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sabato 12 giugno 2021

Jean Dujardin

L'attore che non parla

49 anni, 19 Giugno 1972 (Gemelli), Parigi (Francia)
occhiello
Doris: "Caro, sono una donna infelice!" George: "Come milioni di persone…"
dal film The Artist (2011) Jean Dujardin  George Valentin
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Jean Dujardin
Cesar 2020
Nomination miglior attore per il film L'ufficiale e la spia di Roman Polanski

Lumiere Awards 2020
Nomination miglior attore per il film L'ufficiale e la spia di Roman Polanski

European Film Awards 2019
Nomination miglior attore europeo per il film L'ufficiale e la spia di Roman Polanski

SAG Awards 2012
Nomination miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

SAG Awards 2012
Premio miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Golden Globes 2012
Nomination miglior attore in un film brillante per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Golden Globes 2012
Premio miglior attore in un film brillante per il film The Artist di Michel Hazanavicius

BAFTA 2012
Nomination miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Premio Oscar 2012
Nomination miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Cesar 2012
Nomination miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

BAFTA 2012
Premio miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Premio Oscar 2012
Premio miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Critics Choice Award 2012
Nomination miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

Festival di Cannes 2011
Premio miglior attore per il film The Artist di Michel Hazanavicius

European Film Awards 2011
Nomination miglior attore europeo per il film The Artist di Michel Hazanavicius



Lo sceneggiatore Eric Besnard, alla sua seconda regia, mette in scena un film ingannevole, tra bollicine che frizzano e cristalli che tintinnano.

Ca$h: champagne, per brindare a una truffa

giovedì 4 giugno 2009 - Tirza Bonifazi Tognazzi cinemanews

Ca$h: champagne, per brindare a una truffa Quando Eric Besnard afferma che voleva fare un film "champagne", tra bollicine che frizzano e cristalli che tintinnano, viene subito in mente Duplicity e ai continui brindisi a suon di intrighi dell'accoppiata Julia Roberts/Clive Owen. Non si discosta molto dalla matrice indie-hollywoodiana la crime story dello sceneggiatore e regista francese che sceglie la coralità e l'orchestrazione per realizzare il suo personale Ocean's Eleven tutto in francese. Ovviamente Ca$h non è il remake europeo del primo capitolo della trilogia di Steven Soderbergh; eppure l'intrigante intreccio prende spunto, proprio come l'opera del regista di Atlanta, dal cinema della fine degli anni '70 in cui i personaggi erano intelligenti e leggeri allo stesso tempo. "Tra i miei film di riferimento" ha rivelato Besnard, "c'era sicuramente La stangata – al quale la prima scena rende un omaggio distanziato dato che sin dall'inizio la mia truffa prende un'altra via – ma anche Butch Cassidy, Il caso Thomas Crown e tutti quei crime movie in cui gli eroi prendono dei rischi senza perdere il sorriso. Inoltre, essendo cresciuto con i film di Philippe de Broca, mi piace la commedia frizzante; quello che mi interessa è il lato ludico dell'astuzia e poter giocare con lo spettatore. In Ca$h tutti i personaggi sono degli eroi. Volevo che fosse così perché gli eroi hanno sempre l'occhio che brilla, ma la verità è che non avevo previsto che per un attore spesso è difficile calarsi in questo ruolo. Sebbene in Francia ci sia una lunga tradizione di cinema di eroi – penso a Melville e a Verneuil – oggi non si fanno più film di questo genere. Volevo provare a tornare a quel tipo di personaggio, senza che risultasse caricaturale, senza falsità, senza fare un'opera 'alla maniera di'. Spero di essere riuscito a inserirmi in questa tradizione".

L'ufficiale e la spia

L'ufficiale e la spia

* * * * -
(mymonetro: 4,19)
Un film di Roman Polanski. Con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Hervé Pierre.
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Genere Drammatico, - USA 2019. Uscita 21/11/2019.
Grandi bugie tra amici

Grandi bugie tra amici

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,65)
Un film di Guillaume Canet. Con François Cluzet, Marion Cotillard, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte, Benoît Magimel.
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Genere Commedia, - Francia 2019. Uscita 12/09/2019.
Transformers - L'ultimo cavaliere

