L'ultimo film della star americana Marilyn Monroe, un western crepuscolare e paradossalmente proiettato nel futuro. Drammatico, USA1961. Durata 124 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
È l'ultimo film di Marilyn Monroe e di Clark Gable. Espandi ▽
Reno, Nevada. Mentre attende il divorzio, Roslyn Taber, ospite dell'anziana amica Isabelle, viene corteggiata dal meccanico Guido e s'innamora di un amico di questi, il cacciatore di mustang Gay Langland, uomo maturo dal modo di fare rude ma romantico. Roslyn e Gay iniziano a convivere, ma la loro relazione è ostacolata proprio da Guido, che propone all'amico un'ultima battuta di caccia ai cavalli selvaggi. A loro si unisce anche il giovane nevrotico Perce, ferito in una precedente battuta. L'intenzione dei tre è procurare carne da destinare al macello, ma Roslyn farà di tutto per ostacolare il suo uomo.
Ultimo film di Marilyn Monroe e Clark Gable, scritto da Arthur Miller (allora marito della Monroe) e interpretato da un altro attore maledetto della Hollywood di allora, Montgomery Clift, Gli spostati è da sempre un cult: il canto del cigno di un genere (il western, naturalmente) e di almeno due generazioni d'attori americani. Recensione ❯
Un meritato Orso d'argento per il film di Moretti che presenta uno dei personaggi più intensi della sua filmografia. Drammatico, Italia1985. Durata 94 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +16
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Espandi ▽
Di ritorno da una parrocchia sperduta, un giovane sacerdote viene destinato a una chiesa della periferia romana. Nella capitale, oltre all'indifferenza ostile dei presunti fedeli, trova gli amici di un tempo trasformati in terroristi, omosessuali o misantropi maniacali. In famiglia le cose vanno anche peggio: il padre se ne va con un'altra donna, la madre si suicida e la sorella vuole abortire. Disgustato e impotente di fronte a tanto squallore, il giovane prete parte per una missione del Sudamerica. Recensione ❯
Una biografia che scava nella personalità di Mengele non nascondendo niente della sua agghiacciante crudeltà. Drammatico, Germania, Francia2025. Durata 135 Minuti.
Il 'Dottor Morte' di Auschwitz riletto nella clandestinità e nel giudizio del figlio. Espandi ▽
Josef Mengele, grazie a una rete di protezione, riesce a raggiungere l’America Latina passando dall’Argentina all’Uruguay e al Brasile. Mentre altri responsabili della Shoah vengono catturati, lui riesce a nascondersi. Il figlio Rolf riesce però a raggiungerlo con il proposito di chiedergli conto di ciò che ha fatto. Ci sono personaggi difficili da contenere in un film. In questo caso si trattava di accostarsi ad una delle figure più inquietanti della già orribile strategia della Shoah. Sono innumerevoli gli atti di crudeltà a lui attribuiti e le aberrazioni nell’ambito della sperimentazione su esseri umani. Chi ebbe modo di conoscerlo ne descriveva la gentilezza che accompagnava la perversione alternata a scatti di rabbia incontrollabile. È su questo doppio registro che si sviluppa la lettura del personaggio a cui August Diehl offre un’adesione che non va a ricercare tanto la somiglianza fisiognomica quanto piuttosto l’adesione cieca ad un’ideologia che impedisce qualsiasi, seppur minima, possibilità di pentimento. Recensione ❯
I risvolti della maternità in un'opera che sembra arrivare su schermo direttamente dal centro di una nevrosi. Thriller, Drammatico - USA2025. Durata 113 Minuti.
