Dalla storia del cinema più completa in lingua italiana, una selezione di 9485 film da vedere, dal 1895 al 2026. Scopri le recensioni, trame, listini, poster e trailer. Ordina per:
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L'Fbi non riesce a catturare uno psicopatico, chiamato Buffalo Bill, che uccide giovani donne e poi le scuoia. Viene incaricata dell'indagine la giovane Clarice, tormentata, coraggiosa e geniale. Espandi ▽
Il serial killer denominato Buffalo Bill che uccide giovani donne per poi scuoiarle sembra imprendibile. Clarice Starling, una giovane poliziotta, viene inviata ad incontrare lo psichiatra Hannibal Lecter detenuto per crimini di cannibalismo. Potrebbe riuscire dove altri hanno fallito: farlo parlare ed offrire qualche indizio per la cattura di Buffalo Bill. Ha così inizio un confronto a tappe successive tra i due che porterà ad esiti inaspettati.
Jonathan Demme, sulla base di un romanzo di Thomas Harris, sperimenta innovazioni di successo su un genere che sembrava non poterne accogliere.
Il film è il primo thriller che consegue, oltre all'Orso d'Argento al Festival dei Berlino, ben cinque Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attrice e attore protagonisti). Ciò costituisce un segno tangibile di quanto questo film abbia inciso nello sviluppo della settima arte. Recensione ❯
Un film dal deciso affondo politico. Un cinema vecchia scuola che è sempre un piacere da guardare. Commedia, Drammatico, Storico - Spagna, Francia2025. Durata 106 Minuti.
1939. Due settimane dopo la fine della guerra civile spagnola, il generale Franco ordina una cena all'Hotel Palace. Ma l'hotel, riconvertito in ospedale da campo, non è pronto. Espandi ▽
Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antón si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un'esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederación Nacional del Trabajo).
Il merito principale di A cena con il dittatore è quello di dialogare spesso con la sua origine teatrale senza rimanerne imprigionato. In più l'affondo politico nella Storia della Spagna è più deciso di quanto appare.
Per questo i modelli cinematografici, non sono fini a se stessi ma diventano il punto di partenza per un'ulteriore variazione di un gioco di equivoci e malintesi mostrati attraverso un umorismo raffinato. Certo, un cinema vecchia scuola ma che nel caso di film come A cena con il dittatore è sempre un piacere da guardare. Recensione ❯
Esordio alla regia dell'attore Massimiliano Gallo, un tributo all'amore per il palcoscenico e alla sua capacità trasformativa. Drammatico, Italia2026. Durata 90 Minuti.
Il film racconta la storia vera di Eduardo De Filippo che organizza un corso di teatro per le detenute del carcere di Pozzuoli. Espandi ▽
Nisida, 1983. Il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso per un breve periodo, e 18 delle sue detenute vengono ospitate nel carcere minorile dell’isola. La convivenza è difficile, sia perché le detenute sono stipate in spazi sovraffollati, sia perché i ragazzi sono sovreccitati per la presenza del gruppo di donne in un luogo dove sono solamente solo figure di sogno. Fra queste c’è la bella Beatrice, la vedova di un camorrista, che ha visto uccidere il figlio in una guerra fra bande rivali, e che suscita l’immediato interesse di Emanuele, un giovane carcerato sul punto di terminare la sua detenzione: fra loro si stabilirà un legame profondo e assai pericoloso. Eduardo De Filippo, allora già 83enne e senatore a vita, visita spesso Nisida dove ha creato un laboratorio teatrale, e consiglia al direttore del carcere di mettere in scena uno spettacolo di varietà, approfittando della presenza femminile nell’istituto. Il direttore, inizialmente restio, accetta pur di mettere fine alle tensioni create dall’arrivo delle detenute. E lo spettacolo metterò in moto dinamiche che cambieranno la vita di alcuni. La salita è il lungometraggio di esordio alla regia di Massimiliano Gallo, noto attore di cinema e televisione e già affermato regista teatrale ed è il suo tributo all’amore per il palcoscenico e alla sua importanza nella vita di chi, non solo a Napoli e dintorni, rischia di finire negli ambienti sbagliati e di seguire le sirene della criminalità organizzata.
Il film è basato su una storia vera, che forse lo riguarda di persona, e nei titoli di coda vediamo Eduardo De Filippo pronunciare il discorso che nel film viene interpretato da Mariano Rigillo, magnifico nel non fare banalmente un’imitazione di Eduardo, ma evocarlo per piccoli gesti e movenze, e soprattutto restituirne la statura morale e l’ispirazione artistica. Recensione ❯
Da tempo non si vedeva un'adolescenza raccontata in questo modo. Un film pieno di consapevolezza e libertà. Drammatico, Italia, Francia2025. Durata 102 Minuti.
