Un soggetto tutt'altro che brillante inficia gli sforzi di una regia al di sopra della media televisiva. Azione, Drammatico, Thriller - USA2023. Durata 60 Minuti.
Mason Kane e Nadia Sinh sono due abilissime spie dell'organizzazione detta Citadel, ma l'identità di tutti gli agenti come loro è stata scoperta dal consorzio terroristico-malavitoso Manticore, che in un trappola su un treno in Italia riesce quasi a ucciderli. Entrambi perdono la memoria e Mason si ricostruisce una vita con il nome di Kyle Conroy, ma anni dopo viene raggiunto da Bernard Orlick, che gli svela la sua vera identità e lo indirizza verso l'unico altro agente di Citadel ancora in incognito: Nadia. Lei riacquista pienamente le proprie memorie, mentre lui rimane senza i ricordi di Mason anche se istintivamente ne sa replicare le capacità. All'oscuro del proprio passato Kyle è conscio di essere facilmente manipolabile e non può fidarsi di nessuno, nonostante senta per Nadia un'attrazione dalle radici profonde…
La super-costosa serie Amazon prodotta dai fratelli Russo è solo il primo capitolo dell'ambizioso Spyverse, ma è tutt'altro che una buona partenza, vessata da una sceneggiatura che scivola nell’auto-parodia.
Il problema di Citadel non è certo la regia, che seppur abusa di CGI e color correction produce comunque scene d'azione ben sopra la media televisiva. Ad azzoppare il tutto è la scrittura a partire da un soggetto tutt'altro che brillante.
La serie non parla di agenzie di spionaggio nazionali, invischiate in complesse reti di contrastanti interessi geopolitici, bensì torna alle semplificazioni di titoli vintage come Mission: Impossible, o persino dei G.I. Joe che combattono i Cobra in giro per il mondo mentre le nazioni a stento si accorgono della guerra segreta in atto tra buoni e cattivi. Recensione ❯
Nella seconda stagione vediamo le Yellowjackets che sono riuscite a superare con grande difficoltà l'estate, ma ora è arrivato l'inverno. Espandi ▽
Le giovani calciatrici sopravvissute a un incidente aereo del 1996 sono oggi donne con parecchi problemi. Una di loro, Natalie, sul punto del suicidio è stata "salvata" da un culto che l'ha rapita. Ora si ritrova nella loro comunità, dove incontra Lottie, che era stata una sorta di capo culto già durante i loro mesi passati fra i boschi del Canada. Sulle tracce di Sophie si mette la petulante e micidiale Misty. Shauna a sua volta deve gestire la propria crisi familiare e tenere a bada la polizia.
La seconda stagione di un fenomeno pop è come il secondo album di un artista per Caparezza, e purtroppo anche Yellowjackets non sfugge agli incidenti di percorso, che la rendono farraginosa e meno convincente.
A salvare la stagione dalla debacle ci sono comunque le interpreti e pure la sempre ottima colonna sonora con punk, rock e pop al femminile - dove la sigla, il brano "No Return" di Craig Wedren e Anna Waronker, composto specificamente per la serie nel 2022, ottiene anche una seconda versione: una cover a firma di Alanis Morrisette. Recensione ❯
Continua la serie dedicata all'età delll'oro dei Lakers. Espandi ▽
I Lakers hanno vinto il loro primo importante campionato. La nuova stagione però non si apre sotto una buona stella: Magic Johnson incappa infatti in un grave infortunio al ginocchio e Westhead si convince che solo il suo rigido sistema di gioco può salvare la squadra dalla sconfitta. La sua tattica impiega del tempo a ingranare, inoltre complica il rientro di Magic, che non sopporta di essere così limitato nelle azioni. Nel mentre Jerry Buss è distratto da un ritorno di fiamma per il suo primo amore, con il quale sogna di convogliare a rapide nozze.
Una seconda stagione breve, di soli sette episodi, racconta diversi campionati di basket americano degli anni 80 e conclude Winning Time: L'ascesa della dinastia dei Lakers, senza arrivare però fino al traguardo previsto del 1991.
