Estate 1939. Famiglie influenti nella Germania nazista hanno inviato le loro figlie in una scuola di perfezionamento in una città sul mare inglese per imparare la lingua. Espandi ▽
L'insegnante Thomas Miller ha preso un controverso ruolo dell'ultimo minuto, insegnando inglese alle figlie dei nazisti di alto rango presso l'Augusta-Victoria College, Bexhill-on-Sea, una scuola sulla costa meridionale dell'Inghilterra. Sotto l'occhio attento della loro direttrice Miss Rocholl e della sua devota assistente Ilse Keller, le ragazze si esercitano in inglese e imparano a rappresentare l'ideale della femminilità tedesca. Recensione ❯
Black comedy che racconta in modo cinico, ironico e scorretto, ma anche con molto sentimento, la storia di una famiglia che gestisce un'impresa di onoranze funebri. Espandi ▽
I cassamortari è il terzo film da regista di Claudio Amendola, autore del soggetto insieme a Francesca Neri e coautore della sceneggiatura con Roberto Iannone, Kissy Dugan e la collaborazione di Luigi Di Capua, e rappresenta un altro tassello in una filmografia davvero anomala, dopo La mossa del pinguino e Il permesso - 48 ore fuori. Mosca bianca nel panorama cinematografico italiano contemporaneo, I cassamortari ha il coraggio, e il pregio, di affrontare di petto due argomenti scomodi: la morte e il corpo come oggetto di sfruttamento mediatico. E la crudeltà con cui questi argomenti vengono trattati non esclude una pietas per chi, immerso nella nostra cultura dell’esibizione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, è agito prima ancora di agire: la temerarietà di Amendola, nel panorama asfittico della commedia italiana attuale, merita di essere premiata a prescindere. Recensione ❯
La storia di un gioielliere ebreo di grande talento la cui esistenza sarà stravolta dall'occupazione nazista. Espandi ▽
Parigi 1941. François Mercier è un uomo normale che desidera solo mettere su famiglia con la donna che ama, Blanche. È anche il dipendente di un gioielliere di talento, il signor Haffmann. Ma di fronte all'occupazione tedesca, i due uomini non avranno altra scelta che concludere un accordo le cui conseguenze, nel corso dei mesi, cambieranno il destino dei nostri tre personaggi. Recensione ❯
La vita di un pittore che ha cambiato l'arte dell'Ottocento: Louis Wain. Espandi ▽
Louis Wain (1860-1939) fu un pittore britannico che nell'Inghilterra vittoriana ed edoardiana divenne famoso per i suoi ritratti bizzarri di gatti antropomorfizzati dai grandi occhi. Artista caratterizzato da uno stile coloratissimo e kitsch, Wain ebbe una vita tormentata sia per l'incapacità di proteggere la propria opera, e dunque guadagnare dal proprio talento, sia per una probabile schizofrenia che lo portò a morire povero e dimenticato. Il film racconta la sua opera e ricostruisce la sua biografia, compresa la relazione con la moglie Emily, ex governante della famiglia della sorella di Wain, Felicie. Recensione ❯
Un contadino ospita un uomo con una borsa piena di soldi. Una banda arriva per riprenderseli. Espandi ▽
Da tempo finito come genere, oggi il western sopravvive come prodotto di serie B, relegato in piccole produzioni pensate per lo streaming (una volta avremmo scritto "straight-to-video"), e come occasione per rileggere criticamente la storia americana e il suo immaginario. Old Henry, diretto dal regista e produttore non esattamente di primo piano Potsy Ponciroli, non fa eccezione alla tendenza, salvo nella scelta dall’interprete principale, Tim Blake Nelson, che con il suo volto scavato e spigoloso e la sua aura da grande caratterista (prediletto dai Coen, che l’hanno voluto in Fratello, dove sei? e La ballata di Buster Scruggs) dà al film un’anima tormentata e intrigante. Se il western rimane un genere morto è proprio grazie a film pur onesti come Old Henry, che nel tentativo non proprio richiesto di rivedere il rapporto fra realtà e leggendo finiscono per confermare ogni elemento del racconto cinematografico, tra rotture con la tradizione e repentine conferme dei suoi temi, dalla fine della frontiera alla liberazione dei figli dal gioco delle colpe paterne. Recensione ❯
