Il giovane favoloso

Un film di Mario Martone. Con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
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Biografico, durata 137 min. - Italia 2014. - 01 Distribution uscita giovedì 16 ottobre 2014. MYMONETRO Il giovane favoloso * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 130 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,64/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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La breve vita del poeta di Recanati. Introverso e triste, ma capace anche di ironia e slanci.
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primo piano
Un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo
Paola Casella     * * * 1/2 -

Il giovane favoloso inizia con la visione di tre bambini che giocano dietro una siepe, nel giardino di una casa austera. Sono i fratelli Leopardi, e la siepe è una di quelle oltre le quali Giacomo cercherà di gettare lo sguardo, trattenuto nel suo anelito di vita e di poesia da un padre severo e convinto che il destino dei figli fosse quello di dedicarsi allo "studio matto e disperatissimo" nella biblioteca di famiglia, senza mai confrontarsi con il mondo esterno.
Mario Martone comincia a raccontare il "suo" Leopardi proprio dalla giovinezza a Recanati, seguendo Giacomo nella ricerca costantemente osteggiata da Monaldo e da una madre bigotta e anaffettiva delineata in poche pennellate, lasciandoci intuire che sia stata altrettanto, e forse più, castrante del padre: sarà lei, più avanti, a prestare il volto a quella Natura ostile cui il poeta si rivolgerà per tutta la vita con profondo rancore e con la disperazione del figlio eternamente abbandonato.
La prima ora de Il giovane favoloso, dedicata interamente a Recanati, è chiaramente reminescente dell'Amadeus di Milos Forman, così come il rapporto fra Giacomo e Monaldo rimanda a quello fra Mozart e suo padre. Ma non c'è margine per lo sberleffo nell'adolescenza di Leopardi, incastonato nei corridoi della casa paterna e in quella libreria contemporaneamente accessibile e proibita. In queste prime scene prende il via il contrappunto musicale che è uno degli elementi più interessanti della narrazione filmica de Il giovane favoloso, e che accosta Rossini alla musica elettronica del tedesco Sasha Ring (alias Apparat)e al brano Outer del canadese Doug Van Nort.
Attraverso un salto temporale, ritroviamo Leopardi a Firenze, dove avvengono gli incontri con l'amata Fanny e con l'amico Antonio Ranieri, entrambi fondamentali nel costruire la geografia emotiva del poeta. È del periodo fiorentino anche il confronto con la società intellettuale dell'epoca, che invece di cogliere la capacità visionaria di Leopardi in termini di grandezza artistica ne intuiscono la pericolosità in termini "politici", in quanto potenziale sabotatrice di quelle "magnifiche sorti e progressive" che il secolo cominciava a decantare.
L'atto conclusivo, dopo una breve sosta a Roma, si svolge a Napoli, città per cui Martone prova un trasporto emotivo evidente nel rinnovato vigore delle immagini (ma il segmento potrebbe estendersi meno a lungo, nell'economia della narrazione). Alle pendici del Vesuvio si concluderà la parentesi di vita di Leopardi, strappandogli l'ultimo grido di disperazione con la poesia La ginestra, summa del suo pensiero esistenziale.
Martone racconta un Leopardi vulnerabile e struggente, dalla salute cagionevole e l'animo fragile, ma dalla grande lucidità intellettuale e l'infinita ironia. Elio Germano "triangola" brillantemente con le sensibilità di Leopardi e di Martone, prestando voce e corpo, sul quale si calcifica l'avventura umana e intellettuale del poeta, alla creazione di un personaggio che abbandona la dimensione letteraria, e la valenza di icona della cultura nazionale, per abbracciare a tutto tondo quella umana. La riscoperta dell'ironia leopardiana, intuibile nei suoi poemi, ben visibile nei suoi carteggi, è una potente chiave di rilettura moderna del poeta. "La mia patria è l'Italia, la sua lingua e letteratura", dice il giovane Giacomo. E Martone ci ricorda che nella lingua e letteratura di Leopardi si ritrovano le radici dell'Italia di oggi.
In questo modo Leopardi esce dai sussidiari ed entra nella contemporaneità, continuando quella missione divulgativa che il regista napoletano ha cominciato ad intraprendere con Noi credevamo. Martone fa parlare i suoi protagonisti in un italiano oggi obsoleto ma filologicamente rigoroso, e fa recitare in toto a Leopardi le sue poesie più memorabili, strappandole alle pareti scolastiche e ai polverosi programmi liceali. Germano interpreta quei versi senza declamarli, reintegrandoli nel contesto umano e storico in cui stati concepiti, e restituendo loro l'emozione della scoperta, per il poeta nel momento in cui le ha scritte, e per noi nel momento in cui le (ri)ascoltiamo. Nelle sue parole torna, straziante, la malinconia "che ci lima e ci divora", nei suoi dilemmi esistenziali ritroviamo i nostri.
Martone recupera anche la dimensione affettiva di Leopardi, raccontandolo con immensa tenerezza, e senza mai indulgere nella pietà per i tormenti fisici del poeta, che orgogliosamente rivendica la propria autonomia di pensiero intimando: "Non attribuite al mio stato quello che si deve al mio intelletto". E ne sottolinea la valenza politica, facendo dire al poeta: "Il mio cervello non concepisce masse felici fatte di individui infelici". Infine identifica nel poeta un precursore del Novecento nel collocare il dubbio al centro della conoscenza: "Chi dubita sa, e sa più che si possa". Quel che emerge sopra a tutto è una profonda affinità elettiva fra Martone e Leopardi, un allineamento di anime e di sensibilità artistiche: attraverso il poeta, il regista racconta quella condizione umana "non migliorabile", a lui ben nota e non "sempre cara", di sentirsi straniero ovunque e in ogni tempo. Il Leopardi di Martone si ricollega idealmente al Renato Caccioppoli di Morte di un matematico napoletano in quell'impossibilità per alcuni di essere nel mondo, oltre che del mondo.
Il giovane favoloso è un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione. Martone costruisce una grammatica filmica fatta di scansioni teatrali, citazioni letterarie e immagini evocative ai limiti del delirio, come sanno esserlo le parole della poesia leopardiana. All'interno di una costruzione classica si permette intuizioni d'autore, come l'urlo silenzioso di Giacomo davanti alle intimidazioni del padre e dello zio, o le visioni del poeta nella parte finale della vita. Il giovane favoloso "centra" in pieno la parabola di un artista che sapeva guardare oltre il confine "che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". E ci invita a riconoscerci nel suo desiderio di infinito.

