Tratto dal romanzo "Alberi erranti e naufraghi" di Alberto Capitta. Espandi ▽
Subito fuori dalla città, in una fattoria piena degli animali più disparati, vivono il piccolo Giuliano e suo padre Piero. Dopo la morte della madre Giuliano è stato cresciuto dal padre in comunione con la natura e con degli ideali che prevedono di dare rifugio e aiuto a tutte le creature. C'è però chi in loro vede una minaccia, "degli zingari che dormono con i maiali". Sono in particolare Sebastiano Nonne e suo figlio Michelangelo, nonostante l'altro figlio Emilio sia molto amico di Giuliano. Il conflitto durerà anni, fino a quando Giuliano sarà grande e suo padre scomparirà, spingendolo a mettersi alla sua ricerca. Così facendo il ragazzo incontrerà Maddalena, promessa sposa di Michelangelo.
Il cinema complesso - e mai disposto a compromessi - di Salvatore Mereu arriva a confrontarsi con il linguaggio fiabesco in questo denso adattamento letterario che incornicia una storia d'amore archetipica in mezzo a faide familiari, comunità nei boschi e un'atmosfera sospesa tra passato e presente. Recensione ❯
Un film drammatico che si concentra su una donna che accetta di percorrere una strada pericolosa. Espandi ▽
Veska è un'archeologa bulgara sulla sessantina che lavora presso un sito di scavi a Matochina, località di confine con la Turchia e la Grecia. Lì incontra un amico di gioventù ed ex fidanzato, Said, che è tornato nella zona dove è nato e cresciuto per incontrare la sorella di un altro amico di gioventù, ucciso dopo aver fatto parte di un un traffico di droga e prostituzione.
Droga, prostituzione e contrabbando di carburante sono ancora le attività illegali prevalenti in zona, e sono gestite da due mafie, una antica, governata dal boss Ilya, coetaneo e anche lui ex amico di Veska e Said, e una contemporanea capitanata da un giovane ambizioso che si fa chiamare Raven, ovvero il Corvo. Quando l'auto di Said viene rubata Veska si mette in testa di aiutarlo a ritrovarla ed entra nel mirino dei racket vecchio e nuovo. Peraltro Ilya è sempre stato innamorato di lei, e per quanto detesti il mettere il naso della donna nelle sue faccende ne è ancora attratto.
The Dreamed Adventure richiede una grande pazienza di visione, ma merita una possibilità sulla forza inconsueta e irresistibile della sua protagonista. Recensione ❯
Tremendamente efficace, una potente esplorazione del trauma infantile. Che ci fa immedesimare nella piccola protagonista. Drammatico, Thriller - USA2026. Durata 114 Minuti.
Il film esplora il trauma infantile e le dinamiche familiari sotto pressione. Espandi ▽
Durante una corsa mattutina nel parco, una bambina di otto anni sfugge all'attenzione del padre Damien quel tanto che basta per ritrovarsi da sola di fronte a dei bagni pubblici, dove assiste a una violenta scena di stupro. Nei giorni successivi la bambina inizia a mostrare segni di disagio e paura, oltre ad avere visioni dell'uomo che la accompagna ovunque vada. Mentre i genitori, ognuno a suo modo, cercano di aiutarla a processare quanto accaduto, diventa chiaro che Josephine è l'unica testimone che può identificare il responsabile e dovrà apparire in tribunale.
Potente e dettagliata esplorazione del trauma infantile, la seconda regia della statunitense Beth de Araújo segue un percorso lineare nell'analizzare il rapporto tra una bambina e i suoi genitori in seguito a un evento sconvolgente.
Sempre in bilico tra lucido naturalismo e una stilizzazione elegante, la macchina da presa lavora fluidamente e costruisce una tensione autentica, con uno sbocco in aula di tribunale che ingigantisce le familiari convenzioni da legal drama e le fa vivere allo spettatore come se lui stesso avesse otto anni e fosse costretto alla sbarra. Recensione ❯
L'attività e la morte del principale esponente della Resistenza francese al nazismo: Jean Moulin. Espandi ▽
Jean Moulin torna in Francia dall'Inghilterra, dove ha incontrato il generale De Gaulle, e riesce a far sì che il movimento resistenziale superi le divisioni interne per combattere unito contro i nazisti. La sua è un'attività sotto copertura ma quando lascia Parigi per raggiungere a Lione i compagni di lotta viene tradito e messo nelle mani di uno dei più feroci torturatori: Klaus Barbie.
