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domenica 25 ottobre 2020

Cristin Milioti

E finalmente è arrivata la mamma!

35 anni, 16 Agosto 1985 (Leone), Cherry Hill (New Jersey - USA)
occhiello
Ma che cazzo sta succedendo?
dal film Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani (2020) Cristin Milioti  Sarah
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Cristin Milioti

Il passato televisivo dei giovani protagonisti, punti fermi di due celebri serie TV, gioca un ruolo fondamentale nella caratterizzazione dei personaggi di Nyles e Sarah nell'atteso film di Max Barbakow. Dal 22 ottobre al cinema.

Andy Samberg e Cristin Milioti, la chiave del loro successo in TV nei ruoli iconici di Palm Springs

domenica 18 ottobre 2020 - Paola Casella cinemanews

Andy Samberg e Cristin Milioti, la chiave del loro successo in TV nei ruoli iconici di Palm Springs Sempre più spesso gli attori, soprattutto americani, entrano nell'immaginario cinematografico (e nel nostro cuore) passando dalla piattaforma di lancio delle serie televisive. È il caso dei due protagonisti di Palm Springs, la commedia interpretata da Andy Samberg e Cristin Milioti in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e da giovedì 22 ottobre al cinema: entrambi sono diventati celebri attraverso alcuni ruoli memorabili in serie televisive di successo. E in Palm Springs portano molte delle qualità che li hanno resi celebri sul piccolo schermo.

ANDY SAMBERG
Andy Samberg ha raggiunto la riconoscibilità internazionale con il ruolo del Detective Jake Peralta, protagonista della sitcom Brooklyn Nine-Nine: anche in Italia lo conosciamo infatti come l'amabile (e a modo suo geniale) Peter Pan in divisa, sempre pronto a risolvere i casi più strampalati con la sua allegra bonomia. Ed è proprio questa caratterizzazione che Andy trasporta dritto dritto nel ruolo di Nyles, il protagonista di Palm Springs, bloccato in un loop temporale infinito non solo a causa di un salto quantico ma soprattutto di una mancata volontà di crescere e affrontare la vita come l'adulto che è ormai da un pezzo (ha compiuto i 42 anni lo scorso agosto).

E sono la sua amabilità e la sua vis comica a transitare da Brooklyn (Nine Nine) a Palm Springs, qualità fanciullesche che ce l'hanno fatto amare come Jake Peralta e ora rendono credibile il personaggio di Nyles, pasticcione finto cinico dotato di un carisma naturale e di una comicità irresistibile. Il modo scomposto di ballare e di cantare di Niles appartengono anche all'esperienza acquisita nei suoi sketch su YouTube e al Saturday Night Live, e sono un'altra delle frecce al suo arco.

CRISTIN MILIOTI
Il ruolo iconico interpretato da Cristin Milioti - e chi vuole evitare spoiler smetta subito di leggere! - è invece quello di Tracy, la genitrice del titolo nella sitcom E alla fine arriva mamma. Era difficile trovare un'attrice adatta a quel personaggio atteso per tutta la durata della serie, e il cui arrivo avrebbe spostato gli equilibri affettivi fra tutti gli altri personaggi. Ma la faccia pulita di Cristin e quei suoi occhioni enormi e indifesi allora ci hanno fatto approvare la scelta di Ted, padre dei figli che vedevamo all'inizio dei singoli episodi.

E oggi ci fanno innamorare anche di Sarah, la protagonista di Palm Springs: una giovane donna che beve troppo e fa troppo sesso con le persone sbagliate, ma non perde mai una sorta di candore e quell'aria di innata decenza umana che le fanno perdonare tutto - benché lei fa molta più fatica a perdonare se stessa. Anche per Sarah l'entrata nel loop temporale è sia una dannazione che un'opportunità di crescere e smarcarsi dal ruolo di pecora nera della sua famiglia, ma se non ci avesse già conquistato nei panni della Tracy di E alla fine arriva mamma forse faremmo più fatica a credere nella sua innata gentilezza e pulizia morale.

Ed è proprio questa proprietà transitiva a farci credere che Niles possa innamorarsi di Sarah-Tracy, e Tracy di Nyles-Jack: perché quando il pubblico ha a cuore un personaggio che entra in casa sua non lo abbandona nel suo salto verso il grande schermo.

IL RESTO DEL CAST
Del resto, anche nella famiglia di Sarah compaiono altre facce note provenienti dalle serie televisive: il padre è il Peter Gallagher di O.C., la sorella è Camila Mendes, veterana di Riverdale, il promesso sposo della sorella è Tyler Hoechlin, che molti ricorderanno in Teen Wolf, e via elencando. A riprova che è dal piccolo schermo che molti attori spiccano il volo.

