Ironia e sentimento guidano questo capitolo finale ma non definitivo, che guarda al futuro con leggerezza. Animazione, Avventura, Commedia - USA2022. Consigli per la visione: Film per tutti
Dopo il successo del capitolo dedicato alla 'vacanza mostruosa' dei protagonisti, arriva il nuovo film della saga "Hotel Transylvania". Espandi ▽
Cambio alla regia, ma Genndy Tartakovsky resta in scrittura e assicura una quarta, riuscita variazione sul tema originale. Ironia e sentimento sono, ancora una volta, le direttrici principali, ma il film si prende il tempo per far divertire Johnny nei panni di un gigantesco lucertolone, con grandi artigli utili per il disboscamento in corsa e una gola sputafuoco che sembra fatta apposta per arrostire i marshmallow, così come per far impazzire Drac in quelli di un comune mortale. Le sorprese più divertenti le riserva il Drac Pack, ma non si possono svelare anzitempo. Si potrà dire soltanto che, in occasione del quarto e ultimo capitolo del franchise (almeno stando alle intenzioni dichiarate), gli autori omaggiano il pubblico con qualche rivelazione insperata, perfettamente motivata dalle dinamiche del plot. Come nel contemporaneo Encanto della Disney, anche qui si parla di ricostruire casa a immagine e somiglianza della nuova generazione, mettendo da parte timori e pregiudizi, dannosi anche quando motivati dalle più nobili intenzioni. Recensione ❯
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Il racconto cinematografico di un Paese, l'Italia, nella sua attuale fisionomia, in un film fatto di sole immagini e musica. Espandi ▽
L’Italia oggi vista in un lungo percorso costituito da immagini suoni e silenzi per costruire un ritratto dello stato della nostra penisola. Si parte dal passato remoto e da tradizioni che ancora si perpetuano per giungere ai livelli massimi della tecnologia non dimenticando l’osservazione degli esseri umani nel loro quotidiano ed anche nella loro eccezionalità.
Ha la struttura di un viaggio quest’opera di Egidio Eronico (definirla documentario equivarrebbe ad offrirne un’immagine non consona) ma è un on the road dell’anima profonda (ma non per questo non contraddittoria) dell’Italia. Il modello remoto sembrano essere i tre film diretti da Godfrey Reggio Koyaanisqatsi, Powaqqatsi e Naqoyqatsi. Solo dal punto di vista della costruzione per suoni ed immagini però, non certo per i contenuti. Perché questi ultimi sono dettati dal desiderio profondo di andare a conoscere un’Italia crogiuolo (a volte inconsapevole) di una congerie di presenze, attività, tradizioni e costumi che ne fanno un soggetto da continuare ad osservare ed esplorare. Recensione ❯
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Uno spettacolo mirabile e tonitruante che avrebbe voluto e potuto significare molto di più. Thriller, USA2022. Durata 138 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un epico thriller di vendetta che esplora fino a che punto un principe vichingo si spingerà a cercare giustizia per suo padre assassinato. Espandi ▽
Per il suo terzo lungometraggio Robert Eggers si rifà alla storia medievale del principe normanno Amleto, ossessionato dalla vendetta. Un testo adattato prima da Saxo Grammaticus e poi trasfigurato in tragedia da William Shakespeare, con gli esiti che ben conosciamo. Non c’è traccia di Rosencrantz e Guildenstern né di Orazio e Ofelia quindi in The Northman, che si concentra unicamente sulla violenta rivincita di Amleto, contestualizzandola in un verosimile regno vichingo, regolato da tradizioni brutali e intimorito da poteri arcani. Un affresco gigantesco, curato in ogni minimo dettaglio, in cui Eggers si interroga sull’elemento ferino insito nella mascolinità e sui suoi riti di passaggio, e sul confine tra magico e terreno, una zona grigia in cui è la percezione soggettiva a determinare la verità di quel che si osserva. La potenza visiva e l’escalation di sangue sono mirabili, ma il film stupisce assai meno dei precedenti lavori di Eggers, forse smarritosi nella propria compiaciuta autoindulgenza. Recensione ❯
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Una commedia sfacciatamente popolare con una misura di leggerezza ed efficaci tempi comici. Commedia, Italia2022. Durata 92 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un uomo ricco e avido nel tentativo di recuperare del denaro necessario si troverà nel bel mezzo di un sorprendente viaggio a cavallo tra passato, presente e futuro. Espandi ▽
