora in presenza, ndr)”.

La categoria più forte è senz’altro quella del miglior attore protagonista, che vede disputarsi la statuetta Kim Rossi Stuart per Cosa sarà (candidato anche per la sceneggiatura originale insieme a Francesco Bruni), Valerio Mastandrea per Figli, Pierfrancesco Favino per Hammamet, Elio Germano per Volevo nascondermi e l’unica entry inattesa, Renato Pozzetto per Lei mi parla ancora

Fra le nomination alla sceneggiatura originale commuove la presenza di Mattia Torre, recentemente scomparso, per Figli. Per il resto il mix, che Detassis definisce “pop”, vede “vecchie glorie” come Pozzetto e Sophia Loren, candidata come migliore attrice per La vita davanti a sé (in gara anche con la canzone Io sì di Laura Pausini), ed esordienti come Pietro Castellitto, candidato sia come miglior regista esordiente e per la sceneggiatura originale di I predatori

Tre attrici giovani – Benedetta Porcaroli, Barbara Chichiarelli e Matilda De Angelis – compaiono fra le candidate non protagoniste (peccato non trovare qui Barbara Ronchi), e si nota una rosa più ampia per le candidate come attrici protagoniste rispetto alla penuria dello scorso anno, con Vittoria Puccini, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti e Alba Rohrwacher, oltre alla già citata Loren.

Due nomi meno conosciuti al pubblico nella categoria miglior attore non protagonista - Gabriel Montesi e Lino Musella, entrambi per Favolacce (ma Musella è anche in Lei mi parla ancora) - se la battono invece con i “veterani” Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Cederna e Silvio Orlando.

TUTTE LE NOMINATION

MIGLIOR FILM
Favolacce
Hammamet 
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR REGIA
Gianni Amelio (Hammamet)
Emma Dante (Le sorelle Macaluso)
Giorgio Diritti (Volevo Nascondermi)
Fabio e Damiano D'Innocenzo (Favolacce)
Susanna Nicchiarelli (Miss Marx)
 
MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Pietro Castellitto (I predatori)
Ginevra Elkann (Magari)
Alice Filippi (Sul più bello)
Mauro Mancini (Non odiare)
Luca Medici (Tolo Tolo)
 
MIGLIOR PRODUTTORE
Favolacce
I Predatori
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo Nascondermi
 
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino (Hammamet)
Elio Germano (Volevo Nascondermi )
Valerio Mastandrea (Figli)
Renato Pozzetto (Lei mi parla ancora)
Kim Rossi Stuart (Cosa sarà)
 
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Paola Cortellesi (Figli)
Sophia Loren (La vita davanti a sé)
Vittoria Puccini (18 regali)
Micaela Ramazzotti (Gli anni più belli)
Alba Rohrwacher (Lacci)
 
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Fabrizio Bentivoglio (L'incredibile storia dell'Isola delle Rose)
Giuseppe Cederna (Hammamet)
Gabriel Montesi (Favolacce)
Lino Musella (Favolacce)
Silvio Orlando (Lacci)
 
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Benedetta Porcaroli (18 regali)
Barbara Chichiarelli (Favolacce)
Claudia Gerini (Hammamet)
Matilda De Angelis (L'incredibile storia dell'Isola delle Rose)
Alba Rohrwacher (Magari)
 
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Cosa sarà
Favolacce
Figli 
I predatori
Volevo Nascondermi 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
Assandira
Lacci
Lasciami andare
Lei mi parla ancora
Lontano lontano
 
MIGLIOR SCENOGRAFIA
Favolacce
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR COLONNA SONORA
Marco Biscarini - Daniele Furlati (Volevo Nascondermi)
Michele Braga (L'incredibile storia dell'Isola delle Rose)
Niccolò Contessa (I predatori)
Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo - Down Boys (Miss Marx)
Pivio & Aldo De Scalzi (Non odiare)
Nicola Piovani (Hammamet)
 
MIGLIOR CANZONE
"Gli anni più belli" (Gli anni più belli)
"Immigrato" (Tolo Tolo)
"Invisible" (Volevo Nascondermi)
"Io sì (Seen)" (La vita davanti a sé)
"Miles Away" (Non odiare)
 
MIGLIOR FOTOGRAFIA
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Padrenostro
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR TRUCCO
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIORI COSTUMI
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 

MIGLIORI ACCONCIATURE
Favolacce
Hammamet
Le sorelle Macaluso
Miss Marx
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR MONTAGGIO
Favolacce
Figli 
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR SUONO
Favolacce
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
Volevo Nascondermi 

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
Hammamet
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Miss Marx
The Book of Vision
Volevo Nascondermi 
 
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Faith
Mi chiamo Francesco Totti
Notturno
Punta sacra
The Rossellinis
 
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Anne 
Gas Station
Il gioco
L'oro di famiglia
Shero

 
MIGLIOR FILM STRANIERO
1917 
I miserabili 
JoJo Rabbit
Richard Jewell 
Sorry we missed you 

DAVID GIOVANI
18 regali 
Favolacce
Gli anni più belli 
L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Tolo Tolo

   

lunedì 22 marzo 2021 - Notturno è il miglior documentario, Assandira miglior film. Premio Speciale Tonino Guerra a Due scatole dimenticate.