Incassi Il giovane favoloso
Primo Weekend Italia: € 1.108.000
Incasso Totale* Italia: € 6.149.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 14 dicembre 2014
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Premi e nomination Il giovane favoloso

premi
nomination
Nastri d'Argento
4
0
Globi d'oro
1
3
David di Donatello
5
14
* * - - -

Un giovane desideroso d'amore

sabato 18 ottobre 2014 di Melvin II

 Il biglietto d’acquistare per “Il giovane favoloso “è: 3)Di pomeriggio  Il giovane favoloso è un film  del 2014 diretto da Mario Martone, scritto  da Mario Martone e Ippolita Di Majo, prodotto da Piero degli Esposti e da Rai Cinema.  È stato presentato in concorso alla 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Con :Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Isabella Ragonese, Anna Mouglalis, continua »

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Il giovane (elio) è favoloso!

domenica 7 settembre 2014 di gaiart

Il giovane favoloso   “Non vivono fino alla morte,  se non quei molti che restano fanciulli tutta la vita”     A parte l’interpretazione magistrale di Elio Germano, uno dei più grandi attori italiani, il giovane (Elio) è favoloso non solo narrando il Leopardi, con le sue ansie e problematiche fisiche crescenti negli anni, (volgendo a un finale in cui arriva persino ad accartocciarsi su se stesso), ma è magico anche per la sensibilità continua »

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Come filmare l'anima di un poeta

lunedì 1 settembre 2014 di Peer Gynt

 Raramente capita di vedere un film biografico così scorrevole e così aderente all'anima del personaggio rappresentato. Martone riesce con grande convinzione ad estrarre dal suo film il Leopardi più attuale possibile. Ne divide la vicenda biografica in 3 atti ideali, rappresentati dai tre luoghi che più hanno segnato l'esperienza umana e artistica del poeta: la chiusa e conservatrice Recanati, dove accende una luce inaspettata la visione della popolana Silvia, continua »

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Il poeta ribelle

sabato 18 ottobre 2014 di Maurizio Meres

 La realtà di questo film con una sceneggiatura accurata  sfiora la perfezione cinematografica,l'anima del poeta si sente fortemente le sue poesie sono musica e proietta lo spettatore nell'oblio poetico nei sentimenti più profondi,attraverso la sofferenza fisica la voglia  di amare e di sognare ,la ricerca continua di se stesso ,aprirsi  mentalmente e confrontarsi in quel periodo storico, la voglia di vivere sopraffatta dalla sua negativita interiore. Film continua »

Giacomo Leopardi
io non ho bisogno di stima, di gloria o di altre cose simili. Io ho bisogno di amore, di entusiasmo, di fuoco..di vita.
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Leopardi
Il mio cervello non concepisce masse felici fatte di individui infelici
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leopardi
Il vero è nel dubbio. Chi dubita sa e sa più che si possa.
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FOCUS | Chiavi di accesso a Leopardi in Il giovane favoloso.

