Correndo con le forbici in mano

Film 2006 | Commedia, V.M. 14 116 min.

Titolo originaleRunning with Scissors
Anno2006
GenereCommedia,
ProduzioneUSA
Durata116 minuti
Regia diRyan Murphy
AttoriAnnette Bening, Jill Clayburgh, Brian Cox, Joseph Fiennes, Evan Rachel Wood, Alec Baldwin Joseph Cross, Gwyneth Paltrow, Gabrielle Union, Kristin Chenoweth, Dagmara Dominczyk.
Uscitavenerdì 2 marzo 2007
DistribuzioneSony Pictures Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,55 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ryan Murphy. Un film con Annette Bening, Jill Clayburgh, Brian Cox, Joseph Fiennes, Evan Rachel Wood, Alec Baldwin. Cast completo Titolo originale: Running with Scissors. Genere Commedia, - USA, 2006, durata 116 minuti. Uscita cinema venerdì 2 marzo 2007 distribuito da Sony Pictures Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,55 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 4 dicembre 2015

Una commedia che fa vedere come Augusten Burroughs sia riuscito a sopravvivere agli straordinari accadimenti della sua vita. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Correndo con le forbici in mano ha incassato 16,3 mila euro .

Correndo con le forbici in mano è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato nì!
2,55/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 1,89
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO NÌ
Caustico ritratto familiare americano dal libro di Augusten Burroughs.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 4 marzo 2007
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 4 marzo 2007

Augusten Burroughs ha un padre assente e alcolizzato e una madre ossessionata dalla scrittura e dal proprio subconscio creativo. Dopo la loro drammatica separazione, Augusten viene dimenticato e parcheggiato nella casa del dottor Finch, l'originale quanto folle psichiatra della madre. L'uomo, che pratica la scienza della psichiatria come fosse un'alchimia, esercita sui propri pazienti un forte ascendente. Derubata dei beni e della salute, Deirdre Burroughs lascia che il dottor Finch adotti Augusten. Abbandonato in una casa vittoriana tinta di rosa, Augusten si rassegna presto a convivere con la sua nuova famiglia: la signora Finch, madre affettuosa e allampanata che passa le sue giornate davanti ai B-movie horror, Hope, figlia maggiore dei Finch devota al padre e al suo gatto Freud, Natalie, figlia minore col vizio dell'elettroshock e Neil Bookman, figlio adottivo gay col complesso di Edipo. Deciso a sopravvivere all'abbandono dei suoi e alle paranoie quotidiane dei Finch, Augusten attraverserà tutto d'un fiato gli anni '70 e l'adolescenza, approdando a New York e a una vita finalmente normale.
Dopo i televisivi Troy e Mcnamara, i chirurghi "taglia e cuci" del serial tv Nip/Tuck, Ryan Murphy debutta sul grande schermo traducendo in immagini le pagine letterarie di Augusten Burroughs e dell'impietoso memoir della sua infanzia. Partendo dall'omonimo romanzo di Burroughs e trovandosi decisamente a suo agio nell'umorismo nero della sua prosa, Murphy sembra mantenere nella sua trasposizione le suggestioni, i temi e le sottolineature glamour di Nip/Tuck. La deriva dell'esistenza, drammatizzata da un cast straordinario, è marcata dalla stessa luce e dallo stesso effetto patinato (anche se squisitamente beat) che "illumina" le performance chirurgiche e sessuali dei suoi dottori.
L'uso della canzone, allo stesso modo, inserisce i personaggi in una sorta di incantato videoclip che ridimensiona i drammi individuali ed elude le apettative della storia narrata e del genere drammatico. C'è "del marcio" nell'America e nella famiglia rappresentate da Ryan Murphy, c'è il loro volto oscuro che si esprime attraverso l'isteria, l'egoismo, la perversione psicologica come quella sessuale. Il disinteresse genitoriale produce nei figli una bulimia affettiva, il loro caos interiore un desiderio di ordine e normalità. L'adolescenza di Augusten, esattamente come quella di Matt (figlio dei due padri Troy-Mcnamara), comprende in sè il principio dell'ambiguità e del passaggio. Il regista ci mostra l'America attraverso la lente deformante di adolescenti con problemi di attenzione e genitori decisamente naif. Augusten, che ha il volto sofferto di Joseph Cross, riflette tutto il disagio del sistema che lo ha messo, in tutti sensi, al mondo.
Correndo con le forbici in mano è un album di famiglia doloroso e struggente, una dichiarazione d'indipendenza e di libertà che conduce il protagonista a un viaggio nel suo rimosso. A New York, lontano dall'affetto "negato" e dolorosamente necessario della madre.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

In un assolato appartamento Kitsch, un bimbetto ben vestito guarda divertito la madre che declama pomposamente i versi delle sue poesie. Segue furibonda lite coniugale con tanto di minacce di morte. Inizia bene questo debutto sul grande schermo del creatore della serie TV Nip/Tuck basato sul sopravvalutato best seller autobiografico di Augusten Burroughs. Ma si esaurisce nei primi 10 minuti e la sceneggiatura sprofonda subito in una chiassosa parata di luoghi comuni sulla famiglia e su una certa America degli anni '70. Con padre alcolizzato e madre nevrotica, il giovane Augusten (Cross) cresce frastornato e senza nessun punto di riferimento in una casa dove è la Bibbia a decidere cosa si mangia per cena. In questo incubo dalle pareti rosa, nemmeno le performance del buon cast, tutte convincenti, riescono a riscattare un film eccessivo, ridondante e superficiale. Prodotto, tra gli altri, da Brad Pitt. V.M. 14 anni.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 16 aprile 2011
GiuseppePonticello

