Moulin

Film 2026 | Drammatico 130 min.

Regia di László Nemes. Un film Da vedere 2026 con Lars Eidinger, Gilles Lellouche, Félix Lefebvre, Hans Peterson, Marcin Czarnik. Cast completo Genere Drammatico - Francia, 2026, durata 130 minuti. Valutazione: 3,5 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ultimo aggiornamento lunedì 18 maggio 2026

L'attività e la morte del principale esponente della Resistenza francese al nazismo: Jean Moulin.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
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László Nemes affronta il tema della ferocia nazista in un film dall'impianto classico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 18 maggio 2026
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 18 maggio 2026

Jean Moulin torna in Francia dall'Inghilterra, dove ha incontrato il generale De Gaulle, e riesce a far sì che il movimento resistenziale superi le divisioni interne per combattere unito contro i nazisti. La sua è un'attività sotto copertura ma quando lascia Parigi per raggiungere a Lione i compagni di lotta viene tradito e messo nelle mani di uno dei più feroci torturatori: Klaus Barbie.

László Nemes torna ad affrontare il tema della ferocia nazista attraverso la figura di un eroe della Resistenza francese.

In Francia il suo nome è noto. Altrove forse meno, quindi può essere utile ricordare chi sia stato Jean Moulin. Lasciato l'incarico di prefetto, dopo l'invasione nazista si dedica all'unificazione del movimento resistenziale organizzando numerose operazioni contro i nazisti. Nel 1943 viene arrestato e torturato ma morirà senza rivelare i nomi dei compagni di lotta.

László Nemes si è visto offrire la possibilità di rileggere questa figura storica (che stranamente il cinema francese non aveva mai portato sullo schermo) e ha colto l'occasione per proseguire la sua analisi sui sistemi messi in atto dalle dittature per cercare di stroncare qualsiasi forma di opposizione. Nella prima parte del film inquadra la figura di Moulin mostrandone la volontà unificatrice e mettendo in luce, attraverso la figura di una nobildonna per la quale dovrebbe lavorare come arredatore, la determinazione a non farsi distrarre dalla propria missione.

Dal momento in cui viene arrestato il confronto con il suo persecutore diventa centrale. Klaus Barbie è stato definito il boia di Lione per la crudeltà con cui ha perseguitato ebrei e oppositori con rastrellamenti casuali e deportazione di bambini. Nemes è perfettamente consapevole di non poter fare una ricostruzione filologicamente accurata del rapporto tra i due perché sono disponibili poche testimonianze sugli ultimi giorni di vita di Moulin. Interviene allora sulla dinamica che vede Barbie come un autonominatosi burattinaio, convinto com'è di poter muovere a suo piacimento l'individuo che ha di fronte (inizialmente grazie a un sottile ed insinuante lavoro di avvicinamento e poi con la tortura fisica). Sa di avere preso un esponente di rilievo della Resistenza ma non ne conosce la vera identità.

Qui Nemes avrebbe potuto trasformare l'incontro/scontro tra i due in un confronto di impianto teatrale. Invece decide, dopo un primo iniziale colloquio giocato sul filo del rasoio dell'eloquio da parte dell'uno e sulla reticenza dignitosa da parte dell'altro, di intervenire su un progressivo crescendo che mostra anche la fragilità di Moulin, il quale teme di non riuscire a reggere alla tortura.

Il risultato è un film dall'impianto classico, girato in 35 mm, che solo in alcune situazioni lascia spazio a scelte visive di impianto positivamente virtuosistico, che in Francia (ma purtroppo non solo) ricorda a coloro che pretenderebbero di riscrivere la Storia che quanto accaduto non può essere cancellato a piacimento. Figure come Jean Moulin meritano di essere ricordate. Il cinema può dare in materia un suo determinante contributo e il fatto che la Disney sia tra i sostenitori dell'operazione è positivo.

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lunedì 18 maggio 2026
Giancarlo Zappoli

Girato in 35 mm, un'opera su una figura storica che merita di essere ricordata. In Concorso. Vai all'articolo »

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