Dalla storia del cinema più completa in lingua italiana, una selezione di 9594 film da vedere, dal 1895 al 2026. Scopri le recensioni, trame, listini, poster e trailer. Ordina per:
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Il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. Espandi ▽
Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, ed ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l'equilibrio interiore di Dario e travolgere l'intera famiglia. Recensione ❯
Nel 2001, Kamal Aljafari e l'amico Hasan viaggiano a Gaza per cercare un ex compagno di cella, esplorando luoghi, volti e ferite della città. Espandi ▽
In una serie di registrazioni risalenti al 2001 e ritrovate solamente di recente, Kamal Aljafari riporta alla luce un viaggio dell’epoca fatto a Gaza, in compagnia dell’amico Hasan. Il regista palestinese si era recato sul posto in cerca di un uomo con cui aveva brevemente condiviso una cella in prigione, più di dieci anni prima. Senza avere molte informazioni su di lui, i due si inoltrano per le strade di Gaza, parlano con gli abitanti, assistono alla distruzione già perpetrata dall’esercito israeliano, e si avventurano in auto nei territori fuori dalla città. In questi anni di conflitto atroce a Gaza, il cinema multidimensionale e autoriflessivo di Kamal Aljafari si propone come complemento ideale alle testimonianze documentarie più dirette e lineari che hanno a che fare con l’attualità nelle terre palestinesi. Dopo A Fidai Film del 2024, Aljafari torna con un’opera più essenziale e anche più personale, ancora una volta basata sullo scarto temporale tra periodi diversi e sulla riflessione ontologica di quale sia il significato di un’immagine preesistente una volta che ne cambiamo il contesto. Recensione ❯
Una graffiante commedia sexy, tra Perfetti sconosciuti e Woody Allen, diretta e interpretata dalla pluripremiata Olivia Wilde. Espandi ▽
Il matrimonio di Angela e Joe è ormai logorato dalla routine, ma quando invitano a cena i loro enigmatici vicini di casa, una coppia affascinante e spregiudicata, la serata - e la loro relazione - prenderà una piega inaspettata. Recensione ❯
Bruce Wayne, miliardario orfano e scapolo, pattuglia di notte Gotham City, facendo il giustiziere solitario dotato di supergadget. Espandi ▽
Un ragazzino segue i genitori in un vicolo e assiste impotente alla loro aggressione da parte di alcuni delinquenti, ma siamo a Gotham City e sulle sue pericolose strade vigila Batman, che presto catturerà i malfattori lasciandoli in balia delle forze dell’ordine. Il giornalista Alexander Knox cerca di farsi dare informazioni sul giustiziere dal poliziotto corrotto Eckhardt, ma senza fortuna. I suoi sforzi non sono però vani: i suoi articoli hanno infatti attirato l’interesse della fotografa di grido Vicki Vale, che giunge in città con l’obiettivo di immortalare “l’uomo pipistrello”. Il criminale Grissom, indagato dal procuratore Harvey Dent, affida al troppo ambizioso scagnozzo Jack Napier l’incarico di distruggere alcune prove presso un’azienda chimica. Qui Napier finisce per scontrarsi con Batman e cade tra misteriose sostanze che lo trasformeranno nel folle Joker, lo speculare nemico del Cavaliere Oscuro. Nel 1989, quando realizzare film sui supereroi era un’impresa ancora soggetta a grandi rischi, Tim Burton realizzò con Batman il film che lo lancò tra i grandi di Hollywood. Burton si fa sentire nel gusto per l’assurdo di alcune battute del Joker e in alcuni momenti dal gusto assai gotico o grottesco: la festa con i palloni giganti e sgargianti, pieni di gas mortale, crea una giustapposizione esplosiva con la cupezza di Gotham City, tanto quanto la futura irruzione di Jack Skellington nel mondo del Natale. Batman rimane un film imperfetto, frutto di molti compromessi, ma pure un passo cruciale nello sviluppo di un genere che per la prima volta abbracciava una complessa strategia commerciale, preparando la via al boom dei supereroi che sarebbe arrivato oltre dieci anni dopo. Recensione ❯
Un capolavoro la cui inquietudine risuona anche a un secolo di distanza. Drammatico, Germania1931. Durata 117 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Un ignoto assassino violenta e uccide numerose bambine senza lasciare alcuna traccia. Nella città viene organizzata una fitta rete di ricerche a cui partecipano anche i mendicanti e i criminali. Espandi ▽
Nel 1931 Fritz Lang gira M - Il mostro di Dusseldorf, in cui un ignoto assassino (con il volto indimenticabile di Peter Lorre) violenta e uccide numerose bambine senza lasciare alcuna traccia. Nella città viene allora organizzata una fitta rete di ricerche a cui partecipano anche i mendicanti e i criminali. Così si scopre il primo indizio: l'assassino quando avvicina le vittime fischietta un macabro motivo, tratto dal Peer Gynt di Grieg. Presto il mostro viene individuato da un venditore di palloncini che riesce con un gesso a segnargli sulle spalle una grande M (che sta per Morder, assassino). Recensione ❯
Film mostro che si interroga sulla posizione dell'artista in tempo di guerra quando l'ignoranza diventa un crimine. Drammatico, Francia, Cipro, Germania, Israele2025. Durata 150 Minuti.