Settembre 2007, Trieste. Fred, unica ragazza in una classe maschile, rompe gli equilibri tra tre amici storici. Per essere accettata, dovrà fare scelte difficili. Espandi ▽
Fred, diciassettenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per spendere il suo ultimo anno di superiori. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione sarcastico. I tre si appartengono da sempre. L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno dei ragazzi la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro. Recensione ❯
Winspeare amplia il suo sguardo all'Europa conservando intatta la sua sensibilità nei confronti di chi porta sullo schermo. Drammatico, Italia, Francia2026. Durata 125 Minuti.
Didi, nobile ungherese sopravvissuta a guerra e comunismo, vive gli ultimi anni nel Salento accudita da Vita, giovane pugliese. Tra ricordi, colpa e amicizia, ritrova la pace. Espandi ▽
Didi, un’anziana duchessa di origini transilvane, torna a vivere nel palazzo di proprietà della famiglia in una cittadina del Salento. Avendo bisogno di assistenza e dovendo recarsi nella sua terra d’origine per l’inizio del processo di beatificazione del padre i figli le trovano una badante. Si tratta di Vita, una donna del popolo che non ha una vita facile dovendo vivere con i genitori anziani e con un fratello disabile e avendo una relazione non soddisfacente con un avvocato sposato. Il viaggio in Ungheria le permetterà di scoprire un contesto sociale a lei sconosciuto e di iniziare un complesso percorso di avvicinamento alla persona che le è stata affidata.
Edoardo Winspeare torna a dirigere un film ampliando il suo sguardo all’Europa conservando intatta la sensibilità nei confronti dei soggetti che porta sullo schermo. Attento da sempre a cogliere i molteplici aspetti della realtà sociale e individuale di coloro che vivono nella terra in cui è nato e vive, Winspeare parte da lì per ampliare lo sguardo all’Europa e alla sua storia. Il suo non è solo un viaggio nello spazio (dal Salento alla Transilvania) ma è soprattutto un percorso nel tempo di un continente le cui ferite, nonostante tutto, non si sono ancora completamente rimarginate dopo il secondo conflitto mondiale. Recensione ❯
Emanuela Piovano prosegue il suo percorso autoriale verso il racconto di un'umanità che il cinema spesso ignora. Drammatico, Italia2026. Durata 113 Minuti.
Liberamente ispirato al romanzo "L'età ridicola" di Margherita Giacobino. Espandi ▽
Karina è una pianista ottantenne omosessuale che, dopo tanti concerti di successo e un’esistenza all’insegna dell’autodeterminazione, si prepara ad affrontare l’ultimo viaggio. Elena, coetanea, è la pittrice di cui Karina è sempre stata innamorata e che ha scelto la vita più “convenzionale” di moglie e madre. Ora che è vedova e suo figlio è adulto, Elena si gode l’amore con Karina e la spensieratezza del presente, ma ha ricevuto una diagnosi di demenza senile in fase avanzata, e presto non sarà più in grado di badare a se stessa. Il figlio la spedisce in una casa di riposo, mentre Karina vorrebbe tenerla con sé: Elena, tra l’altro, è l’unico legame che fa posticipare all’anziana signora la decisione di recarsi in Svizzera a porre fine alla sua vita presso una struttura specializzata in eutanasia. La giovane immigrata georgiana Sùliko, che lavora in casa di Karina e cerca di tenere lontano il connazionale che vorrebbe sposarla, creerà però con Karina un’intesa che potrebbe cambiare le vite di entrambe. Emanuela Piovano prosegue il suo percorso autoriale verso il racconto di un'umanità che il cinema spesso ignora, un percorso fatto di impegno anche politico e di scelte mai ovvie: la trama di Finale allegro è piena di sorprese e di piccoli colpi di scena, persino di esperimenti di grammatica filmica. Finale allegro parla di diritti della persona, di autonomia decisionale, di capacità di andare oltre gli stereotipi e le aspettative degli altri. E di come la vita riesca a tirarti dentro fino all’ultimo, se glielo permetti. Recensione ❯
In un'isola mediterranea, Ettore e Giovannino vivono un'estate felice. Ma con la partenza di Ettore, Giovannino affronta l'assenza grazie ai filmati di Pino. Espandi ▽
Ettore e Giovanni sono due ragazzini che vivono a Linosa uniti da una forte amicizia. Sull'isola vive anche Pino un anziano videoamatore che documenta i più diversi aspetti della vita locale. Un giorno Ettore apprende dai genitori che si trasferiranno in città per consentirgli di frequentare una scuola migliore. Sta per iniziare l'ultima estate insieme dei due amici.