László Nemes torna ad affrontare il tema della ferocia nazista attraverso la figura di un eroe della Resistenza francese. Il risultato è un film dall'impianto classico, girato in 35 mm, che solo in alcune situazioni lascia spazio a scelte visive di impianto positivamente virtuosistico, che in Francia (ma purtroppo non solo) ricorda a coloro che pretenderebbero di riscrivere la Storia che quanto accaduto non può essere cancellato a piacimento.
Figure come Jean Moulin meritano di essere ricordate. Il cinema può dare in materia un suo determinante contributo e il fatto che la Disney sia tra i sostenitori dell'operazione è positivo. Recensione ❯
Harry è un borseggiatore anziano che lotta in una New York City cambiata. Espandi ▽
Virtuoso prestigiatore del crimine, Harry si aggira per le strade di New York in cerca di malcapitati facoltosi da borseggiare. Quel misero bottino viene riciclato attraverso il banco dei pegni di Ben, vecchio compare di mille avventure. Harry usa i contanti principalmente per prendersi cura della moglie Rosie. Quando però finisce per derubare la persona sbagliata, Harry si troverà all'improvviso braccato per la sua città e costretto a restituire la refurtiva.
Nostalgica e crepuscolare, la seconda prova alla regia dell'attore Noah Segan è un tributo affezionato alle strade di New York e alla città tutta, come oggetto culturale in perenne mutazione e forse - direbbe il protagonista Harry - in via d'estinzione, con le sue sempre più vertiginose diseguaglianze economiche e sociali.
John Turturro interpreta un personaggio fuori dal tempo ma pieno di fascino, avvolto nel caloroso abbraccio di brani jazz mentre dà vita a un thriller dai ritmi pacati e analogici, che piacerà a chi sa apprezzare il cinema più classico. Recensione ❯
Un musicista blues che vive in un mondo fatto di dischi, libri e vecchi video, simboli di una vita passata. Espandi ▽
Al Cook è un musicista blues avanti con gli anni che vive da solo a Vienna in un appartamento pieno di libri, dischi e videocassette, eppure irrimediabilmente vuoto, anche sotto le feste. Dopo aver perso sua moglie e molti dei suoi amici, adesso minacciano di demolirgli casa. Lui ci è cresciuto, non intende abbandonarla, rifiuta di andarsene anche quando gli tolgono energia elettrica e acqua. A un certo punto però dovrà confrontarsi con la realtà, fare i conti con il passato e con gli oggetti che lo ricordano e iniziare a vivere il presente, recuperando magari quel sogno abbandonato di partire per l'America.
È il ritratto della solitudine di chi vive ancorato al passato e ai suoi ricordi, The Loneliest Man in Town.
Lo sguardo che i registi hanno sul loro protagonista è amorevole, ne raccontano le (dis)avventure seguendo un filo di ironia tragicomica sul reale funzionale ad alleggerire un'opera incentrata sul rapporto tra memoria e cambiamento. Un umorismo sottile, tra il buffo e il disperato, che ricorda a tratti il cinema di Kaurismäki. Recensione ❯
Dupieux stupisce e rimarca la sua originale impronta autoriale. Ma questa volta risulta un po' artefatto. Commedia, Francia, Belgio, Lussemburgo2026. Durata 78 Minuti.
Un viaggio dai risvolti inaspettati per un padre e una figlia a Parigi. Espandi ▽
Il viaggio a Parigi di un ricco industriale americano insieme alla figlia Madeleine prende una piega inaspettata quando il cibo francese, un vecchio film horror e un impiegato dell'hotel troppo invadente mandano all'aria i loro piani. Recensione ❯
Un uomo è costretto a ripensare alla sua vita dopo la scoperta di avere un figlio. Espandi ▽
Un film drammatico che segue un ex promotore di feste underground di New York, ormai in declino, la cui vita viene stravolta quando è costretto a prendersi cura di un figlio che non sapeva di avere. Recensione ❯
La storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta che darà forma al loro futuro. Espandi ▽
È l’ultimo anno del liceo pubblico francese e una scolaresca va in gita a Pompei, accompagnata dall’insegnante di latino. Come in ogni classe, ogni studente ha la sua personale etichetta. Anche la professoressa ha un’etichetta, quella di single un po’ fanatica nella determinazione a coinvolgere tutti suoi studenti - tutti tranne Toni, che pur di darsi un’identità si inventa un’origine aristocratica italiana vittima del terremoto nella Napoli del 1980.
