| Titolo originale | Palm Springs |
| Titolo internazionale | Palm Springs |
| Anno | 2020 |
| Genere | Commedia, Fantastico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Max Barbakow |
| Attori | Andy Samberg, Cristin Milioti, J.K. Simmons, Meredith Hagner, Camila Mendes Tyler Hoechlin, Peter Gallagher, Dale Dickey, Tongayi Chirisa, Aleshya Uthappa, Chris Pang, Jacqueline Obradors, June Squibb, Conner O'Malley, Jena Friedman, Brian Duffy (II), Martin Kildare, Lilli Birdsell, Ryan Sturz, Clifford V. Johnson, Calki Garcia, Michelle Johnston, Isla Sellers, Matt Smith (V), Becky Sloviter (II), Jake Smith, Noah Smith. |
| Uscita | giovedì 22 ottobre 2020 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,22 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 gennaio 2021
Nyles e Sarah non si conoscono, si incontrano a un matrimonio e restano bloccati in un loop temporale tra amore, disillusione e confusione Il film ha ottenuto 2 candidature a Golden Globes, 3 candidature a Satellite Awards, ha vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai Spirit Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 7 candidature e vinto 6 Critics Choice Super, In Italia al Box Office Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani ha incassato 101 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La mattina del 9 novembre, per Nyles, inizia svegliandosi di fianco alla fidanzata Misty, con la prospettiva di una giornata da trascorrere tra piscina e celebrazioni in un resort nel deserto di Palm Springs. La coppia è lì per partecipare al matrimonio tra Abe e Tala, un'amica di Misty. Un momento speciale che però Nyles sembra trattare con fin troppa svagatezza, brindando agli sposi in camicia hawaiana e salvando Sarah, sorella di Tala, da un discorso pubblico che la ragazza non vuole fare. Scappati insieme verso il deserto, Sarah vedrà Nyles trascinato in una grotta misteriosa, che ormai da tempo immemore lo costringe a rivivere la giornata del matrimonio senza soluzione di continuità.
Dal giorno della marmotta al giorno del matrimonio. Commedia arguta dalla creatività slapstick tutta contemporanea, Palm Springs riesce ad aggiornare un meccanismo narrativo di per sé bizzarro ma che ormai vanta una certa tradizione cinematografica: quello del time loop, l'anello temporale che intrappola i personaggi in un'eterna ripetizione dello stesso risveglio.
Max Barbakow e Andy Siara, regista e sceneggiatore di Palm Springs, non arrivano a confermare che Nyles, come tutti, ha visto Ricomincio da capo. Di certo però sfruttano la consapevolezza disincantata del ragazzo con notevole effetto comico: il deserto attorno a Palm Springs è per lui ormai un parco giochi familiare, così come familiare è il senso di rassegnazione che lo trascina da un bagno in piscina a una morte roboante; entrambi scenari che lo faranno risvegliare l'indomani nel medesimo letto in attesa della medesima cerimonia. Ciò scagiona il film, in una classica mossa di postmodernismo blasé, dalla responsabilità di dover re-introdurre il concetto del loop temporale e il prevedibile stupore del protagonista, come era quello di Bill Murray nel 1993 per la regia di Harold Ramis.
Andy Samberg e Cristin Milioti, coppia per caso e per forza composta da nomi di peso della commedia a stelle e strisce contemporanea (SNL e Brooklyn Nine-Nine per lui, How I met your mother per lei), può quindi scatenarsi in una parte centrale di film pirotecnica, esilarante e avvincente perfino nella sua piattezza, perché in fondo nulla ha più senso.
Oltre al piacere ipercinetico di gag sempre più elaborate, c'è la fortuna di aver catturato lo spirito del tempo con la perfezione di chi fa centro senza volerlo. Dei molti film che cercheranno di elaborare quanto avvenuto nel 2020, Palm Springs si ritrova in prima posizione dopo aver preso una scorciatoia casuale dal mondo precedente. La sua parabola dark sul fascino pericoloso del nichilismo parla a un pubblico - e in particolare a una generazione - che ha visto la propria vita fermarsi e si è trovata intrappolata in una routine fatta di puro ennui.
