| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Fausto Brizzi |
| Attori | Angelo Pintus, Marta Zoboli, Beatrice Arnera, Andrea Perroni, Tullio Solenghi Maria Amelia Monti. |
| Uscita | mercoledì 1 gennaio 2025 |
| Distribuzione | PiperFilm |
| MYmonetro | 2,22 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 dicembre 2024
Il film racconta la storia di una coppia alla disperata ricerca di un figlio che partirà per la Spagna per andare in una clinica specializzata nella fecondazione assistita. In Italia al Box Office Dove osano le cicogne ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 1,3 milioni di euro e 947 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Angelo e Marta, lui maestro elementare, lei psicoterapeuta e figlia di un colonnello dei Carabinieri, sono sposati da anni, e da anni cercano di avere un figlio. Le hanno provate tutte, ma quando i dottori diagnosticano a Marta un'endometriosi che renderebbe quasi impossibile rimanere incinta i due decidono di seguire il consiglio di Andrea, un amico di Angelo che fa l'infermiere. Andrea suggerisce loro di recarsi a Barcellona dove un luminare pare sia stato in grado di risolvere i problemi di infertilità di innumerevoli coppie.
Ma il luminare conferma a Marta che il suo utero è inospitale, e propone loro una soluzione: una giovane donna catalana, per pura generosità e senza compenso, è disposta ad ospitare nel suo utero il seme di Angelo e l'ovaio di Marta, per poi portare avanti la gravidanza in Italia accanto alla coppia. Essendo la maternità surrogata proibita dalla legge italiana, ed essendo il padre di Marta un colonnello dell'esercito ligio alle regole, la coppia entrerà in un ginepraio di finzione.
Con Dove osano le cicogne Angelo Pintus, Herbert Simone Paragnani, Gianluca Belardi e Fausto Brizzi, quest'ultimo anche regista del film, firmano una sceneggiatura che affronta una materia incandescente, non solo perché, come più volte ricordato nel corso della storia, la maternità surrogata è illegale in molti Paesi, ma perché comporta tutta una serie di considerazioni etiche che meritano quantomeno grande delicatezza e sensibilità.
Qui invece l'argomento, e con lui altri argomenti complessi come l'adozione illegale e i diritti delle madri biologiche, vengono trattati con estrema superficialità, che è ben diversa dalla leggerezza consentita dal contesto di commedia.
Ci sarebbe voluta una penna sopraffina e una grande destrezza, e invece qui le situazioni, oltre che paradossali, sono spesso drammaturgicamente mal gestite ed eticamente inopportune. Non stiamo parlando di political correctness, ma di capacità artistica di camminare in bilico su un crinale sottile, e di trattare certi argomenti con empatia e reale partecipazione emotiva.
Spiace soprattutto perché il cast è di buon livello, a cominciare da Angelo Pintus che si ritaglia un ruolo da attore brillante lasciando le battute migliori, e l'istrionismo da cabaret, ad Andrea Perroni, che ha tempi comici impeccabili nel ruolo di Andrea, per proseguire con l'ottima Marta Zoboli (Marta) e la vulcanica Beatrice Arnera (Luz). Anche i cammei di Tullio Solenghi e Imma Piro (i genitori di Marta) e quello di Antonio Catania (il preside della scuola dove lavora Angelo) funzionano, ma in virtù della loro capacità recitativa, non dei ruoli che sono chiamati a interpretare. Quel che è peggio è che per tutta la durata del film al massimo si sorride, mentre più spesso si prova quella sensazione di disagio e di imbarazzo che risultano letali per una commedia.
vanno pure bene le commediole cosi, ma in piattaforma please.
Una coppia che non può avere figli e ricorre a una madre surrogata (spagnola). Questo è il tema: politico duro, anti Meloni. Però Brizzi ne ricava la solita commediola nostra attuale flebile. Con prologo esasperante modello Siani & Pieraccioni: Angelo Pintus, maestro elementare, interroga un allievo e la tira in lungo, ma tutte proprio tutte le battute son petardi bagnati.