Personal Shopper

Film 2016 | Drammatico +13 105 min.

Titolo originalePersonal Shopper
Anno2016
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata105 minuti
Regia diOlivier Assayas
AttoriKristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten, Sigrid Bouaziz David Bowles, Ty Olwin, Pamela Betsy Cooper, Leo Haidar, Abigail Millar, Hammou Graïa, Benjamin Biolay, Audrey Bonnet, Pascal Rambert.
Uscitagiovedì 13 aprile 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Olivier Assayas. Un film Da vedere 2016 con Kristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten, Sigrid Bouaziz. Cast completo Titolo originale: Personal Shopper. Genere Drammatico - Francia, 2016, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 13 aprile 2017 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Personal Shopper
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La personal shopper di una grande attrice nasconde un segreto: è capace di parlare con i morti. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. Al Box Office Usa Personal Shopper ha incassato 270 mila dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
ASSOLUTAMENTE SÌ

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Un film sperimentale, concettuale e carico di riflessioni sulla società crossmediale, mascherato da storia di fantasmi.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 18 maggio 2016
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 18 maggio 2016

Maureen ha da poco perso il fratello Lewis per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Maureen è una medium e come tale cerca un contatto con l'aldilà per poter salutare definitivamente il fratello e riappacificarsi con la sua perdita. Maureen è anche una personal shopper, ovvero ha l'incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra. Finalmente Maureen sembra entrare in contatto con una presenza spettrale, ma non è sicura che si tratti di Lewis.

Il problema, se di problema si può parlare, che affligge le persone con un'intelligenza superiore alla media è quello di non poter rinunciare a cercare una spiegazione sulle cause o sugli effetti, dove i più arresterebbero la loro indagine, accontentandosi della via più breve. La stessa sindrome che affligge Olivier Assayas, instancabile indagatore di quel che sta dietro, o sopra.

Di quel che non si vede, ma che muove le cose. Assayas non si accontenta di verticalizzare l'approfondimento su un tema, deve necessariamente tracciare più connessioni intertestuali possibili tra questo e altri temi, portando la speculazione filosofica su lidi forse impensabili all'inizio del processo. Inutile dire che questo approccio, che spesso coincide con le opere dell'autore meno immediatamente fruibili e comprensibili per lo spettatore medio (Irma Vep, Boarding Gate), non trova grande riscontro presso il pubblico e la critica più generalista. Ma è proprio qui che si trova la natura profonda del cinema di Assayas, la medesima che anima un film accettato quasi unanimemente come un capolavoro come Sils Maria.

Perfetto esempio di tutte queste idiosincrasie, Personal Shopper è una profonda investigazione sulle origini della paura, sul bisogno di credere nell'aldilà, e su come relazionarsi con tutto ciò in una società crossmediale, che filtra le emozioni per poi amplificarle. In cui si attende un segno, ma in cui questo arriva via SMS e da uno sconosciuto.

Il regista francese riprende temi già affrontati in Sils Maria, di cui Personal Shopper rappresenta al contempo, una prosecuzione, un gemello introverso, un fantasma. Proprio quest'ultimo diviene l'ectoplasmatico e ingannevole fenotipo dell'opera: che procede come una ghost story, ne sfrutta i cliché e i calibrati colpi di scena, per poi raccontare tutt'altro. Con un indubbiamente voluto gioco di/sulle parole, la medium interpretata da Kristen Stewart diviene fulcro di un ragionamento sui media che caratterizzano la contemporaneità. Una parte consistente di Personal Shopper si svolge attraverso l'utilizzo di un iPhone, sia per la visualizzazione di video su YouTube che per un dialogo via chat, che attraversa le sequenze cruciali e thrilling del film come un'inseparabile (e invisibile) presenza. Come un fantasma.

La materia da comprimere e da rendere coerente, molteplice e complessa, diviene opera coesa solo grazie a un linguaggio filmico straordinario e a tratti sperimentale - la sequenza precognitiva in albergo - in cui una storia di tensione alla Brian De Palma - citato esplicitamente nelle vestizioni di Maureen, nel voyeurismo implicito, nell'uso del sonoro - con un pizzico di Kubrick e di Kurosawa Kiyoshi convive con una riflessione sulla solitudine da multimedialità e sul mutamento radicale vissuto nel nostro quotidiano. Il tutto proiettato - letteralmente, viste le scene di nudo parziale e l'indagine della macchina da presa sullo straordinario corpo cinematografico della Stewart - sulla pelle di una diva che vive (ma il processo era iniziato in Sils Maria) perennemente camminando sul filo invisibile sospeso tra pubblico, privato e sovraesposizione mediatica.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 gennaio 2017
Francesco2

 Negli ultimissimi anni, il cinema d Assayas sembra avere  imboccato una strada diversa sia a  precedenti ormai ventennali -"Irma Vep"-, sia ad opere come "Aprés mai-qualcosa  nell'aria", figlie più esplicitamente della Nouvelle vague. Rimproverare al nostro un (o s)cadere nel postmoderno  -non necessariamente parola [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 24 marzo 2017
 

Maureen ha da poco perso il fratello Lewis per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Maureen è una medium e come tale cerca un contatto con l'aldilà per poter salutare definitivamente il fratello e riappacificarsi con la sua [...]

POSTER
mercoledì 15 marzo 2017
 

Maureen è una giovane donna americana che vive a Parigi e lavora come Personal Shopper. Ha l'incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra.

GALLERY
mercoledì 18 maggio 2016
 

Già protagonista della serata inaugurale con Café Society di Woody Allen, Kristen Stewart è tornata ieri sul red carpet di Cannes per Personal Shopper di Olivier Assayas, un film sperimentale, concettuale e carico di riflessioni sulla società crossmediale, [...]

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2016
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