Un mix di documentario e fiction che sa leggere nell'animo dei bambini ma lascia qualche perplessità sulla costruzione narrativa.
La riflessione sulla messa a fuoco della realtà in cui vive da parte di chi è rimasto si presenta comunque come occasione di meditazione sull'attrattiva che una vita lontana, nella giusta misura, da cellulari e social possa ancora rappresentare per una personalità in formazione. A patto che trovi la persona che sia in grado di motivarla anche se distante sul piano dell'età e dell'esperienza di vita. Recensione ❯
Un villaggio italiano abbandonato vive una silenziosa rinascita quando il regista Ruedi Gerber stringe amicizia con gli ultimi contadini. Espandi ▽
Nel corso di decenni di globalizzazione, innumerevoli comunità rurali in tutto il mondo si sono ritrovate abbandonate: dal Midwest americano ai villaggi di montagna italiani, luoghi come Tatti rischiano l'estinzione. In questo piccolo borgo della Maremma toscana, gli anziani residenti non hanno avuto la forza di reinventare il loro mondo in declino, fino all'arrivo degli stranieri, come il regista Ruedi Gerber. La sua amicizia con gli ultimi agricoltori locali, i gemelli Marco e Massimo, ha dato il via a una silenziosa rinascita: insieme ad altri nuovi abitanti hanno iniziato a ripristinare i terreni abbandonati, restituendo speranza alla piccola comunità. La rinascita del villaggio trova il suo apice emotivo nella crisi personale di Marco, costretto a fare i conti con radicali trasformazioni, onorando le sue radici e reinventando il suo futuro. Questo film è sia un ritratto intimo che una storia universale di resilienza e mostra come le comunità possano rinascere quando il vecchio e il nuovo uniscono le forze, preservando ciò che merita di essere tramandato, senza il timore di evolversi. Recensione ❯
Un'opera che esplora la sottile linea di confine tra cinema di finzione e documentario. Espandi ▽
In prigione per aver appiccato un incendio, Amador viene finalmente rilasciato e torna nel suo villaggio natale. Tutt'intorno la foresta è una presenza viva, che sembra combattere gli alberi di eucalipto trapiantati dall'Australia in una costante ricerca di equilibrio delle risorse. Fino all'arrivo del prossimo incendio.
La curiosità etnografica di Oliver Laxe pervade un ritratto enigmatico, tanto della natura quanto di un singolo uomo, in un film avaro di piaceri narrativi eppure memorabile nelle sue suggestioni.
Gli anni che hanno ritardato l'uscita in sala del film non hanno fatto che acuire il diffuso senso di angoscia che governa il nostro rapporto con la natura, ormai necessariamente rappresentata nella cultura popolare come una risorsa residuale e sempre a rischio. Recensione ❯
Uno stile autoriale e personale per un doc che riflette sul concetto di memoria. Drammatico, Italia2001. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
La Resistenza è storia per i libri, ma anche "storia interiore". Che si nutre di dolore, di fotografie, di suoni terribili. Espandi ▽
La Resistenza, un tema antico. Quasi sempre affrontato in chiave realistica, se non addirittura documentaristica. Eppure la memoria rielabora in maniera fantastica (talvolta sinistra) ogni tipo di ricordo, anche i drammi. Recensione ❯
Algeri, 1938. Meursault vive apaticamente finché un delitto commesso su una spiaggia sconvolge la sua esistenza, portandolo verso un destino ineluttabile. Espandi ▽
Algeri, 1938. Meursault (Benjamin Voisin), un giovane sulla trentina, modesto impiegato, partecipa al funerale della madre senza mostrare la minima emozione. Il giorno dopo inizia una relazione con Marie, una collega d'ufficio. Poi riprende la sua vita di tutti i giorni. La quiete quotidiana viene però interrotta dal vicino Sintès (Pierre Lottin) che trascina Meursault nei suoi loschi affari fino a quando, in una giornata torrida, su una spiaggia, accade un tragico evento... Recensione ❯
Mentre il loro matrimonio si sgretola, Alex affronta la mezza età e il divorzio, alla ricerca di un nuovo scopo nella scena della commedia di New York, mentre la moglie Tess affronta i sacrifici che ha fatto per la famiglia. Espandi ▽
New York. Dopo 20 anni di matrimonio, Alex Novak e la moglie Tess stanno divorziando. Cercano però di mantenere rapporti amichevoli e di non alterare la loro vita familiare. Una sera Alex decide di iscriversi a una serata 'open mic' del Comedy Cellar. A sua volta Tess riscopre la sua passione per la pallavolo. Entrambi frequentano una coppia di amici, Balls e Christine, che sembrano attraversare anche loro un momento di crisi. Poi una sera, casualmente, Tess scopre la 'nuova identità' di Alex.