E anche se non tutti hanno un rancoroso J.K. Simmons alle calcagna per sparigliare le carte di una battle royale privata in stile Fortnite, il riuscito mix di romanticismo e spaesamento esistenziale posiziona il film tra i migliori esempi recenti del genere comico. Con tanto tempo da ammazzare ma una vita ancora da vivere, Palm Springs ha la freschezza giusta per rivolgersi all'oggi come al domani.
È il 9 novembre. Nyles si sveglia accanto alla fidanzata Misty e, con lei, raggiunge il luogo dove si celebra il matrimonio di Tala e Abe. Durante il ricevimento che segue la cerimonia vera e propria, si lancia in un discorso improvvisato che consente a Sarah, la sorella della sposa, di non doverne fare uno a sua volta: la ragazza è infatti ubriaca e non si è preparata nulla da dire nonostante sia la testimone di nozze. Uniti dalla circostanza del discorso e resi complici dalla scoperta che Misty tradisce il fidanzato, Nyles e Sarah scoprono di piacersi ma il loro momento magico viene rovinato da un uomo di nome Roy che ferisce proprio Nyles con una freccia: il ragazzo corre verso una vicina caverna per raggiungere una misteriosa luce che si trova al suo interno e avvisa Sarah di non seguirlo. Lei però non lo ascolta e viene risucchiata con lui in un vortice temporale, finendo per risvegliarsi la mattina dello stesso 9 novembre: appena si rende conto di dove si trova, la ragazza corre a cercarlo per chiedergli spiegazioni e lui le racconta che, ora, sono entrambi prigionieri di un loop temporale. All'interno del loop c'è peraltro anche Roy, l'uomo che ha ferito Nyles e che lo considera responsabile di averlo trascinato con sé in questo incubo che si ripete ogni giorno: non desidera altro che avere la possibilità di vendicarsi. Il ragazzo spiega poi a Sarah che anche lei ora si troverà a ripetere per un numero imprecisato di volte quello stesso giorno, proprio come capita a lui da diverso tempo, all'interno di una situazione che sembra senza via d'uscita e che nulla di quel che ha tentato lui fino a quel momento è sembrato efficace per rompere il meccanismo che li tiene in trappola.
«Mi sembra che ci siano un sacco di persone in questo mondo che non credono di meritare l'amore o la possibilità di avere una relazione (...) perché sono le prime a non volersi bene. Il messaggio del film è che - speriamo! - non è questo il caso».
Andy Samberg
Palm Springs nasce come una commedia romantica che ingloba un elemento fantastico/surreale ma si propone di essere una riflessione più profonda sulle relazioni e sulle possibilità che le persone hanno di farle nascere e coltivarle, al di là del classico gioco sul destino della tensione amorosa tra i due protagonisti.
Il loop spazio-temporale previsto dalla trama non è solo la scusa per generare gag a profusione o l'ostacolo che i due personaggi principali trovano sul loro cammino ma anche il modo che hanno per crescere, svilupparsi e diventare via via più definiti e più consapevoli dei loro obiettivi e di cosa vogliano fare con le loro vite che, man mano che prosegue il racconto del film, si rivelano essere preda del caso, dell'abitudine e del timore. Che, più che una maledizione, il loop sia in realtà la più grande chance di Nyles e Sarah di cambiare le proprie esistenze?
Per quanto riguarda il cast, nel ruolo di Nyles troviamo il comico newyorkese Andy Samberg, membro del complesso rap-demenziale dei Lonely Island ma soprattutto protagonista della sit-com Brooklyn Nine-Nine. Al suo fianco c'è Cristin Milioti (la tanto sospirata "mamma" di How I Met Your Mother) e l'apprezzatissimo caratterista hollywoodiano J. K. Simmons. Diversi altri interpreti di rilievo arrivano dal mondo della tv, quali Peter Gallagher, Meredith Hagner, Camila Mendes e Tyler Hoechlin.