   

mercoledì 21 ottobre 2020 - Grazie al côté malinconico di Cristin Milioti e Andy Samberg, l'opera di Barbakow non solo diverte ma guadagna una levatura morale sconosciuta alle commedie sentimentali degli ultimi anni. Dal 22 ottobre al cinema.

Disinvolta, esilarante ed accessibile a tutti. Palm Springs è la commedia perfetta per questo 2020

Marzia Gandolfi cinemanews

Disinvolta, esilarante ed accessibile a tutti. Palm Springs è la commedia perfetta per questo 2020 Nelle viscere di Sonora un'energia esplosiva come l'amore crepa il suolo e spezza i cuori... Nyles si sveglia, forse da un incubo, ma la realtà non è migliore. Apre gli occhi in un hotel di Palm Springs e fa sesso svogliato con una fidanzata che si concede a metà. L'altra metà è concentrata sul matrimonio della migliore amica. Damigella compresa nel suo ruolo, Misty condivide l'impegno con Sarah, la sorella della sposa che vorrebbe soltanto sparire nel bicchiere di un pessimo vino. Un bicchiere troppo pieno per sopravvivere alla noia da cui la salva Nyles. Nyles che sembra conoscere ogni piega di quel matrimonio e di quella giornata, in cui si muove disinvolto, schivando imprevisti e anticipando i passi falsi di convitati in stato di ebrezza. Sarah lo osserva curiosa e si lascia trascinare nella danza e in un amore eterno... E i nostri 'felici e contenti' lo saranno 'veramente' per sempre, perché Palm Springs appartiene a quei film che approfittano a meraviglia delle risorse straordinarie di una giornata che ricomincia uguale a se stessa.


Da Ricomincio da capo a Edge of Tomorrow - Senza domani, che applicava al war movie la perturbazione della linea temporale, il time loop al cinema rigira Einstein nella tomba, risolve il paradosso morale di Bill Murray, lascia che Tom Cruise corra per sempre e Nyles e Sarah si amino per sempre.
Condannati a errare nelle pieghe spazio temporali, Nyles e Sarah vivranno insieme forever certo ma le cose non saranno così semplici. Palm Springs è una commedia romantica e dunque l'amore è la risposta che il quotidiano lavora ai fianchi, ripetendosi identico per gli amanti via via sbalorditi, terrorizzati, annoiati, opportunisti, rassegnati. Innamorarsi è grandioso e loro si innamorano di continuo. Ma l'esito finale di quell'infinito sperimentare, traendo vantaggio dalla pregressa conoscenza del giorno che verrà (rubare aeroplani, fare a botte, schiantarsi in autostrada), sarà un tedio (im)mortale.

A guardarla bene, la commedia eterna di Max Barbakow assomiglia a questi strani tempi dove ogni giorno somiglia a quello precedente e una 'forza maggiore' ci governa e costringe a una ritualità di gesti sempre uguali in attesa che l'incantesimo si spezzi. Non viviamo un vero loop temporale ma la percezione è quella, un interminabile intervallo di giorni in cui i cambiamenti sono minimi: apriamo gli occhi su una giornata identica, ci battiamo di nuovo, ci facciamo 'uccidere' alla stessa maniera, facciamo tesoro dell'esperienza per modificare i nostri comportamenti in funzione di una guarigione o di un'esecuzione che speriamo rapida. In ogni caso, mai indolore. Anche per questo Palm Springs è perfetto, è la commedia perfetta del 2020 che riprende il buongiorno della marmotta di Harold Ramis: combatte il loop o gli cede, segue il flusso o si versa un'altra birra.

Nyles è l'eroe sfidato dal tempo e al debutto del film è già bloccato. Perché Palm Springs è una commedia disinvolta e affatto preoccupata delle premesse. Il time loop è presente, onnicomprensivo, un dato di fatto. Palm Springs non è soprattutto la sospensione temporale alla Frank Capra che conduceva il suo protagonista a riconsiderare la propria esistenza (La vita è meravigliosa) e nemmeno un rompicapo temporale che conduce il personaggio di Bill Murray a riconoscersi per il disutile egoista che fino a quel giorno è stato (Ricomincio da capo). Quel 9 novembre lo conosciamo 'per sempre' perché ci cade dentro anche Sarah, generando un racconto sicuramente esilarante ma assolutamente oscuro malgrado il sole della California.

