The Big Sick

Film 2017 | Commedia +13 119 min.

Titolo originaleThe Big Sick
Anno2017
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata119 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diMichael Showalter
AttoriKumail Nanjiani, Zoe Kazan, Holly Hunter, Ray Romano, Anupam Kher, Zenobia Shroff Adeel Akhtar, Bo Burnham.
Uscitagiovedì 16 novembre 2017
TagDa vedere 2017
DistribuzioneCinema
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,36 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Michael Showalter. Un film Da vedere 2017 con Kumail Nanjiani, Zoe Kazan, Holly Hunter, Ray Romano, Anupam Kher, Zenobia Shroff. Cast completo Titolo originale: The Big Sick. Genere Commedia - USA, 2017, durata 119 minuti. Uscita cinema giovedì 16 novembre 2017 distribuito da Cinema. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,36 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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The Big Sick
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Il racconto (vero) della storia d'amore tra gli sceneggiatori del film, Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani. In Italia al Box Office The Big Sick ha incassato 362 mila euro .

Consigliato sì!
3,36/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,42
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO SÌ
Una commedia di confronto etnico, sorprendente per il soggetto e per il tono.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 13 luglio 2017
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 13 luglio 2017

Kumail è uno stand-up comic che si guadagna da vivere come Uber driver. Nato in Pakistan e traslocato negli States, prova a conciliare tradizione e american life. Non lo fa per sé, Kumail è ansioso di sfuggire al problematico contatto con le proprie radici, ma per la famiglia che apparecchia il suo matrimonio e lo vorrebbe, in ordine (di valore) discendente dottore, ingegnere o avvocato. Davanti ai piatti tradizionali, la madre gli serve una ragazza pakistana da inserire in un file da cui pescare la futura sposa. Ma al cuore non si comanda e Kumail si innamora di Emily, una studentessa di psicologia.

Incontrata in fondo a un monologo sul palcoscenico di un Comedy Bar di Chicago, Emily costringe Kumail fuori dalla sua zona di comfort. Kumail resiste tra bugie e omissioni fino al giorno in cui la ragazza viene ricoverata per una grave infezione. Il coma indotto per ridurre il metabolismo e l'incontro coi genitori di Emily 'risvegliano' Kumail.

Era dagli anni Novanta, decennio fortunato per il genere, che una commedia romantica non lasciava sul volto un sorriso. Un sorriso persistente che ti accompagna fino a casa. Tutto ricomincia con The Big Sick, la commedia miliare di Michael Showalter spoilerata dal titolo. Perché la malattia che colpisce Emily e la 'sospende' è la figura chiave del racconto, è qualcosa che accade agli altri, a Kumail e ai 'suoceri'. Da quel momento la storia d'amore non le appartiene più, il gioco di seduzione si sposta e agisce tra i suoi genitori e il suo (ex) boyfriend. A fargli da specchio è la relazione dei 'vecchi' di Kumail con le giovani donne pakistane che sfilano sul loro divano nella speranza di combinare un matrimonio col ragazzo.

Esilarante e dolente, senza una traiettoria chiara e con un grande scarto, The Big Sick è una rom-com che produce un quieto terremoto e lascia dietro di sé un nuovo e fertile squilibrio. Ragione e cuore della commedia sono Kumail Nanjiani, sceneggiatore e interprete che porta al protagonista lo humour caldo e la perfetta padronanza dei tempi di un attore-entertainer, e Emily V. Gordon, scrittrice e consorte di Nanjiani interpretata con lucentezza da Zoe Kazan. Coppia artistica testata da malattia e colpi di cultura, trasfigura la propria vita in uno script diretto da Michael Showalter e prodotto da Judd Apatow, riconoscibile nell'irruzione agile della gag e nel versamento di un'inesorabile malinconia.

