Hollywoodland

Film 2006 | Drammatico 126 min.

Regia di Allen Coulter. Un film con Adrien Brody, Diane Lane, Ben Affleck, Bob Hoskins, Robin Tunney, Joe Spano. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2006, durata 126 minuti. Uscita cinema venerdì 23 marzo 2007 distribuito da Buena Vista International Italia. - MYmonetro 2,81 su 34 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una star della tv muore suicida. Nessun sospetto tranne per uno scapestrato detective che decide di indagare. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Hollywoodland ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 38,2 mila euro e 19,6 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,81/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,67
PUBBLICO 2,63
CONSIGLIATO NÌ
Crime story classica ambientata nel mondo dello star system.
Recensione di Mattia Nicoletti
venerdì 1 settembre 2006
Recensione di Mattia Nicoletti
venerdì 1 settembre 2006

Il 16 giugno 1959 accade uno dei più famosi fatti di cronaca che abbiano coinvolto Hollywood. L'attore George Reeves (Ben Affleck), interprete di un Superman televisivo, si suicida. Tutto sembra talmente chiaro, da dubitare che possa essere realmente andata così. L'investigatore privato Louis Simo (Adrien Brody), senza soldi e lavoro, si "prende a cuore" il caso, e convince la madre a ingaggiarlo per conoscere la verità.
Hollywoodland rappresentava le colline di L.A., dove il cinema, lo show business, le Majors, avevano trovato casa, e dove esercitavano il potere assoluto, capaci di creare stelle e di distruggerle, con grande, immensa facilità. Il sogno hollywoodiano di Allen Coulter, alla sua opera prima, è una crime story in parabola discendente, dove ogni cosa è mossa da Tinseltown (in gergo, la Mecca dell'industria cinematografica). Le esistenze dei due protagonisti, portate avanti in parallelo, (sebbene abbiano uno sfasamento temporale), mettono in luce la caduta libera di due uomini, ieri, pieni di speranze, oggi disillusi, entrambi figli dell'Hollywood decadente del periodo. George Reeves desidera essere un grande attore, ma non ne ha le capacità, racchiuso in un costume da supereroe che lo condannerà per sempre; Louis Simo, odia Hollywood, ma la subisce, perché l'incontra tutti i giorni per le strade e per lavoro, e inconsciamente ha una vita da detective da film.
In un possibile confronto con Black Dahlia di Brian De Palma, che rappresenta il "Cinema desiderato", Hollywoodland si pone come Cinema sul viale del tramonto, in ricordo di quello che era stato solo dieci anni prima nell'epoca d'oro. Nella prima metà del film i riferimenti cinefili, l'autoironia di Ben Affleck (in una delle sue migliori interpretazioni) e il detective fallito di Adrien Brody (il fisico emaciato lo aiuta) sorreggono il ricorso al flashback, nella seconda parte, risultano ripetitivi e scontati.
Nonostante un cast superbo (anche la coppia MGM, Diane Lane e Bob Hoskins, è molto riuscita), Hollywoodland nasce da un'idea di cinema classico con una sceneggiatura brillante nei dialoghi, non sempre nella struttura. È pensabile poi, che il tema (che prende spunto dal fatto di cronaca) non interessi il pubblico europeo. Per Allen Coulter, che proviene dalle serie televisive di successo, ci sarà sicuramente un'altra possibilità. Anche se a Hollywood, niente viene dato per scontato.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Il 16 giugno 1959 l'attore George Reeves, conosciuto dal pubblico come l'interprete di Superman in una popolare serie televisiva, viene trovato morto nella camera da letto della propria villa a Beverly Hills, ucciso da un colpo di pistola. La polizia archivia l'inchiesta come un caso di suicidio, ma l'investigatore privato Louis Simo, ingaggiato dalla madre di Reeves, decide di indagare sulla vicenda.