Dopo il 7 ottobre, un pianista jazz di Tel Aviv accetta di comporre un inno patriottico, diventando complice della propaganda e firmando il suo suicidio artistico. Espandi ▽
All’indomani del 7 ottobre, il governo israeliano chiede a Y. di comporre un nuovo inno nazionale alla gloria della schiacciante grandezza di Israele. Il suo quotidiano è un hangover senza fine che l’offensiva mortale di Hamas contro Israele e la successiva risposta dell’esercito israeliano sfiorano appena. Fino al giorno in cui dice “sì” e scrive una melodia patriottica e bellicosa, facendosi agente e complice della propaganda israeliana. Accomodato al pianoforte e in faccia all’orrore, compone il suo suicidio (artistico). Lapid si interroga e interroga la posizione dell’artista in tempo di guerra, perché di fronte all’abiezione l’ignoranza diventa un crimine. Usa il cinema per decostruire la sua nazione – Israele, il suo potere, il suo governo, la sua violenza sorda e il suo nazionalismo immondo - e costruire immagini cinematografiche che si ergono come contro-discorsi. La terra promessa, dove tutto vale e più niente è intollerabile, non lascia altra scelta se non la fuga. Recensione ❯
Uno dei professori più strambi, irresistibili e amati dell'animazione giapponese: Korosensei, l'inconfondibile creatura gialla dai tentacoli capace di muoversi a velocità Mach 2. Espandi ▽
Korosensei è un essere misterioso e potentissimo, capace di muoversi a velocità Mach 20, che dopo aver distrutto gran parte della Luna minaccia di riservare alla Terra la stessa sorte. Eppure, dietro l'aspetto bizzarro e i tentacoli gialli, si nasconde un insegnante fuori dal comune. Divenuto per sua volontà professore della classe 3-E della scuola media Kunugigaoka, Korosensei ha un compito davvero paradossale: preparare i suoi studenti a diventare abbastanza abili da riuscire ad assassinarlo. Tra lezioni, addestramenti e missioni improbabili, il legame con i ragazzi diventerà sempre più profondo. Il film "Assassination Classroom - L'ora di tutti noi" riporta Korosensei e la sua classe sullo schermo con nuove avventure tratte dal manga originale e mai trasposte prima in animazione. Il professore sarà chiamato ancora una volta ad aiutare i suoi studenti, tra cui Sugaya e Kataoka, cercando di comprenderne difficoltà, aspirazioni e sentimenti. E, da inguaribile ficcanaso, non perderà occasione per intromettersi anche nelle loro questioni di cuore. Ma con l'arrivo delle vacanze invernali, Korosensei dovrà affrontare una sfida del tutto diversa: trascorrere il tempo lontano dalla sua adorata classe. Tra situazioni esilaranti, azione e momenti di sincera emozione, il film torna così al cuore di Assassination Classroom: il rapporto unico tra un professore che tutti dovrebbero uccidere e gli studenti che, lezione dopo lezione, hanno imparato ad amarlo. Recensione ❯
L'ultima opera firmata da Bernardo Bertolucci, autore del soggetto e della sceneggiatura. Espandi ▽
Leo fa il produttore musicale e vive a Londra. Il suo progetto più importante lo vede collaborare con Ava, cantante e icona che si era ritirata dalle scene ma che lui ha saputo convincere a tornare per un nuovo album, sul quale i due lavorano dall'appartamento dell'uomo. A fargli visita c'è spesso anche Anne, infermiera a domicilio a cui si è rivolto per un mal di schiena debilitante. La frequentazione con la ragazza diventa però sentimentale oltre che professionale, e tra i due si fa strada un rapporto ambiguo che è ulteriormente complicato dal bisogno che Leo sviluppa per i farmaci antidolorifici prescritti da Anne.
