Il quarto capitolo della serie comedy surreale sull'identità nera americana. Espandi ▽
Una stazione senza uscita; una vendetta spropositata; il confronto intergenerazionale tra star musicali; una faida tra sorelle per l'attenzione del padre anziano; un produttore e regista con delirio di onnipotenza; un assassino che colpisce la viralità dei social; una giornata in campeggio e una in campagna; un mockumentary su un'immaginaria Disney a direzione black; infine una giornata ad Atlanta dai toni tipicamente onirici.
Sono le storie della quarta e ultima stagione di Atlanta, la comedy surreale sull'identità nera americana che si conferma la serie più originale di questi anni.
Una puntata vagamente alla Inception, tra immersioni in vasca che sprofondano in sogni su più livelli ed espedienti per riconoscere la realtà simili alla trottola di Cobb/Leonardo DiCaprio (ma più surreali, naturalmente). Come per Cobb, che Darius sogni o sia desto rimane questione in sospeso, ma non importa, perché non sono mai state le risposte a interessare agli autori di Atlanta, fino alla fine intenti a scrutare nella follia e nelle contraddizioni del contemporaneo. Recensione ❯
La seconda parte della prima stagione diventa più pulp e più spettacolare, confermandosi un buon prodotto locale e una buona finestra sulla realtà sudcoreana. Azione, 2022. Durata 60 Minuti.
Remake dell'omonima serie spagnola targata Netflix che mescola action, drama e thriller in uno scenario futuribile. Espandi ▽
La seconda parte del remake sud-coeano dell'heist series spagnola La casa de papel si apre con la backstory di Cha Moohyuk (Kim Sung-o). Scopriamo così che il personaggio ha un passato nello spionaggio, operando al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, dove il suo ruolo era quello di imprigionare gli informatori. La stagione si apre inoltre sulla scoperta, da parte della polizia di stato, delle reali intenzioni della banda: una banconota fa infatti capire agli agenti che i criminali non intendono rubare il denaro, bensì stamparlo. La prima soluzione rintracciata, quella di privarli della corrente, non sembra però ostacolare troppo il gruppo. Recensione ❯
La serie perde il suo miglior regista e appare fin troppo melodrammatica e artificiosa, tradendo il cinismo estremo della precedente stagione. Drammatico, 2022.
Elliot, esasperato e disincantato, lavora ormai da mesi come sicario al servizio degli Investitori, in un doppio gioco al servizio di losche branche governative. Espandi ▽
Torna la più brutale fra le serie Tv, dove si muore molto spesso e molto male. Ma ormai questo destino vale solo per gli sgherri, mentre i protagonisti rimangono in gioco in un rimestare di carte stantio e prevedibile. Del resto già il finale sopra le righe della prima stagione aveva ampiamente “saltato lo squalo” e aveva spostato la serie da un racconto durissimo di strada e criminalità, a un fumettone con figure bigger than life lontanissimo dalla realtà di Londra. È infatti in linea con questo taglio, che gli inglesi definirebbero “operistico” per i suoi eccessi melodrammatici, che la serie estrae dal cappello la resurrezione di un personaggio chiave dato per morto. Il suo ritorno, ripropone però le medesime dinamiche già inscenate nella stagione precedente ed è in sostanza la più tipica delle “minestre riscaldate”. Non sorprende che Gangs of London abbia perso il suo migliore regista, il fenomenale Gareth Evans, che viene ricordato e omaggiato in una sequenza in cui in Tv un ragazzino guarda il capolavoro action The Raid. Per fortuna è rimasto della partita almeno il suo braccio destro della scorsa stagione, Corin Hardy. Recensione ❯
Mentre l'Opéra prepara la coreografia del nuovo balletto, Flora e Zoé si ritrovano a ripartire praticamente da capo. Espandi ▽
Dopo aver lottato strenuamente nella prima stagione per riprendersi il suo posto nel firmamento, Zoé Monin corre da un ruolo all'altro, corteggiata dai coreografi e da Diane Taillandier, ex insegnante tornata all'Opéra. Se Zoé ha ancora pochi anni per brillare, e un salto nel vuoto da colmare, Flora Soumaré, promettente debuttante, continua la sua ascesa tra concorsi, amori e sfide alla sbarra. Ma i suoi sentimenti si scontreranno con la realtà: le infedeltà del primo e la crudeltà della seconda, votata a Tersicore fino alla morte. Non fa prigionieri Diane, rigore, obbedienza e tradizione sono la sua sola legge. A rischio di alienarsi l'intera compagnia.
