Il sentiero della felicità

Film 2014 | Documentario +13 87 min.

Titolo originaleAwake, the Life of Yogananda
Anno2014
GenereDocumentario
ProduzioneUSA
Durata87 minuti
Regia diPaola di Florio, Lisa Leeman
AttoriGeorge Harrison, Anupam Kher, Russell Simmons, Reed Rudy .
Uscitamartedì 16 febbraio 2016
DistribuzioneCineama
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,00 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Paola di Florio, Lisa Leeman. Un film con George Harrison, Anupam Kher, Russell Simmons, Reed Rudy. Titolo originale: Awake, the Life of Yogananda. Genere Documentario - USA, 2014, durata 87 minuti. Uscita cinema martedì 16 febbraio 2016 distribuito da Cineama. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,00 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una biografia non convenzionale sullo yogi e guru che ha introdotto molti degli insegnamenti di meditazione del Kriya Yoga. In Italia al Box Office Il sentiero della felicità ha incassato 74,1 mila euro .

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,00
CONSIGLIATO SÌ
La vita e il messaggio del mistico indiano Yogananda in un biopic dal carattere divulgativo ma privo del giusto mordente.
Recensione di Fabrizio Papitto
martedì 16 febbraio 2016
Recensione di Fabrizio Papitto
martedì 16 febbraio 2016

La vita e il messaggio dello swami Paramahansa Yogananda (1893 – 1952), portavoce della tradizione yogica in occidente e autore del best seller Autobiografia di uno Yogi. L’infanzia nel continente indiano, la morte della madre, il decennio di apprendimento nell’eremo del maestro Sri Yukteswar, l’approdo a Boston e la sua prima relazione ‘La scienza della religione’, il trasferimento a Los Angeles e la fondazione del Self-Realization Fellowship, le conferenze itineranti e il successo, le calunnie della stampa statunitense, il ritorno in India e il contatto con Gandhi, la morte del suo guru, l’ultimo addio al termine di un discorso ufficiale.
«Non è facile fare un film su un santo», mettono le mani avanti le registe Paola di Florio e Lisa Leeman. Ancor più difficile, se di un santo si parla, o meglio di un santone indiano dagli occhi vitrei e il volto femmineo, astenersi dall’agiografia. Realizzato su commissione della SRF, il documentario prodotto da Peter Rader funziona a stento come opera divulgativa. A poco servono i materiali di repertorio, le dichiarazioni dei professori di Harvard, le lodi di adepti illustri come Ravi Shankar e George Harrison, iniziato dallo stesso padrino della world music all’opera di Yogananda (questi, così come il suo mentore Yukteswar, furono significativamente immortalati entrambi nella copertina di Sgt. Pepper).
A non pagare è la qualità della messa in scena: se risulta discutibile la scelta di affidare la voce del guru all’interpretazione della star di Bollywood Anupam Kher, non meno fittizie riescono le ricostruzioni di ambienti e personaggi, commentate da una regia spesso illustrativa. Ne risente il valore documentale del progetto, che risulta posticcio anche in ragione dell'esiguo apporto filologico. La coppia di registe, entrambe praticanti di Hatha Yoga, chiede allo spettatore di accettare senza il beneficio del dubbio credenze parascientifiche come quelle secondo cui il Nostro sarebbe stato in grado di atterrare sei uomini con l’energia concentrata nell’addome, arrestare le pulsazioni del muscolo cardiaco, trasformare le cellule cerebrali per mezzo del solo sguardo. Il rischio è che invece della storia si racconti la leggenda o il mito, ed è un fatto che se si accusasse una simile narrazione di essere favolistica il film non avrebbe gli strumenti per difendersi.
Una fiaba tramandata da Yogananda col nome di ‘Il santo e il serpente’ racconta di un villaggio minacciato dal velenoso animale, solito uccidere i più piccoli con le sue fauci mortali. Disperati, gli abitanti del villaggio decidono di rivolgersi al santo per fermare la carneficina. In virtù del suo potere, il santo richiama il serpente fuori dal nido e gli comanda di non mordere i suoi amici. Ma quando al termine del pellegrinaggio di un anno il santo ritorna presso la roccia dove vive l’animale, questi giace a terra moribondo. Da quando hanno scoperto che sono innocuo, rantola il serpente, i bambini del villaggio mi hanno ferito ogni volta che ho abbandonato la tana in cerca di cibo. Sciocco, lo rimprovera il santo, ti ho detto di non mordere, ma perché non hai sibilato? Così Il sentiero della felicità, biopic senza mordente in cui l’esistenza di un mistico indiano e precettore spirituale diventa un’esperienza canonica o, peggio, già canonizzata.

