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Tullio Solenghi

Tullio Solenghi. Data di nascita 21 marzo 1949 a Genova (Italia). Tullio Solenghi ha oggi 73 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

Al principio del Trio... c'era Tullio

A cura di Fabio Secchi Frau

Tullio Solenghi è uno dei tre membri del celebre e comico Trio formato da lui, Massimo Lopez e Anna Marchesini e considerato uno dei fenomeni artistici e umoristici più importanti della storia dello spettacolo italiano.

Il Trio Solenghi-Marchesini-Lopez
Nato a Genova, a soli 17 anni, si iscrive alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile della città, dove conosce Massimo Lopez. Dopo gli studi, nel 1970, debutta proprio con lo Stabile in un testo firmato da Bertolt Brecht "Madre Coraggio e i suoi figli". Rimarrà con la compagnia per altre sette stagioni e poi, dopo qualche partecipazione cinematografica, comincerà a lavorare in televisione. Scoperto catodicamente da Pippo Baudo nel 1976, viene inserito nella trasmissione "Chi", pur senza lasciare il palcoscenico che dividerà nientemeno che con un giovanissimo Beppe Grillo in spettacoli di cabaret al Refettorio di Milano. Nel 1979, è ancora accanto a Baudo nel programma "Luna Park" e poi nel 1981 in "Gran Canal", condotto da Corrado. Finalmente, nel 1982, conosce la geniale attrice Anna Marchesini, con la quale dividerà lo studio televisivo di un programma per italiani in Svizzera. L'alchimia è come un colpo di fulmine e i due decidono di lavorare ancora assieme, aggiungendo a loro anche il vecchio amico di Solenghi, Lopez, formando di fatto il mitico gruppo comico conosciuto sotto il nome de "Il Trio Marchesini-Lopez-Solenghi" o anche semplicemente noto come "Il Trio". Iniziano a lavorare assieme a Radio 2 nel programma "Helzappoppin" (1982) che ebbe un enorme successo di pubblico (il titolo è un omaggio al celebre musical omonimo del 1938, ma anche all'omonimo film del 1941 di Henry C. Potter). Gli italiani non perdono nessuna delle 13 puntate dello show radiofonico che va in onda ogni sabato mattina e il boom degli ascolti è così straordinario da spingere la Rai a prolungare il numero delle puntate raggiungendo quota 52! Gli sketch della Marchesini e di Solenghi diventano un cult e vengono trasportati anche in televisione, quando il Trio viene invitato a programmi come "Tastomatto" con Lorella Cuccarini e "Domenica in" (1984-1985). Tutto merito di un vhs inviato dal Trio a Enzo Trapani, il quale, conquistato dalla loro comicità, non può fare a meno di scritturarli. I telespettatori grandi e piccini rimango incollati al televisore quando passano le loro parodie dei telegiornali e degli spot pubblicitari, persino la critica è pazza di loro tanto da volerli premiare come Rivelazione dell'Anno. C'è da sottolineare che Solenghi continuerà da solo a lavorare in qualche progetto come la miniserie Nata d'amore del 1984, firmato da Duccio Tessari e con Urbano Barberini, Marina Berti, Lorella De Luca, Francesca De Sapio, Giovanni Lombardo Radice, Massimo Ranieri e Mattia Sbragia e "Aeroporto Internazionale" (1985). L'indice di gradimento è così alto che, nel 1986, entrano di diritto nel cast di "Fantastico 7". Purtroppo però, non mancheranno le polemiche che investiranno proprio Tullio Solenghi, colpevole di una allora sconveniente presa in giro dell'Ayatollah Khomeini. Quella che oggi è considerata una buonissima imitazione macchiettistica, che sfocia nella parodia, osannata da VARIETY, allora provocò l'indignazione internazionale e addirittura minacce di morte all'attore da parte di integralisti islamici. Questo però non fermò il Trio che continuò a lavorare senza sosta, sbarcando addirittura al Lincoln Center di New York e a Buenos Aires, arrivando al Festival di Sanremo nel 1986, 1987 e 1989. E proprio in quest'ultima edizione, Tullio Solenghi ritorna al centro di polemiche da parte dei cattolici integralisti che avevano visto come sconveniente la sua imitazione di San Remo. Il Trio alza le spalle di fronte alle critiche e continua sulla sua strada, ormai dritta verso l'apice del successo, conquistato definitivamente nel 1990, con la parodia di "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni. In ben 5 puntate, trasmesse su Rai Uno, con una media di 13 milioni di spettatori per ciascun episodio (con picchi di 17 milioni), il Trio dissacra uno dei più sacri testi della letteratura italiana, ponendo una solida pietra nella storia della televisione italiana che testimonierà il loro passaggio alle future generazioni. A questo punto, conquistato il piccolo schermo, non si può che invadere il teatro e lo fanno con lo spettacolo spiazzante e non-sense "Allacciate le cinture di sicurezza" (1987, che verrà premiato con il Biglietto d'Oro) e "In principio era il trio" (1991) poi trasmessi anche in televisione. A questo punto però, nel 1994, il Trio si scioglie e i tre attori cominciano a lavorare da solisti - sembra infatti essere questo il motivo principale dello scioglimento, voluto soprattutto da Massimo Lopez e dalla sua voglia di sperimentarsi come comico senza i due colleghi al suo fianco - oppure in coppia (come è accaduto per il film tv La rossa del Roxy Bar del 1994 che ha visto Solenghi di nuovo accanto alla Marchesini o la sitcom Max e Tux del 2002). La loro storia è contenuta all'interno di un libro scritto da Solenghi e che ha il titolo di "Uno e Trino" (1995, Edizioni Associate). Il gruppo si riunirà solo il 3 marzo del 2008, quando cioè festeggeranno i 25 anni della propria nascita con l'evento televisivo "Non esiste più la mezza stagione". Il programma, che andrà in onda in tre puntate (l'8, il 15 e il 22 marzo 2008 in prima serata su Rai Uno), ripropone filmati di repertorio, ma anche divertentissimi sketch dal vivo, come a sottolineare che lo spirito del Trio non è mai morto, neanche con il loro scioglimento.