Perfetto approdo di quella ricerca della felicità che da sempre stringe in un patto la romantic comedy e il suo spettatore, The Big Sick è una commedia di confronto etnico che fa muovere personaggi credibili in spazi culturali plausibili, che si struttura sulla crisi e ne sfrutta ogni ricaduta umoristica. Sul fronte dei complessi incroci razziali il cinema inglese (My Beautiful Laundrette) e quello americano (Indovina chi viene a cena?) hanno prodotto commedie più arrabbiate o socialmente affilate, ma quello che interessa a Showalter, che assume in pieno il modello della commedia romantica, è la circolazione sentimentale tra i personaggi, nessuno escluso.
Dall'infermiera alle pretendenti pakistane, su tutte la Khadija di Vella Lovell, la sceneggiatura dà rilievo ai pensieri e alle azioni di ogni carattere con una cadenza calma e armoniosa, risonante di affetti che sedimentano nello spazio e nel tempo. È qui che si gioca la novità, l'audacia e la singolare tenerezza di The Big Sick, sorprendente per il soggetto e per il tono.
Il cinema e la televisione, nell'America di Trump e nell'Italia di "aiutiamoli a casa loro", affrontano diffusamente l'immigrazione ma lo sfondo è sempre il disagio, la discriminazione, la denuncia civile, la rivendicazione. La serenità (ir)risolta e mai semplificata tra Kumail e la sua famiglia, tra Kumail e la società americana, lontana dal dramma quanto dalla sperimentata parodia, è una precisa scelta di campo, l'affermazione di un nuovo discorso, la rivendicazione di un diritto prima di tutto a una (str)ordinaria qualità di narrazione.
Come tutti gli amanti che hanno abitato il genere, Kumail ed Emily sono innamorati, si baciano, si sfidano e si cercano mentre lui aggira comicamente gli ostacoli che la finzione sostenuta a uso dei genitori pone alla sua vita sentimentale. La loro centralità romantica è naturale, un architrave solido ma non ingombrante al racconto che conduce altrove il suo senso e lo consegna per intero nelle mani di due vecchi leoni, Holly Hunter e Ray Romano. La coppia coniugale, nella loro differenza e in quel loro sperdimento apparente davanti alla malattia della figlia, sono la commossa anima segreta di The Big Sick. Il punto d'osservazione e di ascolto che sveglia Kumail dal sonno e dalla mascherata dell'identità. Beth e Terry incarnano le dinamiche, le nevrosi e le collisioni di una società aperta che produce (anche) esiti felici: due amanti pronti a essere insieme. Dentro la vita e una commedia rigenerata.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 23 novembre 2017
Zarar

Se si riesce a perdonare al protagonista la noia delle performance cabarettistiche sue e dei suoi amici  (il nostro eroe è un aspirante comico tutt’altro che brillante), il film è gradevole, anche se non eccezionale.  Alla base, la storia vera dell’attore e scenografo Kumail Nanjiani, che interpreta  se stesso, e  di sua moglie, Emily, nel film interpretata [...] Vai alla recensione »

domenica 19 novembre 2017
Manuela Zarattini

Mi aspettavo molto di più. Il ritmo spesso è lento, prolisso. Le scene dei vari sketch proposti dai comici che sono durante tutto il film sono ripetitive fino ad essere noiose e direi nemmeno così comiche. La storia d'amore tra i due ragazzi è narrata nella prima parte frettolosamente tanto da non far capire che il sentimento, soprattutto di lui verso di lei, fosse così profondo.

sabato 25 novembre 2017
maumauroma

In The Big Sick i due sceneggiatori Kumail Nanjiani e Emily Gordon rievocano il loro incontro e la loro tormentata storia d' amore. Un amore contrastato soprattutto dai genitori di entrambi. Quelli di Kumail perche' avrebbero voluto imporre al figlio,come  da tradizione , una sposa della stessa etnia, quelli di Emily perche' scioccati dalla fede musulmana del ragazzo [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 novembre 2017
Zarar

Se si riesce a perdonare al protagonista la noia delle performance cabarettistiche sue e dei suoi amici  (il nostro eroe è un aspirante comico tutt’altro che brillante), il film è gradevole, anche se non eccezionale.  Alla base, la storia vera dell’attore e scenografo Kumail Nanjiani, che interpreta  se stesso, e  di sua moglie, Emily, nel film interpretata [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 novembre 2017
Flyanto

