Janis

Film 2015 | Documentario, +13 115 min.

Titolo originaleJanis
Anno2015
GenereDocumentario,
ProduzioneUSA
Durata115 minuti
Regia diAmy Berg
AttoriJanis Joplin, Cat Power, Gianna Nannini .
Uscitagiovedì 8 ottobre 2015
TagDa vedere 2015
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,17 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Amy Berg. Un film Da vedere 2015 con Janis Joplin, Cat Power, Gianna Nannini. Titolo originale: Janis. Genere Documentario, - USA, 2015, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 8 ottobre 2015 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,17 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La regista Amy Berg è conosciuta per aver ricevuto una nomination agli Oscar per il controverso Deliver Us from Evil. In Italia al Box Office Janis ha incassato 157 mila euro .

Passaggio in TV
il film è stato trasmesso mercoledì 26 febbraio 2020 ore 21,15 su RAI5

Janis è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,33
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il film della Berg colma un vuoto e sceglie una dimensione intima che ben si addice al personaggio.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 6 settembre 2015
Recensione di Marianna Cappi
domenica 6 settembre 2015

Non c'è un solo amante della musica rock che non conosca Janis Joplin, eppure, a ben guardare, la sua figura non ha eguagliato il destino d'icona e l'abuso di tale destino iconografico che è toccato in sorte ad altri talenti del rock bruciati anzitempo. Il documentario che le dedica Amy Berg, colmando un vuoto piuttosto impressionante, arriva in un momento storico in cui il genere è evidentemente più in auge che mai (quello su Amy Winehouse di Asif Kapadia è perfettamente contemporaneo, quello su Kurt Cobain si stacca di pochi mesi), ma ha se non altro il pregio di allinearsi a questa differente dimensione delle cose. Realizzato in accordo e con il supporto della famiglia della cantante, Janis persegue un tono realmente famigliare e intimo, garantendo al ritratto della star scomparsa il massimo rispetto e un briciolo di giustizia che andava fatta.
Cry Baby.
C'è un doppio movimento, uguale e contrario, a far da struttura al film: da un lato le immagini di un treno, lanciato finalmente lontano dal luogo di origine di Janis, dove fu a lungo vittima di bullismo per il suo aspetto non conforme ai canoni di bellezza e la sua diversa sensibilità, e dall'altro la lettura in voice over delle lettere che lei spediva a casa ("Dear family"), in cerca di approvazione per i suoi successi e soprattutto in cerca di affetto, sempre, ovunque, disperatamente.
Take another little piece of my heart.
Ci sono le immagini dei grandi concerti di Monterey e di Woodstock, raccontati dall'interno, con l'eccitazione del momento ma non ancora il carico di significato epocale che avrebbero assunto all'indomani degli avvenimenti e via più nei decenni a venire. Ci sono i racconti della sorella, degli amici, intervistati ad hoc. Ma la verità è che il film non sarebbe niente di eccezionale se non avesse per (s)oggetto una donna eccezionale, una persona dal cuore gonfio d'amore, di rabbia, d'ambizione (intesa nel modo di cui ne parla la protagonista del film, come di un bisogno vitale) e di blues, che si è lasciata strappare quel cuore a pezzetti, dagli uomini della sua vita in particolare, e ha messo in musica, per sempre, lo strazio di quel dolore e di quella lacerazione.
Me and Bobby McGee.
Il pezzo di maggior successo di Janis Joplin, oltre che una delle canzoni più belle di sempre (rigorosamente nella sua interpretazione), accompagna il documentario verso un finale noto, trattato con estrema delicatezza, al punto da apparire quasi più come un tragico incidente di percorso piuttosto che come la cronaca di una morte annunciata da uno stile di vita che non dava scampo. Ed è in questo far sentire e percepire quasi vividamente che, a differenza di altri protagonisti del cosiddetto Club dei 27, la Joplin avrebbe potuto diventare una cantante matura, attraversare altre stagioni della vita e della musica, che c'è l'affondo più riuscito del film.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Attraverso le lettere scritte da lei - principalmente quelle alla madre - un ritratto di Janis Joplin, texana di Port Arthur, mai accettata nell'ambiente ristretto della sua provincia, fatta oggetto di sarcasmi e bullismo a scuola, considerata anche dalle sorelle una "ribelle", fuggita in California nel 1967 e divenuta un'indimenticabile star del rock, morta nel 1970 a 27 anni. Un film verace, onesto, mai banale. La sua genialità artistica, con brani di concerti emozionanti e memorabili, la sua fragilità psicologica e l'insaziabile fame di riconoscimento e amore. La sua voce unica e inconfondibile, i suoi amici, i musicisti che hanno suonato con e per lei. Sullo sfondo, un'epoca. Nella versione italiana, la voce che legge è di Gianna Nannini. Come è giusto che sia.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 16 ottobre 2015
Flyanto

Dopo quello su Amy Winehouse ecco un altro film che racconta la biografia di una famosa ed eccellente cantante, anch'ella purtroppo scomparsa prematuramente. "Janis", infatti,  parla e presenta il ritratto di Janis Joplin, cantante blues estremamente dotata ed affermatasi più o meno nel decennio degli anni ' 60 fino al 1970 che costituisce l'anno della sua morte. [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 novembre 2015
MAURIDAL

Quando il dolore dell'anima si esprime , lo fa spesso con violenza, con la rabbia, con i segni di una tragica conseguenza di avvenimenti drammatici che hanno portato l'essere al sentimento del dolore , forse il più autentico tra i sentimenti. Nell'anima dolente di Janis , ragazza americana dai tratti tipici della gioventù di provincia,vi è una inconsapevole dolcezza , una dolcezza nel porsi indifesa [...] Vai alla recensione »

lunedì 31 agosto 2015
qisoneb

ecco che vediamo una specie di icona non certo con una vocina da niente, janis joplin, anche se i giovani e molte persone, non ricordano neanche chi fosse magari, forse presente a woodstock, il concerto famosissimo dei figli dei fiori che si tenne mezzo secolo fa, storica pur premettendo le canzoni se le scrivesse e camtasse altresì da sola, ha 'eluso' lasciando il marchio di fabbrica [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonello Catacchio
Il Manifesto

Poderoso e magnifico il documentario che Amy I. Berg ha realizzato su Janis Joplin. Scomparsa quarantacinque anni fa a ventisette anni, quasi una maledizione perché a quell'età sono morti anche Jim Moriison, Jimi Hendrix, Brian Jones, Kurt Cobain, Arny Winehouse. Qui però l'emozione non viene dalla fine precoce, ma dalla voce di Janis Joplin, unica fantastica e straziante.

Guy Lodge
Variety

Senza Janis Joplin forse non ci sarebbe stata neanche Amy Winehouse. Le due più importanti donne iscritte al Club 27 (la lunga lista di artisti morti a 27 anni) hanno frequentato generi diversi ma Janis Joplin ha tracciato il sentiero, seguito da altre cantanti come Amy Winehouse, che sfida gli standard dell'industria discografica in materia di apparenza, performance e comportamento.

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Dimenticate la carie di Twilight e l'anemia di True Blood: i canini tornano ad affondare in Hotel Transylvonia, sequel dell'originale da 360 milioni al box office nel 2012. Squadra che vince non si cambia, o quasi, ma i complimenti vanno fatti anche ad Adam Sandler, che oltre a ridar voce a Drac negli USA scrive con Robert Smigel: sceneggiatura ben congegnata, citazionismo mai pedante, focus sull'accettazio [...] Vai alla recensione »

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