Transformers - L'ultimo cavaliere

* * - - -
(mymonetro: 2,44)
Un film di Michael Bay. Con Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, John Turturro, Stanley Tucci.
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Genere Azione, - USA 2017. Uscita 22/06/2017.
Un amore all'altezza

Un amore all'altezza

* * - - -
(mymonetro: 2,25)
Un film di Laurent Tirard. Con Jean Dujardin, Virginie Efira, Cédric Kahn, César Domboy, François-Dominique Blin.
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Genere Commedia, - Francia 2016. Uscita 07/09/2016.
French Connection

French Connection

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,66)
Un film di Cédric Jimenez. Con Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Céline Sallette, Mélanie Doutey, Benoît Magimel.
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Genere Thriller, - Francia, Belgio 2014. Uscita 26/03/2015.
Filmografia di Jean Dujardin »

venerdì 11 giugno 2021 - Il primo capitolo della saga francese di grandissimo successo con Jean Dujardin e Berenice Bejo. Alla regia il premio Oscar Michel Hazanavicius. Da giovedì 1 luglio al cinema.

Agente Speciale 117 al Servizio della Repubblica - Missione Cairo, il trailer e il poster italiano del film [HD]

a cura della redazione cinemanews

Agente Speciale 117 al Servizio della Repubblica - Missione Cairo, il trailer e il poster italiano del film [HD] Egitto, 1955. Siamo in piena guerra fredda e Il Cairo è il crocevia internazionale delle spie. Tutti complottano contro tutti, e non solo le grandi potenze mondiali. La famiglia del deposto Re Farouk vuole riprendersi il trono, ma deve fare i conti con le Aquile di Cheope, una setta religiosa assetata di potere. Il presidente della Repubblica francese, preoccupato per la situazione, decide di mandare sul posto la (peggior) miglior spia di Francia. Il suo nome: Hubert Bonisseur de la Bath, alias Agente Speciale 117… al servizio della Repubblica. Riuscirà a sventare una crisi mondiale dalle inimmaginabili conseguenze? O forse, il pericolo più grande sarà proprio lui?
 

Primo capitolo della saga dell’Agente Speciale 117, Missione Cairo vede riuniti sul set Michel Hazanavicius, Jean Dujardin e Berenice Bejo, tutti protagonisti dello straordinario successo di The Artist.
MYmovies.it
Agente speciale 117 al servizio della Repubblica - Missione Cairo - di cui vediamo in esclusiva il trailer e il poster italiani - sarà nelle sale italiane dal primo luglio con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Dal 29 luglio le avventure dell’Agente Speciale 117 proseguiranno con il secondo capitolo della saga intitolato Agente speciale 117 al servizio della Repubblica - Missione Rio ancora per la regia di Michel Hazanavicius. La trilogia vedrà la sua conclusione con l’ultimo capitolo diretto da Nicolas Bedos dal titolo Agente speciale 117 al servizio della Repubblica – Allarme rosso in Africa nera, una sontuosa produzione da 19 milioni di budget che arriverà in Italia a settembre sempre distribuita da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

giovedì 10 giugno 2021 - La commedia fantastica di Mr. Oizo, domatore di mosche e di imbecilli definitivi, ci invita a guardare il mondo in maniera differente, esorcizzando l’angoscia del reale. Dal 17 giugno al cinema.

Mandibules, la nuova cronaca bestiaria (e bestiale) di Quentin Dupieux

Marzia Gandolfi cinemanews

Mandibules, la nuova cronaca bestiaria (e bestiale) di Quentin Dupieux Mandibules è la nuova cronaca bestiaria (e bestiale) di Quentin Dupieux. Dopo lo stiloso daim (Doppia pelle), che ‘prendeva vita’ addosso all’impostore feticista di Jean Dujardin, Mandibules ci convince dell’esistenza di un dittero domestico in un mondo che sembra aver perso la ragione. Grande pupazzo articolato con la testa dinoccolata, la mosca di Dupieux è fedele all’assurdo di Alfred Jarry, drammaturgo francese precursore di un teatro rivoluzionario e deliberatamente provocatorio, in grado di formulare nuovi valori estetici, dissacrando il reale e ricorrendo a enormi caricature o a immagini deformi e grottesche. Da sempre al cuore del cinema horror, dal Nosferatu il vampiro di Murnau a La mosca di Cronenberg, la mouche questa volta vola alta, indifferente al genere e al sentimento di repulsione che la sua apparizione semplicemente suscita. Jean-Gab e Manu, due imbecilli definitivi, lo hanno capito bene e decidono di addomesticarla per un esperimento futuro da cui sperano di ricavare una fortuna. L’idea è quella di trasformarla in una sorta di drone per il trasporto illecito di merci.