La morte di George Reeves, l'interprete di Superman in un famosissimo telefilm degli anni '50, resta di sicuro uno dei più clamorosi casi di cronaca di cui è intessuta la storia di Hollywood. Reeves, morto all'età di 45 anni, era comparso in ruoli minori in film quali Via col vento e Da qui all'eternità; il successo tanto agognato, però, era arrivato nel 1953, quando era stato scelto per vestire la tuta e il mantello dell'uomo d'acciaio nella serie televisiva Le avventure di Superman. Un ruolo che aveva consacrato Reeves come uno dei più amati divi del piccolo schermo, ma che allo stesso tempo lo aveva reso prigioniero del suo alter-ego televisivo, con il quale il pubblico non avrebbe mai smesso di identificarlo. Il film Hollywoodland prende spunto dal presunto suicidio di Reeves per raccontare la parabola di uno dei tanti uomini rimasti schiacciati dagli spietati meccanismi della "fabbrica dei sogni".
Il titolo della pellicola, Hollywoodland, deriva dalla scritta che negli anni '50 campeggiava sulle colline di Los Angeles (quando ancora compariva anche il suffisso "land"). Dietro la macchina da presa troviamo Allen Coulter, regista di serie tv quali Sex and the City e I Soprano, qui al suo esordio cinematografico con un film a metà strada fra il murder-mystery e il dramma biografico, accolto positivamente da parte della critica, ma che tuttavia si è rivelato un flop al botteghino. La sceneggiatura, firmata da Paul Bernabaum, si apre proprio con la morte di Reeves, per poi far entrare in scena il protagonista del film, Louis Simo (Adrien Brody), uno spiantato detective privato che si aggira nel sottobosco hollywoodiano nel tentativo di far luce sulla fine del celebre attore, contrassegnata da diversi aspetti poco chiari.
Ma piuttosto che un tipico giallo, Hollywoodland può essere definito come il ritratto di un mondo (quello dello show business) nel quale nascono e muoiono i sogni di gloria di tanti individui. Coulter rievoca con efficacia la Hollywood dell'età d'oro, nell'epoca dello studio-system e dello strapotere delle major sulle grandi e piccole star, e fa scorrere la narrazione su due piani paralleli: alle indagini di Simo, infatti, si intrecciano i flashback che ripercorrono l'ascesa e la caduta di Reeves. Il film non scioglie il mistero della "morte di Superman", proponendo allo spettatore tre ipotesi alternative: incidente, omicidio o suicidio. L'affresco che ne risulta è decisamente amaro, e il declino di Reeves, incapace di liberarsi dell'ingombrante fama di supereroe, arriva a corrispondere in qualche modo al fallimento (professionale e privato) del detective Simo. Notevole il cast, che include Ben Affleck (premiato come miglior attore al Festival di Venezia) nella parte di Reeves e Bob Hoskins e Diane Lane nei ruoli del boss della MGM Eddie Mannix e di sua moglie Toni.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 3 luglio 2016
elgatoloco