Seconda stagione per la serie di Cécile Ducrocq e Benjamin Adam, che introduce una vilaine 'da favola' e si confronta coi limiti (fisici ed emotivi) dei suoi protagonisti.
Produzione francese, L'Opéra torna in palcoscenico e promette una stagione ancora più romanzesca e palpitante. Corale e fluida, riporta la danza al cuore della rappresentazione rispolverando un intero genere. Applauso e inchino. Recensione ❯
Riviera Ligure, 1926. Bella Ainsworth gestisce un hotel di lusso per turisti inglesi (o quantomeno anglofoni) in quel di Portofino. Il marito Cecil si disinteressa all'albergo e sperpera i denari di famiglia al casinò, la figlia Alice si occupa e preoccupa di tutto, il figlio Lucian, reduce dalla Prima Guerra Mondiale, vorrebbe dedicarsi alla pittura ma Cecil spinge perché sposi la ricca Rose, figlia di una sua vecchia fiamma. Intorno a loro si raccolgono gli ospiti dell'albergo: una vedova senza peli sulla lingua e la sua nipote, un conte romano e suo figlio, una ballerina americana e il suo eccentrico compagno, un campione di tennis e sua moglie, la bambina di Alice e la sua nuova bambinaia, la cuoca e il figlio ribelle, la cameriera italiana. Intanto fuori il Fascismo si fa strada a suon di prepotenze e punizioni a chi è diverso e contrario all'egemonia mussoliniana. Recensione ❯
La famiglia deve fare i conti con un nuovo equilibrio. E una dilagante violenza inarrestabile. Espandi ▽
Mike McKlusky ha due grossi problemi: da una parte mantenere la pace in una città travolta da una brutale rivolta carceraria. Dall'altra tenere al sicuro Iris da Milo, il cui cadavere non sembra far parte della carneficina della suddetta rivolta. Il carcere dove è scoppiata la rivolta, si è trasformato in una sorta di campo di concentramento. Per arginare la situazione Mike decide di ripristinare l'ordine dietro le sbarre, accordandosi con quattro capibanda perché entrino temporaneamente nell'istituto. Tra loro anche il criminale di cui si fida maggiormente: Bunny Washington, il leader di Crisps in città.
Jeremy Renner torna al centro di un crime senza tregua, ambientato in una fittizia città del Michigan. Meno estrema della prima stagione, è anche meno ispirata e scioccante, ma rimane una solida serie al testosterone.
Al centro di tutto comunque rimane più che mai Jeremy Renner: la serie è sua e il suo sguardo al tempo stesso sofferto e deciso, l'andatura rilassata ma pronta allo scatto e le perenni maledizioni contro il cielo, ne fanno un protagonista perfetto per Sheridan. Mayor of Kingstown non può esistere senza di lui. Recensione ❯
Daniele si risveglia in un ospedale psichiatrico e scopre di essere oggetto di un trattamento sanitario obbligatorio, o TSO, della durata di una settimana. All'inizio non capisce il perché del suo ricovero, ma gradualmente i ricordi riaffiorano, compreso l'episodio di violenza in cui è culminato il suo comportamento oppositivo. Giorno dopo giorno Daniele si confronterà con i suoi compagni di stanza, cinque anime in pena come lui con vissuti ed età diversi ma la stessa difficoltà di stare al mondo. E quella che sembrava essere una punizione si rivela una possibilità di ammetter a se stesso e agli altri la propria fragilità e il proprio senso di inadeguatezza. Ci sarà spazio anche per un rapporto speciale con una giovane degente che ha cercato di togliersi la vita. Recensione ❯
Il secondo capitolo della serie che prende di mira le contraddizioni del lusso. Espandi ▽
Presso il lussuoso hotel di Taormina della catena White Lotus, arrivano diversi abbienti turisti: nonno, padre e nipote della famiglia Di Grasso, tre uomini italoamericani di origini siciliane in cerca delle proprie radici; la doppia coppia Daphne e Cameron e Ethan e Harper, i primi cinici negli affari quanto in amore i secondi invece da poco arricchiti e ancora ingenui; la svampita Tanya con il marito Greg e l'assistente Portia. Più o meno tutti loro sono ricchi bersagli da raggirare, spesso attraverso il sesso. L'hotel è diretto dalla rigida Valentina, che cerca tra le altre cose di tenere al largo due giovani: la escort Lucia e la sua disinibita amica Mia, che sogna di fare la cantante.
