Liv UllmannStoria di un angelo norvegeseNome: Liv Johanne Ullmann71 anni, 16 Dicembre 1938 (Sagittario), Tokyo (Giappone) |
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![]() Credo nell'amore per il nostro prossimo. Se tutti gli esseri umani fin da piccoli imparassero a curarsi l'uno dell'altro, il mondo sarebbe diverso.
dal film Scene da un matrimonio (1973)
Liv Ullmann è Marianne
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Allontanandosi per un momento dall'universo psicanalitico di Ingmar Bergman e dai suoi affreschi-sociali, nell'esplorare la carriera di Liv Ullmann si rimane a bocca aperta. Splendida, magnifica, ma soprattutto contemporanea, soprannominata l'"Angelo Norvegese", questa scintillante attrice ha saputo mostrare al mondo intero quel lato lirico della recitazione, che sarebbe impossibile rinchiudere in un solo ruolo, anche uno dei più celebrati. Un'artista pirotecnica che ha saputo essere poetica, malinconica e drammatica anche nella rappresentazione di una normale borghese. Conquistandosi un posto tutto suo nella cinematografia mondiale per l'insistenza di questo percorso sotto le luci della fama. Se non fosse stato per lei, non sarebbe mai esistita Liv Tyler, infatti pochi sanno che la più americana Liv ha questo nome perché sua madre, Bebe Buell, vide una fotografia della Ullmann sulla copertina di un magazine!
Figlia di un ingegnere norvegese che per via del suo lavoro era costretto a spostarsi spesso, fin dalla più tenera età Liv ha già visto quattro grandi metropoli: Tokyo, Ottawa, New York e Oslo. Dopo aver frequentato una scuola di Trondheim, villaggio della Norvegia, all'inizio degli anni Cinquanta, appena terminati gli studi si butta nella recitazione che è la sua più grande passione. La sua bravura emerge immediatamente tanto è vero che in pochissimi anni è già la protagonista di piece come "Il diario di Anna Frank" (1957), l'"Amleto" (1959), "Kristin Lavransdater" (1959), il "Faust" (1963), "Romeo e Giulietta" (1964) e "Giovanna d'Arco" (1965).
Il cinema non si lascia scappare questo piccolo portento, così Liv Ullmann esordisce nel 1957 nella commedia Fjols til fjells dell'attrice Edith Carlmar, seguito da altri film della stessa regista. Il 1960 è l'anno del suo matrimonio, quello con Gappe Stang, dal quale poi divorzierà nel 1965, per intrecciare una lunga relazione con il regista Ingmar Bergman, dalla quale nascerà sua figlia, l'attrice Linn Ullmann. Ma Bergman non sarà solo il padre di sua figlia, ma anche il regista che maggiormente la utilizzerà nelle sue pellicole: Persona (1966), L'ora del lupo (1967), La vergogna (1968) e Passione (1969).
Bibi Andersson, Gunnar Björnstrand, Max von Sydow, Ingrid Thulin, Erland Josephson (con il quale avrà numerosi scontri intellettuali) saranno la sua famiglia. La filmografia di Bergman, esportata anche all'estero con estremo successo, le permetterà di essere riconosciuta anche a livello internazionale. È del 1971 il poliziesco L'uomo dalle due ombre di Terence Young, nel quale la Ullmann recita accanto a Charles Bronson e James Mason, anche se l'apice della sua carriera lo troverà con Karl e Kristina (1971) di Jan Troell, nel quale interpreta il ruolo di una contadina che emigra negli States, ruolo che le permetterà di ricevere la sua prima nomination all'Oscar come miglior attrice protagonista, nonché un Golden Globe nella stessa categoria.
Dopo questa parentesi americana, torna a recitare per il suo compagno nel 1973 in Sussurri e grida, nella parte della sorella di una malata di cancro, ruolo che le farà ottenere il David Speciale per l'interpretazione che condividerà con le altre colleghe presenti nel film. Vince il suo secondo David come miglior attrice straniera per il televisivo Scene da un matrimonio (1973), dove interpreta Marianne, una comune donna sposata la cui vita viene narrata lungo 10 anni di matrimonio. In seguito alla nomination al Tony Award come miglior attrice drammatica per "Casa di bambola" (1975) di Henrik Ibsen, arriva la seconda nomination all'Oscar come miglior attrice protagonista per L'immagine allo specchio (1976) e come se non bastasse, anche una seconda candidatura ai Tony Award per "Anna Christie" di Eugene O'Neill.
Molto amata anche dal cinema americano, appare nella pellicola bellica Quell'ultimo ponte (1977) di Richard Attenborough e Sidney Hayers e nella coproduzione Usa-Germania L'uovo del serpente (1977) di Bergman, con David Carradine. Membro della giuria del Festival di Cannes nel 1978, recita accanto a un'altra Bergman, la bravissima Ingrid in Sinfonia d'autunno (1978), vincendo il David come miglior attrice straniera. Dopo essere stata diretta più volte da Anthony Harvey nelle sue pellicole, Brian De Palma, le offre il ruolo di Kate Miller in Vestito per uccidere, ruolo che lei rifiuta per l'estrema violenza nel film e che andrà a Angie Dickinson.
Il 1982 è l'anno del suo esordio come regista con il segmento Partine nel film Love con Annette Cohen e Nancy Dowd. Presidentessa della giuria del Festival di Berlino nel 1984, sposa l'anno seguente Donald Saunders. Lodevoli le sue incursioni nel cinema italiano: la prima con Mario Monicelli in Speriamo che sia femmina (1986), accanto a Catherine Deneuve, e la seconda in Mosca addio (1986) di Mauro Bolognini (che ripeterà l'esperienza nella miniseria "Gli indifferenti"), storia di un'ebrea russa dissidente che le farà guadagnare l'ennesimo David per la miglior attrice protagonista.
Luis Mandoki la dirigerà in Gaby – Una storia vera (1987), poi la Ullmann, per tutti gli anni Novanta, si occuperà maggiormente di regia firmando Sofie (1992), Kristin Lavransdatter (1995), Lumière et compagnie (1995), il televisivo Conversazioni private (1996) e L'infedele (2000). Diventata presidentessa della Giuria del Festival di Cannes nel 2001, le verrà offerto un ruolo nel serial Sex and the City (che lei fra l'altro segue con passione), ma declinerà l'invito, non amando molto la sceneggiatura della puntata dove doveva recitare, e torna a essere diretta da Bergman ne Sarabanda (2003).
La predominanza di Liv Ullmann nell'arte audiovisiva, fra codici linguistici, palcoscenico e rappresentazione è quanto di meglio si possa chiedere alla vita di un'artista come lei. Non è fortuna, è stoffa.
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