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lunedì 18 gennaio 2021

Edoardo Leo

Un artista completo

48 anni, 21 Aprile 1972 (Toro), Roma (Italia)
occhiello
Si è vero, sono laureato, ma è un errore di gioventù del quale sono profondamente consapevole!
dal film Smetto quando voglio (2013) Edoardo Leo  Pietro
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Edoardo Leo
Nastri d'Argento 2020
Nomination miglior attore per il film La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore commedia per il film Smetto quando voglio - Ad Honorem di Sydney Sibilia

Nastri d'Argento 2018
Nomination miglior attore commedia per il film Io c'è di Alessandro Aronadio

David di Donatello 2014
Nomination miglior attore per il film Smetto quando voglio di Sydney Sibilia

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film La mossa del pinguino di Claudio Amendola

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film Smetto quando voglio di Sydney Sibilia

Nastri d'Argento 2014
Nomination miglior attore per il film Ti ricordi di me? di Rolando Ravello



18 regali

18 regali

* * * - -
(mymonetro: 3,32)
Un film di Francesco Amato. Con Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Edoardo Leo, Sara Lazzaro, Marco Messeri.
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Genere Biografico, - Italia 2020. Uscita 02/01/2020.
La Dea Fortuna

La Dea Fortuna

* * * - -
(mymonetro: 3,30)
Un film di Ferzan Ozpetek. Con Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Sara Ciocca, Edoardo Brandi, Barbara Alberti, Serra Yilmaz.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 19/12/2019.
Gli uomini d'oro

Gli uomini d'oro

* * * - -
(mymonetro: 3,31)
Un film di Vincenzo Alfieri. Con Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Gianmarco Tognazzi.
continua»

Genere Noir, - Italia 2019. Uscita 07/11/2019.
Il Re Leone

Il Re Leone

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di Jon Favreau. Con Marco Mengoni, Elisa, Edoardo Leo, Beyoncé Knowles, Luca Ward.
continua»

Genere Avventura, - USA 2019. Uscita 21/08/2019.
Non ci resta che il crimine

Non ci resta che il crimine

* * - - -
(mymonetro: 2,30)
Un film di Massimiliano Bruno. Con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2019. Uscita 10/01/2019.
Filmografia di Edoardo Leo »

venerdì 8 gennaio 2021 - "Siamo una piccola ma determinata realtà indipendente che si batte per le eccellenze italiane." Il direttore Pascal Vicedomini racconta l'esperienza dell'evento svolto su MYmovies.

Capri Hollywood 2020, un successo totalmente in streaming

Tommaso Tocci cinemanews

Capri Hollywood 2020, un successo totalmente in streaming Con il 2020 se ne è andata anche l’ultima edizione del Capri Hollywood - The international Film Festival, che quest’anno ha tagliato il traguardo del quarto di secolo. Da sempre orientato alla promozione del cinema italiano in ottica del mercato a stelle e strisce, l’appuntamento di Capri si è quest’anno svolto per la prima volta interamente in digitale sulla piattaforma di MYmovies. Ne abbiamo discusso con il direttore e fondatore dell’evento, Pascal Vicedomini.
 
I venticinque anni alla guida di Capri Hollywood sono arrivati assieme a uno stravolgimento nelle modalità dovute all’emergenza sanitaria. È soddisfatto dei risultati?
Direi che è stato un successo assoluto, la degna celebrazione di venticinque anni di storia. Ci hanno inviato film da 90 paesi, e siamo molto sorpresi dalla risonanza mediatica che siamo riusciti a raggiungere, segno che il nostro festival continua a suscitare attesa a livello internazionale, come del resto già sapevo.

Cosa è cambiato per Capri Hollywood con la versione digitale?
Abbiamo avuto dei riscontri di cui sarà difficile non tenere conto, d’ora in avanti. A mio avviso in futuro tutte le organizzazioni dovranno pensare a impostare due festival in parallelo, uno fisico e uno digitale. Questo ci dicono gli ottimi dati della visione in streaming.

Il suo festival ha una struttura inusuale per quanto riguarda la selezione e la premiazione. Non avete cambiato nulla per questa edizione così particolare?
Abbiamo nel board diverse eccellenze in ogni settore. Non vogliamo essere un festival chiuso, con gli amici degli amici. L’aspirazione è sempre di aprirsi anche a livello internazionale, incorporando i vincitori passati nel processo di selezione futura. Tra Los Angeles e Capri abbiamo costruito una rete di artisti che si esprimono nella ricerca dei film a cui dare visibilità.