Tutto girato dentro un singolo appartamento, il nuovo film di Andrea Pallaoro è insieme ghost story e love story, prendendo la forma di un rituale doloroso ma di rara eleganza. Quella tra Leo e Anne è la più recente di una serie di connessioni spezzate che hanno segnato finora il cinema di Pallaoro, visto l'ultima volta in Monica e prima ancora in Hannah, interamente costruito sul volto di Charlotte Rampling. Recensione ❯
Paolo confessa l'omicidio della moglie ma nessuno lo arresta: tra burocrazia e assurdo, resta intrappolato in un paradosso kafkiano senza redenzione. Espandi ▽
Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L'uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.
Nell'interessante percorso di Roberto De Paolis Maino di osservazione della realtà, dopo Cuori puri e Princess, ecco Serpenti solo apparentemente slegato dal mondo reale ma che, proprio nella cifra del grottesco, crea un ribaltamento profondo che va al cuore delle cose. Merito sicuramente della sceneggiatura, scritta dai Fratelli D'Innocenzo insieme al regista, che costruisce sapientemente l'assurdità della vicenda. Recensione ❯
Gli Oasis tornano insieme in un racconto intenso e appassionato che celebra la musica, il legame viscerale con il pubblico e la ritrovata pace fra i fratelli Gallagher. Documentario, Regno Unito2026. Durata 122 Minuti.
Il documentario sulla leggendaria band britannica. Espandi ▽
2025. I fratelli Noel e Liam Gallagher, ovvero il cuore della band Oasis, non si sono parlati per 15 anni e non sono apparsi insieme in concerto per 16, ma decidono di partire in un tour attraverso varie parti del mondo. I fan in delirio riempiono gli stadi da Cardiff a Manchester, dal Brasile all'Argentina, dal Giappone agli Stati Uniti. I due fratelli hanno personalità diverse e per certi versi contrastanti: Liam è il frontman carismatico e umorale, una mina vagante con un passato di assuefazione ad alcol e droghe ma anche dotato di un talento puro che esprime cantando con le mani dietro la schiena, per proiettare in avanti tutta la rabbia e l'aggressività di cui è capace; Noel è il solido professionista che ha firmato tutti i successi della band, guadagnando una fortuna in royalties, e facendo fronte alle bizze del fratello minore.
Fra i due torna sul palco del tour il chitarrista Bonehead, "parte del suono e della dinamica della band", che non suonava più con i Gallagher dal 1989 ma che per questa reunion si mette in mezzo a loro, un po' farcitura del panino, un po' ago possibile paciere (ricordiamo che a Parigi nel 2009 Liam prese a chitarrate Noel, evento che portò il fratello maggiore a sciogliere la band). Recensione ❯
La straordinaria storia vera del giorno che cambiò il destino delle donne in islanda e nel mondo. Espandi ▽
L'Islanda dei primi anni Settanta somiglia a molti altri Paesi europei, quanto a indipendenza femminile: le donne non possono aspirare a ricoprire alcuni ruoli professionali, né avere un conto in banca o un'istruzione superiore. Insomma niente a cui dedicarsi che non sia un'occupazione subalterna, la cura della casa, dei figli e di sé stesse (per non sfigurare e perciò "deludere" compagni e mariti). Ma in questo clima conservatore si agitano, un po' ovunque nel mondo, diversi movimenti che chiedono pari opportunità. Come quello delle Redstockings, nato a New York nel 1969, e di lì a poco le istanze femministe inonderanno le piazze.
Consapevoli del fatto che le proteste contano ma non sempre sono immediatamente risolutive, molti gruppi femminili, di Reykjavík ma anche delle zone più rurali, si mobilitano. Prima per informare e portare all'attenzione pubblica questa mancanza di parità, anche con atti eclatanti e chiedendo l'aiuto di alcuni media, poi per organizzare uno sciopero con l'obiettivo di paralizzare completamente il Paese per un giorno intero, il 24 ottobre 1975. Forse con l'evidenza della "forza lavoro" mancante gli uomini capiranno. Sarà un enorme successo, con un'adesione al novanta per cento, e un campanello d'allarme che fortunatamente verrà percepito da tutta la società.