Le scene sul campo da basket sono l'elemento più dirompente di Winning Time, dove è davvero incredibile quanto la macchina da presa si muova agile nel riprendere le ricostruzione delle azioni in partita, arrivando al fianco dei giocatori. Qui non solo la serie non ha nulla da invidiare al cinema, ma lo stacca spesso di più punti, in uno sforzo tecnico davvero prodigioso, che avrebbe meritato di continuare per qualche altra stagione. Recensione ❯
La seconda stagione della serie tratta dai romanzi di Asimov risulta diseguale ma coraggiosa sul piano narrativo. Drammatico, Fantascienza - 2023. Durata 60 Minuti.
Gaal Dornick si risveglia a più di un secolo di distanza dalla sua ibernazione e incontra Salvor Hardin, sua figlia biologica ma in età più avanzata rispetto alla madre. Il rapporto tra le due donne diviene ancora più straniante quando si unisce a loro l'artefice della Fondazione Hari Seldon, sotto forma di proiezione olografica, la cui intelligenza è stata preservata artificialmente.
L'agenda di Seldon - il cui culto ormai è divenuto una vera e propria religione - procede di pari passo con quel che indica la psicostoria, ovvero prepararsi a una nuova crisi e a una guerra tra Impero e Fondazione, che determinerà l'inevitabile declino del primo in favore della seconda. Gaal è invece preoccupata da visioni del futuro, in cui un essere dotato di poteri psichici detto Il Mulo causerà una strage di devastanti proporzioni.
Quasi tutti i personaggi della prima stagione sono inevitabilmente trapassati, a meno di conservazione criogeniche o backup della propria coscienza, e questo spinge gli sceneggiatori a individuare espedienti nuovi per prolungare la vita diegetica dei protagonisti e introdurre volti inediti su cui costruire da zero un profilo psicologico. Inevitabilmente il grado di fedeltà rispetto alla matrice letteraria cala in favore di una maggiore drammatizzazione. Recensione ❯
La sesta stagione di questa serie antologica si apre con episodio dedicato ad una donna la cui vita è diventata una serie tv a sua insaputa. E non è l'unica stranezza della serie. Espandi ▽
Una donna che, senza scrupoli, licenzia le impiegate e sembra interessata a tradire il proprio noioso partner, scopre che la sua vita è diventata una serie sulla piattaforma streaming Streamberry. Una coppia di documentaristi decide di raccontare i cruenti fatti che hanno macchiato di sangue il paesino inglese da cui proviene uno di loro. Due astronauti, impegnati per anni nello spazio, possono vivere anche sulla Terra grazie a una replica meccanica. Una fotografa di gossip lascia la professione a causa dei sensi di colpa. Una commessa di un negozio di scarpe di fine anni '70 risveglia il potere demoniaco di un talismano e viene costretta a commettere tre omicidi in tre giorni.
La sesta stagione di Black Mirror si rivela più di genere horror che di fantascienza, ma la qualità della gran parte degli episodi ne fa un'antologia godibile, anche se non certo incisiva come nelle prime stagioni.
Gli episodi hanno infatti poco o nulla della graffiante e paradossale satira fantascientifica delle origini, e sono per lo più ambientati nel passato. Più che una nuova stagione di Black Mirror, questa sembra un'antologia di Charlie Brooker, autore anche di Dead Set e come tale da sempre interessato anche all'horror e ai media. Recensione ❯
Una serie contemporanea che trasmette l'orgoglio per una professione e per il genere di appartenenza. Con Matilda De Angelis, sempre più brava. Biografico, Drammatico - Italia2023.
Mentre combatte con una società ancorata ai privilegi maschili e maschilisti, Lidia Poët si fa largo nel mondo dell'Avvocatura risolvendo casi spinosi per conto di suo fratello Edoardo, co-adiuvata dall'appassionato giornalista Jacopo.