La Gradiva, una coproduzione italo-francese con un cast di giovanissimi d’oltralpe, è la storia di un gruppo di adolescenti sulle soglie della vita adulta, vicini alla scelta - universitaria o di avviamento professionale - che darà forma al loro futuro, relegandoli in uno dei gironi socioeconomici di un mondo sempre più a compartimenti stagni.
Per ognuno l’etichetta è riduttiva e penalizzante, ognuno cerca il proprio posto nel mondo, augurandosi che non sia già segnato. Come in un affresco di Pompei, una certa malinconia e un senso di catastrofe imminente colora il film di esordio della direttrice della fotografia Marine Atlan. Recensione ❯
Un dramma familiare sulla difficoltà di scegliere per la sorte di chi amiamo. Potente, disarmante e con attori straordinari. Drammatico, 2026. Durata 121 Minuti.
La demenza compromette la capacità di un'anziana donna di comunicare la sua vita interiore. Sua figlia farà ritorno a Londra per assisterla. Espandi ▽
Amanda torna a casa e sorprende sua madre e suo patrigno a fare sesso. Si indigna, perché sua madre soffre di demenza, e decide di denunciare il suo patrigno. Scattano le indagini, nel frattempo Amanda riesce a ottenere che sua madre sia accolta in una casa di riposo. Lì si accorgerà che è sua madre a cercare in ogni modo il marito e quest'ultimo, con una tenerezza indicibile, si prende pazientemente cura di lei ogni giorno, assecondando ogni suo desiderio fino alla fine. Intanto Sara, la figlia di Amanda, scopre il suo primo amore.
È un toccante dramma familiare sulle scelte più difficili da prendere nei confronti di chi amiamo, Queen at Sea. Lance Hammer torna alla regia dopo 18 anni non per firmare un compassionevole film a tesi, ma un'opera profonda e commovente attraversata da inquieti interrogativi con al centro una figlia che non sa come gestire la demenza di sua madre.
Juliette Binoche, che firma una performance magistrale, porta sullo schermo il tormento di chi per troppo amore rischia di sbagliare. Recensione ❯
Durante un'estate, due bande rivali di adolescenti, sia del posto che turisti, si sfidano nel pericoloso sport dei tuffi dalle scogliere. Espandi ▽
Da qualche parte della Côte d'Azur, dove i treni diretti in Italia graffiano il paesaggio, due bande di fanciulli si affrontano a colpi di tuffi. Si chiama Ève l'oggetto del loro contendere, una bimba-principessa che Géo, cinque anni appena, ama appassionatamente. Aggrappato alle rocce rosse del Mediterraneo si tuffa in mare con lo stesso slancio con cui affronta quel suo primo sentimento. Albino, ipercinetico, larghi occhi chiari incollati dal sale, Géo guarda passare i treni e un giorno ne prende uno per condurre il suo amore più lontano. L'avventura per lui è appena cominciata.
Les roches rouges è la storia più minuscola ed essenziale della filmografia di Dumont: due bande rivali, una locale e una di turisti, si contendono un amore e una scogliera da cui saltare. Praticamente una favola shakespeariana che il regista limita alle sole fondamenta.
Mai scontato, il cinema di Dumont trova quella grazia che già permeava qua e là alcuni dei suoi film. Un'impressione di bellezza che nasce dal suo lavoro, mai così maieutico. Recensione ❯
La serie, che riprende ai giorni nostri, riunisce il cast originale per altre risate e disavventure ricche di emozioni, introducendo al contempo una nuova generazione di specializzandi. Espandi ▽
J.D. Dorian ha abbandonato il Sacro Cuore anni fa per fare il medico privato dei ricchi. Quando torna per visitare un paziente, ritrova Turk ancora in chirurgia, Elliot di nuovo in corsia, e Cox - il suo eterno mentore cinico - che gli offre il suo posto da primario prima di andarsene. Intorno a loro, una nuova generazione di specializzandi porta in ospedale smartphone, sensibilità woke e un rapporto con il lavoro che i veterani faticano a riconoscere. Il Sacro Cuore è lo stesso di sempre, ma qualcosa è scivolato via, e non è solo il tempo.