Da uno spunto storico-biografico(la morte di George Reeves, interprete di telefilm incentrati sulla figura di"Superman"), il regista Allen Coulter trae un film intelligentemente problematico, dove il dilemma sulla morte dell'attore(suicidio oppure omicidio ed, event., da parte di chi?I sospettati sarebbero vari...)rimane assolutamente aperto; quasi un"falso thriller", in vari [...] Vai alla recensione »

domenica 18 novembre 2012
paride86

Patinato e ben confezionato, "Hollywoodland" narra le indagini di un investigatore privato alle prese con il presunto suicidio dio un famoso attore dello star system - un liftatissimo Ben Affleck. Il finale aperto lascia lo spettatore molto deluso: alla fine il film dice poco e niente sia su Louis che su George e entrambi i filoni non trovano una conclusione.

lunedì 30 dicembre 2013
uppercut

Un film curato in ogni dettaglio. Solo due stellette dalla redazione?! Ma per Alien Coulter sarà comunque un gran sollievo leggere della seconda possibilità che benevolmente gli concedi Mattia Nicoletti by Italy...

venerdì 16 maggio 2014
Contrammiraglio

Ben fatto, recitato bene (stranamente anche da Affleck), ma insomma; ecco se avesse avuto 15' di meno allora forse le tre gliele avrei date.

sabato 8 febbraio 2014
stefano bruzzone

un cast importante per questo film che, attraverso le disavventure di un detective squattrinato, ci racconta il "dietro le quinte" del bel mondo di Hollywood partendo da quella che nel '59 fu una tragedia non priva di misteri: il suicidio di George Reeves in arte Superman. Brody, bravissimo come sempre, accetterà l'incarico dalla madre della vittima la quale non crede all'ipotes [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 ottobre 2011
jimac

Ho appena visto il film e devo ammettere che mi ha appassionato. Adrien Brody, che ritengo uno dei migliori attori in circolazione, dà un interpretazione del detective Simo davvero azzeccata; nonostante la sua faccia da bravo ragazzo, che lo reso grande ne 'il pianista' riesce a essere ampiamente credibile anche in parti più da 'bello e dannato' come questa (o come in oxygen).

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Luca Mastrantonio
Il Riformista

Hollywoodland è il cupissimo e felice noir pop di Allen Coulter presentato ieri a Venezia, nella sezione in concorso, dove è destinato a rubare la scena al deludente The Black Dahlia di Brian De Palma. Racconta la nascita, versione catodica, e la morte violenta, in carne e ossa, di George Reeves, l'attore che negli anni '50 ha prestato il volto e il corpo alla serie televisiva che trasformò in delirante [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Cominciò la carriera facendo una particina in Via col vento (era uno dei numerosi corteggiatori ai piedi di Rossella O'Hara). La chiuse con una pallottola sparata nel suo appartamento tra Sunset Boulevard e Mulholland Drive. "Superman muore suicida" scrissero i giornali. Per la generazione dei ragazzini cresciuti negli anni 50, il titolo fece lo stesso effetto della notizia di Kennedy assassinato a [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«Quel film ha fatto soldi», commenta Eddie Mannix (Bob Hoskins). La moglie Toni (Diane Lane) gli ha detto che George Reeves (Ben Affleck) ha recitato in Via col vento. E lui,vicepresidente della Metro Goldwyn Mayer - coinvolta nella produzione del film di Victor Fleming -, le risponde con il cinismo che fa da sfondo alla vicenda narrata in Hollywoodland (Usa, 2006,126').

Michael Rechtshaffer
Hollywood Report

L'idea è intrigante: mettere in scena la misteriosa morte del Superman televisivo George Reeves, avvenuta nel 1959, come un giallo-noir. Ma nonostante alcune buone interpretazioni e la dettagliata ricostruzione del periodo, Hollywoodland non riesce a uguagliare i modelli a cui si ispira, ovvero Chinatown e L.A. Confidential. Coulter si tuffa nell'atmosfera creata dalla sceneggiatura di Paul Berbaum, [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
Rolling Stone

A due terzi della Dalia nera di James Ellroy, romanzo di formazione criminale di un poliziotto ossessionato dall'immagine della morte e dalla ricerca della verità (poi film, incolore, di Brian De Palma), c'è la descrizione precisa di quando venne abbattuta la scritta Hollywoodland, per una nuova Hollywood. Una "terra" rimasta sempre mondo di crimini, starlette, attori, puttane e detective.

Valerio Caprara
Il Mattino

Ancora la Hollywood-Babilonia del lungo dopoguerra, ancora una morte violenta, ancora i sogni divistici condannati ad annegare nel sangue... Mentre -glossa (auto)critica un po' scorretta ma onesta- la Dalia Nera dell'apertura appassisce sempre di più nella nostra memoria, arriva in concorso un'opera prima che affronta gli stessi temi tra il mystery e la riflessione massmediologica.

