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mercoledì 12 maggio 2021

Owen Wilson

Biondino ribelle

Nome: Owen Cunningham Wilson
52 anni, 18 Novembre 1968 (Scorpione), Dallas (Texas - USA)
occhiello
A loro non importa che tu sia ricco, loro non vestono abiti firmati, loro vogliono solo che "tu" gli voglia bene e in cambio "lui" ti dara tutto il suo cuore.
dal film Io & Marley (2008) Owen Wilson  John Grogan
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Owen Wilson
Razzie Awards 2017
Nomination peggior attore non protagonista per il film Zoolander N°2 di Ben Stiller

Golden Globes 2012
Nomination miglior attore in un film brillante per il film Midnight in Paris di Woody Allen



Il regista americano inaugura il Festival con Midnight in Paris.

Cannes si inchina a Woody Allen

mercoledì 11 maggio 2011 - Ilaria Ravarino cinemanews

Cannes si inchina a Woody Allen Il pubblico del Festival può tirare il fiato: Woody ce l’ha fatta. Atteso in Croisette come una sorta di monumento vivente, il maestro Woody Allen ha presentato oggi con discreto successo il suo Midnight in Paris, film d’apertura del Festival di Cannes. Per la pellicola nessun entusiasmo, piuttosto un generico e condiviso apprezzamento, come una specie di sospiro di sollievo collettivo di fronte al 42º film di un regista amatissimo ma (comprensibilmente) stanco. L’opinione che serpeggia nei corridoi del Palais, inconfessabile, è che in fondo nessuno si aspetti più un capolavoro dall’uomo che in gioventù produsse la miglior commedia americana: Midnight in Paris ha inaugurato il Festival, ha strappato qualche risata, insomma è andato in porto senza colpo ferire. E pazienza se si farà presto dimenticare: la semplice presenza di Allen a Cannes è un evento, al maestro non serve certo un film per farsi applaudire. Qui gioca in casa, fa il tutto esaurito, riempie la sala e fa gridare il pubblico che si accalca intorno alla passerella. Con lui c’è parte del cast, il timido Owen Wilson, Adrien Brody con un cappello da star, la bella e bionda Rachel McAdams in bianco: ma le luci sono tutte per l’autore, quel piccolo uomo dai grandi occhiali, che dopo mezzo secolo di grande cinema può farsi perdonare qualsiasi cosa.

Qual è per lei la morale del film?
Allen: inutile illudersi che un tempo si vivesse meglio, solo perché oggi ci sembra meno facile sopravvivere. È una trappola, è un pensiero sbagliato: il problema è che del passato si ricordano solo le cose migliori. Il dentista, negli anni ‘20, era molto peggio. E non c’era l’aria condizionata...

Perché ha scelto di raccontare una storia a cavallo tra gli anni ’20 e oggi?
Allen: Sono partito dal titolo e mi sono lasciato suggestionare. Mi sono chiesto: cosa può succedere ogni notte a mezzanotte in una città come Parigi? Poi ho pensato all’immagine di una macchina che si ferma, carica a bordo il protagonista e lo porta altrove. Non ho pensato subito all’intreccio, quello è venuto da solo. Alla fine mi è andata bene: con queste premesse, avrei potuto fare anche un film orribile.

Come ha lavorato sulla fotografia?
Allen: Ho lavorato con un fotografo di New York, sensibile e bravo. Per rappresentare Parigi volevo una fotografia calda, sui toni del marrone e del rosso, evitando completamente quelli del blu.

Come si è trovato a lavorare a Parigi?
Allen: Benissimo, è una città splendida anche quando piove: ci venni la prima volta nel 1965 e mi sembrava di conoscerla già, perché l’avevo vista in tanti film... un po’ come succede per Manhattan. Nel mio film ho scelto di rappresentarla non realisticamente, ma soggettivamente, con gli stessi occhi con cui la guardai la prima volta. Devo ammettere però che il mio approccio al lavoro non cambia se giro in una città o in un’altra: giro ovunque allo stesso modo.