La voce del poeta

domenica 19 ottobre 2014 - Roy Menarini

La voce del poeta Il cinema italiano, tra muto e sonoro, tra grande schermo e televisione, ha raccontato tutto e tutti: Dante, Leonardo, Cristoforo Colombo, Galileo, Verdi, Garibaldi, e poi i grandi uomini del Novecento, da Ferrari a Olivetti, da Fermi a Mattei, da Pasolini a Falcone. Che non avesse mai tentato l'impresa di raccontare Leopardi (e Manzoni, anche) è sorprendente, almeno considerando la vocazione pedagogica della nostra narrativa per immagini, sostenuta con risultati contraddittori dalla televisione di Stato o con fondi pubblici.

   

GALLERY | Il film di Mario Martone in concorso alla Mostra del cinema di Venezia.

Il poster ufficiale

mercoledì 3 settembre 2014 - a cura della redazione

Il giovane favoloso, il poster ufficiale Leopardi è un bambino prodigio che cresce sotto lo sguardo implacabile del padre, in una casa che è una biblioteca. La sua mente spazia ma la casa è una prigione: legge di tutto, ma l'universo è fuori. In Europa il mondo cambia, scoppiano le rivoluzioni e Giacomo cerca disperatamente contatti con l'esterno. A ventiquattro anni, quando lascia finalmente Recanati, l'alta società italiana gli apre le porte ma il nostro ribelle non si adatta. A Firenze si coinvolge in un triangolo sentimentale con Antonio Ranieri, l'amico napoletano con cui convive da bohémien, e la bellissima Fanny.

   

GALLERY | Le foto della sesta giornata della rassegna.

Applausi per

martedì 2 settembre 2014 - a cura della redazione

71. Mostra del Cinema, applausi per il Giovane favoloso La sesta giornata della Mostra del Cinema ha visto sfilare sul red carpet i protagonisti de Il giovane favoloso di Mario Martone, ma anche Lisa Cholodenko e Frances McDormand per Olive Kitteridge. Per Nymphomaniac (Volumi I e II) - presentato senza censure Fuori concorso - sono arrivate al Lido Charlotte Gainsbourg e Uma Thurman. Guarda la fotogallery »

   

Pessimismo leopardiano? No, eccezionale sete di vita

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Ed ecco finalmente il Giacomo Leopardi di Mario Martone e di Elio Germano: Il giovane favoloso, secondo la definizione di Anna Maria Ortese. Non è una passeggiata, è un film che impegna. Ma non annoia, neanche per un attimo dei suoi cospicui 135 minuti. C'è troppo da emozionarsi per potersi annoiare. Il regista (sceneggiatore con Ippolita di Majo) e il suo interprete hanno creato un Leopardi di loro invenzione pur poggiando tutto il lavoro sulle basi fornite non tanto dalle notizie biografiche, quanto dalla sterminata miniera dell'opera del poeta nato a Recanati nel 1798 e morto a Napoli nel 1837: non ancora quarantenne e reso decrepito dagli innumerevoli malanni, e tuttavia animato da un fuoco passionale e da una sete di vita eccezionali. »

Leopardi di favolosa naturalezza

di Alessandra Levantesi La Stampa

Di Il giovane favoloso di Mario Martone - per no i il Leone d'oro della scorsa Mostra di Venezia - avevamo parlato come di un ritratto di Leopardi, diviso in tre ideali movimenti che avvitano il filo biografico al filo dell'opera, come aveva fatto il poeta stesso in quello sterminato diario che è lo Zibaldone: un condensato di stati d'animo, appunti, riflessioni, intuizioni filosofiche, che costituiscono una sorta di bozza dei suoi sublimi capolavori. Il film parte dall'adolescenza nell'odiato borgo natio di Recanati, tutta tedio e malinconia; le debilitanti ore di studi nella biblioteca paterna e il balsamo dell'amicizia epistolare con Pietro Giordani, il letterato che subito ne colse la genialità. »

Germano, perfetto Leopardi

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Elegante, lento, temerario dramma biografico di Mario Martone, che fra dialoghi colti, costumi d'epoca, musiche invadenti e brevi squarci paesaggistici, racconta la tiste odissea leopardiana. Il poeta è incarnato dal via via più ingobbito Elio Germano, bravo a scansare la caricatura. Unica, deprecabile infedeltà al rigoroso ritratto, il femminiello nudo nel bordello napoletano. Inutile come il fulmineo Michele Riondino (l'amico Antonio Ranieri) senza veli. da Il Giornale, 17 ottobre 2014 »

Leopardi, l'eretico

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Vita di un uomo che non ebbe quasi una vita, ma amava il mondo con trasporto totale. Ritratto di un'anima vasta chiusa in un corpo piccolo e ingrato. Autobiografia di uno dei più grandi poeti del suo tempo, malgrado il suo tempo. Il giovane favoloso è tutto questo ma soprattutto è la cronaca aspra e visionaria di una lotta. La lotta senza fine che Leopardi condusse non contro il suo corpo, ma contro l'immagine a cui lo inchiodavano. Pessimista perché infelice. Infelice perché storpio. Dunque solo, sempre. »

Il giovane favoloso | Indice

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