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Kris Kristofferson

Kris Kristofferson (Kristoffer Kristofferson). Data di nascita 22 giugno 1936 a Brownsville, Texas (USA).
Nel 1977 ha ricevuto il premio come miglior attore al Golden Globes per il film È nata una stella [3]. Kris Kristofferson ha oggi 87 anni ed è del segno zodiacale Cancro.

L'attore di Peckinpah maledetto da Cimino

A cura di Fabio Secchi Frau

Con quel corpo così massiccio e atletico, capace di restare anche senza veli (cosa che lui non ha mai fatto) e di non dimostrare imbarazzo e vergogna, Kris Kristofferson è stato uno splendido e versatile interprete statunitense di una parabola che è iniziata e finita quando il cinema scoprì il voluttuoso "country". Il talento visionario di Peckinpah lo ha esaltato trasformandolo in un fuorilegge, in un cowboy disperato e malinconico. La vita gli ha fornito una voce e la capacità di fare musica per comunicare agli altri il suo malessere o la sua gioia di vivere, la storia di un'America che c'era una volta, che non c'è mai stata o forse non c'è più. In Italia, è poco conosciuto, ma è uno dei più indimenticabili attori del mondo, la cui leggenda e la cui vita si perde fra mito e canzoni country, fra battaglie contro l'alcol e la violenza amorosa, fra le strade (quelle dannate strade) e le mura domestiche di case semplici o di ranch.

Origini e formazione
Figlio di un generale dell'aviazione americana, fratello dell'attrice Karen Kirschenbauer, studia alla San Mateo High School e alla Pomona College di Claremont (entrambe in California), dove spicca nelle materie letterarie, tanto è vero che poi si trasferirà alla Oxford University, durante i quali anni pubblicherà alcuni racconti sotto lo pseudonimo di Kris Carson. Ma come tutti gli scrittori è un po' maledetto: manifesta da subito problemi con l'alcol, tanto è vero che anche se ragazzino riesce a bere una bottiglia e mezzo di bourbon whisky al giorno e poi si mette a frequentare le minoranze latine stanziate nel territorio. Non trovando lo sbocco necessario nel campo letterario, dopo i lavori di barista e di addetto alle latrine, tenta di seguire le orme paterne, ma nel 1965 già si congeda dall'esercito per seguire un altro sogno, quello di cantare. Tiene ben stretto, però, il suo brevetto di pilota di elicotteri che utilizzò per mantenersi come pilota civile, ma soprattutto per impressionare il cantante di colore Johnny Nash, quando gli atterrò nel giardino della sua casa solo per consegnargli i suoi provini su nastro. Il trucco funzionò e Nash decise di interpretare una sua canzone: "Sunday Morning Coming Down". Da quel giorno Kristofferson divenne una star della musica!

Donne e musica
Fortemente attratto dalle belle donne, sposa Frances Beer l'11 febbraio 1961, dalla quale avrà due figli (fra cui l'attrice Tracy Kristofferson), ma poi divorzia dalla donna nel 1969, per fidanzati con la cantante dagli occhialoni tondi Janis Joplin, per la quale scriverà "Me and Bobbie (later Bobby) McGee" che lei canta e che diventerà una hit!
Entrato nel circuito della musica country diventa grande amico di Johnny Cash, Waylon Jennings, Willy Nelson e Bob Dylan, nel contempo conosce l'attrice Barbra Streisand con la quale si fidanzerà, ma per brevissimo tempo, infatti poi sposerà la cantante Rita Coolidge il 19 agosto 1973, anche da lei avrà della prole (un figlio) e anche da lei divorzierà (nel 1980).

Sul grande schermo
Ancora alcolista, sarà un compagno di bevute mattutine (Jack Daniels soprattutto) di Dennis Hopper, quando questi lo farà esordire nella pellicola Fuga da Hollywood (1971) accanto a Peter Fonda. Passerà poi a pellicole più leggere come la commedia di Paul Mazursky Una pazza storia d'amore (1973), per trovare un felice connubio della sua carriera con Sam Peckinpah, autore maledetto che lo rese protagonista di Pat Garrett e Billy the Kid (1973), Voglio la testa di Garcia (1974) e Convoy - Trincea d'asfalto (1978). Non ci vuole un genio per capire che, fra l'uno e l'altro, si prendevano delle sonore sbronze sul set! Fortunatamente, Kristofferson si ferma in tempo, prima di farsi altro male. E dopo aver recitato per Martin Scorsese in Alice non abita più qui (1975), nel ruolo del corteggiatore di Ellen Burstyn, comincia la sua battaglia contro l'alcol che lo vedrà salire trionfante (e sobrio, ma soprattutto disintossicato) sul palco del Golden Globe per ricevere il premio come miglior attore in una commedia per È nata una stella (1976).
Disgraziatamente, arriva il volo di Icaro. Quello che doveva essere un kolossal si trasforma in una maledizione. I cancelli del cielo (1980) di Michael Cimino, con Christopher Walken e Isabelle Huppert, che avrebbe dovuto finalmente portarlo alla luce per l'intensità del suo ruolo, si trasforma in una condanna. Il fallimento economico del film e dei produttori che lo finanziarono segna la sua carriera di un forte ostracismo hollywoodiano (lo stesso che toccò all'autore del film). Nessuno vuole più Kristofferson nei suoi film. Non è più il benvenuto. L'anno dopo, affianca Jane Fonda nel giallo misconosciuto Il volto dei potenti di Alan J. Pakula, per diventare l'attore prediletto di un piccolo autore, Alan Rudolph, che però lo porterà a essere nominato all'Oscar per la miglior canzone di un suo film Successo alle stelle (1984). Il premio gli sfugge: a portarglielo via è Prince per Purple Rain (1984).
Krsitofferson continua la sua carriera, fra alti e bassi (soprattutto bassi) apparendo in La mia vita picchiatella (1988) con Pee-Wee Herman e la nostra Valeria Golino e Ricercato vivo o morto (1988), film tv di John Guillermin. Si perde in mediocri film d'azione e altrettanti invisibili film tv, accetta persino di recitare per Arnold Schwarzenegger nel pessimo Eroe per famiglie (1992). A farlo ritornare alla luce, dopo bui anni di declino, è per primo James Ivory che vede nei suoi occhi uno sguardo di fierezza che ben si accosterebbe al suo ultimo film La figlia di un soldato non piange mai (1998). La scelta è ottima e Kristofferson dà filo da torcere a tutte le interpreti femminili del film: Barbara Hershey, la veterana Jane Birkin e le debuttanti Virginie Ledoyen e Lee Lee Sobieski.
La trilogia di Blade gli dà lustro tra horror e azione... troppa azione forse, dato che nel 1999 è costretto a subire un operazione di bypass cardiaco! Arriveranno poi Tim Burton ed Ethan Hawke, ma soprattutto John Sayles che vede in Kris Kristofferson un vero "westerner", quel cantore country che tutti hanno dimenticato, così come hanno dimenticato quel mondo rurale e senza futuro di cui faceva parte.
Nel 2012 torna in un film drammatico al fianco della bella Ashley Judd: L'incredibile storia di Winter il delfino in 3D. Così quel volto scavato e simbolico di un'America rude e virile, maledetta dal Sogno (incubo) Americano, dà ancora oggi il meglio in ruoli in cui rispecchia se stesso, fra strade che si sperdono drittissime verso i deserti e i mari americani.

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