L’ha influenzata il cinema francese?
Allen: Quando ero giovane sì, moltissimo. Mi ha influenzato il cinema francese, italiano, quello europeo in generale. Nella mia formazione hanno avuto un enorme peso autori come Truffaut, Godard o René Clair. Ho sempre avuto chiara in mente una differenza: con i film americani si fanno i soldi, con quelli europei si fa arte.

Nel suo film parla dei grandi artisti del passato: lei si sente un artista?
Allen: No. Mi sento un uomo fortunato, che ha avuto una lunga carriera. Ma non ho la profondità di un artista, quella speciale profondità di un Kurosawa, di un Fellini. Ho solo fatto tanti film, alcuni bene e alcuni male.

Chi è il miglior critico dei suoi film?
Allen: Da giovane chiedevo sempre ai miei scrittori preferiti cosa pensassero del mio lavoro: è stato importante e mi ha permesso di evitare tanti errori. Ma oggi purtroppo non ci sono più, sono tutti morti,e così devo accontentarmi del mio giudizio.

Come è avvenuto l’incontro con Carla Bruni?
Allen: Ero a colazione dai Sarkozy e a un certo punto lei è entrata nella stanza. Era talmente carismatica e bella che le ho offerto subito un piccolo ruolo, una partecipazione che l’avrebbe impegnata al massimo per tre giorni. Lei ha detto di sì, perché la attirava l’idea di poter mostrare un giorno il film ai suoi nipoti. La Bruni sarà anche la compagna di un politico, ma è soprattutto un’artista: ha un background da musicista, conosce il mondo dello spettacolo e sul set ha senso della scena. È piena di grazia, perfetta, non le ho dovuto dire quasi niente. È stato bello per entrambi, ha fatto un ottimo lavoro.

Com’è stato affidare a Wilson un personaggio che le somiglia così tanto?
Allen: Wilson è stato grandioso. Nella vita siamo molto diversi: lui è così New York, così ragazzo da spiaggia, così bello. Siamo l’opposto. È stato un grande dono per me averlo sul set, è stato un pezzo importantissimo del casting. Quanto a Rachel, l’avevo vista in un film con Owen e la volevo a ogni costo.

E gli attori? come si sono trovati sul set con Allen?
Wilson: benissimo, ci ha lasciati completamente liberi.
McAdams: è stato eccitante.
Brody: Sono da sempre un fan di Woody, lavorare con lui è stata una grande opportunità: in vita mia tanti registi mi avevano offerto il ruolo di Salvator Dalì, ma questa è stata l’unica volta che ho accettato. Sapevo di essere in presenza di un genio.

   

Il sequel di Zoolander di Ben Stiller.

Zoolander 2: alcune news sulla trama

giovedì 21 maggio 2009 - Marlen Vazzoler cinemanews

Zoolander 2: alcune news sulla trama Da anni Ben Stiller sta progettando di realizzare il seguito del film Zoolander e in dicembre aveva rivelato di star lavorando sul seguito, la cui sceneggiatura è stata già riscritta diverse volte, visto che vuole essere sicuro che il sequel sia qualcosa di nuovo e che sia all'altezza del primo film. In una recente intervista ha rivelato che Zoolander 2 verrà ambientato dieci anni dopo la prima pellicola, in cui vedremo un Derek Zoolander, invecchiato e con la barba che sta cercando di superare il fatto che non è più un modello professionale. Forse dirigerà una scuola per modelli, afferma con qualche incertezza Stiller. Gli unici personaggi confermati al momento sono: suo figlio Derek Jr., che dovrebbe avere 10-11 anni e Hansel il modello rivale che era stato interpretato nel primo film da Owen Wilson.

   

Jennifer Aniston e Owen Wilson allevano tre figli e un cane nella nuova commedia romantica di David Frankel.

