L'infedele

Film 2000 | Drammatico 155 min.

Titolo originaleTrolösa
Anno2000
GenereDrammatico
ProduzioneSvezia
Durata155 minuti
Regia diLiv Ullmann
AttoriErland Josephson, Lena Endre, Krister Henriksson, Thomas Hanzon, Michelle Gylemo, Juni Dahr Philip Zandén, Thérèse Brunnander, Marie Richardson, Stina Ekblad, Johan Rabaeus, Jan-Olof Strandberg, Björn Granath, Gertrud Stenung, Åsa Lindström.
TagDa vedere 2000
MYmonetro 4,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Liv Ullmann. Un film Da vedere 2000 con Erland Josephson, Lena Endre, Krister Henriksson, Thomas Hanzon, Michelle Gylemo, Juni Dahr. Cast completo Titolo originale: Trolösa. Genere Drammatico - Svezia, 2000, durata 155 minuti. - MYmonetro 4,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Uno scrittore che vive su un'isola combatte il ricordo di una vicenda amorosa. L'uomo chiama Bergman e una voce gli parla. Le consente di diventare un...

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Consigliato assolutamente sì!
4,00/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
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Per i fedeli (di Bergman).
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Uno scrittore che vive su un'isola combatte il ricordo di una vicenda amorosa. L'uomo chiama Bergman e una voce gli parla. Le consente di diventare una donna, un'attrice che chiama Marianne. Grazie a lei la storia prende forma. Marianne è felicemente sposata con Markus, un direttore d'orchestra di successo. Hanno una figlia di nove anni, Isabelle. Il migliore amico di Markus è David, già due volte divorziato. David frequenta spesso la casa dei degli amici e una sera, mentre Markus è assente, Marianne sente di provare attrazione nei confronti di David. Nonostante le resistenze il loro diviene amore pieno. Ma Markus entra in gioco in modo inatteso deciso a non perdonare. Film 'con' e 'senza' Bergman. 'Con' perché di Bergman sono il soggetto e la sceneggiatura. 'Senza' perché la Ulmann è come se ne avvertisse l'assenza e cercasse di sostituirne lo sguardo senza cercare vie originali per il proprio film. Ne deriva così un film senz'altro interessante ma irrimediabilmente 'datato'. Siamo di fronte a una fotocopia di qualità che lascia però aperti due quesiti: 1) perché il Maestro non torna dietro la macchina da presa? 2) perché gli attori che a lui devono la loro fortuna non si decidono a recidere il cordone ombelicale? L'età ormai ce l'hanno.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
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L'attrice Marianne e il famoso direttore d'orchestra Markus, sposati da undici anni, hanno una figlia, la piccola Isabelle. Il regista David è il loro migliore amico. Tra Marianne e David nasce una relazione che si trasforma in passione. Separazione drammatica, epilogo tragico. 4ª regia di L. Ullmann (i primi 2 film inediti in Italia), la 2ª su sceneggiatura di Ingmar Bergman, strindberghiana di ispirazione, autobiografica nella sostanza, che sul tradizionale e risaputo triangolo borghese costruisce un dramma su binari angosciosamente nuovi. Lo spunto è pirandelliano: un'attrice/personaggio (Endre) aiuta l'ottantenne Bergman (Josephson), tormentato dai rimorsi, a scrivere questa straziata storia d'amore fra tre adulti, reciprocamente infedeli, del cui gioco la vera vittima è la bambina. Cinema di parola, dunque di attori, sebbene la regia sia tutt'altro che di servizio, e non soltanto perché, pur rispettando con scrupolo il testo del maestro, amplia visivamente la presenza della figlia. Nonostante un certo ristagno drammaturgico nella 2ª parte, il film fonde estetica ed etica, colpisce per la sua sincerità, coinvolge con il suo dolore, scava impietosamente nei vizi privati e nella crudeltà irresponsabile della gente scandinava, soprattutto degli uomini che, come capita spesso in Bergman, ne escono giustamente bastonati. Perciò, forse, i 2 interpreti maschili, soprattutto il David di Henriksson, risultano opachi rispetto alla versatile e intensa Endre, doppiata da Roberta Greganti.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 dicembre 2014
wearenot

Un film eccezionale, reale e profondo. Splendido il rapporto  dei personaggi con Bergman. Una prova non scontata o moralistica su di un tema viscerale e delicato. Trovo giusto che la Ullmann abbia mantenuto il linguaggio del Maestro, il linguaggio che conosceva meglio dando vita ad un'opera splendida, commovente, che tocca corde profonde dell'anima. Dolorosissimo.

sabato 16 gennaio 2016
no_data

Film dedicato a tutti gli amanti del cinema di Bergman.Assolutamente un opera filmica di grande emozione,un viaggio nella profondita' dell'animo,negli abissi dei sentimenti.

martedì 14 agosto 2012
wearenot

Un inizio visionario, lento, accompagna dentro moti irreprensibili, crude verità. E' come rivivere una parte di "Persona". "Ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia". A volte sussurrato, poi duro. Non un film ma un altro brandello d'anima. Dolorosissimo.

Frasi
Stai piangendo?
Forse sei tu che stai piangendo, vero?
Dialogo tra Bergman (Erland Josephson) - Marianne Vogler (Lena Endre)
dal film L'infedele - a cura di Wea
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il protagonista de L'infedele, Erland Josephson, si chiama Bergman, e non per caso: sceneggiatura e dialoghi del film sono scritti da Ingmar Bergman come una confessione, come il risarcimento per un errore commesso nel passato che non ha mai potuto dimenticare né perdonarsi; la regìa è di Liv Ullmann, che è stata lungamente attrice e compagna di Ingmar Bergman ed ha avuto con lui la figlia Linn, giornalista [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Sprofondare nel dolore, sperdersi nell’abisso dell’angoscia, naufragare nei rimorsi. L’infedele, che Liv Ullmann ha tratto da una sceneggiatura di Ingmar Bergman, è un’esplorazione impietosa delle zone buie della coscienza, del desiderio malato dell’Io di dissolversi, punirsi, annientarsi. Così è, anche se non ci piace; così dev’essere, anche se ci ribelliamo.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Con che cosa si scrive, se non con gli occhi? Protetti nel chiuso del nostro corpo ricurvo, produciamo immagini e scopriamo mondi. Erano già dentro di noi, in un luogo segreto e silenzioso, ma come nuda possibilità, come forme informi. Ora l’atto materiale e artificiale d’allineare segni li porta in vita, e ce li mostra. Scrivere è darne conto. Questo ci suggeriscono Liv Ullman e Ingmar Bergman, al [...] Vai alla recensione »

Aldo Garzia
Liberazione

"Qui comincia la tragedia", afferma Marianne (Lena Endre) in un momento cruciale di Trolösa, L'infedele, secondo film diretto da Liv Ullmann a partire da una sceneggiatura originale di Ingmar Bergman. II titolo parla chiaro: assistiamo al racconto di un tradimento coniugale pianificato e messo in atto da Marianne ai danni di Markus (Thomas Hanzon) insieme al migliore amico di entrambi, David (Krister [...] Vai alla recensione »

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