La carriera televisiva da solista
Fra il 1994 e il 2008, Solenghi, orfano della Marchesini e di Lopez, lavorerà prima alla fiction Ci vediamo in tribunale (1996), poi sarà alla conduzione di "Striscia la notizia" nell'edizione 1996-1997 affianco a Gene Gnocchi, poi rimpiazzato dall'amico Lopez. A questi si aggiungono una "Domenica in" condotto accanto a Giancarlo Magalli e la sua partecipazione a "Quelli che... aspettano" (2001) e "Quelli che... il calcio" (2001-2002).

Il cinema
La carriera cinematografica parte molto prima dell'arrivo del Trio. È il 1979, e Solenghi debutta nella commedia Io zombo, tu zombi, lei zomba di Nello Rossati con Duilio Del Prete, Renzo Montagnani, Nadia Cassini e Cochi Ponzoni, nel ruolo di uno zombie dall'improbabile accento ciociaro, cornuto e per di più ucciso dalla Cassini e dal suo amante. Dopo altre commedie scollacciate e il successo del Trio, nel 1994, doppia il perfido leone Scar nella versione italiana del film d'animazione Il re leone. Ma è forse con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica (1996) di Lina Wertmüller con Veronica Pivetti, Gene Gnocchi e Cinzia Leone che mette in scena tutto il suo talento, nell'interpretazione di Tunin, un operaio di Rifondazione Comunista, sposato e senza lavoro che perde la testa per una parrucchiera leghista. A seguire, avrà anche un ruolo in Che bella giornata (2011).

Il teatro
Sul palcoscenico, Solenghi ha conosciuto e lavorato con i più grandi nomi del teatro italiano: Lina Volonghi, Camillo Milli, Omero Antonutti, Lucilla Morlacchi, Adolfo Fenoglio, Eros Pagni, Giancarlo Zantti, Gino Pernice, Fiorenza Marchegiani, Adolfo Geri, Wanda Benedetti, Luigi Squarzina ed Elisabetta Carta. Dal 2003, sarà meritatamente promosso a presentatore dei Premi E.T.I. - Gli Olimpici del teatro.

Altri lavori
Da ricordare anche la sua partecipazione agli spot Lavazza dal 2000 al 2002.

Vita privata
Tullio Solenghi è sposato con la moglie Laura ed è padre di due figlie, nate nel 1982 e nel 1984.

Ultimi film

Drammatico, (Italia - 2020), 94 min.
Comico, (Italia - 2011), 97 min.
Animazione, (USA - 1994), 90 min.

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