La decima è una stagione-ponte: gli ultimi due episodi ripercorrono un tema già visto (e uno dei più commoventi e persistenti nella serie originale, ma no spoiler) e questo fa ben sperare in una possibile continuazione, in cui Scrubs, riabilitata, prosegua usando la sua ancora validissima prospettiva per osservare nuovi modi di invecchiare, di fare errori, di stare insieme, dentro e fuori da un ospedale che, come i suoi medici, non è cambiato abbastanza da smettere di riconoscersi, ma abbastanza da avere ancora qualcosa da dire. Recensione ❯
La realtà economica, storica e sociale di Sanremo. Espandi ▽
Sanremo. Maurizio, un ex ciclista, si è trasferito negli anni Ottanta a Milano, quando aveva 21 anni, dove oggi lavora come fotografo e artista. Ma il legame con le sue origini e la sua famiglia è rimasto molto forte. Torna spesso così nella frazione di Poggio per andare a trovare la madre Pina. Ma in questo nuovo 'ritorno a casa', ripercorre i tempi d'oro della floricoltura sanremese e poi la crisi dagli anni Novanta. Quando era bambino, dopo scuola, come tanti ragazzi della sua età, lavorava con i genitori al mercato dove ogni giorno c'erano dalle 3000 alle 5000 persone. Tra i suoi vari incontri ci sono quelli con la zia Zdenka, di origine croata, con alcuni ibridatori di origine abruzzese, con il floricoltore ghanese Emmanuel e con il regista e fotografo Alfredo Moreschi. Comincia con le immagini di un breve film del 1960, Il calabrese, girato da Alfredo Moreschi che finisce con le immagini dell'uomo, emigrato a Sanremo, che coglie il primo garofano e lo offre a quella ragazza con cui più volte aveva incrociato lo sguardo. Sembra un filmato d'archivio del passato e di fatto lo è. Per Alberto Valtellina, che ha realizzato Ibridazioni partendo da un'idea di Maurizio Sapia, Dario Ghibaudo e Chiara Padovano, diventa però lo spunto per rimettere a fuoco il passato proprio attraverso un film, dove non c'è più nessuna distinzione tra documentario e finzione. Recensione ❯
Un'opera commovente che si estende in mille direzioni diverse e punta a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Drammatico, Singapore2026. Durata 157 Minuti.
L'intreccio delle vite di un giovane, suo padre e una nuova figura femminile. Espandi ▽
Vedovo da una decina d'anni, Boon Kiat conduce un'esistenza modesta. Nel bar di fianco al suo c'è Bee Hwa a servire birre, e tra i due nasce del tenero, ma Boon Kiat deve anche preoccuparsi di suo figlio, lo scapestrato Junyang, che abbandona gli studi, passa due anni nell'esercito e poi mette incinta la fidanzatina Lydia, di buona famiglia. La madre di lei la vorrebbe all'università, ma la gravidanza cambia i piani.
Epopea familiare di ampio respiro e insieme istantanea storico-sociale della città di Singapore, la nuova regia di Anthony Chen è confusionaria ma commovente.
La durata imponente e il continuo cambio di focus tra membri della famiglia (ma alla fine un personaggio in particolare viene messo da parte troppo bruscamente) sono per Chen la goccia che scava la pietra, e che connette l'uno all'altro i vari momenti ad alta intensità emotiva che alla fine lasciano l'impressione di un viaggio compiuto, con piena partecipazione emotiva. Recensione ❯
Una miniserie thriller psicologica britannica creata da Russell T Davies. Espandi ▽
La storia si apre con il tragico suicidio di Leo, un sessantenne gay proprietario di un bar a Manchester, e ricostruisce in pochi giorni l'escalation di tensione con il vicino Clive. Recensione ❯
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