Con un processo così decentralizzato non rischia di mancare una visione d’insieme?
Secondo me la visione d’insieme è un concetto antico. Anche le giurie dei festival internazionali sono un po’ antiche, con verdetti troppo spesso frutto di mediazione. Giudicare l’arte è un po’ strano. Se si lascia il giudizio della vita di un film a un cinefilo puro che però non tiene conto dei fattori distributivi, si rischia che l’opera non arrivi mai al pubblico. I premi devono vincerli film che meritano sia dal punto di vista critico che popolare.

Una filosofia che guarda al mainstream, dunque.
Certo. E soprattutto all’eccellenza. Tra i nostri premiati ci sono tantissimi vincitori di Oscar. Abbiamo un po’ di tutto, dai giovani come Pietro Castellitto a grandi film come The trial of the Chicago 7. Negli anni abbiamo avuto a Capri tanti nomi di belle speranze che nessuno conosceva, e che oggi sono dei divi in America. Ricordo anche tra gli italiani Edoardo Leo, che portammo negli Stati Uniti con il suo primo film da regista.

Come sono nate le retrospettive e gli omaggi di quest’anno ad alcuni grandi nomi del cinema italiano?
Sorrentino è stato il nostro padrino e ha premiato Antonio Capuano. Ci è sembrato giusto programmare alcuni suoi film. Abbiamo avuto Gianfranco Rosi, che è il candidato italiano agli Oscar, e volevamo quindi sostenerlo. Gianfranco è un affabulatore, intriga, desta attenzione ovunque vada. Per questo abbiamo aperto il festival con un evento faccia a faccia che lo ha visto protagonista. È stata la prima retrospettiva italiana su Rosi in assoluto, cosa che ci rende molto felici. Abbiamo cercato di essere “sul pezzo” anche con nomi più giovani, ad esempio premiando Salvatore Esposito e Matilda De Angelis, protagonisti di serie americane come Fargo e The undoing. Cerchiamo di cogliere tutti i fatti salienti dell’anno che va a concludersi e anticipare ciò che verrà.

Come descriverebbe l’atmosfera durante il festival a Capri, che ovviamente è mancata quest’anno?
Siamo sempre tra classico e il moderno, tra cult e pop. Del resto è questo il carattere di Capri, che è l'isola dell’accoglienza, aggregante. Chi la visita si può trovare seduto di fianco a uno studente così come a Julia Roberts. Per 25 anni le nostre proiezioni sono state gratuite e aperte al pubblico. Chi prima arriva si siede. E il successo digitale di quest’anno mi rende felice perché cancella la menzogna di alcune persone gelose, secondo le quali saremmo soltanto una destinazione vacanziera invernale per i divi. Anche senza poter accedere a Capri, più di ottanta artisti hanno partecipato alle nostre iniziative e incontri.

Dopo venticinque anni, come si è evoluto ed è cambiato il festival che lei ha fondato?
Non è cambiato affatto, dal primo giorno a oggi. Capri è come Venezia e Roma, come Parigi e New York: un’attrazione turistica globale, una garanzia d’estate come d’inverno. Abbiamo mantenuto sempre lo stesso spirito, è tutta una questione di arte e amicizia. Proprio per questo spero che Laura Pausini vinca l’Oscar per la canzone del film La vita davanti a sé, e che lo vinca anche la protagonista Sophia Loren. Sarà un anno anomalo per gli Oscar, in cui deve vincere il simbolo più che il solo talento. Noi siamo sempre in prima fila per il sostegno durante gli Academy awards. Ricordo con orgoglio l’Oscar per Lina Wertmüller, che fu la nostra prima madrina. Ci siamo spesi per la sua campagna, come avevamo fatto per la stella sulla Walk of fame per Morricone, Bertolucci e la stessa Lina. Siamo una piccola ma determinata realtà indipendente che si batte per le eccellenze italiane.
 

   

mercoledì 16 dicembre 2020 - Claudio Bisio guida una squadra di talenti comici diversi ma dal background ugualmente solidissimo nella nuova commedia Sky Original in due appuntamenti, il secondo in arrivo il 21 dicembre su Sky e in streaming su NOW TV e il primo già disponibile on demand.

