La vergogna

Un film di Ingmar Bergman. Con Max von Sydow, Liv Ullmann, Gunnar Björnstrand, Sigge Furst Titolo originale Skammen. Drammatico, b/n durata 103 min. - Svezia 1968. MYMONETRO La vergogna * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Max von Sydow
Max von Sydow (88 anni) 10 Aprile 1929 Interpreta Jan Rosenberg
Liv Ullmann
Liv Ullmann (78 anni) 16 Dicembre 1938 Interpreta Eva Rosenberg
Gunnar Björnstrand
Gunnar Björnstrand 13 Novembre 1909 Interpreta Il colonnello Jacobi
Sigge Furst
Sigge Furst 3 Novembre 1905 Interpreta Filip
Birgitta Valberg
Birgitta Valberg (100 anni) 16 Dicembre 1916 Interpreta Mrs. Jacobi
Hans Alfredson
Hans Alfredson   Interpreta Lobelius
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Film contro la guerra. In un paese imprecisato scoppia un conflitto e una coppia di sposi attraversa esperienze terribili e umilianti ad opera ora dell'uno ora dell'altro esercito, finché i due non si troveranno alla deriva su una scialuppa in un mare disseminato di cadaveri.

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Premi e nomination La vergogna MYmovies
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La guerra vista dal maestro.

martedì 6 marzo 2012 di salvo

    “Quando rivedo “La vergogna”, trovo che è spezzato in due parti. La prima metà, dedicata alla guerra, è brutta. L'altra, sugli effetti della guerra, è bella. La prima metà è assai peggiore di quanto immaginassi, ma l'altra è migliore rispetto a come la ricordavo.” E, in effetti: ...”la parte migliore del film inizia quando la guerra finisce ed iniziano i dolori.” (I.Bergman, continua »

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La guerra vista dal maestro.

martedì 6 marzo 2012 di salvo

Eva e Jan Rosenberg (interpretati da una sensazionale Liv Ullmann e da un Max von Sidow in stato di grazia), sono una coppia di artisti, musicisti, per l'esattezza. Suonano entrambi il violino. Non hanno figli. Ma sognano di averne in futuro (specie lei). Anzi, progettanno di avere un figlio, senza sapere, naturalmente, che da lì a poco la guerra arriverà anche sul loro eremo. Si sono da tempo ritirati su un'isola deserta, dove sopravvivono coltivando continua »

Liv Ullmann
Ho fatto un sogno. Percorrevo una bellissima strada, da un lato c'erano delle case tutte bianche con arcate, colonne, portici, mentre dall'altro lato c'era un vastissimo parco e sotto gli alberi, lungo tutta la strada, scorreva dell'acqua verde cupo. Sono arrivata a un alto muro: era completamente ricoperto di rose. Poi all'improvviso un aeroplano ha incendiato le rose. Io non avevo alcuna paura. Era tutto così splendido. Stavo lì a guardare nell'acqua e vi vedevo quelle rose bruciare. Io avevo una bambina in braccio, era nostra figlia. Si stringeva contro di me e sentivo che la sua bocca mi sfiorava la guancia e per tutto il tempo sapevo che dovevo ricordare qualcosa che qualcuno aveva detto e che io avevo dimenticato.
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Gunnar Björnstrand
Santa libertà dell'arte, santa fragilità dell'arte!
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di Alberto Moravia

Siamo in un paese in guerra da molti anni. La guerra è ormai vicina al luogo dove abitano i due protagonisti, un violinista (Max von Sydow) e sua moglie (Liv Ullmann). La vita continua con le convenzioni del tempo di pace: la buona educazione, il rispetto dell’altrui proprietà, la conversazione fatta di luoghi comuni, l’interesse per la cultura e per l’arte; ma si tratta di cose ormai colpite a morte e svuotate di senso: reale e presente è soltanto la guerra. La quale, infatti, una brutta mattina, irrompe nel tranquillo luogo campestre in cui abita la coppia. »

di Georges Sadoul

Ancora l'isola di Farö è lo sfondo naturale di questo film di Bergman. Una coppia di violinisti (Max von Sydow e Liv Ullmann) si rifugia su un'isola, mentre nel mondo sta imperversando la guerra. Ma anche per loro viene il confronto con la guerra, non per prendere posizioni, ma per fuggirla di nuovo. “Questo film - dice Bergman - tratta di persone che non hanno nessuna fede, nessuna convinzione politica e che non possono proporre niente. Sono degli ingenui. Non cercano di capire qualcosa né di prendere posizione. »

di Aldo Garzia Liberazione

Il titolo di lavorazione de La vergogna era semplicemente La guerra. Dopo l'intimismo estremo di Persona (1966) e gli incubi privati de L'ora del lupo (1968), Bergman si "apre" all'attualità e denuncia, a modo suo, l'orrore bellico. Lo fa mettendo una coppia di intellettuali, entrambi violinisti, a contatto con una guerra non ben precisata che sbarca sulla loro isoletta felice. Eva e Jan Rosenberg (Liv Ullmann e Max von Sydow) si trovano così alle prese prima con il manifestarsi del conflitto sotto i loro occhi - morte, distruzione, assenza di senso - poi con le sue conseguenze. »

La vergogna | Indice

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