Una donna cerca di gestire una serie di eventi sconvolgenti. Espandi ▽
La psicoterapeuta Linda vive un perenne stato di stress. Quando un’inondazione crea un buco enorme nel soffitto della camera da letto, rendendo l’appartamento inagibile, la donna è costretta a trasferirsi in un motel con la figlia, rischiando di perdere definitivamente il contatto con la realtà. Caustico e viscerale senza però mai perdere il controllo sul tono, il secondo film di Mary Bronstein si posiziona nel solco di quelle opere che analizzano i risvolti nascosti della maternità e il fardello psicologico con cui tante donne devono fare i conti. Senza restare ferma al livello della lezioncina sociale ma nemmeno sconfinando nel puro horror visionario, la regista trova una chiave altamente originale e di stampo personale. If I Had Legs, I’d Kick You non è di facile visione proprio perché sa creare un mood asfissiante attorno allo spettatore, una spirale inesorabile capace di portare chiunque a mettere in discussione le proprie convinzioni e la propria sanità mentale. Un’opera che sembra arrivare su schermo direttamente dal centro di una nevrosi. Recensione ❯
Fatima ama il calcio, le donne e Dio. Tra banlieue, fede e desiderio, cerca sé stessa, affrontando contraddizioni senza mai smettere di sperare. Espandi ▽
Cresciuta nelle banlieue parigine e in seno a una famiglia musulmana, di origine algerina, Fatima non sa dove ‘mettersi’. Ama il calcio e le donne, la sua famiglia e dio, senza riuscire a conciliarle e a riconciliarsi con se stessa. Per fare ordine balla sul dancefloor o dialoga con l’Imam, attraversando senza paura le sue contraddizioni. Adattamento del romanzo omonimo (e autobiografico) di Fatima Daas, La petite dernière è un gesto di cinema di grande purezza. Per Hafsia Herzi è prima di tutto una questione d’amore, di emancipazione e costruzione personale di una ragazza musulmana che ama le donne e abita un ambiente religioso, sociale e familiare intrinsecamente intollerante. Hafsia Herzi resta sobria, eludendo pathos e caricatura, e trovando un’attrice ispirata che dona a Fatima la complessità necessaria. Dal punto di vista formale, il film resta misurato, nessuna oscillazione della m.d.p., nessuna illusione documentaristica ma un’attenzione costante alla grana della realtà. Recensione ❯
Bahram, regista censurato, intraprende con la produttrice Sadaf un viaggio in Vespa per proiettare clandestinamente il suo film in Iran, sfidando il sistema. Espandi ▽
Bahram, un regista sulla quarantina che realizza film d’impegno, si vede ancora una volta proibire dalle autorità la proiezione del suo ultimo film. Cerca allora di trovare una soluzione muovendosi su una moto rosa insieme alla sua giovane produttrice dai capelli colorati. Trovare un luogo in cui poter proiettare la sua opera non sarà facile. Tutti temono il controllo delle autorità e vogliono evitare i guai. Ali Asgari e Alireza Khatami tornano a fare coppia per una vicenda che racconta con ironia la dura vita dei registi non allineati in Iran. Dopo Kafka a Teheran fa indubbiamente piacere ritrovare sugli schermi una coppia di autori che non hanno piegato il capo dinanzi alle minacce degli ayatollah. Girato in maniera semiclandestina grazie alla maggiore difficoltà di controllo governativo sul digitale questo film mostra e dimostra come il saper far uso della satira sottile possa talvolta risultare più efficace dei pamphlet con attacchi frontali e drammatici. Recensione ❯
Un giovane procuratore cerca, nella Unione Sovietica stalinista, di fare quello che dovrebbe essere il suo dovere: rispondere all'appello di un detenuto. Espandi ▽
URSS 1937. Apogeo della repressione staliniana. Un detenuto incaricato di bruciare tutti gli appelli rivolti al dittatore ne salva uno rivolto a un procuratore: Alexander Kornev, giovane magistrato idealista convinto di vivere nel più legale dei mondi. Si accorgerà, a sue spese, che la realtà è estremamente diversa. Sergei Loznitsa realizza il suo primo lungometraggio di totale fiction parlando del passato per ammonire sul presente. Questo film porta sullo schermo un testo di Georgy Demidov a lungo proibito in Russia perché offriva una testimonianza diretta dei gulag staliniani. Per quanto riguarda la filmografia del documentarista ucraino sembra essere il diretto discendente di Process (2018) in cui si raccontava un processo staliniano del 1930. Il regista ucraino ha ormai raggiunto una filmografia tale da meritare una rassegna dei suoi film. Visti insieme ci aiuterebbero a capire il presente dell’Est Europa forse più e meglio di tanti reportage. Recensione ❯
Winspeare amplia il suo sguardo all'Europa conservando intatta la sua sensibilità nei confronti di chi porta sullo schermo. Drammatico, Italia, Francia2026. Durata 125 Minuti.
Didi, nobile ungherese sopravvissuta a guerra e comunismo, vive gli ultimi anni nel Salento accudita da Vita, giovane pugliese. Tra ricordi, colpa e amicizia, ritrova la pace. Espandi ▽
Didi, un’anziana duchessa di origini transilvane, torna a vivere nel palazzo di proprietà della famiglia in una cittadina del Salento. Avendo bisogno di assistenza e dovendo recarsi nella sua terra d’origine per l’inizio del processo di beatificazione del padre i figli le trovano una badante. Si tratta di Vita, una donna del popolo che non ha una vita facile dovendo vivere con i genitori anziani e con un fratello disabile e avendo una relazione non soddisfacente con un avvocato sposato. Il viaggio in Ungheria le permetterà di scoprire un contesto sociale a lei sconosciuto e di iniziare un complesso percorso di avvicinamento alla persona che le è stata affidata.