Tutti figli di Freud in una pellicola biografica tratto dall'omonimo romanzo di Augusten Burroughs. Il protagonista vive la sua vita come una lunga corsa ad ostacoli dove tutti coloro che lo circondano, famiglia, amici, famiglia adottiva e uomo schizzofrenico, non lo aiutano a saltare gli ostacoli ma ad analizzarli uno per uno. Se qualche spettatore vuol togliersi il capriccio di induviduare quale [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 ottobre 2010
Chicca89

Direi che il film è molto triste... però la storia e raccontata anche in maniera ambigua... sostanzialmente sono tutti pazzi.... quindi ci sono scene in cui rimani con l'espressione "bah" in testa... comunque  non ti tiene incollato al televisore, infatti anche se ci sono scene imprevedibili, la trama sostanzialmente è quella: una madre troppo egocentrica [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Ho bisogno di soffitti alti!"
Augusten Burroughs (Joseph Cross)
dal film Correndo con le forbici in mano - a cura di Adriano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giulio Sangiorgio
Nick

"Da grande volevo diventare o un medico o una celebrità. L'ideale sarebbe stato fare la parte di un medico in una serie Tv". Questo il sogno dei giovane protagonista di Correndo con le forbici in mano Augusten, nato e cresciuto durante gli anni 70 in una strana famiglia della middle class americana. Con un padre alcolizzato e una madre depressa e delusa dal mancato successo come poetessa, Augusten [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

All'inizio degli anni 70, il piccolo Augusten Burroughs sperimenta le gioie della famiglia: mamma megalomane e depressa (Annette Bening) e papà alcolista in lite perenne. Quando il matrimonio si sfascia, però, il bambino si rende conto che la sua non era la peggiore delle famiglie possibili: è costretto, infatti, ad andare a vivere a casa Finch, una gabbia di matti retta da uno strizzacervelli che, [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Sembra una storia di matti senza capo né coda, ma è invece una vicenda realmente accaduta. L'ha evocata Augsten Burroughs in un'autobiografia che in Usa è stata in testa alla classifica dei best seller per 126 settimane; e l'autore è stato incluso nella lista delle 15 persone più divertenti d'America. A dire il vero leggendo il libro (tradotto da Alet Edizioni) si ride parecchio grazie al tono impassibile [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Ciak

Tratto dall'omonimo best seller autobiografico di Augusten Burroughs, Correndo con le forbici in mano, ovvero l'esordio alle regia del creatore della serie tv Nip/Tuck Ryan Murphy (qui anche sceneggiatore) è un I Tenenbaum senza la follia e la leggerezza di Wes Anderson. Sprofondato in un'immagine degli anni '70 a base di psicanalisi e femminismo da caricatura, e in colori che, dal giallo solare delle [...] Vai alla recensione »

Matteo Bittanti
Rolling Stone

Ryan Murphy ha creato Nip & Tuck, la serie tv più perversa degli ultimi anni. Correndo con le forbici in mano è altrettanto grottesco. Tratto comune: la passione per la cosmesi. Qui, è di Augusten Burroughs, ragazzino abbandonato dai genitori alla vigilia della pubertà e autore dell'autobiografia da cui il film è tratto. Siamo più a sinistra dei Tenenbaum, in piena zona Griffin: la famiglia disfunzionale [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Ma come sono funzionali le famiglie disfunzionali al cinema del presente. Ieri i mattoidi de I Tenenbaum e Little Miss Sunshine, oggi la nevrotica divorziata e il figlio adolescente confuso di Correndo con le forbici in mano che l'autore tv Ryan Murphy (Nip/Tuck) ha diretto dal best-seller di Augusten Burroughs, qui anche sceneggiatore. Il figlio confuso della storia è proprio Burroughs.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Psicoanalista in tenera età, più la più permissiva delle educazioni permissive, più una madre completamente fuori di testa. Non c'è da stupirsi che Augusten Burroughs (pseudonimo di un giovanotto registrato all'anagrafe come Chris Robinson) abbia sentito il bisogno di vuotare il sacco scrivendo un'autobiografia. Non c'è da stupirsi neppure del fatto che la figlia dello strizzacervelli dove era stato [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

A un certo punto il protagonista Joseph Cross, insieme a Joseph Fiennes che di lì a poco diverrà suo amante, va in una sala di Los Angeles a vedere una retrospettiva di film di Lina Wertmuller. All'uscita uno dei due esclama «That Director Is Fucked Up!». Lasciamo libertà di traduzione. È la scena di (s)culto di un film curioso, tratto da un best seller letterario di Augusten Borroughs, che in pratica [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 2 marzo 2007
Claudia Resta

Dopo tanto teatro, a 30 anni ha interpretato il suo primo ruolo in un film, eppure da allora Annette Bening ha collezionato nomination e premi. La sua ultima interpretazione, in Correndo con le forbici in mano, mostra al pubblico i lati più difficili [...]

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