Emma Stone è candidata all’Oscar 2024 come attrice protagonista del film Povere creature! diretto da Yorgos Lanthimos. La nomination è scontata e ultrameritata, se non ci saranno giochi di potere delle major o di politicamente corretto Emma vincerà il suo secondo Oscar dopo quello per La La Land (guarda la video recensione). La sua performance nel film tratto dal romanzo di Alasdair Gray (1934-2019) - pittore e poeta britannico autore completo, e si vede - è fenomenale e trova pochissimi riscontri, forse nessuno, nella storia della recitazione in cinema. E ha già vinto il Golden Globe e il BAFTA come miglior protagonista.
Sintesi del tema. Una donna morta, incinta di un feto ancora vivo: una sorta di Frankenstein pazzo e geniale le ridà vita e trapianta il suo cervello nel neonato. Nasce Anna che cresce e affronta il mondo attraverso sentimenti lontani da ciò che è riconosciuto e accreditato. Il percorso di Anna-Emma è straordinario e inquietante. Lanthimos non fa prigionieri: tutto è espresso senza filtri. E il “tutto” è nelle mani della Stone. Il regista ha detto che solo Emma avrebbe potuto interpretare quel ruolo. Nella miriade di significati che si possono attribuire a quella storia emerge di getto il ruolo della donna, che da “niente” arriva a scoprire tutto e su “tutto” ad agire. Anna all’inizio si muove come un animale appena nato. Fatica a camminare, a esprimersi, qualche sentimento in embrione è schiacciato nella suo recondito. Poi verrà fuori, eccome.
Decisiva è la scoperta del piacere della masturbazione. Il passo successivo è il sesso. Diventa, all’inizio, la sua ragione di vita, grazie al compagno Duncan. Anna fa sesso estremo, in tutte le modalità. E Emma non lesina, anche lei non fa prigionieri, aderisce nuda e stravolta. E certo è bellissima. E inventa, da quel fenomeno di attrice che è. In La La land (guarda la video recensione) aveva timidamente ballato con Ryan Gosling. Qui si scatena con una danza travolgente, mosse aggressive e senza regole. Sono due aspetti di espressione attoriale. Poi c’è il percorso intellettuale della donna, che si è liberata dei vincoli di chi l’aveva creata e di chi le ha fatto fare le prime scoperte vitali. Anna gira per Lisbona e vede il mondo normale: è il primo passo della sua emancipazione. Seguiranno la filosofia e il sociale, l’esperienza, certo utile e umana, in un bordello, e poi il socialismo, infine la medicina chirurgica e l’anatomia. Emma ha risalito la vita, e non era facile. Adesso è una donna che ha molto da offrire. Eccola la lettura fondamentale detta sopra.
Gli aggettivi sulla Stone li ho scritti sopra. Ritengo di collocare l’attrice nel percorso del cinema nelle epoche. Da chi arriva il testimone d’oro che adesso è nelle sua mani. Emma è l’ultima erede delle dive, magari “divine”, che da quando esiste il cinema hanno dettato bellezza, moda, comportamento. Sono donne… importanti.