Il principe di Roma sembra un incrocio fra il Canto di Natale dickensiano, cui è dichiaratamente ispirato, e Il marchese del Grillo monicelliano, da cui “ruba” il protagonista reso immortale da Alberto Sordi, e certamente ricalca da entrambi lo stile e la morale, aggiungendo qua e là una spruzzata di Luigi Magni e un’evocazione di Fantasmi a Roma. Edoardo Falcone ha un innato senso del ritmo di commedia, dunque al netto di tutte le ispirazioni precedenti, che lo rendono palesemente derivativo, il suo film ha una misura di leggerezza e di divertimento che gli ingrazieranno il pubblico popolare. Non c’è pretesa di originalità in questa storia, né di accuratezza storica o filologica, ma ci sono una bonomia e una capacità di gestire gli attori dando loro lo spazio comico necessario senza lasciarli tracimare (specialmente Giallini). Recensione ❯
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Romantic drama tratto dall'omonimo film campione d'incassi e fenomeno culturale di vent'anni fa. Espandi ▽
Antonia è sposata con Massimo: una storia d'amore solida e felice. Ma Massimo si innamora di Michele, e quell'amore domanderà il suo spazio. Quando Massimo sta per prendere una decisione, un incidente di moto lo ferma per sempre, lasciando un vuoto immenso in Antonia e Michele. Finché un quadro non mette Antonia sulla strada di casa dell'amante di suo marito, abitata anche dalla famiglia elettiva sui generis del giovane uomo: un gruppo di "impiccioni, invadenti e sciroccati", uno spaccato di umanità vibrante e colorato. E le dinamiche fra tutti i presenti si svilupperanno all'insegna dell'unica regola che conta: "L'amore non guarda in faccia nessuno".
Ferzan Ozpetek trasforma l'idea centrale del film Le fate ignoranti, da lui diretto nel 2001, e le regala il respiro lungo della serialità, compiendo una delle rare operazioni utili in questo settore, perché il film originale era già una storia corale, e si sarebbe voluto sapere di più di ognuno dei personaggi accennati.
La sceneggiatura di Ozpetek e Romoli è materia elastica, e il cast si cala in questo universo teatrale con fiducia, pronto a mostrare i suoi colori inediti: primo fra tutti l'ottimo Eduardo Scarpetta nel ruolo centrale di Michele. C'è persino un "coro greco" composto da tre vicine chiacchierone che commentano le entrate in scena (o in casa) dei personaggi. Recensione ❯
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Il ritratto dei una delle più famose jihadiste britanniche che per anni ha reclutato diverse donne occidentali. Espandi ▽
Tooba Bashir Gondal è una della più famose jidahiste britanniche. Nota come “The Isis Matchmaker”, ha cominciato a indossare l’hijab nel 2012 e a vent’anni è partita di nascosto per unirsi allo stato islamico. È accusata di aver reclutato donne occidentali per farle sposare ai combattenti dell’Isis. La regista l’ha raggiunta nel campo di prigionia di Ain Issa, in Siria, ed è stata con lei due settimane per intervistarla. Si sente l’enorme lavoro preparatorio, giornalistico prima che documentarista dove molte domande restano sospese, senza risposta. C’è solo un momento, forte, in cui Tooba piange che mostra come Argentieri sia riuscita a trovare un accesso umano a una figura apparentemente glaciale. Malgrado la quantità di materiale, non sempre il montaggio rende giustizia al documentario. Poteva infatti essere più incalzante soprattutto nel collegamento tra le sue dichiarazioni, i tweet e i titoli dei maggiori giornali britannici su di lei. Rimane comunque l’efficacia della ricerca e la quantità di dati accumulati su Tooba. Recensione ❯
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Una commedia semplice e gentile sul tema drammatico dell'elaborazione del lutto. Commedia, Italia2022. Durata 80 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La storia di Claudia e di sua figlia. La storia delle loro vite dopo la perdita del marito e padre. Espandi ▽
Marco è stato un padre e un marito eccezionale, ma ha perso la vita in un drammatico incidente che ha fatto notizia. Dopo tre anni sua moglie Claudia e sua figlia Nina non riescono ancora a superare la tragedia, e in particolare Claudia continua a “vedere” Marco accanto a lei, a parlare con lui. Questo fa sì che nessun uomo possa avvicinarla e che il suo lutto non abbia fine. Nina invece comincia a frequentare un ragazzo che “sarebbe piaciuto a papà”, dando spazio al suo istinto vitale e al desiderio di ricominciare. Riuscirà Claudia a voltare pagina e a dare un futuro alla propria vita, come ha cominciato a fare Nina? Diretto dall’attore Riccardo Camilli, che ne è anche interprete nel ruolo di Marco, sceneggiatore, montatore e produttore, il film è “dedicato a chi rimane” ed è un tentativo di trattare con delicata leggerezza (ma sempre con rispetto) il tema della perdita di una persona amata. Nella sua semplicità e nel suo evidente basso budget (frutto anche di un piccolo crowdfunding) Guarda chi si vede è una commedia gentile su un argomento drammatico, che lascia spazio più al sorriso che alla risata, più al dolce che all’amaro. Recensione ❯