Nel 2025, a mezzo secolo da quel giorno fatidico, alcune delle protagoniste ricordano e testimoniano lo sforzo comune per arrivare a un atto dimostrativo che ha avuto solo effetti positivi: oggi in Islanda, il Paese più avanzato in termini di parità di genere, le donne sono al 48% in parlamento. Tra le interpellate dal film, anche il capo di Stato Vigdís Finnbogadóttir, eletta nel 1980. Recensione ❯
Una sfida vinta: Enyedi affronta con originalità l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale. Drammatico, Germania, Francia, Ungheria2025. Durata 145 Minuti.
Un vecchio albero racconta cosa accade intorno a lui. Espandi ▽
2020. Un neuroscienziato proveniente da Hong Kong giunge come visiting professor in un'università della Germania. La sua specializzazione consiste nello studiare la mente dei neonati. Qui inizia un esperimento sul grande albero mentre il Covid si diffonde.
1908. Sempre nello stesso ateneo assistiamo alla non facile ammissione alla facoltà di Botanica della prima ragazza. La stessa trova un impiego come assistente presso un fotografo e scopre tutte le potenzialità del mestiere.
1972. Due giovani studenti iniziano una relazione che vede al centro la cura e lo studio delle reazioni di un geranio a quanto gli accade intorno.
Ildikó Enyedi dà nuovamente prova della sua originalità affrontando un tema insolito sul quale innesta riflessioni sul ruolo dell'essere umano nel contesto della Natura. Non si presentava come semplice l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale ma la regista ungherese c'è riuscita affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio femmina nel corso del tempo. Recensione ❯
Un film che esplora la ricerca di sé, il distacco e il desiderio di libertà tipici dell'adolescenza. Espandi ▽
Ketticè è l'opera seconda del neotrentenne Giovanni Tortorici, componente della factory di Luca Guadagnino da quando ha lavorato con lui alla serie We Are Who We Are, e se il suo film d'esordio, Diciannove, illustrava la quotidianità scomposta di un, appunto, diciannovenne alle prese con l'ingresso nel mondo adulto, Ketticè regredisce nel tempo verso la piena adolescenza, in una Palermo dove piccola e grande borghesia si incontrano sulle strade della bamba (Ketty ha uno zio in galera per mafia, Giulio una nonna che cita il Gattopardo e una ex che riabilita Mussolini, considerandosi un'intellettuale perché legge libri e vede un sacco di documentari). Recensione ❯
Tratto dal racconto breve Coyote v. Acme di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker nel 1990. Espandi ▽
Willy il Coyote, come al solito, non se la passa bene: la sua infinita caccia al velocissimo e inafferrabile Beep Beep continua a risolversi in una serie di catastrofici fallimenti, spesso determinati dal malfunzionamento della strumentazione e degli esplosivi acquistati per posta dalla ACME. Quando vede alla Tv lo spot dell'avvocato Kevin Avery, pronto a fare causa proprio alla ACME per incidenti da cartone animato, Willy parte per Albuquerque e porta con sé tutta la montagna di prodotti difettosi comprati da ACME. A Kevin la causa sembra troppo grossa, ma l'astuzia del Coyote e la solerzia di una assistente dello studio legale lo portano ad accettarla. Kevin confida di risolvere tutto in un rapido patteggiamento, ma il Coyote dà fuoco alle carte e innesca così una guerra legale senza esclusione di colpi, che coinvolgerà molti dei più celebri personaggi dei Looney Tunes.
Coyote vs. Acme è un legal drama dell'assurdo, è il nuovo Roger Rabbit, è un'opera contro l'impunità delle grandi aziende, contro la sperimentazione sugli animali e, suo malgrado, è anche un'opera che riecheggia la battaglia della propria faticosa distribuzione. Recensione ❯
Un film che funziona su più livelli: non solo come puro intrattenimento ma anche come risultato di una profonda riflessione sociologica sulla Corea. Drammatico, Corea del sud2016. Durata 118 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un virus letale si diffonde sul treno, tutti vogliono sopravvivere. Espandi ▽
Seok-wu è un manager finanziario separato dalla moglie: la piccola Su-an spesso si sente trascurata da lui e preferisce la compagnia della madre. Sul treno su cui viaggiano i due, per portare Su-an dalla madre che vive a Busan, sale una ragazza che riporta delle ferite strane sul corpo, simili al morso di un animale. Presto si trasformerà in zombi e sul treno per Busan si scatenerà l'inferno. Recensione ❯
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