Palm Springs è una time-loop comedy in cui dark humor, fisica quantistica e love story vengono frullati insieme, per un estratto post-moderno dal gusto pungente, ma irresistibile. La prima cosa a colpire è l'incipt in medias res, in cui lo sceneggiatore sembra dire: "primo atto? A cosa serve! Andiamo subito al secondo, anzi, partiamo direttamente dal sequel".
“È uno di quegli infiniti loop temporali di cui avrai sentito parlare.” Così Nyles, protagonista di Palm Springs, introduce il concetto a Sarah, la sconosciuta che suo malgrado lo ha raggiunto in una dimensione parallela che li costringe a rivivere sempre lo stesso giorno. È il motore del film di Max Barbakow, che approfitta di questa ripetizione infinita per creare una riuscita serie di sketch dal sapore slapstick, in cui Nyles e Sarah si abbandonano alla noia di un mondo in cui nulla ha più importanza perché il domani non porta conseguenze.
Sincopato e fuori di testa, Palm Springs è un film che ha voglia di giocare, e che (ironicamente) non perde tempo ad apparecchiare la tavola per lo spettatore, liquidando la parte di preparazione del time loop più o meno come Nyles con quella frase a bordo piscina.
Quando la storia inizia, il nostro protagonista è già al suo ennesimo ciclo di ripetizione, e si potrebbe dunque dire in medias res se l’infinito avesse un mezzo; basta questa accelerazione iniziale a dare un’energia nuova a Palm Springs, che altrimenti ricalca con sorprendente fedeltà la traccia lasciata da Ricomincio da capo nel 1993.
Tra le interpretazioni più famose di Bill Murray, il film di Harold Ramis (che ai due amici costò una frattura durata fino alla morte del regista) si è negli anni affermato come un classico della commedia romantica. Al giorno d’oggi la data del 2 febbraio, la curiosa storia della marmotta Phil in grado di pronosticare l’arrivo della primavera, e la cittadina di Punxsutawney in Pennsylvania sono atomi di cultura pop rassicuranti e familiari per il grande pubblico. La cosa più strana è che lo sia anche il concetto del time loop, che il film non avrà inventato ma che sicuramente ha cristallizzato nella memoria collettiva. Un’idea che lo sceneggiatore Danny Rubin si annotò mentre cercava delle premesse assurde ma d’effetto che potessero svoltargli la carriera.
Anche così d’altra parte nascono i generi, e il tempo che si ripete prevede una serie di corollari nel cinema, a cominciare dal risvolto psicologico, che impone al protagonista di superare l’impasse cronologica attraverso il miglioramento di sé. Solo così la data riprende a scorrere in Ricomincio da capo, e solo così questo “uomo del meteo” può - senza scorciatoie - diventare un po’ meno misantropo e un po’ meno meschino.
Se nel 1993 Hollywood caricava il peso della colpa unicamente sulle spalle di Murray, alludendo a un character study sorprendentemente “dark”, l’aggiornamento contemporaneo di Palm Springs sembra farne un discorso più collettivo. Non solo è il discorso di coppia a essere inglobato nel loop (attraverso la povera Sarah), ma anche la presenza di una nemesi assoluta (J.K. Simmons) e, in generale, il senso di un malessere esistenziale diffuso, forse espressione di una vacuità generazionale, che si estende anche agli ignari figuranti di questa giornata speciale.
Nelle viscere di Sonora un'energia esplosiva come l'amore crepa il suolo e spezza i cuori... Nyles si sveglia, forse da un incubo, ma la realtà non è migliore. Apre gli occhi in un hotel di Palm Springs e fa sesso svogliato con una fidanzata che si concede a metà. L'altra metà è concentrata sul matrimonio della migliore amica. Damigella compresa nel suo ruolo, Misty condivide l'impegno con Sarah, la sorella della sposa che vorrebbe soltanto sparire nel bicchiere di un pessimo vino. Un bicchiere troppo pieno per sopravvivere alla noia da cui la salva Nyles. Nyles che sembra conoscere ogni piega di quel matrimonio e di quella giornata, in cui si muove disinvolto, schivando imprevisti e anticipando i passi falsi di convitati in stato di ebrezza. Sarah lo osserva curiosa e si lascia trascinare nella danza e in un amore eterno... E i nostri 'felici e contenti' lo saranno 'veramente' per sempre, perché Palm Springs appartiene a quei film che approfittano a meraviglia delle risorse straordinarie di una giornata che ricomincia uguale a se stessa.
