I figli della mezzanotte

Film 2012 | Drammatico 146 min.

Regia di Deepa Mehta. Un film Da vedere 2012 con Satya Bhabha, Shahana Goswami, Rajat Kapoor, Shabana Azmi, Ronit Roy, Seema Biswas. Cast completo Titolo originale: Midnight's Children. Genere Drammatico - Canada, Gran Bretagna, 2012, durata 146 minuti. Uscita cinema giovedì 28 marzo 2013 distribuito da Videa. - MYmonetro 2,92 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Al Box Office Usa I figli della mezzanotte ha incassato 107 mila dollari .

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Consigliato sì!
2,92/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,56
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO SÌ
Deepa Mehta si conferma impavida e abile nel portare sul grande schermo le problematiche della sua terra d'origine.
Recensione di Paola Casella
venerdì 22 marzo 2013
Recensione di Paola Casella
venerdì 22 marzo 2013

Bombay, 1947. Allo scoccare della mezzanotte, nell'anno in cui veniva dichiarata l'indipendenza dell'India dall'Inghilterra, nasce Shiva, figlio di una coppia benestante. Ma in ospedale un'infermiera decide di scambiare il bambino con un altro neonato, Saleem, anch'egli nato esattamente a mezzanotte, ma figlio di un mendicante della casta più umile. L'infermiera è convinta di compiere così un atto di giustizia sociale, in realtà darà solo luogo ad una catena infinita di equivoci e tragedie. E il destino dei "figli della mezzanotte" si dipanerà attraverso i decenni in parallelo con quello dell'India, diventandone metafora.
I figli della mezzanotte è tratto dall'omonimo best seller di Salman Rushdie e l'immagine simbolo del film, più volte reiterata, è quella del fuoco d'artificio, poiché storia e Storia prendono la forma di una continua esplosione, a volte gioiosa, più spesso drammatica. Deepa Mehta, che aveva piacevolmente sorpreso pubblico e critica con la trilogia Fire, Earth e Water, si conferma impavida nel portare sul grande schermo le problematiche legate alla sua terra d'origine, da lei lasciata per trasferirsi in Canada, ma mai del tutto abbandonata.
La potenza e la sensualità di certe immagini - un seno nudo visto attraverso l'oblò ritagliato in un lenzuolo, un neonato intoccabile abbandonato su un telo sporco, un primo piano mefistofelico di Indira Ghandi - confermano il talento registico di un'autrice che non ha paura di piazzare la cinepresa in medias res, privando se stessa, e gli spettatori, di filtri emotivi di fronte alla vitalità di un paese fatto di contrasti e contraddizioni, oltre che di grande bellezza. I frequenti excursus nel realismo magico, legati alle apparizioni dei figli della mezzanotte che turbano i sogni ad occhi aperti di Saleem, spingono la narrazione ancora più sopra le righe, restituendo un quadro di forte impatto.
C'è molto amore e molta rabbia da parte della regista verso la propria terra, cui risparmia (cinematograficamente parlando) gli eccessi di folklore e di retorica di altre conterranee espatriate in Occidente. La sensazione per lo spettatore è quella di trovarsi in mezzo ad un fiume in piena al quale è più facile abbandonarsi che opporre resistenza. Un maggiore lavoro di selezione però avrebbe dovuto essere operato sulla sceneggiatura, che tenta di far coesistere tutte le suggestioni e le svolte del romanzo di Rushdie in un film di quasi due ore e mezza. Il risultato è talvolta schiacciante e di difficile decodificazione, soprattutto per chi non ha familiarità con la storia originale.

