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mercoledì 22 febbraio 2017

Billy Crystal

Da one man show televisivo ad attore e regista sofisticato

Altri nomi: Bill Crystal
68 anni, 14 Marzo 1948 (Pesci), New York City (New York - USA)
occhiello
Il primo appuntamento è sempre il più difficile.
Tu ne hai avuto uno solo: che ne sai che le cose non peggiorino?
Che c'è di peggio di vedere lui che dopo cena mi strappa un capello e lo usa come filo interdentale?

dal film Harry ti presento Sally (1989) Billy Crystal è Harry Burns
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Billy Crystal
Golden Globes 1993
Nomination miglior attore per il film Mr. Sabato sera di Billy Crystal

Golden Globes 1992
Nomination miglior attore per il film Scappo dalla città (La vita, l'amore e le vacche) di Ron Underwood

Golden Globes 1990
Nomination miglior attore per il film Harry ti presento Sally di Rob Reiner



Monsters University

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,61)
Un film di Dan Scanlon. Con Steve Buscemi, John Goodman, Billy Crystal, Joel Murray, Dave Foley.
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Genere Animazione, - USA 2013. Uscita 21/08/2013.

Parental Guidance

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,83)
Un film di Andy Fickman. Con Billy Crystal, Bette Midler, Marisa Tomei, Tom Everett Scott, Bailee Madison.
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Genere Commedia, - USA 2013. Uscita 11/07/2013.

Monsters & Co.

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,97)
Un film di Pete Docter, David Silverman, Lee Unkrich. Con John Goodman, Billy Crystal, Mary Gibbs, Steve Buscemi, James Coburn.
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Genere Animazione, - USA 2001. Uscita 13/06/2013.

I Muppet

* * * - -
(mymonetro: 3,18)
Un film di James Bobin. Con Jason Segel, Amy Adams, Chris Cooper, Rashida Jones, Zach Galifianakis.
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Genere Commedia, - USA 2011. Uscita 03/02/2012.

Harry ti presento Sally

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,71)
Un film di Rob Reiner. Con Meg Ryan, Carrie Fisher, Billy Crystal, Bruno Kirby, Lisa Jane Persky.
continua»

Genere Commedia, - USA 1989.
Filmografia di Billy Crystal »

lunedì 6 febbraio 2017 - Jerry Lewis e Dean Martin in un film che segna un momento nella storia della comicità.

Artisti e modelli, una pietra miliare in dvd

Pino Farinotti cinemanews

Artisti e modelli, una pietra miliare in dvd È in distribuzione il dvd di Artisti e modelle (Artists and Models) del 1955, diretto da Frank Tashlin, con Jerry Lewis e Dean Martin. Il titolo è decisamente importante. Segna un momento nella storia della comicità. È quella che si dice una pietra miliare. I segnali, di spettacolo, di qualità e di storia sono molti e vanno ben oltre il concetto "coppia di comici" magari coppia leggera, come furono Lewis e Martin. Quel titolo in particolare significava un'evoluzione del genere, per molti versi. La storia è semplice in apparenza: Rick (Martin) è un pittore, Eugene scrive libri per ragazzi. Aspirano al successo. Conoscono due ragazze, disegnatrici e le storie si incrociano. Avranno successo, happy end finale. Ma all'interno del contenitore, la Paramount inserì codici di spettacolo, canzoni, animazione, invenzioni, che posero quel titolo in una posizione privilegiata del cartello della comicità. Jerry e Dean erano al loro 15° film. Il primo era stato La mia amica Irma, del 1949. C'era ancora il bianco e nero e il plot viveva sulle canzoni di Martin e sulle gag di Lewis, niente o poco di più. Nel tempo i film acquisirono ricchezza e qualità, fino ad Artisti e modelle, il loro penultimo film insieme. L'ultimo sarebbe stato Hollywood o morte! del 1956. Il sodalizio si interruppe in pieno successo. I motivi erano "personali": divergenze di vario genere e poi, come scrisse Jerry Lewis molti anni dopo "non ci sopportavamo più, soprattutto Dean non sopportava me". Nel frattempo hanno fatto la storia. La cifra, era Lewis a comandare, è la comicità ebraica.
Significa una certa qualità di intelligenza che, se applicata al cinema e allo spettacolo, diventa un "sine qua non" e se applicata alla comicità diventa un assoluto. Jerry Lewis fa parte di quella schiera di artisti che hanno inventato e reinventato l'evasione intelligente, appunto. Si parte dai fratelli Marx, per risalire a Peter Sellers, Woody Allen. E poi Mel Brooks e Gene Wilder, fino a Billy Crystal, fra gli altri. Lewis si poneva in una chiave meno intellettuale, diciamo così, ma è solo apparenza. Una volta rimasto senza compagno, il suo percorso si arricchì per far parte integralmente di quella scuola. Un titolo importante in questo senso, che, ancora una volta, fa scuola, è Il mattatore di Hollywood.
Artisti e modelle deve molto anche al regista, Frank Tashlin, che veniva dalla scuola del fumetto. La base c'era tutta ed era solida: aveva lavorato con Hal Roach, il produttore di Laurel&Hardy e con Walt Disney. Scrisse testi per i fratelli Marx, poi per Bob Hope. Approdato alla Paramount ottenne la fiducia dei capi, che si rivelò ben riposta. I riferimenti che Tashlin portò nel film erano i Looney Toons e i Comics Code Authority. Ma portò molto di più, idee vincenti. Il cast presenta quattro delle più belle attrici di Hollywood: Shirley MacLaine e Dorothy Malone, le protagoniste. Dorothy era già una diva e Shirley si stava affermando. Lo stesso anno venne scelta, da Hitchcock nientemeno, per La congiura degli innocenti. Nel 1984, dopo molte nomination, avrebbe vinto l'Oscar come protagonista con Voglia di tenerezza. Nel cast anche Anita Ekberg che, in una parte minore, lasciò un segno, che venne colto da Fellini "nientemeno", che ne fece la bionda divinità della fontana di Trevi. Presente anche l'immancabile, avvenente Tza Tza Gabor che avrebbe battuto un record... stimolante, quello dei matrimoni: nove. Ma Tashlin ebbe un'altra idea, ancora più stimolante: pretese, per contratto, che le attrici si spogliassero. E lo fanno. Nei limiti permessi dalle regole e dalla morale degli anni cinquanta. Infine la cosiddetta "vedibilità". Non sempre un film, soprattutto se comico, resiste al tempo. Artisti e modelle resiste. Un pezzo di storia del cinema.