Da Ricomincio da capo a Edge of Tomorrow - Senza domani, che applicava al war movie la perturbazione della linea temporale, il time loop al cinema rigira Einstein nella tomba, risolve il paradosso morale di Bill Murray, lascia che Tom Cruise corra per sempre e Nyles e Sarah si amino per sempre.
Condannati a errare nelle pieghe spazio temporali, Nyles e Sarah vivranno insieme forever certo ma le cose non saranno così semplici. Palm Springs è una commedia romantica e dunque l'amore è la risposta che il quotidiano lavora ai fianchi, ripetendosi identico per gli amanti via via sbalorditi, terrorizzati, annoiati, opportunisti, rassegnati. Innamorarsi è grandioso e loro si innamorano di continuo. Ma l'esito finale di quell'infinito sperimentare, traendo vantaggio dalla pregressa conoscenza del giorno che verrà (rubare aeroplani, fare a botte, schiantarsi in autostrada), sarà un tedio (im)mortale.
A guardarla bene, la commedia eterna di Max Barbakow assomiglia a questi strani tempi dove ogni giorno somiglia a quello precedente e una 'forza maggiore' ci governa e costringe a una ritualità di gesti sempre uguali in attesa che l'incantesimo si spezzi. Non viviamo un vero loop temporale ma la percezione è quella, un interminabile intervallo di giorni in cui i cambiamenti sono minimi: apriamo gli occhi su una giornata identica, ci battiamo di nuovo, ci facciamo 'uccidere' alla stessa maniera, facciamo tesoro dell'esperienza per modificare i nostri comportamenti in funzione di una guarigione o di un'esecuzione che speriamo rapida. In ogni caso, mai indolore. Anche per questo Palm Springs è perfetto, è la commedia perfetta del 2020 che riprende il buongiorno della marmotta di Harold Ramis: combatte il loop o gli cede, segue il flusso o si versa un'altra birra.
Nyles è l'eroe sfidato dal tempo e al debutto del film è già bloccato. Perché Palm Springs è una commedia disinvolta e affatto preoccupata delle premesse. Il time loop è presente, onnicomprensivo, un dato di fatto. Palm Springs non è soprattutto la sospensione temporale alla Frank Capra che conduceva il suo protagonista a riconsiderare la propria esistenza (La vita è meravigliosa) e nemmeno un rompicapo temporale che conduce il personaggio di Bill Murray a riconoscersi per il disutile egoista che fino a quel giorno è stato (Ricomincio da capo). Quel 9 novembre lo conosciamo 'per sempre' perché ci cade dentro anche Sarah, generando un racconto sicuramente esilarante ma assolutamente oscuro malgrado il sole della California.
La ripetizione scava nei personaggi come una escavatrice, fino a scoprire i nervi e a dire con la facilità delle migliori commedie quello che i tragici si sognano nelle notti di mezza estate. Cristin Milioti (Sarah) e Andy Samberg (Nyles) coltivano entrambi un côté malinconico che non interferisce mai con la commedia ma infonde ai sorrisi uno spessore e un dolore sottile. Accessibile a tutti, ai narratologi con gli occhiali come ai consumatori di popcorn.
Il loop temporale, vista la sua struttura fortemente connotata, la prima volta era apparso geniale, la seconda lo si poteva considerare un lecito e riverente omaggio, la terza era già diventato cliché. Palm Springs, a cui il titolo italiano aggiunge l'esortazione da teen movie Vivi come se non ci fosse un domani, prima regia di Max Barbakow, non ha paura di immergersi nel cliché.