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Audrey Hepburn

Audrey Hepburn (Andrey Kathleen Ruston) è un'attrice belga, è nata il 4 maggio 1929 a Bruxelles (Belgio) ed è morta il 20 gennaio 1993 all'età di 63 anni a Tolochenaz (Svizzera).
Nel 1993 ha ricevuto il premio alla carriera al SAG Awards. Dal 1954 al 1993 Audrey Hepburn ha vinto 6 premi: David di Donatello (1960, 1962, 1965), Premio Oscar (1954, 1993), SAG Awards (1993).

Una diva che non volle mai essere diva

A cura di Annalice Furfari

Se Marilyn Monroe è l'emblema della sensualità, Audrey Hepburn è il simbolo dell'eleganza. Entrambe hanno impresso un segno indelebile nella storia del cinema. La Hepburn è diventata icona inarrivabile di stile e raffinatezza dai tempi del suo primo successo sul grande schermo, quel Vacanze romane che le ha regalato un Oscar nel 1954. Con i suoi grandi occhi scuri, il fisico esile e flessuoso e il dolce e fotogenico sorriso, l'attrice ha rovesciato i canoni della bellezza femminile, imponendo una moda sofisticata a sbarazzina, tutta foulard e ballerine. Intelligente, aggraziata e spiritosa, fragile come un grissino ma dall'anima d'acciaio, la Hepburn è stata l'interprete ideale di personaggi frizzanti e sognatori, giovani donne eterne adolescenti, dotate di un fascino discreto. Spigliate ragazze moderne, un po' svagate, alla costante ricerca del buon partito e dell'amore. Proprio come la celeberrima Holly Golightly dell'intramontabile Colazione da Tiffany.

Dalla danza alla recitazione
Audrey Kathleen Ruston nasce a Bruxelles il 4 maggio 1929 dal banchiere inglese Joseph Anthony Ruston e dalla baronessa olandese Ella van Heemstra, con avi di sangue blu. Il lavoro del padre obbliga la famiglia a frequenti spostamenti tra il Belgio, il Regno Unito e i Paesi Bassi. Nel 1935 i genitori divorziano e il padre abbandona la famiglia, momento estremamente traumatico nella vita della piccola Audrey. Nel 1939 la madre si trasferisce con i figli nella città olandese di Arnhem, pensando di trovare un luogo sicuro dagli attacchi nazisti. Lì Audrey studia danza, la sua grande passione, e frequenta il Conservatorio fino al 1945. Nel 1940 i tedeschi invadono Arnhem e Audrey cambia il suo nome in Edda van Heemstra, per eliminare il suono inglese, considerato pericoloso. Ballerina a tutti gli effetti, la ragazza partecipa a spettacoli organizzati in segreto per la raccolta fondi in favore del movimento di opposizione al nazismo. La madre, infatti, aiuta la Resistenza. Durante la carestia dell'inverno 1944, la brutalità dei nazisti cresce e Audrey ne è testimone. Sofferente per la malnutrizione e costretta a mangiare bulbi di tulipani, la ragazza sviluppa diversi problemi di salute. Terminata la guerra, Audrey ha un unico sogno: calcare il palco del Covent Garden come ballerina. La madre decide di assecondarla: nel 1948 si trasferiscono a Londra, dove la giovane segue corsi di danza prestigiosi. Ma la sua insegnante Marie Rambert la convince ad abbandonare questo mondo, a causa della sua altezza e del suo fisico troppo sottile e fragile. Per questo motivo Audrey - che nel frattempo ha assunto il cognome della nonna, Hepburn - decide di dedicarsi al cinema. La sua carriera di attrice inizia con un documentario educativo, Nederlands in zeven lessen (1948), e prosegue a teatro in diversi musical. Il suo primo ruolo sul grande schermo arriva nel 1951, nel film di produzione britannica One Wild Oat di Charles Saunders, cui seguono una serie di parti minori in svariate produzioni cinematografiche. Durante le riprese di Vacanze a Montecarlo (1951) di Jean Boyer, viene notata dalla scrittrice francese Colette, che la sceglie per interpretare la parte della protagonista nell'adattamento teatrale del suo romanzo, "Gigi". La commedia apre i battenti a Broadway nel 1951, riscuotendo un buon successo di critica, e la Hepburn vince il premio Theatre World Award per il suo debutto. Il suo primo ruolo significativo al cinema risale al 1952, quando interpreta una talentuosa ballerina nel film Secret People, in cui mette a frutto lo studio della danza.