Fusione perfetta tra cartone e fotogramma per un divertimento dalle mille trovate. Fantastico, USA1988. Durata 103 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Negli anni Quaranta un detective scalcinato cerca di scagionare il suo cliente dall'accusa di aver ucciso un corteggiatore della moglie. Qui però il cliente è un personaggio dei cartoni animati e le indagini si svolgono a "Cartoonia". Espandi ▽
Negli anni Quaranta un detective scalcinato cerca di scagionare il suo cliente dall'accusa di aver ucciso un corteggiatore della moglie. Qui però il cliente è un personaggio dei cartoni animati (che somiglia a Bugs Bunny) e le indagini si svolgono a "Cartoonia" dove vivono "cartoni" buoni e cattivi. Recensione ❯
Un omaggio a Milano calibro 9 e un lavoro filologico sul cinema di genere italiano anni Settanta. Azione, Italia2019. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un affresco impietoso sulla ndrangheta, fra le più influenti organizzazioni criminali al mondo. Espandi ▽
Le 'ndrine dei Corapi e degli Scarfò sono in guerra, e in mezzo a loro finisce l'avvocato penalista Piazza, che aveva ordinato ad una hacker di dirottare un trasferimento fondi da cento milioni rimbalzato attraverso mezzo mondo e si è visto soffiare sotto il naso il bottino dalla hacker stessa. Il bottino apparteneva alla 'ndrangheta e si sa, "rubare alla mafia è un suicidio": dunque Piazza è un uomo braccato a livello internazionale. A dargli una mano è Maia Corapi, che è stata la sua compagna molti anni prima, ed ora ha ricevuto l'incarico di proteggerlo. Intorno ai due si aggirano un commissario che "si è stancato di perdere" e un ex carcerato, Rocco Musco, che molto tempo prima ha ucciso l'assassino del padre di Piazza, Ugo. Recensione ❯
Gli ultimi anni del gangster Al Capone in un biopic dedicato alla sua figura e agli innumerevoli crimini commessi. Espandi ▽
Gli ultimi anni del noto malvivente Al Capone, quando, a soli 47 anni, dopo dieci anni trascorsi in prigione, comincia a soffrire di demenza e alterna la follia al senso di colpa per i crimini commessi. Recensione ❯
Il film è tratto dalla commedia di Tennessee Williams. Una famiglia dilaniata da conflitti di gelosia e di eredità è al centro del dramma. Espandi ▽
Il film è tratto dalla commedia di Tennessee Williams. Una famiglia dilaniata da conflitti di gelosia e di eredità è al centro del dramma. Il padre autoritario ha un male incurabile, la madre è dolce e sottomessa. I figli, Brick e Cooper, sono sposati a due donne diversissime una dall'altra. Si intrecciano le loro storie e i loro dissidi. Recensione ❯
Un'anarchia ironia con non risparmia nessuno a partire dal linguaggio cinematografico. Comico, Gran Bretagna1983. Durata 98 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
I Monty Python, il noto gruppo di attori di cabaret inglesi, in una satira brillante e spesso irresistibile sulle assurdità dell'esistenza (il titolo ... Espandi ▽
Qual è il senso della vita? Se lo chiedono, nel prologo, cinque pesci nell'acquario di un ristorante, mentre vedono il loro amico che viene portato in tavola. Seguono sette capitoli, legati ad altrettanti momenti dell'esistenza, da "il miracolo della nascita" a "la morte", che cercano una risposta alla domanda di partenza. Ciascun segmento è diviso in più parti separate, collegate da cartelli e dall'osservazione in chiave assurda di momenti diversi. Recensione ❯
La trasposizione cinematografica dell'omonimo spettacolo teatrale di successo scritto da Angelo Longoni. Espandi ▽
