The Handmaid's Tale

Film 2017 | Drammatico

Regia di Reed Morano, Mike Barker. Una serie con Elisabeth Moss, Joseph Fiennes, Yvonne Strahovski, Alexis Bledel, Jordana Blake. Cast completo Titolo originale: The Handmaid's Tale. Genere Drammatico - USA, 2017, STAGIONI: 1 - EPISODI: 10

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Un gruppo di donne è costretto a vivere come concubine senza potersi mai ribellare. Ha vinto 2 Golden Globes.

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Il mondo va all'indietro: dal Racconto dell'ancella a The Handmaid's Tale.
Lorenza Negri
venerdì 24 marzo 2017
Lorenza Negri
venerdì 24 marzo 2017

Non è fantascienza. E non lo era neanche tre decenni fa, quando il romanzo "Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood debuttò con la sua parabola raggelante della più ripugnante e plausibile delle distopie del XX secolo. "Handmaid's Tale" (titolo originale del libro) è la serie che debutterà su TimVision a settembre ispirata alla storia di Difred (e supervisionata dalla Atwood, consulente della produzione), giovane donna usata come fattrice in una realtà fittizia dove gli Stati Uniti hanno lasciato il posto a Gilead, un governo totalitario puritano e bigotto che si fa scudo della religione per giustificare lo stupro sistematico e innumerevoli, indicibili altri abusi.

La prima stagione di The Handsmaid's Tale (la quale ha già fatto man bassa di candidature agli Emmy nelle categorie principali) descrive come la minaccia dell'estinzione e la perversione della religione abbiano fornito gli strumenti a un pugno di avidi di erigere un governo che, spazzando via ogni briciola di democrazia, ha fatto ripiombare l'umanità nel Medioevo.

L'oscurantismo e l'omofobia si affiancano a una sprezzante misoginia mascherata da celebrazione della maternità: il genere umano, avvelenato dalle radiazioni, ha smesso - infatti - di procreare, e i pochi nati sono raramente sani.

Sistematicamente, le donne - tutte le donne - sono state private del diritto di essere intestatarie di un conto in banca, di manifestare la propria opinione e di viaggiare liberamente, ufficialmente per far fronte al rischio dell'estinzione. The Handsmaid's Tale è la storia di June, madre emancipata e intelligente che viene braccata, isolata e rieducata alla sottomissione a suon di torture e rieducazione pavloviana per divenire una fattrice sanzionata dalla sacralità della Bibbia. Di facciata, una devota santa e mite che si immola volentieri offrendo la propria fertilità alle coppie sterili; nella realtà è una schiava costretta allo stupro reiterato e voyeuristico della classe dominante che ha bisogno del frutto di un utero in affitto per consolidare il proprio potere e posizione in società.

June è la voce della miriade di donne "chippate" come capi di bestiame prima di venire consegnate alla famiglia prescelta, la prima di - si auspica - una serie di nuclei destinati a ottenere da loro un pargolo senza deformità. Il destino di June - ribattezzata "Difred" ovvero di proprietà del patriarca a cui viene assegnata - è quello di essere un utero con un essere umano intorno, remissiva, devota e mansueta creatura che viene sottoposta durante i giorni dell'ovulazione a una grottesca cerimonia nella quale lo stupro scimmiotta un capitolo biblico. L'alternativa è la punizione tramite mutilazione, la rieducazione o la condanna a morte.

A Elizabeth Moss - già interprete di serie come Mad Men e Top of the Lake - tocca la parte di June, una donna poco accattivante: non bella, non buona, non eroica. Ha scelto la strada che percorrerebbe chiunque al suo posto, quella che le offre la sopravvivenza. Ingoia a sopporta, mascherando il disprezzo con il servilismo, la ribellione interiore con la compiacenza, il desiderio ardente di vendetta con la mestizia. Difred ha imparato come sopravvivere, abbassando lo sguardo, usando l'astuzia e sfruttando le debolezze dei meschini potenti quando può, concedendosi la spontaneità in un clima di paranoia e diffidenza solo dopo estenuanti disamine. Prudente e doppiogiochista, dotata di un sarcasmo tagliente e ilare, nonostante il clima di terrore nell'intimo cova ancora la scintilla della speranza e della ribellione.