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15 agosto 1947, a mezzanotte l'India diventa indipendente dalla Gran Bretagna. E a mezzanotte un'infermiera scambia nella culla 2 neonati, uno di una famiglia ricca, l'altro poverissimo. In ossequio allo slogan indipendentista "Fa' che il ricco sia povero e il povero sia ricco". E i figli della mezzanotte sono destinati a rimanere per sempre legati sia tra di loro che alle vicende del loro Paese. Un'epopea che attraversa la storia indiana come un affresco che si snoda tra guerre, amori, un'infinità di personaggi, un esercito di comparse e ogni tipo di animale, traducendo per immagini il romanzo di Salman Rushdie, che ha partecipato alla sceneggiatura cedendo i diritti all'amica regista per la simbolica cifra di 1 dollaro. La Metha, pur essendosi trasferita in Canada da tempo, è tra le più attente narratrici delle vicende indiane (sua la notevole trilogia Fire ; Earth ; Water - Il coraggio di amare ). Nella trasposizione molti dei momenti più intensi del romanzo sono rimasti, ma l'ironia della pagina si è un po' stemperata per puntare sull'impatto spettacolare. Distribuito da Videa CDE.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 settembre 2013
Linus2k

Ho conosciuto la regista indiana Deepa Metha grazie alla splendida trilogia "Water-Earth-Fire", il cui film "Water" le valse la nomination all'Oscar come miglior film straniero (chiunque non l'abbia visto è caldamente invitato a recuperarlo), ed attendevo da tempo una sua nuova opera. Il cinema della Deepa si caratterizza per uno sguardo sul suo Paese scevro di [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 giugno 2015
Xcacel

Salim, un ragazzetto nato alla mezzanotte del giorno dell'indipendenza indiana, viene scambiato alla nascita con il fratello, manco fosse un film di Ficarra e Picone. Lui, fortunello, cresce in una famiglia ricca, ed è dotato di un potere soprannaturale che gli permette di mettersi in contatto e di parlare con gli altri "figli della mezzanotte", tra cui, ovviamente il fratello Shiva povero e giustamente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 marzo 2015
enzo70

I figli della mezzanotte è un importante affresco sulla storia più recente dell’India mutuata dall’omonimo libro di Salman Rushdie. Due bambini, di classi sociali diverse, nascono alla mezzanotte del giorno dell’indipendenza dell’India; un’ infermiera decide di rimettere la giustizia ad un gesto semplice, lo scambio delle culle, in modo che il povero diventi [...] Vai alla recensione »

martedì 2 aprile 2013
Flyanto

 Film in cui si narrano le varie vicende della storia dell'India, della sua indipendenza nel 1947 alle continue guerre con il vicino Pakistan, ecc..., attraverso la storia di due bambini e della loro crescita dopo essere stati scambiati in culla alla propria nascita. Quello che avrebbe dovuto vivere e crescere con la famiglia benestante viene posto da un'infermiera dell'ospedale nella [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 agosto 2013
Vincenzo Iennaco

 I “figli della mezzanotte” sono i bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento in cui l'India proclamò la propria indipendenza dalla Corona inglese. Tra di loro vi sono anche due neonati di Bombay, Saleem e Shiva, che vengono scambiati volontariamente da un'infermiera colta da un inconsulto e personale moto rivoluzionario, sovvertendone [...] Vai alla recensione »

sabato 30 marzo 2013
Krish Benvenuti

Aspettavo questo film e sono andato a vederlo indossando un kurta con gilet indiano... Forse sono un po' estremista ma amo visceralmente l'India. Ci ho vissuto ed ho viaggiato a lungo nelle sue regioni. Quando ho visto il trailer de "I figli della mezzanotte" ero eccitatissimo... E mi sono scordato uno dei principi cardini della filosofia indiana: "non crearsi aspettative".

lunedì 17 settembre 2018
mencio

Shiva non è il figlio della coppia benestante, ma quello che gli viene dato a seguito dello scambio

venerdì 3 maggio 2013
Riccardo Cenci

  Il bambino ricco che vive da povero ed il povero da ricco, è un’idea di certo non nuova, utilizzata nella letteratura come nel cinema per raccontare storie di caste e differenze tra classi sociali. Questo cliché nel film invece rappresenta la voglia di contribuire al cambiamento da parte dell’ostetrica.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Nigel Andrews
Financial Times

Durante la visione di I figli della mezzanotte si rischia seriamente la morte per overdose di realismo magico. Il romanzo socio-storico-fantastico di Salman Rushdie, vincitore del Booker prize, poteva essere portato sullo schermo in cinque o sei modi diversi. La regista Deepa Mehta e lo stesso Rushdie, autore della sceneggiatura, probabilmente hanno scelto il peggiore.