Un delitto, un'indagine e una donna libera che prova un orgasmo. Si apre così la serie in sei episodi La legge di Lidia c sulla prima donna in Italia ad entrare nell'Ordine degli Avvocati. Recensione ❯
A Lidia non è permesso di fare l'avvocato per una legge scritta dagli uomini. Perciò questa volta punta ancora più in alto, vuole cambiare la legge. Mentre continua a collaborare con il fratello Enrico, affrontando nuovi casi e battendosi per i diritti delle donne, vuole convincerlo a candidarsi in Parlamento per far sì che la sua legge trovi finalmente voce. Lidia ha chiuso completamente con l'amore, tanto più con Jacopo, responsabile di aver venduto la villa di famiglia e in rotta di collisione con tutti i Poët. Ma Jacopo e Lidia sono costretti a rivedersi per condividere, loro malgrado, un'indagine segreta che li riguarda da vicino, riscoprendo la complicità e il divertimento che li lega da sempre. A dare filo da torcere il nuovo Procuratore del Re, Fourneau, un uomo delle istituzioni che inaspettatamente tratta Lidia come sua pari, spingendola a interrogarsi sul rapporto complesso e contraddittorio che ha con i sentimenti, e sul costo della rinuncia personale che sta sostenendo in nome dei suoi ideali. Nei sei nuovi episodi Lidia continuerà a scomporre senza tregua i tasselli di questo mondo costruito dagli uomini per gli uomini, con assoluta genialità, spiazzando l'avversario con intelligenza, ironia e senza mezzi termini, ma non per questo senza mai mettersi in discussione. Recensione ❯
Avevamo lasciato Daniele e Nina in cima a un trampolino, con la notizia della gravidanza di lei a collocarli in bilico sul futuro. Ora la loro bambina è nata ma Daniele e Nina non stanno più insieme, lui studia scienze infermieristiche e anche lei studia all'università dopo aver accantonato la carriera di attrice, contro il volere della madre ambiziosa e invadente. E adesso Maria è contesa fra i suoi genitori, perché Nina ha fatto richiesta dell'affidamento esclusivo e Daniele è in trepida attesa dell'udienza decisiva: una bella spada di Damocle, per un giovane uomo da sempre in lotta contro i propri demoni interiori.
Al centro di questa stagione, messa in graduale evidenza, è la paura che fagocita tutti i personaggi, compresi i genitori di Daniele e Nina, i dottori e gli infermieri.
La regia di Bruni è pulita, senza inutili perdite di tempo, cerca la dimensione poetica che è la vera salvezza di Daniele, e riesce a creare una metrica più convincente di quella della stagione precedente nel "ritrovare la traccia di umanità" anche nei personaggi meno gradevoli e nel mostrarci come "tra noi e loro (i pazienti psichiatrici) c'è una sola differenza: il caso". Recensione ❯
La serie è ambientata circa un decennio dopo l'abbattersi di una tremenda malattia, The Great Crumble, che ha distrutto totalmente le società contemporanee. A seguito di questa apocalissi globale, tutta la popolazione adulta cadde come mosche, infettandosi l'un l'altro e lasciando il mondo nelle mani dei bambini nati in pieno periodo pandemico. Il tremendo virus ebbe però un altro grave risultato: i nuovi nati erano tutti degli ibridi, per metà esseri umani, per metà animali. Recensione ❯
L'ultima stagione della serie che chiude la propria storia in maniera compiuta. Espandi ▽
Dorothy è rimasta vittima di una tremenda caduta dalle scale. Nell'attesa del suo ritorno, Leanne è incontrastata regina della casa e custode di Jericho, che deve difendere dalla sempre più invasiva presenza della Chiesa dei Lesser Saints, un culto che di cui fanno parte persone che sono "tornate dalla morte". Leanne è comunque tutt'altro che indifesa: ha una schiera di propri fedeli ad aiutarla e sembra aver sempre maggior controllo sui suoi misteriosi poteri. Quando Dorothy torna nella casa si ritrova infatti in suo potere, quasi fosse un ostaggio nella propria magione. Leanne pretende di essere accettata da lei e la ricatta tenendole lontano il "figlio" Jericho. Julian a sua volta vive ormai nella casa, più o meno come compagno di Leanne, mentre Sean cerca di ristabilire un contatto con la moglie. Recensione ❯
Bella Ainsworth torna a seguire con cura il suo hotel. Vicino a lei torna, con un accordo particolare, il marito fedifrago Cecil, e ritroviamo anche i figli Lucien e Alice. Bella viene a sapere che l'autrice di una celebre guida turistica visterà in incognito l'Hotel Portofino proprio mentre lei sta cercando di farlo diventare un cinque stelle con solarium, servendosi dell'aiuto di un architetto italiano, Marco Bonacini, che è socialista in un momento storico in cui le camicie nere fanno il bello e il cattivo tempo: ad esempio perseguitando l'inglese di origini indiane Anish e il suo compagno Gianluca.