Difred e le donne che la circondano - e si trovano nella sua stessa situazione, come l'instabile Diwarren e la più resiliente Diglen - sono solo una faccia della medaglia; dall'altra parte sono schierate le aguzzine, come l'algida e ariana Serena Joy - moglie trofeo crudele e frustrata dall'incapacità di procreare -, e Zia Lydia - una delle figure femminili che hanno abbracciato la causa, carceriera ed educatrice zelante e spietata delle ancelle. La prima stagione, costellata di flashback, ricostruisce gli eventi che hanno portato alla presa di potere del regime indugiando sul lento, strisciante processo che ha spogliato le donne della propria identità fino a renderle incubatrici.

Handmaid's Tale, si diceva, non è fantascienza. Non lo era quando il romanzo ha visto la luce nel 1985 e la Atwood dichiarò che ogni sopruso lì descritto si ispirava a quello che accadeva veramente da qualche parte del mondo. A ciascun abuso impensabile corrispondeva un ritaglio di giornale che ne descriveva la pratica in qualche luogo, e insieme a molti altri dava forma all'esito potenziale e ominoso di una società possibile, una distopia alla 1984 insospettabilmente vicina. Quando lo show è entrato in produzione, lo showrunner Bruce Miller e la produzione si sono ritrovati di fronte uno scenario sostanzialmente più allarmante*, realizzando con orrore che l'elezione di Trump e la sua politica avevano trasformato la serie da cautionary tale - da storia ammonitrice - a potenziale cronaca della realtà.

La smaccata misoginia del presidente eletto, noto ancora prima della vittoria per le posizioni sessiste, si è concretizzata nelle decisioni politiche che ha sottoscritto (la revocazione della Fair Pay and Safe Workplaces Order di Obama, la reintroduzione della Global Gag Rule e i tagli alle Planned Parenthood, provvedimenti che privano le donne del diritto a una paga equa e di difendersi dalle molestie sul lavoro, che ostacolano l'aborto e inibiscono la prevenzione delle malattie femminili). La prospettiva che la fantasia collassasse sulla realtà si è fatta tanto evidente che gruppi di donne in Oklahoma e altri luoghi hanno reagito protestando vestite da ancelle, indossando la cuffia che nasconde il volto privando dell'identità e la mantella scarlatta delle protagoniste dello show. Lo stesso colore del sangue mestruale (e del parto) e della lettera nella parabola puritana del romanzo classico di Hawthorne, monito di un passato fallocrate e misoneista che può ritornare (e forse lo sta già facendo).

Sei d'accordo con Lorenza Negri?
Ispirata al romanzo distopico del 1985 "Il racconto dell'ancella" di Margaret Atwood, The Handmaid's Tale descrive il regime totalitario che si instaura negli Stati Uniti in un futuro molto prossimo. Maschilista, omofobo e puritano, legittima le prevaricazioni attingendo perversamente ai versi della Bibbia. A un passo dall'estinzione - i figli degli uomini sono rari e spesso malformati -, la società di Gilead ha trasformato le poche donne fertili in fattrici schiave dei potenti. La prima stagione della serie che ha esordito sulla piattaforma digitale Hulu narra la storia di June, una di queste ancelle, e della sua famiglia - quel marito e quella figlia a cui è stata strappata pochi anni prima - attraverso incursioni nel passato che ricostruiscono la progressiva obliterazione dei diritti delle donne.
Attraverso lo sguardo attento e sarcastico di June, ancella di un uomo potente quanto debole e della sua impettita e frustrata moglie, The Handmaid's Tale immortala le conseguenze del totalitarismo che lenisce il popolo represso blandendolo con pratiche barbariche - le ancelle incitate al linciaggio dei peccatori, le masse ammonite e contemporaneamente eccitate tramite le esecuzioni pubbliche -, ma senza riuscire a sopprimere i moti di ribellione.
Raggelante, vivida e sarcastica, la serie si avvale di un cast femminile di rilievo su cui spiccano Elisabeth Moss (Mad Men), Ann Dowd (The Leftovers) e Alexis Bledel (Gilmore Girls).
FOCUS
INCONTRI
venerdì 29 settembre 2017
Lorenza Negri

Serena Joy, l'aguzzina di Difred in The Handmaid's Tale, è un personaggio tutt'altro che amabile. La serie di fantascienza distopica, disponibile su TIMVISION dal 26 settembre, ha conquistato i premi più importanti agli Emmy Award (tra cui Miglior Serie Drammatica) grazie alla vividezza con cui ha dipinto la società antifemminista di Gilead. Qui, le figure come Serena Joy fanno parte dell'alta società ma sono incapaci di generare, per questo autorizzate a devolvere le incombenze della procreazione a giovani feconde trattate come capi da riproduzione.