Io & Marley: tutti insieme appassionatamente

venerdì 27 febbraio 2009 - Marzia Gandolfi cinemanews

Io & Marley: tutti insieme appassionatamente Da Moby Dick a King Kong, la Bestia che appare sullo schermo incarna quasi sempre l'alterità assoluta, il pericolo e la minaccia. Quando il cinema la rappresenta lo fa con l'intento di farne una vittima sacrificale, la bestia che agisce per essere uccisa. Ma come la mettiamo con i Lassie e i Rin Tin Tin delle serie televisive? Con gli animali antropomorfi di Walt Disney o della Pixar e tutti i divi zoomorfi di tanto cinema recente? Il biondissimo Labrador di Io & Marley rientra nella categoria "domestica", è un cane in carne ed ossa che non si limita alla comparsata ma diventa protagonista e titolare di una commedia incentrata su di lui e a cui si affianca, nel titolo e sullo schermo, la performance misurata di Owen Wilson. Prodotto di un addestramento straordinario e non di effetti specialissimi, Marley è il figlio "bestiale" di una giovane coppia che vuole sperimentare la genitorialità senza essere ancora genitori. Lontano dall'essere in bilico tra l'organico e il meccanico, tra la bestia e il giocattolo, il Labrador protagonista è corpo animale e non "animato" che travolge letteralmente la vita dei coniugi Grogan, "rosicchiando" mobili, progetti e certezze e invitandoli a vivere il presente a dispetto di quello che non è stato e di quello che deve ancora essere. Jennifer Aniston e Owen Wilson presentano a Roma la commedia romantica di David Frankel e ci rivelano il piacere ludico di un set cinofilo.

Due gran figli di...

Due gran figli di...

* 1/2 - - -
(mymonetro: 1,50)
Un film di Lawrence Sher. Con Owen Wilson, Ed Helms, J.K. Simmons, Katt Williams, Terry Bradshaw.
continua»

Genere Commedia, - USA 2017. Uscita 01/03/2018.
Wonder

Wonder

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,56)
Un film di Stephen Chbosky. Con Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert.
continua»

Genere Drammatico, - USA 2017. Uscita 21/12/2017.
Cars 3

Cars 3

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,93)
Un film di Brian Fee. Con Owen Wilson, Jason Pace, Jose Premole, Armie Hammer, Nathan Fillion, Kerry Washington.
continua»

Genere Animazione, - USA 2017. Uscita 14/09/2017.
Masterminds - I geni della truffa

Masterminds - I geni della truffa

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,75)
Un film di Jared Hess. Con Kristen Wiig, Owen Wilson, Jason Sudeikis, Zach Galifianakis, Ken Marino.
continua»

Genere Azione, - USA 2015. Uscita 09/11/2016.
Zoolander N°2

Zoolander N°2

* * - - -
(mymonetro: 2,10)
Un film di Ben Stiller. Con Ben Stiller, Owen Wilson, Penélope Cruz, Benedict Cumberbatch, Will Ferrell.
continua»

Genere Commedia, - USA 2016. Uscita 11/02/2016.
Filmografia di Owen Wilson »

venerdì 30 aprile 2021 - Salvatore Esposito e l'avvocata Enza Rando tra gli ospiti di una puntata dedicata a Lea Garofalo e alla figura di Maria Adriana Prolo. Disponibile dalle 15.00 di lunedì 3 maggio. PRENOTA ORA UN POSTO »
 

Schermi in classe Magazine: Mafie e media, una questione di genere?

a cura della redazione cinemanews

Schermi in classe Magazine: Mafie e media, una questione di genere? Con il quarto episodio, Sic Magazine, il progetto promosso da Cinemovel e Libera, entra nella seconda fase della sua programmazione. E lo fa con una puntata, disponibile a partire da lunedì 3 maggio alle ore 15, incentrata sulle “Questioni di genere”.
 

«Le studentesse e gli studenti di Schermi in Classe proseguono la loro attività interrogandosi e riflettendo su temi decisivi per la crescita civile e democratica delle giovani generazioni. Stiamo vivendo un’esperienza giorno dopo giorno più forte, realizzata a distanza a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo dato l'opportunità a studentesse e studenti e studenti di tutta Italia di confrontarsi tra di loro, offrendo un ampio punto di vista sullo stato della democrazia nel nostro Paese».
Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel
La puntata si apre in compagnia di Claudio Caprara, giornalista de Il Post, che offre spettatrici e agli spettatori una rassegna stampa nata dalla selezione di contenuti postati dalle studentesse e dagli studenti sul portale Schermi in classe, una serie di articoli volti a indagare le modalità con cui «la criminalità entri nell'immaginario delle persone e della vita di tutti i giorni». Lo fa attraverso le immagini che vedono il calciatore Diego Armando Maradona in compagnia di esponenti del clan Giuliano di Napoli, facendo riferimenti alla relazione tra musica neomelodica, trap e immaginario criminale, alle baby-gang in Spagna, mostrando le immagini di Dogman (guarda la video recensione) di Matteo Garrone (2018), una storica foto di Letizia Battaglia e un video che racconta una villa appartenente a membri del clan Casamonica.