Edoardo Winspeare torna a dirigere un film ampliando il suo sguardo all’Europa conservando intatta la sensibilità nei confronti dei soggetti che porta sullo schermo. Attento da sempre a cogliere i molteplici aspetti della realtà sociale e individuale di coloro che vivono nella terra in cui è nato e vive, Winspeare parte da lì per ampliare lo sguardo all’Europa e alla sua storia. Il suo non è solo un viaggio nello spazio (dal Salento alla Transilvania) ma è soprattutto un percorso nel tempo di un continente le cui ferite, nonostante tutto, non si sono ancora completamente rimarginate dopo il secondo conflitto mondiale. Recensione ❯
Un poveraccio che ha pochi mesi di vita si lascia convincere dal losco Ripley, avventuriero americano, a uccidere un uomo nella metropolitana di Parig... Espandi ▽
Un poveraccio che ha pochi mesi di vita si lascia convincere dal losco Ripley, avventuriero americano, a uccidere un uomo nella metropolitana di Parigi. In seguito però i due dovranno affrontare la banda dei datori di lavoro, che non vogliono stare ai patti. Uno fra i grandi del "nuovo cinema tedesco", al suo esordio nel "cinema ricco" (cioè con capitali e doppiaggio americani). Il risultato è un ottimo giallo, con caratteri fortemente incisi e una notevole plausibilità nell'intreccio e nei comportamenti. Un thriller che si rifà dichiaratamente ai capolavori della scuola americana (fra gli interpreti due registi come: Fuller e Ray) ma li supera per una visione più smagata e moderna delle cose (soprattutto rispetto alla tematica dell'amicizia virile, trattata con molta acutezza). Recensione ❯
Il film più realista di Kore-eda, tratto da un drammatico fatto di cronaca. Drammatico, Giappone2004. Durata 141 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il film è ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nel 1988 in Giappone e conosciuto come "il caso dei quattro bambini di Nishi-Sugamo". Espandi ▽
Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nella Tokyo degli anni '80, il film racconta la vicenda di quattro fratelli - tutti figli di padri diversi - lasciati soli dalla madre, Keiko, in un piccolo appartamento. Keiko è abituata a lasciare ad Akira, il maggiore, del denaro e a uscire di casa, per fare ritorno a tarda ora, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Finché un giorno, semplicemente, non fa ritorno.
A rendere Nobody Knows così perturbante è soprattutto l'assenza di giudizio esplicito. La madre interpretata dalla popstar You non è trasformata in un mostro assoluto: è irresponsabile, egoista, immatura, ma anche figlia di un contesto sociale incapace di vedere gli invisibili.
Il titolo stesso del film allude a questa cecità collettiva. Nessuno sa. Nessuno vede. Nessuno interviene. I bambini diventano fantasmi nel cuore della metropoli, presenze che esistono ai margini di una società troppo occupata per accorgersene. Recensione ❯
Il documentario ripercorre il decennio d'oro della Juventus (1975-1985), tra trionfi storici e tragedie come l'Heysel, sullo sfondo dell'Italia segnata da tensioni e cambiamenti. Espandi ▽
Comincia dalla serata sportivamente drammatica di Atene dell'83 e si conclude (quasi) con la serata tragica per quel che avviene due anni dopo fuori dal campo, la notte dell'Heysel, la retrospettiva di Bozzolini sul decennio d'oro 75-85. Volti differenti di quella maledizione della Coppa dei Campioni che accompagna da sempre la Juventus, con 7 finali perse su 9 e una delle due vinte pressoché impossibile da celebrare. Perché, come soleva dire Paolo Maldini, chi ha vinto tanto in genere ha perso ancora di più e si ricorda l'amarezza di quelle sconfitte, di cui pochi tengono conto.
Le gesta di campioni dalla personalità indimenticabile, quali Scirea, Tardelli, Rossi, Zoff, Platini e Boniek, sono raccontati attraverso le testimonianze dirette oppure i ricordi di chi, come Scirea e Rossi, ci ha prematuramente lasciato.
Un documentario di servizio, che si concentra totalmente sulla meticolosa raccolta di dati e sull'aneddotica senza inseguire particolari pretese artistiche. Recensione ❯
Tra doc, fiction e messa in scena teatrale. La costruzione di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo. Documentario, Drammatico - Svizzera2024. Durata 89 Minuti.