Non c'è la morte ma nel terzo, ancora sorprendente e bellissimo, film da regista di Bradley Cooper c'è la disperazione, raccontata con una verità travolgente.
Will Arnett e Laura Dern sono strepitosi nel modo in cui si mostrano scoperti nelle loro emozioni. Sono quasi le reincarnazioni di un Cassavetes rivisitato, anzi, meglio, rivissuto. Da segnalare anche l'esaltante finale che è un'altra bellissima cicatrice, che non si dimentica facilmente. Si, la vita ora ricomincia di nuovo. Recensione ❯
Giuda racconta la Passione dal suo punto di vista: lui e Gesù, legati da un destino speculare, muoiono lo stesso giorno per compiere la profezia. Espandi ▽
Giuda nasce in un bordello, figlio di una prostituta che muore al momento della sua nascita. Cresciuto senza un padre e usato e abusato dai tenutari si vendica uccidendoli e diventa il proprietario della casa di piacere. Fino a quando un giorno Gesù si reca da lui per incontrare Maddalena, sua sorella, che aveva salvato dai lapidatori. Da quel momento lascia tutto per seguire l’amico e maestro che poi tradirà. Giulio Base rilegge i Vangeli secondo una prospettiva che meritava l’approfondimento. La tesi finale del film, cioè che Gesù aveva bisogno di qualcuno che lo tradisse per compiere la propria missione fino in fondo, era già stata avanzata (on stage e sul grande schermo per la regia di Norman Jewison) da Jesus Christ Superstar. Il Giuda di Giulio Base affronta questa lettura ma vi giunge partendo da tutt’altre premesse e liberandosi da tutte le precedenti trasposizioni sullo schermo della figura di Cristo. Recensione ❯
Un dramma insieme familiare ed esistenziale che si schiera contro rigidità ed egoismi, con una regia raffinata e attori convincenti. Drammatico, Spagna2025. Durata 115 Minuti.
Ainara affronta un bivio personale e di carriera, mentre la sua famiglia osserva con crescente preoccupazione le sue scelte. Espandi ▽
Ainara è una diciassettenne che sta vivendo un momento molto delicato. Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle. All'ultimo anno di liceo però, anziché pensare all'università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura. Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande.
È un coming of age per nulla banale e di grande spessore, Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa. Tutto il cast si dimostra di assoluto livello.
Il film ha il merito di rivelarsi invece un dramma laico, esistenziale e familiare a un tempo, contenuto e misurato. Mai patetico, sempre coinvolgente e capace di schierarsi da un lato contro dogmi e fanatismi, dall'altro di mostrare con garbo da quanti egoismi e rigidità siano fatti i legami familiari. Recensione ❯
Una ragazza di 15 anni scopre di essere incinta. Dovrà affrontare l'ipocrisia del suo villaggio. Espandi ▽
Emma è una ragazza volenterosa che cresce nella Svizzera degli anni Quaranta. Il mondo è in guerra, la Svizzera resta neutrale, ma Emma respira ugualmente quell'atmosfera repressiva e discriminatoria. Un giorno incontra un giovane borghese della città e quella che doveva essere una gita spensierata nella natura si tramuta nell'incubo di uno stupro. Rimasta incinta non sa cosa fare.
È un coming of age e una dolorosa storia di autodeterminazione e ribellione, Lo sguardo di Emma, opera prima di Marie-Elsa Sgualdo.
Il racconto di questa sua rivolta ricorda molto da vicino, a livello contenutistico ma anche formale, quello di Vermiglio, altro film firmato da una regista, ambientato in un paesino di montagna e fortemente caratterizzato dal suo contesto storico.
Attraverso questo film la regista si domanda, e chiede a sua volta a chi guarda, che cosa sia la libertà per una giovane donna e soprattutto quanto sia costata alle giovani donne di ieri, costrette ad obbedire a imposizioni di altri. Recensione ❯