Sully

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Un film di Clint Eastwood. Con Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Autumn Reeser.
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Titolo originale Sully. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 95 min. - USA 2016. - Warner Bros Italia uscita giovedì 1 dicembre 2016. MYMONETRO Sully * * * * - valutazione media: 4,14 su 64 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,14/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * 1/2
 critica * * * * -
 pubblico * * * 1/2 -
La vicenda del pilota Sullenberger, detto Sully, che riuscì a salvare tutti i passeggeri a bordo del suo aereo in avaria planando nell'Hudson.
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primo piano
Un'opera intima e necessaria, un ritratto lucido che riconfigura la nozione di eroe: non più quelli che sparano ma quelli che si espongono
Marzia Gandolfi     * * * * 1/2

Il 15 gennaio 2009 un aereo della US Airways decolla dall'aeroporto di LaGuardia con 155 persone a bordo. L'airbus è pilotato da Chesley Sullenberger, ex pilota dell'Air Force che ha accumulato esperienza e macinato ore di volo. Due minuti dopo il decollo uno stormo di oche colpisce l'aereo e compromette irrimediabilmente i due motori. Sully, diminutivo affettivo, ha poco tempo per decidere e trovare una soluzione. Impossibile raggiungere il primo aeroporto utile, impossibile tornare indietro. Il capitano segue l'istinto e tenta un ammarraggio nell'Hudson. L'impresa riesce, equipaggio e passeggeri sono salvi. Eroe per l'opinione pubblica, tuttavia Sully deve rispondere dell'ammaraggio davanti al National Transportation Safety Board. Oggetto di un'attenzione mediatica morbosa, rischia posto e pensione. Tra udienze federali e confronti sindacali, stress post-traumatico e conversazioni coniugali, accuse e miracoli, Sully cerca un nuovo equilibrio privato e professionale.
Che cos'hanno in comune gli eroi di Clint Eastwood? Sono quasi sempre personaggi destabilizzati dal destino, da un crimine, da un'ingiustizia, dalla marginalità. Tutti, ciascuno a suo modo, sono alla ricerca dell'unità perduta. Non si tratta di una semplice risorsa narrativa, destinata a suscitare l'adesione del pubblico, per l'autore americano quella ricerca riflette l'esplorazione filosofica e artistica del suo cinema, producendo una felice coincidenza tra forma e contenuto.
Quello che innerva la sua filmografia e gli conferisce una rimarchevole coerenza è il raggiungimento, la restaurazione e la formalizzazione estetica di una nozione sostanziale per l'uomo: l'equilibrio. Abilmente dissimulata sotto la vernice della narrazione, la ricerca del giusto mezzo si manifesta essenzialmente nella relazione che l'individuo intrattiene con la società e le istituzioni, l'insieme delle strutture politiche, giuridiche ed etiche che la cultura ha imposto alla natura. Sully, ritratto di un eroe della working class 'processato' da una gerarchia senza cuore e troppi cavilli, corrisponde alla perfezione questa relazione che Eastwood affronta sempre in maniera risolutamente conflittuale.
Tom Hanks, everyman umanista del cinema classico, incarna in faccia alla commissione d'inchiesta, obbligatoria in caso di incidenti, il fattore umano, la scintilla dell'esperienza, l'essenza nobile del lavoro fatto semplicemente come dovrebbe essere fatto. Non per denaro, non per gloria, non per vanità, non per approvazione. Eroe ordinario alle prese con la realtà della sua situazione, Sully è fedele al giuramento prestato e alle conoscenze acquisite con la sua professione.