  "The Big Sick", come si evince dal titolo, racconta la storia d'amore tra un giovane pakistano emigrato negli USA ed una ragazza bianca americana che improvvisamente contrae una seria e pericolosa infezione polmonare che la induce ad un coma indotto dai medici per diverse settimane. La loro relazione sentimentale, nata per lo più per caso ed apparentemente senza alcuno [...] Vai alla recensione »

sabato 18 novembre 2017
Maurizio.Meres

Perfetta commedia brillante dove le diversità etniche si confrontano nella più universale lingua del mondo,chiamata amore,dove tutti i tabù di un diverso esistenzialismo,usi e costumi si dissolvono nel più profondo sentimento dell'essere umano,mettendo da parte qualsiasi concetto di vita che possa ostacolarlo. Questo film,da non sottovalutare,diventa un esempio moderno [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 novembre 2017
udiego

   The Big Sick ci racconta la storia di un cabarettista di origini pakistane, (Kumail), che durante una delle sue serate incontra una ragazza (Emily) che gli cambierà la vita. Dopo quel loro primo incontro per Kumail cambierà qualcosa dal suo interno, anche se la sua strada la troverà solo nel momento più difficile per loro.

martedì 21 novembre 2017
Catapulta

D'accordo andare al cine anche per divertirsi senza pensieri gravosi, ma quando è solo banalità e noia c'è il rischio di non divertirsi affatto. Qualche risata si fa, ma passare il tempo per vedere una favoletta scontata nello sviluppo e nell'epilogo si rimane un po' male. I personaggi di contorno sono macchiettistici e non aiutano a costruire una idea della cultura [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 18 novembre 2017
Roy Menarini

Una decina di anni fa, nel cerchio degli appassionati, fece un certo scalpore un breve pamphlet scritto da due giovani critici-filosofi, che si intitolava "Apologia del filmetto" dove Luca Bandirali e Enrico Terrone (questo il loro nome) spiegavano con serietà e erudizione che non esiste alcun motivo per decretare la minorità della commedia rispetto al cinema impegnato, e che anzi molti film considerati usa-e-getta illuminano verità psicologiche e sociali molto meglio di altri generi. Inoltre, la professionalità della scuola americana del prodotto cinematografico, tutt'altro che semplicistica, garantisce uno sviluppo di trama e di coerenza narrativa assai maggiore di tanti conclamati autori. Torna in mente quella riflessione vedendo The Big Sick (guarda la video recensione) dove un autore comico statunitense di origine pakistana prende a spunto elementi autobiografici, e offre allo spettatore una commedia adulta e profonda (con lo zampino del geniale Judd Apatow, produttore), la cui apparente leggerezza non deve trarre in inganno né essere considerata subalterna a certi filmoni all'europea o a sedicenti candidati agli Oscar.

Il terzo polo è la vita vera: fuori dal consesso famigliare, regolato da rigide convenzioni, e al di sotto del palco, si gioca una negoziazione di identità particolarmente delicata e complessa, in cui nessun momento dell'esistenza è al riparo dal razzismo, dall'incomprensione, dal dubbio, dall'ignoranza, dal risentimento, o semplicemente dalla paura del diverso.

Kumail Nanjiani, sceneggiatore e attore protagonista, ne è il vero deus ex machina, anche se dietro la macchina da presa siede (con correttezza ma forse senza il piglio che avrebbe avuto Apatow nelle inquadrature) Michael Showalter. Quel che piace e convince, di The Big Sick, è la sua imprevedibilità pur nei canoni della commedia sentimentale, i cui esiti magari sono noti ma con un percorso decisamente originale. L'idea stessa di strutturare il secondo atto - o l'ostacolo che blocca la riconciliazione (in fondo un "rimatrimonio", per usare una formula di un altro filosofo appassionato di commedie come Stanley Cavell) - attraverso una girlfriend in a coma, e spostare tutto l'asse sul rapporto tra il fidanzato e i diffidenti genitori della ragazza è sicuramente riuscita, permettendo una esplorazione di caratteri e uno studio psicologico/sociale americano di finezza inusitata.

