Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2016
52esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema., il programma dei 59 film. Pesaro - 2/9 luglio 2016. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Storie d'amore apparentemente sconnesse si intrecciano a Mosca: un mix di personaggi alla ricerca del vero sentimento per eccellenza. Espandi ▽
«Che cos'è l'amore?» A questa domanda cercano di rispondere gli eroi del film. Personaggi e storie che si intrecciano, brevi racconti accomunati da un unico tema: l'amore. Una giovane coppia preferisce vivere come personaggi degli anime giapponesi; una segretaria riceve una proposta "indecente" da parte del suo boss; una giapponese arriva a Mosca alla ricerca di un uomo russo; un artista di graffiti è alla ricerca della bellezza; una ex moglie viene ingaggiata dall'ex marito con un compito insolito. Recensione ❯
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Elza mente al marito per non confessare la sua volontà di fuga, ma una volta che rimarrà sola, dovrà trovare la sua strada. Espandi ▽
Elsa, moglie di un pescatore, vive in una città di mare della Calmucchia. Vuole lasciare il marito, ma non si decide a compiere questo passo, temendo le incertezze del futuro. Accade però che il pescatore muore. Questo evento induce Elsa a riflettere e riesaminare le proprie idee sulla vita, la felicità, la libertà. Recensione ❯
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1987. Olga, Katya e Andrey, sperano di essere dei pionieri, degli eroi, ma col passare del tempo vedranno che non c'è posto per i loro sogni. Espandi ▽
Veliky Novgorod, 1987. Olga si ribella contro i metodi di insegnamento autoritari del suo maestro; Andrey "crea" una pillola "anti-morte" in un vasetto di marmellata e Katya osserva il padre che di nascosto distilla alcool. Questi tre giovani compagni di scuola sono membri dei pionieri Vladimir Lenin e tengono salde le speranze nel futuro. 25 anni dopo i tre concludono gli studi all'Istituto Professionale di Mosca, ma senza realmente trovare il loro posto nella società. Olga soffre di attacchi di panico, Andrey cerca di riempire il vuoto giocando al computer e Katya è ossessionata da sogni inquietanti. Recensione ❯
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Attraverso gli occhi di un ragazzino il corto racconta l'importanza dell'amore e della difesa del sentimento. Espandi ▽
Tanti secoli fa Prometeo rubò agli dei il fuoco per regalarlo agli uomini. Oggi la fiamma si è quasi spenta e gli abitanti di una metropoli stanno morendo dal freddo perché hanno disimparato ad amare. Recensione ❯
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Un documento che fa dell'estrema sincerità il proprio stile di narrazione. Documentario, Biografico, Storico - Italia2014. Durata 76 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un viaggio ad Auschwitz come regalo di compleanno: un'esperienza che scava nella nostra memoria, per ricominciare a parlare. Espandi ▽
Danilo Monte decide di regalare al fratello Roberto, in occasione del suo trentesimo compleanno, un viaggio con destinazione il campo di sterminio di Auschwitz. Roberto ha sempre avuto una passione per la Storia e, in particolare, per lo studio dell'Olocausto. Roberto ha trascorso gli ultimi anni della sua vita tra tossicodipendenza, comunità, clinica psichiatrica e comunità. Il viaggio è l'occasione, secondo l'intenzione di Danilo, per riaprire un dialogo tra fratelli che hanno avuto un rapporto problematico. Recensione ❯
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Un documento che è anche costruzione di realtà parallele, spunto per considerazioni sulla società e sulla natura umana. Espandi ▽
Il film è una reazione all'incapacità di fondare un proprio discorso in una realtà che diventa archivio di se stessa. Data l'impossibilità dell'oblio, l'autore raddoppia questa realtà e se stesso diventando anch'egli archivio. Se nella realtà filmica si diventa fantasmi senza pace per trovare l'oblio è necessario esporsi all'immagine sapendo però falsificare le proprie tracce. Recensione ❯
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Un viaggio all'interno degli universi di chi i luoghi di lavori li vive, li cerca, li subisce, li assegna. Espandi ▽
C'è chi è impegnato in attività lavorative e chi, come molti ragazzi, ne cerca una. Ritratto di una generazione a volte spaesata di fronte alle disparità, alla mancanza di lavoro, ma sempre alla ricerca. Recensione ❯
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Marco Ferreri traspone per il grande schermo alcuni racconti dell'autore americano Charles Bukowski. Espandi ▽
Da alcuni racconti di Charles Bukowski, il più breve dei quali ( La donna più bella della città) dà il via all'episodio più lungo. Racconta l'incontro dello scrittore, donnaiolo e ubriacone, con una giovane e bellissima prostituta. Nasce l'amore, ma ormai è troppo tardi. La ragazza si darà la morte durante una delle frequenti assenze dello scrittore. Recensione ❯
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Un'occasione di lavoro sarà anche un primo faccia a faccia con la crudeltà del fondamentalismo islamico. Espandi ▽
Malek, un topografo che conduce una vita quasi da recluso, cede alle pressioni dell'amico Lakhdar e accetta un lavoro in una regione dell' Algeria occidentale. Quando arriva al campo base trova la squadra decimata dai fondamentalisti. Malek procede con le rilevazioni topografiche e un giorno scopre una giovane donna che rifiuta di rivelare il proprio nome. Quando anche Lakhdar raggiunge il campo, scopre che Malek e la donna sono scappati. I due si dirigono a nord, verso il confine con il Marocco. La donna, però, non desidera piu` proseguire il viaggio verso l'Europa. È stanca e vuole tornare a casa... Il film ha vinto il Premio Fipresci alla 65a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove è stato presentato in concorso. Recensione ❯