Girato con la tecnologia Imax, che offre allo spettatore un'immersione piena nell'azione, accomodandolo nella cabina di pilotaggio a 'vivere' letteralmente l'esplosione dei motori, il silenzio che segue e le turbolenze dell'aereo che plana sul fiume, Sully resta nondimeno un film intimo, svolto nella testa del suo protagonista. Quello che ha fatto 'in emergenza' è inseparabile da quello che immagina, sente, conosce. Eastwood ricostruisce con lucidità l'esperienza e le attitudini del suo eroe, l'esordio giovanile, gli anni nella Air Force, perché è su quella pratica e su quella competenza che Sully decide di prendere la via del fiume. Lo sguardo dell'autore e l'interpretazione dell'attore trovano in Sully intimi cedimenti, confrontando il capitano eroico che ha gestito in volo crisi e destino con l'uomo a terra a disagio nel ruolo di eroe e in conflitto con quello che avrebbe potuto essere.
Ammarando, il film emerge i flussi di coscienza del suo protagonista, interrompendo coi sogni angosciosi la linearità della rotta, scivolando nel passato per mettere l'incidente in prospettiva con la vita di Chesley Sullenberger. Con Sully e dopo Flags of Our Fathers e American Sniper, il regista interroga di nuovo la nozione ambivalente di eroismo che è al cuore dell'immaginario americano. Ma se il primo procede alla destrutturazione dell'eroicità e il secondo contraddice la missione del 'primo violino' dell'esercito americano in Iraq, Sully riconfigura l'eroe. Eastwood ne distilla l'essenza andando oltre la sua rappresentazione mediatica e riabilitandone la natura tragica attraverso la paura incombente della morte. Con quella paura il protagonista fa i conti dal principio, il film si apre su un aereo che scivola lungo lo skyline di New York e si schianta contro il paesaggio urbano deflagrandolo. Prima di distinguere l'oggettività della vicenda, l'aereo di Sully è realmente ammarato, Eastwood mostra allo spettatore la visione ipotetica, l'enunciato condizionale, l'incubo di Sally, l'incognita mortale connessa con l'atterraggio. Come Zemeckis (The Walk) prima di lui, recupera la gravità dell'iconografia storica US, l'immagine depositata nella coscienza collettiva e la compensa, risvegliando Sully dall'incubo e suturando le ferite di New York. Al rigore geometrico dell'uomo che cade, fotografato da Richard Drew e allineato alla verticalità della Torre Nord, Sully replica la geometria orizzontale e variabile delle ali di un airbus che galleggiano e sorreggono la vita. Quella che Sully ha garantito con un gesto solerte, abile, puro. Eppure una sorta di inerzia scorata, prodotta da una società che ha estinto l'afflato leggendario dietro a regole, protocolli, simulazioni e statistiche, prova a trascinarlo sul fondo. Certo il National Transportation Safety Board pone domande legittime e cerca la risposta giusta (ne esiste una?) ma il processo è viziato da un'accusa tacita, uno scetticismo tenace, un'idea di colpevolezza poi smentita dai fatti. Sully ha preso una decisione, probabilmente l'unica possibile. Ed è quella decisione a determinare la misura del suo eroismo, il carico di responsabilità che il protagonista ha condiviso con l'equipaggio, il co-pilota, i controllori di volo, gli agenti di polizia, i soccorritori. Insieme hanno realizzato il "miracolo dell'Hudson", ribadendo la natura etica del lavoro (di ogni lavoro) e provando l'inscindibilità ineluttabile dei destini umani.
In aula e in fondo al film, Clint Eastwood rimette in quota il suo eroe e trasmette la medaglia da veterano ai soli eroi che la valgono: non più quelli che sparano ma quelli che si espongono. Non più quelli che scaricano coi colpi la responsabilità ma quelli che l'assumono mani alla cloche.