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La prova sottotraccia di Bale non basta a salvare un thriller che sfocia nell'horror troppo freddo e chirurgico. Drammatico, USA2022. Durata 128 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un detective veterano indaga su una serie di omicidi aiutato da un giovane cadetto attento ai dettagli che in seguito diventerà un autore di fama mondiale, Edgar Allan Poe. Espandi ▽
West Point, 1830. Augustus Landor, un detective segnato dalla vita viene assunto dall’Accademia militare per indagare con discrezione sul macabro omicidio di uno dei cadetti. Lo aiuterà una recluta: Edgar Allan Poe, che negli anni successivi diventerà uno scrittore di fama mondiale. Quando ci sono alcuni indizi che stanno per portare alla risoluzione del caso, un altro cadetto viene assassinato. The Pale Blue Eye ha degli squarci anche visivamente forti – dal rito con il sangue alle visioni di Landor – ma sono soffocate da un cinema troppo chirurgico, dettagliato, tra scritture in codice, magia nera, interpretazioni in codice, dove gli elementi soprannaturali, i fantasmi del passato puntano a mostrare la ‘falsità delle apparenze’ come in La nona porta. L’operazione è anche affascinante, ma il metodo archeologico di rapportarsi con il cinema del passato rispetto agli altri film del regista, la rende fredda e distante. Recensione ❯
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Un film che offre un menù ricco e soddisfacente con un Depardieu che mette il fisico al servizio del personaggio. Commedia, Francia, Giappone2022. Durata 105 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Dopo aver sfiorato la morte, lo chef migliore di Francia si lancia alla ricerca del sapore massimo che ha confuso la sua vita dal momento in cui fu battuto, da giovane, da una scodella di noodles di un cuoco giapponese. Espandi ▽
Gabriel Cravin è uno chef pluristellato che ha però perso il gusto per la vita. In seguito a un attacco cardiaco, che richiede una complessa operazione, la sua visione del mondo sembra ulteriormente peggiorare. Gli torna alla memoria anche una sconfitta subìta quarant’anni prima, in un concorso internazionale, da uno chef giapponese che aveva vinto con degli spaghetti in brodo. Su suggerimento di un amico decide allora di andare a cercare quello chef per farsi rivelare il segreto del famoso Umami. Slony Snow realizza un menu cinematografico con una molteplicità di ingredienti. Finisce però con il prevalere nello chef cinematografico Snow il desiderio di fare uscire dal locale i clienti contenti. Forse troppo. Resta però valida la descrizione della scoperta, da parte di un europeo, di un mondo culturalmente distante come quello giapponese che troppe volte si tende a confondere con altre società asiatiche. La battuta, rivolta dallo chef nipponico al collega (“Le avrebbe fatto piacere se le avessi detto che Obelix è tedesco?”) è di quelle che vanno ricordate e meditate. Recensione ❯
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La materia - il ribaltamento del punto di vista sullo spogliarello femminile - è difficile da trattare e la regia scivola nella superficialità. Drammatico, Francia2022. Durata 119 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Non sei mai stato in un strip-club. Ma hai sempre avuto voglia di farlo... almeno una volta. Solo che non hai mai osato, tutto qui. Questo film racconta la storia di qualcuno che al contrario ha voluto osare. Espandi ▽
La dottoranda Manon ha un sogno: diventare una professionista dello striptease, spogliarsi di fronte agli altri, farsi guardare e desiderare. Coraggiosa e sicura di sé, si presenta in un locale di Parigi e si fa assumere come spogliarellista. Lo fa per passione, ma per gestire lei stessa il gioco dell'amore e della seduzione. Con il passare delle serate e degli spettacoli, tra i piaceri e i pericoli di una professione al limite tra arte e prostituzione, Manon si innamora della collega e amica Mia, con la quale inizia una intensa relazione. Manon sembra non volere un futuro per sé, mentre Mia sogna di diventare attrice e le loro strade, inevitabilmente, dovranno separarsi.