Quella di Gilead è una società terrificante, dove le donne sono le peggiori nemiche delle donne, e dove la frustrazione di non poter partorire trasforma creature come Serena Joy in tiranne senza pietà. Questo ostico ruolo è stato affidato a Yvonne Strahovski, attrice australiana vista nelle serie Dexter e Chuck, che con la sua bellezza algida incarna con bravura Serena Joy, donna all'apparenza dura e razionale ma profondamente instabile.

Abbiamo parlato a quattrocchi del suo personaggio e di questa serie tratta da Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood che punta il dito contro la discriminazione femminile.

INCONTRI
martedì 19 settembre 2017
Lorenza Negri

In The Handmaid's Tale, Joseph Fiennes ha nascosto il suo impeccabile accento da "inglese della regina" per interpretare il comandante Waterford, eminenza politica di una società - Gilead - che ha sostituto il governo statunitense con una teocrazia. La serie disponibile dal 26 settembre su TIMVISION, di fresco vincitrice di otto Emmy Awards (i premi della televisione americani) tra cui Miglior Serie Drammatica, Sceneggiatura, Regia e Attrici Protagoniste e non, lo annovera nel cast con la scomoda parte di un uomo debole, ipocrita e mellifluo, imbarazzato e schiacciato dalle stesse leggi che ha imposto per salvaguardare il presunto benessere del proprio Paese.

Fiennes, il cui nome completo è un suggestivo Joseph Alberic Twisleton-Wykeham-Fiennes, è imparentato con l'esploratore Ranulph Fiennes e con la famiglia reale britannica, suo fratello è l'attore Ralph e i suoi parenti tutti artisti, fotografi, pittori, scrittori, registi o attori come lui.

La sua è una famiglia illuminata, e forse per questa distanza rassicurante con la parte involuta dell'umanità che ha amato interpretare un uomo come Fred Waterford.

NEWS
SERIE TV
lunedì 15 gennaio 2018
 

Dopo il clamoroso successo della prima stagione (vincitrice di 8 Emmy Awards e 2 Golden Globe), The Handmaid's Tale (guarda la video recensione) è pronta a tornare con i nuovi episodi. In attesa del lancio, in programma il 26 aprile (in Italia in esclusiva [...]

VIDEO RECENSIONE
giovedì 28 settembre 2017
 

In un futuro non troppo lontano, gli Stati Uniti d'America sono caduti in favore della società di Gilead. Questo regime, in un mondo devastato da guerre, terrorismo e inquinamento, è guidato da estremisti religiosi che, dopo aver imposto la legge marziale [...]

SERIE TV
martedì 26 settembre 2017
Andrea Fornasiero

In un futuro prossimo la stato di Gilead, (cioè gli Stati Uniti, anche se non sono mai nominati) è precipitato in una dittatoriale teocrazia, dove le donne sono divise in caste, identificate dal colore degli abiti.

NEWS
lunedì 18 settembre 2017
 

The Handmaid's Tale, la serie tv targata MGM Television e Hulu ispirata all'omonimo romanzo di Margaret Atwood (in italiano "Il racconto dell'ancella"), ha trionfato ai 69° Primetime Emmy Awards aggiudicandosi tra gli altri il titolo nelle categorie "Miglior [...]

SERIE TV
venerdì 14 luglio 2017
Anna Lupini

In un futuro distopico gli Stati Uniti D'America sono stati sostituiti dalla società di Gilead, un regime totalitario di fanatici cristiani che ha ridotto il genere femminile in schiavitù. Le donne sono suddivise in quattro categorie: le Mogli, le Figlie, [...]

winner
miglior serie televisiva drammatica
Golden Globes
2018
winner
miglior attrice in una serie televisiva drammatica
Golden Globes
2018
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