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Il dovere massimo:la mia ricerca di cosa conta!

sabato 17 dicembre 2016 di ANDREA GIOSTRA

 Anche l’ultimo Film di Clint Eastwood sta avendo un successo incredibile ma non prevedibile! Qual è il motivo? È la domanda che mi pongo sempre quando vedo dei Film che hanno un successo strepitoso e che mi appassionano così visceralmente. Ebbene, qui la Storia narrata nel Film di Eastwood, è una storia realmente accaduta il 15 gennaio del 2009 a New York, quando l’espertissimo capitano di volo della US Airways, Chesley Sully Sullenberger, dopo che continua »

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Heroes

domenica 11 dicembre 2016 di Writer58

I, I will be king And you, you will be queen We can beat them, just for one day We can be heroes, just for one day (David Bowie) La filmografia di Eastwood è costellata da eroi, come anche l'immaginario americano. Eroi positivi celebrati in tutto il mondo (Invictus), eroi controversi (American Sniper), antieroi (Gran Torino), eroi sconfitti (The Millon dollar baby), autoironici (Space cowboys), poliziotti-giustizieri (Ispettore Callaghan), pistoleri solitari (la saga di Sergio continua »

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L'america migliore in un film bellissimo

mercoledì 30 novembre 2016 di Alex2044

Clint Eastwood ha fatto il suo film, forse,  più intimo con una tenerezza e una partecipazione stupefacenti e molto coinvolgenti . Si capisce subito che Sully Sullenberger rappresenta , per lui , l'americano vero , l'americano migliore , intelligente , preparato , pragmatico ma prima di tutto umano . Pieno di quella umanità che aiuta a scavalcare qualunque ostacolo e a sconfiggere con la sua forza dirompente luoghi comuni e ragionamenti fallaci che si poggiano su una visione continua »

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Un angelo chiamato sully

sabato 3 dicembre 2016 di Maurizio Meres

Andare al cinema per vedere un film di Clint Eastwood significa che si assisterà ad un capolavoro,è lui il cinema,ogni suo film rimane nella mente dello spettatore per lungo tempo,studia ogni particolare,che al publico può sfuggire ma importante per la completezza del film,ogni soggetto lui lo vive sicuramente nella sua mente immagina come sarà il film prima di scriverlo,come del resto anche altri registi di un certo livello,perché nella sua mente la trama lo deve emozionare,non esiste una scena continua »

Aaron Eckhart
"C'è qualcosa che, se potesse tornare indietro, farebbe in modo diverso?"

"Sì, lo rifarei a luglio"
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SOUNDTRACK | Sully

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 28 ottobre 2016

Cover CD Sully A partire da venerdì 28 ottobre 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Sully del regista. Clint Eastwood Distribuita da Varèse Sarabande. Su internet il cd Sully è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 27,50 €
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FOCUS | Tra prodezza narrativa ed esorcizzazione dell'undici settembre, Sully ci racconta dell'eroismo (stra)ordinario. Al cinema.

Clint Eastwood e i suoi eroi fuori protocollo

domenica 4 dicembre 2016 - Marzia Gandolfi

Sully, Clint Eastwood e i suoi eroi fuori protocollo Un uomo avanza a passo lento dentro un poncho. Mastica tabacco e poi lo sputa. Il cappello abbassato sullo sguardo azzurro, farfuglia qualcosa che non comprendiamo ma non importa, lo amiamo già. Non ha nome. O almeno non ne ha uno per ottanta minuti e lo scopriremo in fondo a Per un pugno di dollari. Lo straniero senza nome si chiama Joe. Nasce lì, nei campi lunghi di Sergio Leone, la leggenda di Clint Eastwood. Il poncho, che l'attore giura di avere comprato prima delle riprese in un grande magazzino di Santa Monica Boulevard, nasconde la Colt e rivela il mito del cavaliere solitario.

FOCUS | Clint Eastwood si fa capitano attraverso le turbolenze di una storia che ristabilisce la giustizia là dove vorremmo trovarla. Al cinema.

Il cinema è un ammaraggio

sabato 3 dicembre 2016 - Roy Menarini

Sully, il cinema è un ammaraggio Clint Eastwood è il tipo di regista che si può permettere qualsiasi cosa. Per quanto controverse possano apparire le sue posizioni extracinematografiche, egli parla principalmente attraverso i suoi film. I personaggi cocciuti ed eroici sono prima di tutto dei "giusti". Se c'è una cosa che disgusta Eastwood è l'ingiustizia, il cinismo essendone precondizione naturale. È per questo che - domandandosi ogni volta che spazio c'è per l'eroismo nel mondo contemporaneo - Eastwood riesce ad apparentare i suoi personaggi.

NEWS | 4,5 stelle per il film di Clint Eastwood in programma al TFF34: un'opera lucida, svolta nella testa del suo protagonista.

Ritratto intimo che ridefinisce il concetto di eroe. La recensione

sabato 19 novembre 2016 - a cura della redazione

Sully, ritratto intimo che ridefinisce il concetto di eroe. La recensione Presentato al 34° Torino Film Festival nella sezione Festa Mobile, Sully è il film con cui Clint Eastwood, dopo Flags of Our Fathers e American Sniper, torna a interrogare la nozione ambivalente di eroismo che è al cuore dell'immaginario americano. Tom Hanks, everyman umanista del cinema classico, incarna in faccia alla commissione d'inchiesta, obbligatoria in caso di incidenti, il fattore umano, la scintilla dell'esperienza, l'essenza nobile del lavoro fatto semplicemente come dovrebbe essere fatto.