La puntata prosegue nello spazio Sic on air che questa volta si concentra sulla relazione tra donne e 'ndrangheta. Al centro dell'intervista con Enza Rando, avvocata e vicepresidente di Libera, vi è quindi la storia di Lea Garofalo - la testimone di giustizia uccisa nel 2009 - e di sua figlia Denise. Le ragazze e i ragazzi della redazione di Sic Magazine si sono avvicinati a questa drammatica vicenda partendo dal film-tv Lea, regia di Marco Tullio Giordana (2015), un'opera che per Enza Rando «rispecchia bene l'anima e la personalità di Lea e Denise». Tante le domande e gli spunti di riflessione che emergono da un'intervista che ha la forza di ricordare la vicenda di una donna «ribelle», protagonista di «una storia di rottura» grazie alla sua «sete di vita» e al suo desiderio di «realizzarsi». «Con la sua morte», ricorda infine Enza Rando, «Lea ha generosamente consegnato tanta vita, coraggio e amore. Tante donne che oggi fanno la sua scelta vengono fuori dalla sua storia».

Le spettatrici e gli spettatori di Sic Magazine, nella rubrica Tutti a scuola, incontrano grazie a un video-selfie la professoressa Katia Mundo dell'ISIS M.M. Milano di Polistena (Rc) che ci parla di Liberi di scegliere, il film-Tv di Giacomo Campiotti (2019). Un'opera che racconta l'omonimo progetto (“Liberi di scegliere”) del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria che offre nuove opportunità di vita e di crescita alle ragazze a i ragazzi che nascono in famiglie di ‘ndrangheta.
Il discorso sull'immaginario prosegue nello spazio Metropolis in compagnia del critico Emiliano Morreale, per interrogarsi sulla questione legata alla omosessualità nell'universo culturale mafioso e sul ruolo delle donne all'interno dei clan. Morreale ricorda come la tendenza a rappresentare le donne in una «situazione di pericolo e di violenza» sia una caratteristica che nasca nel «cinema di mafia e di genere degli anni '70» per contaminare poi la narrazione di gran parte degli sceneggiati e delle serie Tv degli anni a venire.

Il tema della puntata viene poi approfondito con la rubrica Eco della rete. Le pagine Instagram suggerite dalla giovane redazione sono quella del presidio dell'associazione Libera nel VII municipio della città di Roma intitolato a Rita Atria, la giovane testimone di giustizia morta suicida a Roma nel luglio del 1992 pochi giorni dopo la morte del giudice Paolo Borsellino e quella di Non una di meno, movimento femminista e transfemminista «contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere».

La storia di Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino, è invece il cuore della rubrica Una notte al museo. Alessandra Aimar, referente dei Servizi didattici dell'istituzione piemontese, ricorda la straordinaria figura di questa «donna tenace, visionaria e anticonformista», mostrando la prima di una serie di iniziative a lei dedicate in occasione del trentennale dalla sua scomparsa, avvenuta nel febbraio del 1991.

In compagnia dell'attore Salvatore Esposito, protagonista della serie-tv Gomorra nei panni di Genny Savastano, si chiude la quarta puntata di Sic Magazine. Ad essere approfondito questa volta nella rubrica Rallenty è il film Wonder con Julia Roberts e Owen Wilson, regia di Stephen Chbosky (2017), tratto dall'omonimo romanzo di R. J. Palacio (2012). Salvatore Esposito richiama, attraverso le immagini di questa storia, l'attenzione del pubblico sul tema del bullismo e della discriminazione.  
 
   

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