Rinvenuta per caso nel cofano di una vettura, quella mosca dalle proporzioni esagerate è un regalo dal cielo per i nostri eroi e per la loro amicizia, essenzialmente lucrativa, che ha come obiettivo quello di fare soldi e se possibile senza il minimo sforzo. L’appetito del resto, il ‘nutrimento’ sono una delle preoccupazioni maggiori del tandem, più che un bisogno vitale, una pulsione animale.

L’origine del pachidermico dittero, al centro di un piano infallibile, meglio, di un'altra idea malade di Dupieux, resterà però un mistero per lo spettatore, l’emanazione morbosa delle sue ossessioni e dei suoi film passati. Dopo i toni cupi di Au Poste! e Doppia pelle, coi loro eccessi criminali, Mandibules rinnova il carattere solare dei suoi ‘film americani’ (Rubber, Wrong). Sceso dalla montagna (Doppia pelle) al livello del mare che bagna la Costa Azzurra, il cinema di Dupieux cambia pelle e paradigma, adottando una linea più accessibile e una sceneggiatura obbediente a una logica interna comprensibile. Quello che bisogna accettare è la mouche come l’anomalia dell’Agnès di Adèle Exarchopoulos, che si esprime urlando e parlando con voce autoritaria. Pettinata come Greta Thunberg, la giovane militante svedese, Agnès detiene la verità ma nessuno l’ascolta perché fa troppo rumore.
 
Marionetta di lattice dalle gambe digitali, la mosca del film è pescata dal generoso bestiario fantastico di serie B, affollato di tarantole giganti e altri mostri ronzanti che attaccano le nostre città. Entomologo della nostra specie, Dupieux fa la sua muta, si incolla le ali e si fa insetto docile dotato di una visione frattale del mondo e del suo consumismo volatile. Non solo il suo film vede le cose in grande ma le vede anche raddoppiate come la dose di comicità assurda servita dal duo David Marsais e Grégoire Ludig.Senza alcun intellettualismo, l’autore si limita a cospargere la sua sceneggiatura di indizi che conducono dritti alla follia del mondo. Dominique, come i nostri chiamano affettuosamente la loro mosca, è una compagna fedele e segreta di una storia squilibrata che vola da un ceto all’altro della società. Dal francese basico, incrociato dentro una roulotte e un paesaggio depresso, all’eccentrico miliardario nella sua orribile villa e dietro il sorriso di diamanti, passando per la casa borghese in cui mosca e compagni si installano più stabilmente, divorando voraci un frigo pieno, un cane e un insopportabile disprezzo di classe.

L’insetto, genio malvagio (e cinegenico) che contamina la favola nera di Cronenberg o tortura Mr. White nell’episodio culto di Breaking Bad, in Mandibules dimora testimone impavido di due eroi vestiti come eterni turisti dentro una commedia luminosa e i grandi spazi mediterranei. Non importa alla fine capire che ruolo giochi la mosca nella storia se non quello di fornire una fisionomia alle idee di Dupieux. Una mosca, una giacca di camoscio, uno pneumatico assassino, sono i colpi di genio di un autore per rendere afferrabile, un poco più afferrabile, il suo cinema eccentrico.

Sprofondati da più di un anno in una sorta di distopia gigante che ha stravolto le nostre regole sociali, non può farci che bene l’uscita in sala di Mandibules, una commedia fantastica che invita a guardare il mondo in maniera differente, esorcizzando l’angoscia del reale. Dupieux disegna una storia color crema e geograficamente indeterminata che attira lo sguardo dello spettatore e lo trattiene incollato su un insetto meccanico proprio come farebbe una vera mosca posata improvvisamente sullo schermo. E su quello schermo due anime semplici, unite dall’esibizione sciocca della loro mascolinità, quel “taureau” che celebra le loro piccole vittorie sulle avversità, navigano a vista. Insieme, nella fame e nel bisogno, esplorano una comicità singolare e abitano un universo burlesco e fantastico, che rigetta gli attributi del film horror per abbracciare benevolmente i suoi personaggi ‘spostati’, gli animali e i domatori.

   

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