La seconda stagione della serie Hotel Portofino riprende la narrazione dove l'aveva lasciata, riproponendo quasi tutti gli stessi personaggi e aggiungendone qualcuno di nuovo, intessendo nuovi interessi amorosi e nuove tensioni fra i componenti della famiglia padronale e fra gli ospiti dell'albergo di lusso incastonato sulla costa ligure.
Ritorna anche la cura maniacale che gli scenografi e costumisti, coadiuvati da tecnici e artigiani prevalentemente croati, dedicano alla creazione di questo luogo delizioso dove tutti vorremmo soggiornare. Recensione ❯
La quinta e ultima stagione della serie. Espandi ▽
Midge Maisel ottiene a fatica un nuovo incarico: sarà autrice di un illustre comico televisivo, unica donna in un team di soli uomini. Nulla andrà liscio, tutto sarà in perenne trasformazione, anche il suo rapporto con la storica sodale Susie. Per capire chi vuole davvero diventare Midge dovrà fare un salto nel passato, con le amiche del college, e uno nel futuro, immaginandosi la comica famosa che diventerà davvero.
Esaltante e brillante come sempre, la quinta stagione di The Marvellous Mrs Maisel è un racconto solido, maturo e multidimensionale in cui Amy Sherman-Palladino non si limita solo a tirare le redini di ciò che è stato, ma lancia gli ami narrativi verso il futuro e verso il passato, raccontandoci com'era e come sarà la protagonista che il pubblico ha tanto amato nelle scorse stagioni.
Più di tanti slogan e proclami, la serie riesce in questa sua stagione conclusiva proprio nell'intento di incoraggiare chi guarda a non farsi bloccare da ostacoli apparentemente insormontabili e non dar peso a quanti ignorano l'enorme apporto del talento femminile in tutti i mestieri, specie in quelli artistici. Recensione ❯
Bentornati nell’universo mucciniano concitato e ansiogeno in cui ogni conversazione è un match di pugilato verbale: il che, nel caso della serie A casa tutti bene, è un complimento. Nella serialità da piccolo schermo Muccino sembra infatti aver trovato la sua cifra e la sua dimensione migliore, perché gli è consentito entrare nel dettaglio delle lacerazioni interiori di ognuno dei suoi personaggi e raccontarle con maggiore profondità: questa seconda stagione in particolare sembra una lunga seduta psicanalitica che va alla radice traumatica di rapporti famigliari ulcerati e irrisolvibili, dei quali dipanare tutte le conseguenze. Un po’ feuilleton e un po’ melò, un po’ soap opera e un po’ sceneggiata, e codifica fino in fondo quello stile “mucciniano” che, piaccia o non piaccia, è istantaneamente riconoscibile, e si presta molto bene ad una serialità che ha il tempo di elaborare le conseguenze dei comportamenti (nevrotici) individuali. Muccino alza continuamente la posta e l’asticella, ma non dimentica la coazione a ripetere in cui tutti ci dibattiamo, all’interno di quella “gabbia in cui siamo nati” e per uscire dalla quale ci tocca diventare adulti. Recensione ❯
Ritroviamo Assane Diop ancora in latitanza dopo il colpo che lo aveva reso celebre a tutta la Francia. Ormai svelata la sua identità, Diop deve ora fare i conti con le conseguenze delle sue azioni che, malgrado siano per fama e ispirazione quelle di un ladro gentiluomo, stanno provocando dolore alla sua famiglia, abbandonata a sé stessa e senza un padre/marito a fianco, nonché causa dei loro problemi. Assane decide così di porre rimedio a tutto con un ultimo colpo ma, ad attenderlo, troverà un vecchio scheletro troppo a lungo nascosto nell'armadio e un ritorno inaspettato che sconvolgerà i suoi piani.
Lupin si conferma come una delle punte di diamante proposte da Netflix quest'anno, riportando - a tre anni dalla sua prima stagione - l'eleganza di un poliziesco che è in grado di dialogare con i suoi grandi riferimenti letterari.
Un'operazione tutt'altro che scontata, considerando la longevità del soggetto e il suo inflazionato utilizzo come matrice narrativa. Malgrado ciò, la serie dispone i suoi personaggi in un'architettura perfettamente bilanciata tra la lunga e la breve narrazione, non riproponendo vecchi modelli di serie serializzata ma, semmai, onorando i primissimi processi di messa in serie del racconto, dal feuilleton al cinema seriale dei primi decenni del Novecento. Recensione ❯