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Pappi Corsicato

Pappi Corsicato. Data di nascita 12 giugno 1960 a Napoli (Italia).
Nel 1994 ha ricevuto il premio come miglior regista esordiente al Nastri d'Argento per il film Libera. Pappi Corsicato ha oggi 62 anni ed è del segno zodiacale Gemelli.

Il grottesco e colto Almodóvar napoletano

A cura di Annalice Furfari

Espressione creativa e colorata di un cinema italiano alternativo alle logiche più commerciali, il regista Pappi Corsicato è il cantore più originale di una "napolinità" carnale e popolana, orgogliosamente terrena e periferica. Influenzato dall'estetica pop del Pedro Almodóvar anni '80, di cui è stato assistente, Corsicato adopera un linguaggio che mescola influenze basse ed erudite, contrassegnato da una visione deformante della realtà e da un umorismo nero che ama sfociare nel grottesco.

I primi lavori dietro la macchina da presa
Pappi Corsicato nasce a Napoli il 12 giugno 1960. Negli anni '80 frequenta corsi di danza e coreografia all'Alvin Alley Dance School di New York. Studia poi recitazione all'Accademia di Arte Drammatica e con Geraldine Barone. La passione per l'arte e lo spettacolo lo conduce nella Spagna all'apice della movida, dove, nel 1990, lavora come assistente del regista Pedro Almodóvar durante le riprese dell'effervescente e grottesca commedia Légami!. Nel 1991 debutta dietro la macchina da presa realizzando il cortometraggio Libera! con l'attrice napoletana Iaia Forte, che diventerà un episodio del lungometraggio omonimo diretto da Corsicato nel 1993 e presentato al Festival di Berlino. Il film ottiene numerosi riconoscimenti in Italia, tra cui il Nastro d'Argento come migliore opera prima. Questi tre ritratti di donne napoletane, provenienti da tre ambienti sociali differenti, colpiscono per il tono grottesco - di ispirazione almodovariana - con improvvisi cambi di marcia, sullo sfondo di una Napoli moderna e degradata.
Nel 1995 il regista dirige il suo secondo lungometraggio, I buchi neri, di nuovo con Iaia Forte e Vincenzo Peluso, oltre che con la diciottenne Manuela Arcuri. Questo film, presentato al Festival di Venezia, conferma il talento anticonvenzionale, sopra le righe e visionario di Corsicato, che cura anche le scene e i costumi. Questa storia di strano amore tra una prostituta, a capo di alcune colleghe con diversi handicap, e un omosessuale racchiude richiami all'opera di Pier Paolo Pasolini, infarciti di cultura popolare napoletana, come in un'eccentrica favola di matrice mitologica e magica che trasfigura un amore di periferia. Sempre nel 1995 il regista dirige il videoclip del brano "Nun te scurdà" degli Almamegretta. Affiancando alla passione per la regia l'interesse per la video arte, realizza il video La montagna di sale (1995), sull'opera dello scultore Mimmo Paladino, e Offertorio (1996), un cortometraggio sull'installazione di Jannis Kounellis in Piazza del Plebiscito a Napoli. Sempre nel 1996 dirige il documentario Argento puro, girato sul set dell'ultimo film di Marco Ferreri, Nitrato d'argento.
Nel 1997 gira l'episodio La stirpe di Iana del film collettivo I vesuviani, con Iaia Forte e Anna Bonaiuto. Gli altri episodi sono diretti dai registi napoletani Antonietta De Lillo, Antonio Capuano, Stefano Incerti e Mario Martone, tutti amici e collaboratori con una stessa visione della realtà, di un ambiente - quello della periferia e dell'entroterra napoletano - deformato con scatti fantastici e invenzioni barocche, e spesso monopolizzato da una sessualità polimorfica e trasgressiva. Mentre mette in scena al Teatro San Carlo di Napoli l'opera lirica "Carmen", presta il suo volto al documentario di Laura Betti Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno (2001) e prosegue con l'attività da video artista, Corsicato dirige Chimera (2001), storia di una coppia in crisi che cerca, attraverso nuovi incontri e scambi sessuali e di identità, di ritrovare l'amore perduto. Ancora una volta, ritroviamo la musa del regista Iaia Forte, la sessualità trasgressiva, e a tratti morbosa, e quello stile visionario e originale che ben conosciamo.

La lunga pausa dal cinema e il riuscito ritorno con Il seme della discordia
Dopo Chimera il regista si prende una lunga pausa dal cinema, dedicandosi completamente alla video arte. Dal 1994 a oggi Corsicato ha realizzato una trentina di documentari sull'arte contemporanea, invitati al Modern Tate Museum di Londra, al Centre Pompidou di Parigi e in altri prestigiosi musei e festival nazionali e internazionali. La video arte, da sempre grande passione del regista, gli consente anche di esprimere più liberamente quel gusto estetico particolare che spesso non è sinonimo di successo commerciale. Egli stesso ammette, in un'intervista, che la video arte non è per lui un ripiego, ma, vista la crisi del settore cinematografico, «è la strada più semplice per fare qualcosa che somigli al cinema». Trascorrono, così, sette anni prima che il regista torni a occuparsi di cinema, dirigendo la storia di una misteriosa gravidanza nel film Il seme della discordia (2008), con Caterina Murino e Alessandro Gassman, riuscito racconto di una coppia in profonda crisi dopo che lei si è scoperta incinta e lui sterile, ispirato liberamente al romanzo di Heinrich von Kleist "La marchesa von O". Nel 2009 il regista gira Povero ma moderno, un documentario molto creativo sul pubblicitario Armando Testa, proiettato come evento speciale al Festival di Venezia nella sezione Orizzonti, dove l'opera vince il premio Pasinetti del sindacato dei giornalisti cinematografici. Nello stesso anno scrive e dirige il cortometraggio Questione di gusti, rivisitazione in chiave paradossale del concetto di gusto, incentrata su una coppia di parvenu napoletani, incarnati da Iaia Forte ed Ennio Fantastichini, che organizza un party per debuttare in società. Ancora un cortometraggio dedicato all'arte con Capo Dio Monte (2009), girato nella cornice del Museo di Capodimonte di Napoli, sotto braccio con Luigi Ontani e le sue inconfondibili creazioni artistiche. Il ritorno al cinema con un lungometraggio avviene nel 2013, con Il volto di un'altra, una commedia nera come sempre allegorica, piena di riferimenti alti e pop e solo apparentemente almodovariana, che muove dalla vicenda di una conduttrice televisiva, Laura Chiatti, che si ricostruisce il volto per riconquistare la popolarità perduta.

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Un po' come il Welles di Pasolini (in La ricotta) quando l'intervistatore gli domanda: «E Fellini?». Anche noi, nel nostro piccolo, ci chiediamo: «E Pappi Corsicato?». Due soggetti diversi per una medesima risposta: «Egli danza». Danzano insomma, tra forme e azzardi visivi; nel caso del maestro geniali e visionari, in quello del regista partenopeo (classe 1960, l'anno della Dolce vita) eccentrici e pop

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Un regista che danza, tra forme e azzardi visivi.
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