Il successo internazionale
Il film che rende famosa la Hepburn in America e nel mondo è Vacanze romane (1953) di William Wyler, in cui recita con Gregory Peck. La Paramount Pictures, casa produttrice del lungometraggio, vuole l'attrice inglese Elizabeth Taylor per il ruolo della protagonista ma, dopo aver visionato il provino della Hepburn, il regista si convince ad assegnarle il ruolo principale, quello della principessa Anna, annoiata dalla routine di palazzo e alla ricerca della vita vera e dell'amore, in una Roma caotica e gioiosa. Wyler è conquistato dal fascino, dall'innocenza, dall'eleganza semplice e raffinata e dal talento della Hepburn. La scommessa si rivela vincente: Vacanze romane è un successo e l'attrice vince l'Oscar come migliore protagonista. La Paramount Pictures le offre subito un contratto per sette film, con pause di dodici mesi tra un lavoro e l'altro, per permetterle di recitare a teatro. Arriva, così, il ruolo dell'ingenua e spumeggiante protagonista del film di Billy Wilder, Sabrina, in cui la Hepburn recita accanto a Humphrey Bogart e William Holden. Anche questo film, che adatta la favola di Cenerentola al costume degli anni '50 e all'arguzia della commedia sofisticata, riscuote un successo enorme e l'attrice protagonista riceve una nuova nomination all'Oscar, ma stavolta il premio tocca a Grace Kelly. In ogni caso, a Hollywood è ormai nata una stella, molto diversa dalle bombe sexy dell'epoca, da Marilyn Monroe a Elizabeth Taylor, ma non meno affascinante. Nel 1954 la Hepburn torna sui palcoscenici teatrali per interpretare il ruolo principale in "Ondine", insieme all'attore e regista statunitense Mel Ferrer, che sposa in quello stesso anno. Nel 1955 la diva riceve un prestigioso riconoscimento: la giuria dei Golden Globe le assegna l'Henrietta Award come migliore attrice del cinema mondiale. Oltre alle sue doti interpretative, ad ammaliare è anche la sua proverbiale eleganza: la sua figura snella e il buon gusto in fatto di moda la rendono un'icona immortale di stile. Dopo aver interpretato Natasha Rostova in Guerra e pace (1956) di King Vidor, brilla accanto a Fred Astaire in Cenerentola a Parigi (1957) di Stanley Donen, in cui incarna una giovane e sognatrice commessa di libreria, lanciata come modella da un fotografo che ne è innamorato. Questo è uno dei film che la Hepburn preferisce, anche perché le ha offerto l'occasione, dopo tanti anni passati a studiare danza, di ballare insieme con Fred Astaire. Arianna (1957) è il frutto di una nuova collaborazione con il regista Billy Wilder. Qui l'attrice fa capitolare niente meno che Gary Cooper.

Colazione da Tiffany e i progetti successivi
Dopo Verdi dimore (1959) del marito Mel Ferrer, la Hepburn incarna suor Lucia ne La storia di una monaca (1959) di Fred Zinnemann, una delle sue interpretazioni più difficili, che le vale la sua terza nomination all'Oscar, nei panni di una suora che lavora in Congo come infermiera, ma dopo diciassette anni viene secolarizzata per continuare nel mondo laico la sua opera di carità. L'anno successivo, nonostante fosse un modello opposto alla donna del west, è la mezzosangue protetta da Burt Lancaster negli Inesorabili di John Huston. Un'altra prova difficile è quella di Colazione da Tiffany (1961) di Blake Edwards, in cui lei, così riservata e introversa, è alle prese con un personaggio esuberante ed estroverso. Lo scoglio è brillantemente superato, tanto che Holly Golightly, giovane disinibita con la passione per i diamanti, è considerata una delle figure più incisive e rappresentative del cinema statunitense del XX secolo. Arriva l'ennesima nomination all'Oscar, poi vinto da Sophia Loren. Sempre nel 1961 la vediamo in Quelle due, nuovamente diretta da William Wyler e al fianco di Shirley MacLaine, Miriam Hopkins e Fay Bainter. Nel 1963 la Hepburn è nel cast di Sciarada di Stanley Donen, film a cavallo tra la commedia romantica e la farsa macabra, in cui recita al fianco di Cary Grant. Nel 1964 la vediamo in uno dei suoi ruoli più famosi, quello di Eliza Doolittle nel film musicale My Fair Lady di George Cukor. Viene scelta al posto dell'allora poco conosciuta Julie Andrews, che ha interpretato il ruolo a Broadway. Inizialmente la Hepburn rifiuta la parte, chiedendo che venga assegnata alla Andrews, ma, quando viene a sapere che sarebbe andata a Elizabeth Taylor, decide di accettare. Dopo mesi di lezioni di canto, durante la lavorazione del film l'attrice scopre di essere stata doppiata nei pezzi musicali. In segno di protesta abbandona il set, per poi tornare il giorno seguente scusandosi per il suo comportamento. La commedia poliziesca Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966) è l'ultima collaborazione dell'attrice con il regista che l'ha lanciata nell'Olimpo di Hollywood, William Wyler. Nel 1967 recita in Due per la strada di Stanley Donen, storia di un matrimonio e delle sue difficoltà. In profonda crisi con il marito Mel Ferrer, la Hepburn affronta il film successivo, il thriller Gli occhi della notte (1967) di Terence Young, in un clima difficile, dato che Ferrer è il produttore del lungometraggio. Inoltre, il ruolo è particolarmente impegnativo, poiché si tratta di una donna cieca. In ogni caso, arriva puntuale un'altra nomination all'Oscar. Nel 1968 divorzia da Ferrer, da cui ha avuto un figlio, e l'anno successivo sposa lo psichiatra italiano Andrea Dotti, da cui ha il secondo bambino. Realizza, così, il suo grande sogno di maternità e decide di ridurre gli impegni di lavoro, per poter trascorrere gran parte del suo tempo con la famiglia in Italia. Torna al cinema nel 1976, accanto a Sean Connery, in Robin e Marian di Richard Lester, adattamento cinematografico della leggenda di Robin Hood, che ha un successo moderato. Nel 1979 è la protagonista del thriller Linea di sangue di Terence Young, che fallisce al botteghino e con la critica. L'ultimo ruolo importante della sua carriera cinematografica arriva nel 1981, accanto a Ben Gazzara, nella commedia sentimentale ...E tutti risero di Peter Bogdanovich, molto apprezzata dalla critica. Gli ultimi due lavori della diva sono il film tv Amore tra ladri (1987) di Roger Young e Always - Per sempre (1988) di Steven Spielberg, in cui fa una breve apparizione nelle vesti un angelo di nome Hap. Nominata ambasciatrice dell'Unicef nel 1988, la Hepburn dedica gli ultimi anni della sua vita all'assistenza dei bambini orfani, prima di morire di cancro il 20 gennaio 1993. Si spegne, così, a 64 anni, un'icona inarrivabile di stile e fascino. Una diva che non volle mai essere diva.

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