Un imprenditore non riesce più pagare i suoi operai perché lo Stato gli deve un risarcimento che non arriva mai, gli Enti Locali non lo pagano e la banca non gli concede prestiti. Disperato, decide di rapinare due portavalori e fugge con il bottino, inseguito dalla polizia. Si rifugia in una panetteria e prende ostaggi il panettiere e tre clienti: una signora anziana, una prostituta e un venditore ambulante. La polizia circonda il rapinatore, e una negoziatrice, laureata in psicologia criminale, cerca di evitare l'irruzione che invece un commissario dal grilletto facile vorrebbe attuare. Recensione ❯
Un uomo vive tutti i giorni la stessa giornata che si conclude con la sua morte. Chi sono i responsabili di questa trappola temporale? Espandi ▽
Ogni giorno un veterano delle forze speciali in pensione si sveglia e vive una giornata sempre uguale che si conclude con la sua morte. Per porre fine a questa gabbia temporale deve trovare i responsabili. Recensione ❯
L'unico erede di una famiglia di ricchi industriali, Alvise, ostenta insofferenza nei confronti della famiglia e della soffocante società borghese di provincia. Espandi ▽
L'unico erede di una famiglia di ricchi industriali, Alvise, ostenta insofferenza nei confronti della famiglia e della soffocante società borghese di provincia. Il suo disadattamento si manifesta con una paralisi alle gambe, autentica o simulata poco importa, dalla quale una giovane zia tenta di guarirlo. È Alvise a coinvolgere invece la zia dottoressa in una serie di giochi assurdi che lo aiuteranno, in una allucinante atmosfera di sensualità, a raggiungere lo scopo prefisso: farsi uccidere dalla donna. Recensione ❯
Nel paesino di Velianova cominciano a scomparire dei ragazzi e la comunità rivive l'incubo di dieci anni prima quando un "mostro" aveva ucciso alcuni giovani. I carabinieri cominciano ad indagare. Espandi ▽
Nel paesino di Velianova scompaiono due ragazzi di buona famiglia, e subito la comunità rivive l’incubo di dieci anni prima, quando un “mostro” mai identificato aveva rapito, torturato e ucciso alcuni giovani. Questa volta però uno dei due ragazzi scomparsi è il figlio del Capitano dei Carabinieri Rio, che non ha intenzione di restare a guardare. Della stessa caserma fa parte anche il tenente Meda, che tiene malamente a bada una violenza repressa e frequenta prostitute, una delle quali gli chiede aiuto per trovare sua figlia Irina, scomparsa da giorni.
Un thriller dall’impianto tradizionale, realizzato secondo tecniche cinematografiche contemporanee. La sceneggiatura è un gioco ad incastro e funziona piuttosto bene, anche se le sottolineature sono pesanti e incessanti, e la regia d’azione è buona. Ma il film risente di un eccesso di finzione. A salvare la storia sono le interpretazioni di Massimo Popolizio e soprattutto di Edoardo Pesce, che invece conoscono bene il valore del lavorare “in levare” e dunque affrontano dialoghi spesso retorici togliendo loro letterarietà e aggiungendo spessore: del resto lo dice una battuta stessa del copione: “Il dolore non è quello che dici, è quello che taci”. Recensione ❯
Un film sul disagio psichico nei rapporti familiari, sul dolore e sullo smarrimento che ne consegue, ma anche sulla capacità delle persone di ricominciare a vivere, nonostante tutto. Espandi ▽
Maria vive con i due figli Giuseppe e Anna e il marito Antonio, che fatica ad arrivare a fine mese con il suo lavoro modesto. La coppia è già stata messa sotto esame dagli assistenti sociali perché Maria si comporta in modo irresponsabile: non si sveglia in tempo per accompagnare i figli a scuola, invece di farli entrare in ritardo li porta in mare in pedalò, butta nella spazzatura le bollette alle quali non sa fare fronte, e così via. Ma nonostante le sue intemperanze Maria è piena d'amore verso il marito e i figli, che in qualche modo la accettano così come è. La situazione però precipita quando Antonio viene improvvisamente a mancare, e Maria dovrà capire se e come sopravvivere ad un'esistenza per la quale non si è mai sentita adeguata. Recensione ❯