I luoghi dell’anima - Tutti i premiati

a cura della redazione cinemanews

I luoghi dell’anima - Tutti i premiati Si è appena conclusa la prima edizione di I Luoghi dell’Anima - Italian Film Festival, la manifestazione ideata e presieduta da Andrea Guerra, con la direzione artistica di Steve Della Casa e Paola Poli, dedicata al centenario della nascita di Tonino Guerra.
 
Il Festival, per questa prima edizione 2021, si è tenuto su MYmovies. Promosso dall’Associazione Tonino Guerra, il festival è stato dedicato a opere cinematografiche in cui l'ambientazione è protagonista. I Luoghi dell’Anima - Italian Film Festival ha proposto in concorso film e documentari che sperimentano nuovi linguaggi per narrare al grande pubblico le memorie e le vicende di luoghi e persone. Il concorso ha voluto premiare le opere audiovisive particolarmente ispirate all’anima di un paesaggio: tradizioni locali; memorie e storia di luoghi e persone; tutela dell'ambiente e sostenibilità, secondo i principi del “vivere lento”; resilienza ambientale e umana; valorizzazione delle peculiarità di un contesto locale attraverso un linguaggio innovativo. 
 
Notturno di Gianfranco Rosi è il MIGLIOR DOCUMENTARIO, premiato dalla giuria presieduta da Terry George, e composta da Luca Cesari e Raffaele Milani perché l'oscurità del mondo s'illumina di una pietà e di una commozione profondissime e le immagini testimoniano una dignità dell'umano trattata con una grande potenza di sguardi.
 
Il PREMIO SPECIALE DEL CENTENARIO TONINO GUERRA è stato assegnato a Due scatole dimenticate perché incontra le parole di Tonino "creare luoghi e aspettare l'anima", mentre la tenera mano di questa donna meravigliosa, Cecilia Mangini, solleva negativi e alambicchi per condividere con noi i volti, i sorrisi, il coraggio dei cittadini di Hanoi nel 1964. 
 
La giuria lungometraggi presieduta da Ferzan Ozpetek e composta da Laura Delli Colli e Massimo Pulini assegna il PREMIO TONINO GUERRA ALLA SCENEGGIATURA e MIGLIOR FILM ad Assandira di Salvatore Mereu con questa motivazione: un film che esprime un senso di imprescindibile rispetto per la terra che cresce i propri figli - uomini e animali- custodendo nella sua fierezza anche quel valore ‘sacrale’ che trasforma un territorio in un luogo degli affetti e dell’anima. Nella storia avvincente di un film che, fin dal titolo, esprime, non a caso con una parola arcaica e insieme popolare, un ammonimento significativo, ‘Assandira’ ci ricorda che non si può andare contro l'ordine naturale delle cose come non si può rinnegare ogni luogo che custodisca il valore più intimo di un’emozione privata. Meno che mai se la sua trasformazione si annuncia come un prezzo da pagare al progresso.
 
Il PREMIO MIGLIOR FOTOGRAFIA è andato a Daria D’Antonio per Tornare di Cristina Comencini e il PREMIO MIGLIOR SCENOGRAFIA a Tonino Zera per L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia.
 
Come MIGLIOR INTERPRETE sono stati premiati Elio Germano per L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose di Sydney Sibilia: Perché trasforma con leggerezza il progetto incredibile di un sognatore della porta accanto in un’utopia universale che con il suo entusiasmo conquista il ‘popolo delle Rose’ di ieri come gli spettatori di oggi; e Giovanna Mezzogiorno per Tornare di Cristina Comencini, Perché dà corpo e anima al dolore di una donna che rilegge con un senso rabbia e insieme con un sentimento di delicata nostalgia una storia segnata dal ritorno a casa, nel suo indimenticabile, anche se sofferto, luogo dell’anima.
 
Il PREMIO ACMF MIGLIOR COLONNA SONORA assegnato dalla giuria del Direttivo dell’ASSOCIAZIONE COMPOSITORI MUSICHE DA FILM ACMF, presieduta da PIVIO, va a Michele Braga per L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose, per il lavoro di ricostruzione storica delle atmosfere in cui si svolgono le vicende raccontate nel film.
 
Una Menzione speciale va a SEMINA IL VENTO di Danilo Caputo che Raccontando una storia di memoria personale esprime rabbia e dolore per un’industrializzazione che a volte fa dimenticare il diritto alla sopravvivenza della natura e la sua bellezza. Ed è una la bellezza di luoghi purtroppo minacciati da un contagio che il film racconta con un inconsapevole senso di presagio, oggi, nella realtà di questa stagione,  tanto più significativo.

   

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