Una seconda stagione dedicata più alle relazioni, soprattutto sentimentali ma non solo, segna un cambio di passo per The White Lotus che se pur mantiene il suo profondo cinismo si fa anche più leggera e conciliante.
Rimane predominanate in The White Lotus la componente satirica, che accompagna le vicende sino a un finale molto amaro per molti personaggi. Ma non per tutti. Recensione ❯
Dopo aver trovato il vero amore nella città di Schmigadoon, Josh e Melissa sono tornati alle loro vite a New York. Ma la realtà è diventata monotona così decidono di ritrovare Schmigadoon ma finiscono in un'altra città, Schmicago. Espandi ▽
Idealmente dovrebbe intitolarsi Schmicago la seconda stagione della serie ideata da Cinco Paul e Ken Daurio, se solo le serie potessero cambiare nome da una stagione all'altra.
Dopo il viaggio nella colorata Schmigadoon, rielaborazione umoristica e camp di classici del musical come Brigadoon e Oklahoma!, Melissa e Josh sono di nuovo in crisi coniugale. E così tentano, di loro spontanea iniziativa, di raggiungere il luogo incantato che aveva riportato l'amore nella coppia. Invece finiscono a Schmicago, altra realtà parallela ispirata ai musical: ma questa volta le fonti sono Chicago, Cabaret, Sweeney Todd e Hair, e raccontano le inquietudini e le contraddizioni dei decenni successivi del musical, ossia i '60 e i '70, con una nota cupa tanto sul piano cromatico quanto su quello dei dialoghi. I due protagonisti, ormai consapevoli del meccanismo, affrontano il tutto con distacco e nonchalance, finché non si trovano invischiati in prima persona in una trama noir.
A salvare la serie è sempre la capacità di prendersi poco o nulla sul serio, di trasformare tutto in un gioco consapevole sui meccanismi narrativi del musical, condotto con ironia ma con competenza e rispetto (e con una cura mirabile per scenografie e coreografie). Recensione ❯
I Fox si avventurano nella giungla guatemalteca per incontrare una vecchia amica e la sua comunità di ricercati. Espandi ▽
La famiglia Fox continua la sua corsa fuori dagli Stati Uniti d'America, intenta ad abbandonare una società del consumo e massificata, immergendosi sempre più nella natura umana del Sud America. La stagione si apre nel passato dei due genitori, Allie (Justin Theroux) e Margot (Melissa George), dando agli spettatori quelle informazioni essenziali sulle ragioni della loro migrazione e sugli scopi di una lotta ancora aperta contro la società da cui stanno fuggendo, prioritaria anche rispetto alla cura e all'educazione dei due figli Charlie (Gabriel Bateman) e Dina (Logan Polish).
La stagione si struttura in una raccolta di digressioni, faticosamente intrecciate l'un l'altra: dalla "fuga nella fuga" di Dina alla rielaborazione dell'omicidio compiuto da Charlie, dall'incontro di Margot con il passato (incarnato, appunto, dalla ricomparsa "inattesa" di Richard) all'incontro con Isela (Natalia Cordova Buckley) che creerà più problemi, anziché dare un rifugio alla famiglia Fox, a causa dei rapporti con un boss della droga locale. Invece di un intreccio osserviamo (dall'esterno e con difficoltà ad immedesimarci) un collage raffazzonato di eventi. Recensione ❯
Continua la serie e ncora una volta riflette sul potere, date le innegabili analogie tra lo scenario rappresentato e l'attuale situazione geopolitica in Russia. Espandi ▽
Jack Ryan è nei guai. Dopo essere stato incastrato con l'omicidio di un'importante figura per il governo russo, si ritrova ricercato a livello internazionale, ma l'analista diventato agente per caso non è intenzionato a interrompere la sua nuova missione. Una fazione integralista in Russia vuole restaurare l'Unione Sovietica ricorrendo al progetto Sokol, un piano ideato per sviluppare un'arma nucleare di bassa potenza e invisibile ai radar. Per più di 50 anni si è pensato che il progetto fosse tramontato e, ora che la verità è venuta a galla, Jack è pronto a correre contro il tempo per impedire lo scoppio della terza guerra mondiale. Ad affiancarlo ci sono sia nuovi che vecchi alleati, tra cui l'immancabile James Greer, ormai pienamente fiducioso in lui. Recensione ❯