Dopo La La Land (guarda la video recensione) Emma Stone sarebbe potuta diventare un’attrice hollywoodiana come le altre ma non è mai andata dove l’attendevamo. È andata altrove e lo ha fatto con la complicità di Yorgos Lanthimos, che sembra comprenderla e completarla meglio di qualsiasi altro. Un incontro decisivo il loro, come una rivelazione. Ma facciamo un passo indietro perché prima di allora è sempre stato complicato ‘definire’ Emma Stone, capire veramente che genere di attrice desiderasse essere. Come i suoi capelli, è una vera bionda e una finta rossa, ha cambiato spesso ‘colore’, giocando il ruolo della ragazza della porta accanto (Easy Girl), cedendo al furtivo desiderio di un blockbuster (The Amazing Spider-Man) o di una commedia demenziale (SuxBad - Tre menti sopra al pelo o Benvenuti a Zombieland), e inciampando in drammi al di sotto del suo talento (The Help).
Datando idealmente la sua presa di coscienza, diremmo il 2014. Appesa sul tetto del teatro di Birdman e imbronciata sotto un biondo platino, l’attrice brilla nel ruolo della figlia del supereroe (de)caduto. È lei a incarnare il principio di realtà e di giovinezza del film di Iñárritu, e lo fa con grazia e umorismo abbaglianti. La nuova fidanzata di Spider-Man, quello più adolescente e più adulto di Andrew Garfield, prende il volo con la sua voce grave e i modi granulosi. Emma Stone ha una ruvidezza del tutto estranea alla leggiadra femminilità incarnata da Kirsten Dunst nella prima trilogia, che la fa scendere nell’arena con le amazzoni dei blockbuster moderni (Jennifer Lawrence in Hunger Games o Shailene Woodley in Divergent). Ma Emma esce presto dalla compagine col sorriso irriverente e gli occhi verdi smeraldo di una creatura manga.
Meravigliosa anomalia hollywoodiana, ha un fisico insolito ma singolarmente cinegenico, fugge le attese dell’industria cantando e danzando nella la la land di Damien Chazelle, che dà libero sfogo al suo amore per Jacques Demy e gli amori impossibili. Emma Stone passa molti mesi ad esercitarsi nel canto e nella danza con Ryan Gosling, eppure ci sono momenti in cui una commovente fragilità smentisce la loro professionalità, così come l’ottimismo americano del film è incrinato dalla malinconia. La favola malinconica dietro il technicolor jazzy gli vale un Golden Globe, un Oscar e mille proposte di film popolari e inoffensivi. Adesso Emma ‘conosce la canzone’, il refrain è noto ma lei cambia note, girando una serie high concept (Maniac) e l’opposto di un crowd pleaser (La favorita (guarda la video recensione)). Eppure lo scarto non dovrebbe sorprenderci tanto. Emma Stone aveva tutte le carte in regola per recitare la girl next door ma ha coltivato da subito nei campi di Zombieland la sua dissonanza, quel carattere gotico pronto a dare battaglia.
Paragonata a Ingrid Bergman da Damien Chazelle o a Diane Keaton da Woody Allen, Emma Stone non è nemmeno figlia d’arte o nipote di Sharon Stone o di Oliver Stone. Tutt’altro, è nata in Arizona e in un tipico ambiente borghese del sud degli Stati Uniti, quel tipo di ambiente che Hollywood ama tanto deridere e a volte persino vedere castigato, perché la maggior parte delle persone vota per il Partito Repubblicano e discute sovente con la pistola sul tavolo. Papà muratore e mamma casalinga, Emma coltiva nel loro giardino la delicata arte di gestire i paradossi, incarnando lo spirito dell’età dell’oro di Hollywood e proiettando allo stesso tempo questa nozione obsoleta in un mondo veramente contemporaneo.