Sei d'accordo con Fabrizio Papitto?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 14 febbraio 2016
Red Screen

Ho visto l’anteprima di “Il Sentiero della Felicità” a Roma e mi è piaciuta moltissimo. Il film ha tre narrazioni in contemporanea: traccia la vita di Paramahansa Yogananda, il guru indiano che portò per primo il Kriya Yoga nell’Occidente negli anni 20. In parallelo con questo racconto di una vita movimentata, ci sono testimonianze di personaggi [...] Vai alla recensione »

martedì 13 marzo 2018
Pinkblack9

Premetto che trovo assurdo il commento che accompagna questo capolavoro assoluto nella pagina principale. Un opinione probabilmente di una persona che non comprende il significato di questa immensa opera o semplicemente non l'ha neanche vista.... Ma stendiamo un velo pietoso archiviando questa clamorosa defiance che non vale la pena di commentare oltre.

sabato 20 febbraio 2016
Flavio Massazza

Martedì scorso a Torino ho visto il film AWAKE, il sentiero della felicità. Sono stato affascinato dal ritmo e dall’equilibrio che le registe sono state in grado di impostare in un film non facile. Ho letto la critica di Fabrizio Papitto che sicuramente da critico esperto ha saputo trovare dei difetti che la maggior parte del pubblico non ha visto.

sabato 20 febbraio 2016
Flavio Massazza

Martedì scorso a Torino ho visto il film AWAKE, il sentiero della felicità. Sono stato affascinato dal ritmo e dall’equilibrio che le registe sono state in grado di impostare in un film non facile. Ho letto la critica di Fabrizio Papitto che sicuramente da critico esperto ha saputo trovare dei difetti che la maggior parte del pubblico non ha visto.

venerdì 12 febbraio 2016
Alessandra Dechigi

Bellissimo. Assolutamente da vedere. Denso, coinvolgente, rigoroso e illuminante.

venerdì 12 febbraio 2016
Alessandra Dechigi

Assolutamente da non perdere.Un viaggio nell'anima di ognuno!Bellissimo

venerdì 12 febbraio 2016
aldof59

Ho avuto lai fortuna di assistere all'anteprima. Un documento straordinario che riesce a trasferire ad una platea universale, e in poco più di in un'ora e mezza, messaggi , sensazioni e pensieri fino ad oggi circoscritti a chi seguiva il sentiero dello yoga. Complimenti alle registe e a tutta la squadra

venerdì 19 febbraio 2016
stefano capasso

Il sentiero della Felicità è un documentario di Paola di Florio che racconta la vita del maestro yogi indiano Paramahansa Yogananda, che diede un grosso contributo alla diffusione nel mondo del kriya yoga e della meditazione. Fondatore dell’organizzazione Self Realization Fellowship, Yogananda ha insegnato l’amore universale e la necessità della realizzazione personale [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 febbraio 2016
K. S. Stanislavskij

una boccata d'ossigeno per chiunque voglia sentire il profumo della spiritualità indiana, e per tutti coloro che hanno amato "L'Autobiografia"... molte immagini e video originali che ci svelano la forza di questo uomo con una missione. Molto interessante tutta la vicenda americana... una bella esperienza davvero questo documentario.

lunedì 15 febbraio 2016
Mariagrazia Villa

Ho avuto modo di vedere "Il sentiero della felicità" a Roma, durante l'anteprima nazionale del 12 febbraio. È un docu-film di raro magnetismo! Non solo perché narra la vita di Paramahansa Yogananda, una delle figure spirituali più importanti del Novecento, ma anche perché è girato con grande cura e maestria.

lunedì 15 febbraio 2016
Mariagrazia Villa

Ho visto "Il sentiero della felicità" all'anteprima nazionale a Roma il 12 febbraio. È un docu-film di raro magnetismo! Non solo perché racconta la vita e gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda, considerato una delle figure spirituali più importanti del XX secolo, oltre che il padre dello Yoga in Occidente, ma anche perché il film è stato girato con maestria ed entusiasmo.

mercoledì 17 febbraio 2016
Hakkinen

Devo ammettere che quando sono entrato in sala ero molto titubante riguardo al personaggio, però dopo aver visto il film mi sono ripromesso che leggerò dei suoi libri per capire meglio la materia. Sono uscito dalla sala incuriosito. Bel film.

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