   

domenica 8 gennaio 2017 - Dall'italiano Ettore Scola a Carrie Fisher e Debbie Reynolds, scomparse a fine dicembre.

2016: le grandi perdite del mondo del cinema

Pino Farinotti cinemanews

2016: le grandi perdite del mondo del cinema Il 2016 è stato un anno drammatico, per le perdite che ha registrato, per numero e qualità. I primi nomi, italiani, non possono che essere quelli di Eco e Fo, maestri massimi. Cultura e spettacolo mutilati e depauperati. Manterrò il focus sul cinema, ma quei due non potevano non aprire il pezzo. Il cinema è la disciplina dalle ferite più gravi, secondo i suoi generi, i suoi modelli e la sua identità. Sono costretto, nel ricordo, a una selezione triste e ad ancora più tristi omissioni. Gennaio è un mese orribile. Il 5 muore, a 91 anni, Silvana Pampanini, eroina degli anni cinquanta, romana e romanesca, vitale, "vera". Non ha avuto la popolarità internazionale delle sue rivali Loren e Lollobrigida, ma l'impronta lasciata nel cinema italiano di allora è forse ancora più profonda. Ci furono momenti che la vedevano interprete di un film al mese. Amata da tutti. Era l'"Italia"di allora. Il 14 è la volta di Franco Citti (81). Interprete squisitamente pasoliniano: Roma e le borgate, ragazzi di (quella) vita, fa parte di una scheggia di genere che appartiene, quasi in esclusiva, al suo mentore. Il 19 moriva Ettore Scola (85), grande autore, uomo colto e ironico. Erede, degno, delle generazioni delle nostre "scuole" che prevalevano nel mondo, il realismo e la commedia. Scola ha saputo oltrepassare, portando nelle sue opere un'evoluzione di stile, con titoli che occupano la parte alta della nostra storia del cinema. In giugno se n'è andato Bud Spencer (87), "carattere" complesso e positivo, e non solo per gli schiaffoni spassosi e per il suo eterno conflitto con lo scapestrato Terence Hill; è stato sempre un soggetto eroico-divertente, con una sua morale semplice e buona. Un dato non da poco: la testata americana Times pubblicò a suo tempo una classifica in cui Spencer risultava l'attore italiano più famoso nel mondo. Mondo: in agosto è mancato Gene Wilder (83). Ebreo che più ebreo non si può. Significa una certa qualità di intelligenza, che se applicata al cinema e allo spettacolo, diventa un "sine qua non" e se applicata alla comicità diventa un assoluto. Gene Wilder fa parte di quella schiera di artisti che hanno inventato e reinventato l'evasione nobile e intelligente, appunto. Si parte dai fratelli Marx, per risalire a Jerry Lewis, a Peter Sellers, Woody Allen, Billy Crystal, fra gli altri. E Mel Brooks, che con Gene Wilder è quasi un tutt'uno.

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