Cops - Una banda di poliziotti, un cast di volti comici amatissimi dal pubblico

Paola Casella cinemanews

Cops - Una banda di poliziotti, un cast di volti comici amatissimi dal pubblico “Chi ride ruba alla morte”, diceva Mario Monicelli, e in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando far ridere è regalare un balsamo prezioso. Ma per far ridere, soprattutto in gruppo, bisogna saper armonizzare le specificità di vari talenti comici affinché convergano in un’unica risata. È stato questo il criterio guida di Luca Miniero nel mettere insieme il cast di Cops - Una banda di poliziotti, remake (molto) italiano del film svedese (ma diretto dal libanese, ergo mediterraneo, Joseph Fares) Kops. Dunque nel commissariato di polizia immaginato da Miniero coesistono amabilmente talenti comici diversi, con un background e una cifra comica individuale.

A cominciare da Claudio Bisio, capocomico del gruppo, che ha il ruolo del commissario venuto dal Nord Valerio Cinardi. Bisio è inizialmente spinto dalla regia e dal copione a fare leva soprattutto sulla sua corda malinconica, ma questa facciata è destinata a scongelarsi, e a rivelare la verve surreale del maestro di cerimonie di Zelig, attore feticcio di Gabriele Salvatores e protagonista di molte commedie italiane recenti, fra cui ben tre girate proprio con Luca Miniero: Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord e Non c’è più religione. A fare da contraltare al commissario di Bisio è Margherita Nardelli, emissario del Ministero interpretata da Stefania Rocca, una donna apparentemente algida e distaccata ma che si rivelerà una donna fragile, emotiva e pronta ad aprirsi in un'inaspettata amicizia.

Spesso visto in ruoli di commedia è anche Pietro Sermonti, la cui autoironia è nota dai tempi in cui interpretava Stanis La Rochelle in Boris. Ma anche nella saga di Smetto quando voglio e nel surreale Cristian e Palletta contro tutti ha avuto modo di mostrare le sue doti comiche, particolarmente efficaci quando deve apparire non particolarmente astuto e brillante, come nel ruolo del sovrintendente Nicola Gargiulo di Cops - Una banda di poliziotti.

Francesco Mandelli mette invece a frutto la sua militanza ne I Soliti Idioti nel ruolo di Benny The Cop, poliziotto con il mito dei serial americani. Mandelli, insieme a Fabrizio Biggio, si è fatto un nome con le maschere di Ruggero “Dai, cazzo!” De Ceglie, Fabio o Sebastiano il motociclista, ed è anche apparso in svariati cinepanettoni. Il suo personaggio in Cops - Una banda di poliziotti è forse il più apertamente (e fisicamente) comico: il suo modo fallico di sparare, almeno nei sogni, e il gesto con cui toglie e rimette le lenti da sole sopra gli occhiali da vista sono i tormentoni del film.

Nel ruolo di Tonino troviamo un interprete dal solido background teatrale e cinematografico come Dino Abbrescia, apprezzato da Checco Zalone ma anche da registi drammatici come Gabriele Salvatores e Sergio Rubini. L’autoritaria ispettrice Maria Crocifissa Cercola è invece interpretata da un’attrice, Giulia Bevilacqua, che ha raggiunto la notorietà nel ruolo di una poliziotta “vera” nella serie Distretto di Polizia. Ma anche lei ha già militato in commedie come Cardiofitness, Tutta colpa di Freud e Natale col boss, per poi diventare la Milady de I moschettieri del re.

Da Smetto quando voglio arriva anche Guglielmo Poggi, che in Cops - Una banda di poliziotti ha il ruolo del poliziotto fieramente gay Tommaso: nella saga diretta da Sydney Sibilia era l’alunno che prendeva lezioni private dal professore (Edoardo Leo), ed è poi stato coprotagonista della commedia amara Il tuttofare accanto a Sergio Castellitto. Amato anche da Massimiliano Bruno, Poggi è uno dei giovani attori più promettenti della sua generazione.

Chiude il cast comico di Cops - Una banda di poliziotti Giovanni Esposito, esponente della scuola comica napoletana che ha recitato accanto ad Aldo, Giovanni e Giacomo, Ficarra e Picone e Alessandro Siani (ed era un irresistibile Mariano Apicella in Loro di Paolo Sorrentino).

   

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