Luca Castelli
Il Mucchio

Quanti scheletri si nascondono nell'armadio di Hollywood, quante vite sono state sacrificate sull'altare della fabbrica dei sogni. Vite maciullate in diretta e date in pasto ai media e al pubblico vorace, come quelle di Marilyn o di James Dean. E vite evaporate nel silenzio, nell'ombra, nell'oblio, come nel caso della Black Dalia portata sugli schermi da Brian De Palma.

Gloria Satta
Il Messaggero

Hollywoodland, dedicato a uno dei misteri più scabrosi della Mecca del cinema che da anni produttori e registi cercavano di portare sullo schermo, comincia con la morte improvvisa di un attore: George Reeves, il Superman appesantito e depresso (forse la migliore interpretazione di Ben Affleck, ingrassato di venti chili) della popolare serie tv amatissima dai bambini americani, mantenuto dalla moglie [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Ancora un film americano, Hollywoodland, di un esordiente, Allen Coulter, noto però per alcuni cortometraggi. La storia, che gli ha scritto Paul Bernbaum, sembra rifarsi ai modi e agli schemi che avevano fatto il grande, meriratissimo successo di autori come Hammett e Chandler, specialmente, quando per protagonisti sceglievano gli investigatori privati.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Da che esiste Hollywood, la sua faccia oscura ha affascinato scrittori e sceneggiatori. In competizione all'ultima Mostra di Venezia assieme a Black Dahlia, il debutto nel cinema di Allen Coulter (regista di numerosi episodi di Sex and the City e dei Soprano) riesce là dove il film di Brian DePalma falliva: solleva il velo smagliante della fabbrica dei sogni per rivelarne, in modo convincente, i risvolti [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

La maledizione di Superman. L'eroe più stereotipato e rappresentativo di un'America simbolo di giustizia e infallibilità, dietro le quinte dei suoi film fanfaroni non ha certo portato fortuna a chi lo ha interpretato (e, a dir la verità, pure ai comprimari, Lois Lane in testa). Superstizione che diventa inquietante coincidenza quando si isolano i due che hanno segnato di più l'iconografia del supereroe [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Hollywood-Babilonia. Un attore morto (si èucciso o gli hanno sparato?), un investigatore privato male in arnese che cerca di scoprire (a verità e tanti, tanti misteri. E ambientato sul finire degli anni 50 Hollywoodland, di Allen Coulter, quando lo strapotere del cinema stava cedendo il passo all'avvento della Tv. Da una parte i grandi studios, diretti da squali pronti a tutto; dall'altra il piccolo [...] Vai alla recensione »

Andrea Silenzi
XL

Dietro la misteriosa morte (suicidio o omicidio?) dell'attore protagonista della serie tv anni 50 Superman si nasconde il marcio della Hollywood dell'epoca: alcol, ambizione, cinismo, fallimento. Il mondo del cinema visto come un luna park delle miserie umane, senza assoluzioni né vie d'uscita. Grandioso Adrien Brody nel ruolo dell'investigatore privato a caccia di gloria: il triste e bolso Ben Affleck [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Con Hollywoodland (presentato ieri in concorso) si resta logicamente a Los Angeles e all’interno di un’altra storia vera, partendo da una data fatale, 16 giugno 1959, quando George Reeves il popolarissimo Superman del serial televisivo viene trovato pronto per l’obitorio con una pallottola in testa. Il verdetto è suicidio. Movente: la depressione per non riuscire, lui che aveva cominciato la carriera [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Hollywood un tempo era Hollywoodland, film di Allen Coulter (noto in tv per I soprano) ma anche scritta enorme che campeggia nei fotogrammi di Black Dahlia di De Palma. Lì l'omicidio efferato di Elizabeth Short, qui il suicidio misterioso dell'attore George Reeves, Superman tv anni '50 dal carattere non proprio d'acciaio. Siamo sempre nella città degli angeli, patria degli aspiranti attori dai sogni [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Si sa, a hollywood verità e giustizia sono merce rara, le troviamo soltanto alla fine dei film, spesso neanche in quel caso. Per ribadire il concetto, dopo la ricostruzione del delitto di un’attricetta nel film di De Palma, questa edizione numero 63 del concorso della Mostra di Venezia non si lascia scappare il lungometraggio di esordio di Allen Coulter, direttore veterano della serie I Sopranos e [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Ancora Hollywood, ancora un uomo finito che da vivo era un simbolo di ascesa e caduta nella cultura popolare americana, ancora un'indagine. Hollywoodland del debuttante Allen Coulter (in concorso) con Adrien Brody e Ben Affleck, è un noir di cinema come The Black Dahlia, più appassionato e dunque più appassionante, ma sfumato di mediocrità televisiva.