Tra uno spoglierello, uno spettacolo privato per clienti facoltosi, una scena d'intimità fra amiche, una scena d'amore fra amanti e le audizioni di Mia come attrice teatrale, in Solo per me si parla di consapevolezza femminile, di rispetto, di coscienza femminile, ma tutto è sconfessato da una regia laccata e incapace di gestire una materia (visiva e narrativa) difficile da trattare.
Dove sta il limite tra esibizione e sfruttamento, o tra piacere e guadagno, o tra sicurezza e aggressione? Di questo il film parla solo in modo superficiale, preferendo scegliere nella seconda parte la via del dramma sentimentale (per di più interminabile), chiudendo con un elogio della sorellanza che suona quantomeno casuale, se non posticcio. Recensione ❯
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Un vendicativo horror culinario che sfoggia una visione acuta e avvincente sulle pressioni create dal capitalismo. Commedia, Horror - USA2022. Durata 106 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Sorprese incredibili nel menù del ristorante di un'isola sperduta. Espandi ▽
Tyler, gourmet ossessivo, invita Margot, misteriosa 'fidanzata', ad accompagnarlo a Hawthorn, un ristorante stellato nel cuore di un'isola privata. A gestirlo, come una caserma, è Slowik, chef di cucina molecolare. Circondata da celebrità del cinema e squali della finanza, critici gastronomici deliranti e habitué, Margot è la prima ad avvertire il clima ostile. Intanto la sua inappetenza attira l'attenzione dello chef che le fa una terribile rivelazione.
The Menu fornisce un inquietante commento satirico sulla divisione di classe e su come i ricchi siano un pozzo senza fondo di bisogni insoddisfatti. Mark Mylod apparecchia una commedia dark e vendicativa che sonda le ansie di un collettivo passivo e spoglia le sue velleità.
Siamo di fronte ad una potente parodia di una cultura in cui l'esclusività e le esperienze uniche sono feticizzate in misura malsana. Ralph Fiennes è sempre vagamente mostruoso e Nicholas Hoult è l'attore più intrepido di tutti quando si tratta di essere maldestro e vanesio. Tra di loro, la vermeeriana Anya Taylor-Joy fa "scacco matto". Recensione ❯
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La California è un pezzo di campagna tra la via Emilia e il West, fatto di tanti microcosmi che s'incastrano in una collettività vera e vissuta, viscerale, ironica, emiliana. Espandi ▽
Emilia, Modena, La California: le sorelle gemelle Ester e Alice passano il tempo tra infanzia e adolescenza, cotte sognate e cotte vissute, tortellini e Amaro del Ciclista. Ogni cosa va avanti nella solita routine, finché Allende e il figlio Pablo, esuli comunisti dal Cile dittatoriale, fanno la loro comparsa. Il nuovo film di Cinzia Bomoll è un film di doppi, riflessi, identità. E la soluzione è sempre una: andare avanti non dimenticando mai nessuno. È una questione personale. Cinzia Bomoll è cresciuta in quei luoghi, parla in quel modo, ci è tornata per scrivere. Passava dalla frazione La California quando era bambina per andare a trovare la nonna e tutta quella sfera emotiva e vitale torna e ritorna ancora (nel suo ultimo libro “La ragazza che non c’era” e in uno suo più vecchio, “Lei che nella foto non sorrideva”, a cui questo La California si ispira). Ma quello che c’è dentro appartiene anche ad altri, in primis Silvia e Giulia Provvedi, le interpreti di Ester e Alice, gemelle dal nome d’arte Le Donatella e anche loro di Modena, starlette disinvolte di X-Factor, L’Isola dei Famosi, Grande Fratello VIP. La loro prova è una scommessa vinta, e non per poco. Recensione ❯
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Una vicenda avventurosa a metà fra animazione europea e americana adatta soprattutto agli under 10. Animazione, Spagna2022. Consigli per la visione: Film per tutti