Frasi
- Riesci a immaginare un mondo in cui io e te stiamo insieme?
- Non lo so.
Dialogo tra Kumail (Kumail Nanjiani) - Emily (Zoe Kazan)
dal film The Big Sick - a cura di MYmovies.it
Ti devo dire una cosa importante, mi vedo con una ragazza… è bianca.
Kumail (Kumail Nanjiani)
dal film The Big Sick - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 16 novembre 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

The Big Sick, storia di amore interrazziale acquistata da Amazon al Sundance Film Festiva! e che, uscita inizialmente su pochi schermi americani, ha realizzato il più alto incasso per copia della stagione. Il soggetto è ispirato all'esperienza autentica del protagonista e sceneggiatore Kumail Nanjiani, noto al pubblico televisivo d'Oltreoceano, e di sua moglie, la co-sceneggiatrice del film Emily [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 novembre 2017
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Acquistato per dieci milioni di dollari da Amazon, immediatamente dopo la prima allo scorso Sundance Film Festival e uscito a inizio estate, The Big Sick, di Michael Showalter, si è lentamente fatto strada come uno degli autentici successi dell'anno (50 milioni di dollari al botteghino Usa) e uno dei film che meglio soddisfano le pulsioni dello zeitgeist -una commedia romantica contro i pregiudizi [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 novembre 2017
Claudio Trionfera
Panorama

La notte del loro primo incontro scorre e gira veloce: col dvd dei Morti Viventi di George Romero. Lui è il c-mico pakistano Kumail Nanjiani, lei una giovine americana aspirante analista di nome Emily V. Gordon che lo ha appena conosciuto (e stuzzicato) durante un suo monologo in un locale di Chicago. Nella vita sono destinati a diventare marito e moglie; nel film si raccontano da sceneggiatori, lui [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 novembre 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ogni tanto, accanto a inguardabili Palme d'oro e indecenti bufale d'autore, capita di trovare un bel film. Come questa deliziosa commedia in agrodolce. A Chicago scoppia l'amore tra la bionda Emily e il cabarettista d'origine pakistana Kumail. Poi lei si ammala: potrebbe essere il bis di Love Story. Per fortuna, appena si profila il rischio lacrima, ecco un tocco d'impagabile umorismo.

giovedì 16 novembre 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Fenomeno dell'estate Usa, ricorda passaparola tipo "I Mariachi", 7.000 dollari di budget, incasso di 2 milioni, ma che cos'ha di speciale? Un amore impossibile per il quale parteggiamo fino in fondo, nonostante i due o tre finali di troppo, corrispondenti alla storia vera dell'attore protagonista, il pakistano Kumail Nanjiani, sceneggiatore che timbra col nome il personaggio.

giovedì 16 novembre 2017
Fulvia Caprara
La Stampa

Nell'ospedale dove la figlia è ricoverata in coma, davanti alla - prova più difficile che una madre può trovarsi ad affrontare, Beth (Holly Hunter) non indietreggia e non si dispera in modo plateale. Dal suo dolore trattenuto, dalla determinazione con cui affronta i medici e i loro verdetti, dal modo brusco e insieme tenero con cui attraversa accanto al marito Terry (Ray Romano) il tunnel del dolore [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 14 novembre 2017
 

Kumail è uno stand-up comic che si guadagna da vivere come Uber driver. Nato in Pakistan e traslocato negli States, prova a conciliare tradizione e american life. Non lo fa per sé, Kumail è ansioso di sfuggire al problematico contatto con le proprie radici, [...]

VIDEO
venerdì 10 novembre 2017
 

Kumail è uno stand-up comic che si guadagna da vivere come Uber driver. Nato in Pakistan e traslocato negli States, prova a conciliare tradizione e american life. Non lo fa per sé, Kumail è ansioso di sfuggire al problematico contatto con le proprie [...]

POSTER
lunedì 16 ottobre 2017
 

Basato sulla vera storia degli sceneggiatori del film (e coppia nella vita), Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani, il film racconta tutto ciò che l'aspirante comico pakistano Kumail e la sua fidanzata americana Emily hanno dovuto affrontare per superare [...]

BOX OFFICE
lunedì 17 luglio 2017
Andrea Chirichelli

The War - il pianeta delle scimmie è il film più visto negli USA questa settimana, chiudendo con 56,5 milioni di dollari il suo primo weekend di programmazione, esattamente quanto avevano previsto gli analisti.

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