Francesco Bolzoni
Avvenire

Sui segreti di Hollywood i registi americani sono stati spesso tolleranti. Preferivano dimenticare se non esaltare più che ricordare con le eccezioni, forse uniche, di Billy Wilder Il viale del tramonto) e di Robert Aldrich (Il grande coltello). Il giovane Allen Coulter (buone occasioni in televisione: The Sopranos e Sex and the City) in Hollywoodland (in concorso) fa il punto su una pagina misteriosa [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

I conti non tornano: se Hollywood è un luogo talmente ripugnante, perché tutti lo sognano? I film che tendono a dimostrare quanto l’industria del cinema sia lercia sono ormai un sotto-genere, ma non c'è una palese contraddizione tra il gettar letame sulla Hollywood di ieri e l’ambire così spudoratamente a varcare i cancelli della Hollywood di oggi (che fra parentesi è molto meno affascinante e fa film [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Per la serie delitti impuniti nel sottobosco di Hollywood, il regista Allen Coulter evoca l'uccisione (16 giugno '59, archiviata come suicidio) di George Reeves, primo interprete di Superman. Sui teleschermi dal '52 al '58, la saga dell'uomo di Krypton era stata per il protagonista un successo a doppio taglio: l'immensa popolarità del personaggio gli aveva infatti interrotto una carriera iniziata in [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Nel 1959, George Reeves, il protagonista della fortunatissima serie televisiva Le avventure di Superman, morì nella sua casa di Hollywood per una ferita di arma da fuoco. Con lui c'erano la fidanzata e due amici; il caso è entrato negli annali della "Hollywood Babilonia". Noir tinto del cinismo eliroyano ormai proverbiale in quegli anni e in quei luoghi, Hollywoodland racconta l'indagine di un malconcio [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Ambientato nel 1951-1959, Hollywoodland di Allen Coulter appartiene al filone che si identifica col detto: «Vivere a Los Angeles vi renderà forse celebri; morirvi vi renderà certo celebri». Hollywoodland propone dunque un delitto insoluto, quello ai danni di George Reeves (Ben Affleck), reale e noto attore in tv (dove era Superman), con un dignitoso passato di comprimario cinematografico (Via col vento, [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 26 agosto 2008
Stefano Cocci

Oggi Hoskins continua a stupire con "mestiere" Sarà forse per merito della faccia rotonda e bonaria, unita a un talento unico e affinato nel corso degli anni, che Bob Hoskins ha costruito una carriera solida intrecciando tanti personaggi secondari, [...]

CELEBRITIES
martedì 29 luglio 2008
Stefano Cocci

Cadiamo nella rete della bella Diane Una donna coraggiosa che ha fatto nella vita e nella carriera scelte importanti, senza ripensamenti o dubbi. Senza contare che Diane Lane è una delle donne più belle del pianeta: a 43 anni le suona a tante sgallettate [...]

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venerdì 20 luglio 2007
Stefano Cocci

Quando l'amore rischia di bruciare l'attore Dopo i riconoscimenti di Hollywoodland, Ben Affleck torna all'azione con Smokin' Aces. L'idea del film di Joe Carnahan è di mettere alle costole di Buddy Aces Israel tutti i killer più spietati di Las Vegas. [...]

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2006
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