TRAILER | Il trailer del nuovo film di Clint Eastwood, ispirato alla vera storia del capitano Sullenberger, interpretato dal premio Oscar Tom Hanks. Dal 15 dicembre al cinema.

Il pilota che compì il miracolo sull'Hudson

giovedì 30 giugno 2016 - a cura della redazione

Sully, il pilota che compì il miracolo sull'Hudson La drammatica storia del pilota veterano, il capitano Chesley "Sully" Sullenberger, che planò sul fiume Hudson con il velivolo U.S. Airways Flight 1549 nel gennaio del 2009, salvando tutti i passeggeri che erano a bordo: 155 persone. Sully venne da subito acclamato come un eroe, intervistato dai media e applaudito nelle trasmissioni televisive ma un'indagine rischiò di distruggere per sempre la sua reputazione e la sua carriera nel mondo dell'aviazione. Clint Eastwood, dopo il grande successo di American Sniper, racconta la storia di un altro uomo considerato 'eroe' e divenuto un'icona di coraggio e professionalità per tutta l'America.

Nessuno è perfetto ma Clint uomo vero è tornato a esserlo La storia del pilota che compì il miracolo sull'Hudson

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Dovremmo avercela con Clint per la sua sponsorizzazione di Trump? Pazienza, se la sua tensione creativa - a 86 anni - si conferma tanto forte, personale, ispirata. Nessuno è perfetto. L'episodio, documentato nella realtà dalle immagini finali con il vero comandante, il vero equipaggio e i veri passeggeri che sorridono sollevati festeggiando increduli la sopravvivenza e ringraziando il loro schivo eroe dai capelli bianchi, risale al 15 gennaio 2009. Appena decollato dall'aeroporto La Guardia di New York un volo di linea della Us Airways pilotato dal veterano (prima militare e poi civile, 42 anni di volo, un milione di passeggeri trasportati) capitano Sullenberger detto Sully si ritrova entrambi i motori fuori uso a causa di uno stormo di uccelli che ci è finito dentro. »

Tom Hanks è sempre il volto perfetto del coraggio dell'uomo comune

di Fulvia Caprara La Stampa

Non è mai facile interpretare un personaggio reale e vivente. Se poi si tratta di un eroe, noto in tutto il mondo per aver evitato un disastro aereo grazie a un fortunoso ammaraggio sulle acque gelide dell'Hudson, il 15 gennaio del 2009, l'impresa può diventare davvero pericolosa. Perfino per un fuoriclasse come Tom Hanks, che in «Sully» di Clint Eastwood indossa l'uniforme del capitano Sullenberger non solo per ricostruire un'avventura appassionante, ma anche per ricordare agli spettatori di questi tempi bui che esistono persone capaci di fare il proprio dovere fino in fondo, senza sconti, senza scuse: «Mi intimidisce sempre portare sullo schermo la storia di una persona vera - ha confessato l'attore-. »

Hanks grande uomo qualunque

di Valerio Caprara Il Mattino

Sconsigliato solo a chi ha paura di volare, "Sully" è un film per tutti, ma non nel banale senso promozionale bensì in quello dell'opera che risponde ai criteri fondativi del cinema. Il vecchio Clint, infatti, il cowboy di Leone trasformatosi negli anni in un'icona americana che assomiglia a uno dei profili dei padri della patria scolpiti nella roccia del Mont Rushmore, ha diretto ancora un titolo in cui la coesione della messinscena, l'essenzialità della tecnica e la sicurezza del ritmo trascendono i valori, i dettagli cronachistici e gli addentellati politici dell'assunto. »

Il volo miracoloso di Clint Eastwood

di Silvio Danese Quotidiano Nazionale

Le ali galleggianti dell'Airbus 320 nel fiume Hudson viste dai grattacieli di Manhattan. Un calcolo d'alta esperienza gestionale e la profonda responsabilità professionale e umana, il 15 gennaio 2009 portarono in un paio di minuti il capitano Sullenberger a decidere di ammarare. Oche nei motori, panico, atterraggio riuscito, soccorsi immediati. Salvò tutti. Celebrata la fama del pilota, ciò che non sappiamo è come l'inchiesta tentò di smontare la sua scelta, a partire dai logaritmi delle assicurazioni. »

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Uscita nelle sale
giovedì 1 dicembre 2016
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Il film è oggi distribuito in 27 sale cinematografiche:
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