L'ispettore Ottozampe è un simpatico ma goffo ragnetto, che risolve molti casi, ma combina sempre guai! Espandi ▽
L'ispettore Ottozampe è un simpatico ma goffo ragnetto, che risolve molti casi, ma combina sempre guai! Dopo essere stato espulso dalla Polizia per aver distrutto un edifico, l'ispettore Ottozampe decide di prendersi una lunga e meritata vacanza e si imbarca su un aereo di lusso diretto a San Francisco. Ma il suo viaggio è disturbato dalla scomparsa inaspettata di un ospite, il ricco medico Bugsy, in luna di miele con la moglie e vedova nera Arabella. Ce la farà l'ispettore Ottozampe a risolvere questo intricatissimo mistero? Lo accompagneranno in questa incredibile avventura il suo assistente Janey e una gang di bizzarri aiutanti. Recensione ❯
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Stile ricercato e sequenze spettacolari. L'opera prima di Aldo Iuliano è un progetto ambizioso che racconta desideri e derive della generazione Z. Drammatico, Italia2022. Durata 90 Minuti.
Il film fotografa la Generazione Z alle prese con la scoperta dei propri sentimenti. Espandi ▽
Al termine di un’estate al mare, la sera prima di tornare a Parigi, la ragazza francese Justine viene convinta controvoglia a seguire le amiche Dani e Marta e i loro fidanzati Balo e Ste nella proprietà di quest’ultimo, un castello allestito a spazio d’arte contemporanea. Tra alcol, droga e sfide di coraggio stabilite da Able, l’intelligenza artificiale che governa la casa-museo, l’avventura finirà in tragedia. Space Monkeys è l’ambizioso progetto dell’esordiente Aldo Iuliano, che racconta desideri e derive della cosiddetta generazione Z con uno stile ricercato ed esaltato dall’alta definizione. Gli interpreti noti al pubblico delle piattaforme e la trama che sfrutta la moda delle challenge caratterizzano un racconto che parla soprattutto a giovani e giovanissimi, con le forme, però, di un cinema da e per adulti. Un aspetto, quest’ultimo, non necessariamente negativo, dal momento che Iuliano gira con uno stile così elaborato da portare la vicenda su un piano che da ordinario si fa audace, non sempre controllato ma coraggioso. Recensione ❯
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Crescere in un luogo in cui non solo si vive il presente ma ci si prepara per il futuro. Documentario, Italia2022. Durata 75 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
In fondo al Delta del Po, in un paese che vive grazie alla pesca delle vongole, un gruppo di sedicenni è conteso fra scuola e lavoro. Espandi ▽
Vivere sul Delta di un fiume come il Po può assumere sia un risvolto romantico come offrire la sensazione di luoghi in cui la vita si ripropone sempre uguale con ritmi cadenzati dalla monotonia. In questo documentario Sironi e Gottardo sanno sottrarsi al luogo comune mostrandoci il quotidiano percorso di adolescenti per i quali la scuola, intesa in senso tradizionale, non ha più nulla da offrire. Li seguono così in un corso che vuole offrire loro competenze legate al futuro che li attende. I registi seguono tutta la vicenda e ci mostrano quanto sia importante saper trovare un equilibrio indubbiamente difficile ma anche necessario per poter ottenere quel risultato che il tentativo di porre un freno alla dispersione scolastica richiede. Ci aprono poi un orizzonte che potremmo definire inatteso. È un messaggio che apre a considerazioni non convenzionali che ci mostrano una provincia che merita di essere esplorata senza pre-giudizi e con lo stesso sguardo aperto che si e ci concedono i due autori. Recensione ❯
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