Ha costruito una casa per sé. Purtroppo si è rivelata un capolavoro. Una storia sul potere dell'espressione femminile e sul desiderio degli uomini di controllarla. Espandi ▽
Pioniera del modernismo, nel 1929 Eileen Gray realizzò in Costa Azzurra un rifugio modernista, intimo e radicale. Questa sua prima architettura, battezzata E.1027, nacque dall’intreccio delle sue iniziali con quelle di Jean Badovici, fondatore della rivista L’Architecture Vivante e figura centrale dell’architettura moderna, con cui la progettò. Quando Le Corbusier scoprì la villa, ne rimase affascinato fino all’ossessione, arrivando a dipingere murali sulle pareti senza permesso e pubblicandone le immagini. Gray definì quei gesti un atto di vandalismo e chiese che venissero rimossi. Lui ignorò la richiesta e costruì il suo Cabanon proprio alle spalle della casa, imponendo la propria presenza sul luogo fino a oggi.
In un'atmosfera sospesa e aperta, che circoscrive il rapporto tra i tre, il film lascia spazio all'immaginazione dello spettatore e al contempo offre una panoramica della produzione artistica di Gray e delle idee che l'hanno ispirata. Nel trio corre una sottile tensione, tra ammirazione e competizione, indipendenza e complicità, ma anche una latente energia sessuale. Recensione ❯
Un dramma insieme familiare ed esistenziale che si schiera contro rigidità ed egoismi, con una regia raffinata e attori convincenti. Drammatico, Spagna2025. Durata 115 Minuti.
Ainara affronta un bivio personale e di carriera, mentre la sua famiglia osserva con crescente preoccupazione le sue scelte. Espandi ▽
Ainara è una diciassettenne che sta vivendo un momento molto delicato. Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle. All'ultimo anno di liceo però, anziché pensare all'università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura. Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande.
È un coming of age per nulla banale e di grande spessore, Los Domingos di Alauda Ruiz de Azúa. Tutto il cast si dimostra di assoluto livello.
Il film ha il merito di rivelarsi invece un dramma laico, esistenziale e familiare a un tempo, contenuto e misurato. Mai patetico, sempre coinvolgente e capace di schierarsi da un lato contro dogmi e fanatismi, dall'altro di mostrare con garbo da quanti egoismi e rigidità siano fatti i legami familiari. Recensione ❯
Una coppia di poveri taglialegna e un dono prezioso. Una neonata sfuggita all'olocausto. Espandi ▽
Il Povero Taglialegna e la Povera Taglialegna avevano perso un figlio e non potevano più averne. Fino al giorno in cui la donna, pregando il Dio del treno che passava attraverso i campi, trovò nella neve una neonata avvolta in un telo intessuto anche con fili d’oro. Era la più preziosa delle merci di quel convoglio: gettata fuori dal padre affinché si salvasse. Il film di Hazanavicius (nato in una famiglia ebraica ashkenazita di origini polacche e lituane) grazie a una grafica molto delicata, su cui volutamente contrastano le figure degli esseri umani tutte contornate con evidenza, viene proposto al Festival di Cannes in un momento estremamente delicato della storia del popolo d’Israele ma proprio per questo assume più valore. Ci ricorda cioè come ognuno possa finire con l’essere assalito dal tarlo del razzismo e come nessuno possa pensarsene totalmente esente. Recensione ❯
Un film che riflette in toni metaforici sul confine tra libertà e coercizione, comunità e isolamento. Horror, Drammatico - Polonia, Gran Bretagna2025. Durata 110 Minuti.
Dopo una notte di eccessi, Tommy, 19 anni, si ritrova prigioniero di una famiglia che vuole "rieducarlo": presto vittima e carnefice si confondono. Espandi ▽
Tommy, diciannovenne sregolato di Londra, passa con gli amici una notte folle, tra droghe, locali, sesso e violenza estemporanea. Tornando a casa esausto e soddisfatto, viene inspiegabilmente sequestrato. L'autore dell'azione è un uomo apparentemente mite, un padre di famiglia che vive in campagna con la moglie e il figlio adolescente e da poco ha assunto un'immigrata irregolare come donna di servizio. La sua intenzione, condivisa dal resto della famiglia, è quella di incatenare Tommy nello scantinato e costringerlo a diventare un "bravo ragazzo". Inizialmente sconvolto, poco alla volta Tommy dovrà scegliere tra la fuga e la redenzione.
Tra Kubrick, Haneke e Lanthimos, il polacco Komasa gira una coproduzione internazionale che riflette in toni chiaramente metaforici sul confine labile tra libertà e coercizione, comunità e isolamento. Recensione ❯