Alberto Crespi
L'Unità

Film atteso in tutto il mondo, accompagnato da polemiche e tentativi di boicottaggio durante la lavorazione, ma poi sorprendentemente passato senza alcuna riserva sotto le forche caudine della censura indiana: non c'è da stupirsene, trattandosi del più famoso romanzo di Salman Rushdie, lo scrittore anglo-indiano colpito anni fa dalla «fatwa» iraniana per l'altro suo libro I versetti satanici.

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Nella mezzanotte del 15 agosto 1947 l'India ottiene l'indipendenza dal Regno Unito. In quel preciso istante nascono a Bombay due bambini, uno ricco e l'altro povero, che vengono scambiati nella culla per un gesto "rivoluzionario" dell'infermiera. Saleem e Shiva crescono l'uno la vita dell'altro in parallelo alla Storia del loro Paese fino al 1977. Tratto dall'omonimo bestseller di Salman Rushdie del [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Di solito gli scrittori, una volta concessi i diritti, si disinteressano di ciò che accadrà del loro libro al momento del trasferimento sullo schermo. Al contrario Salman Rushdie, di cui è nota la passione per il cinema, si è occupato lui stesso di produrre e sceneggiare I figli della Mezzanotte (Mondadori), il fluviale romanzo che nel 1980 lo impose all'attenzione internazionale, scegliendo come regista [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

La relazione è di quelle impossibili, ma del resto: è davvero così importante cercare i nessi tra un libro e un film? Sarebbe come dire quanto è Il processo (di Kafka) Il processo di Welles e poco importa, visto che siamo davanti a un capolavoro. Con un «romanzo mondo» come I figli della mezzanotte di Salman Rushdie la sfida era senz'altro complessa, scritto trent'anni fa nella voce narrante dell'autobiogra [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Saleem Sinai nasce allo scoccare della mezzanotte del 15 agosto 1947, giorno della dichiarazione d'indipendenza dell'India. Con lui vengono al mondo altri "figli della mezzanotte" dotati di poteri straordinari: tra essi Shiva, scambiato con Saleem nella culla e che diventerà il suo nemico giurato, e la bella Parvati, strega benefica. La loro storia attraverserà un trentennio.

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Epopea indiana, dalle catene dell'Impero britannico inizio secolo allo stato d'emergenza di Indira Gandhi negli anni '70, tra colpi di Stato e guerre civili in Pakistan e in Kashmir, nelle sorti della famiglia di Saleem, che nasce la notte dell'indipendenza (15 agosto 1947) con un destino scambiato dalla culla. Dal romanzo complesso di Salman Rushdie, la regista di 'Water", diversamente legata alle [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Salman Rushdìe ha ceduto i diritti dei "Figli della mezzanotte" per un dollaro, durante una cena, all'amica Deepa Mehta. Ha lavorato alla sceneggiatura del suo romanzo amatissimo, premiatissimo e perlopiù considerato inadattabile. E' filato tuffo liscio: la regista aveva la sua lista di scene intoccabili, lo scrittore aveva la sua lista di scene intoccabili, e miracolosamente le liste coincidevano. [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
martedì 19 marzo 2013
Chiara Renda

Due vite in suo potere, due bambini nelle sue mani": le mani di un'infermiera di una clinica di Bombay decisa a cambiare il destino di due bambini. Spinta dalla voce nella sua testa che gli suggerisce "lascia che il ricco sia povero e il povero ricco", [...]

VIDEO
giovedì 7 febbraio 2013
Chiara Renda

Un destino segnato: venire al mondo a Bombay alla mezzanotte del 15 agosto 1947, momento in cui l'India proclama la sua indipendenza dall'Impero britannico.Parte da questo attimo magico il trailer italiano in esclusiva de I figli della mezzanotte, nuova [...]

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