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La storia di Beirut incrocia il presente di un giornalista, destinato ad intrecciarsi in altre storie dirette al futuro. Espandi ▽
Il trentenne Ibn Battuta lavora come giornalista per un quotidiano algerino. Un reportage sui conflitti interni nel sud del Paese lo conduce a riscoprire le antiche rivolte dimenticate contro il Califfato Abbaside, tra l'ottavo e il nono secolo. Le sue ricerche lo portano a Beirut, città che per decenni ha incarnato le lotte e le speranze del mondo arabo. A Beirut arriva anche la giovane palestinese Nahla sulle tracce del padre, un attivista che lasciò la città nel 1982, all' indomani della sconfitta contro l' esercito israeliano. Zanj Revolution è stato presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma (nel programma della sezione CineMAXXI), e successivamente alla Biennale e all'International Film Festival Rotterdam. Recensione ❯
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Un viaggio tra nostalgia e necessità di lasciare la terra natia per colpa della guerra. Espandi ▽
Da più di dieci anni in Algeria è in corso una "guerra lenta". Un conflitto senza campi di battaglia, ma che ha provocato la morte di più di 100.000 persone. I giovani Kamel e Zina vogliono lasciare il paese e girano per la periferia di Algeri alla ricerca del misterioso Bosco, un marinaio che organizza illegalmente i viaggi verso l' Europa. Presentato nella sezione Orizzonti della 63a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. Recensione ❯
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Da una trasmissione televisiva nasce un dibattito, al di qua e al di là della macchina da presa. Espandi ▽
Una riflessione esilarante sulla stupidità della televisione, sul potere mediatico, sulla posizione della donna nello spazio pubblico. Françoise Giroud, sceneggiatrice giornalista e scrittrice, segretaria di Stato per la Condizione femminile dal 1974, è invitata ad un'emissione che "festeggia" la fine dell'Anno della donna proclamato dall'ONU per il 1975 ("ancora un giorno e l'anno della donna, uff!, e` finito!"). Delphine Seyrig registra l'emissione, e con tre amiche e compagne si applica a criticarla e a reinventarla con rabbia, intelligenza e umorismo. Satira sociale, che strizza l'occhio al bel film tutto al femminile di Jacques Rivette Céline et Julie vont en bateau, il video di queste "Muse che si divertono" si struttura a partire da un lavoro gioioso di scomposizione, sovrapposizione, ripetizione, fermo-immagine, intertitoli scritti a mano. Masochismo e misoginia convolano a nozze, una risata li seppellirà. Recensione ❯
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Una raccolta di testimonianze e realtà di italiani emigrati all'estero per lavorare, per vivere. Espandi ▽
Video inchiesta realizzata a Berlino Ovest tra i lavoratori immigrati italiani. Nei loro dormitori, nelle pizzerie, nei bar, nelle case dei lavoratori, nell'asilo italiano, luoghi dove gli emigrati italiani raccontano le loro storie. Sono storie diverse accomunate dall'emigrazione, lo sfruttamento, l'emarginazione, ma anche dalle forme di auto-organizzazione per fare fronte ai problemi del quotidiano. Il nastro fu mostrato nella "Casa della cultura popolare italiana" il giorno della sua inaugurazione in presenza di gran parte degli emigrati intervistati. Completato da sequenze dell'apertura della Casa di Berlino, venne poi presentato alla "Casa della cultura popolare" di Francoforte, e anche qui vennero registrati numerosi interventi. L'opera finale è insomma antologicamente aperta e in divenire. Questa prima ipotesi di comunicazione circolare crescente tra emigrati residenti in diverse città tedesche, nata su base performativa e partecipativa, è poi cessata per mancanza di finanziamenti. Recensione ❯
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Una rivolta giovanile in piena città, all'insegna di rivendicazioni su cultura e diritti. Espandi ▽
Fu un credito di 60 milioni di franchi per la sistemazione del teatro lirico cittadino ad accendere la miccia dello scontento giovanile. Il 30 maggio 1980, una settimana prima della votazione popolare per quel credito, circa 200 giovani si riunirono davanti all' Opernhaus, lanciando uova marce e vernice contro l'elegante pubblico che si apprestava ad assistere ad uno spettacolo. Quella che seguì fu una notte di violenti scontri tra manifestanti e polizia: barricate, vetri infranti, gas lacrimogeni, saccheggi, l' assalto a un posto di gendarmeria, dieci feriti, un poliziotto morto per attacco cardiaco e danni per un milione di franchi ne furono il pesante bilancio. E quello fu soltanto l'inizio: nei 18 mesi successivi ci furono un centinaio di altre dimostrazioni... Prodotto dai protagonisti stessi della rivolta, Züri Brännt è allo stesso tempo un pamphlet formalmente erede del cinema sovietico e la testimonianza a caldo di una generazione formata ai nuovi media e politicamente video-attivista: immagini di scontri di strada, manifestazioni ed esperienze di autogestione, si incrociano con una riflessione profetica e d'impressionante attualità sulla società tardo-capitalista. Recensione ❯
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