La ripetizione scava nei personaggi come una escavatrice, fino a scoprire i nervi e a dire con la facilità delle migliori commedie quello che i tragici si sognano nelle notti di mezza estate. Cristin Milioti (Sarah) e Andy Samberg (Nyles) coltivano entrambi un côté malinconico che non interferisce mai con la commedia ma infonde ai sorrisi uno spessore e un dolore sottile. Accessibile a tutti, ai narratologi con gli occhiali come ai consumatori di popcorn.
Sono icone nate nel vecchio millennio, Samberg è cresciuto nella filiera del Saturday Night Live e ha traghettato l'istituzione della commedia nell'era digitale, Milioti è il regalo d'addio a sorpresa di una sitcom che ha accompagnato una generazione di trentenni degli anni duemila in attesa di sapere come il loro padre ha conosciuto la loro madre (How I Met Your Mother). Insieme incarnano il malessere di una generazione a cui la stabilità continua a sfuggire. Difficile ritrovare il gusto di vivere, difficile contrastare le pressioni sociali, far fronte ai contratti economici,al crollo delle istituzioni, alle pandemie.

La somma dei fattori è una forza che si abbatte sul film come il sole del deserto su Palm Springs. In un mondo che 'non riesce più a respirare' e si sconquassa è impossibile non preoccuparsi. C'è poco da guardare avanti e non c'è troppo da guardarsi indietro. E Sarah e Nyles non vogliono guardarsi indietro perché custodiscono segreti che vorrebbero ignorare per l'eternità. Si innamorano l'uno dell'altra per nascondersi da chi erano prima che il tempo si fermasse.

Ma quando ami qualcuno devi pensare alla persona che diventerai ed è a questo punto che la commedia di Max Barbakow guadagna una levatura morale sconosciuta alle commedie sentimentali degli ultimi anni e a un secolo refrattario alle storie romantiche. Non perché le persone non si amino più ma perché oggi la cifra culturale imperante è il cinismo. Preferiamo mostrarci 'senza cuore' piuttosto che mostrarne uno. Il risultato è che non sembriamo più capaci di parlare d'amore. Sarah e Nyles smentiscono quell'attitudine e trattano l'amore in una dimensione di costruzione, si aggrappano alla decenza in un mondo indecente. Un deserto in cui vale tutto e niente ha più importanza.

Palm Springs è stato realizzato nel mondo avanti ma il fascino del nichilismo era già forte. In un'esistenza che dispensava dai doveri civici e dalle pretese di equità, la spinta a ritirarsi e a praticare l'insensibilità era operativa. Il costo di esporsi alto, la ricompensa nulla. Ha senso allora trovare un modo di spezzare un processo più grande di noi? Ha senso ripeterlo per verificare il nostro contributo a quel loop di corruzione? Per Sarah e Nyles lo ha e ne sopportano il peso, nonostante il mondo si resetti ogni mattina.

Palm Springs è più di una spassosa commedia romantica, è un racconto tentato di assolverci dalle nostre responsabilità che sceglie alla fine di affrontarle senza garanzie. Senza garanzia che domani sarà meglio ma intanto usciamo allo scoperto e godiamoci la luce del sole.
   

lunedì 19 ottobre 2020 - Ottima l'accoglienza riservata dalla stampa italiana e internazionale al film di Max Barbakow, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e da giovedì 22 ottobre al cinema.

Palm Springs, una commedia romantica “folle e irriverente” che “fa ridere a crepapelle”

a cura della redazione cinemanews

Palm Springs, una commedia romantica “folle e irriverente” che “fa ridere a crepapelle” Accolta positivamente dalle testate più accreditate, la commedia Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani, diretta dal regista e scrittore californiano Max Barbakow, è stata presentata alla Festa Del Cinema di Roma e sarà nelle sale il prossimo 22 ottobre.

L'opera - "una commedia romantica sulla natura dell'amore e della solitudine che parla dei loop temporali", come l'ha definita Chiara Ugolini su La Repubblica -  segue le vicende di due sconosciuti che si incontrano casualmente nel corso di un matrimonio a Palm Springs: le cose si complicano quando lo spensierato Nyles (Andy Samberg) e Sarah (Cristin Milioti), la riluttante e timida sorella della sposa, restano bloccati in un loop temporale, impossibilitati a scappare dal ricevimento, da sé stessi e, soprattutto, l'uno dall'altra.

Si tratta di un film già diventato “un piccolo cult in patria” (così lo ha definito Gian Luca Pisacane ne La rivista del Cinematografo): è costato cinque milioni di dollari ed ha già ottenuto il record per il film più visto di sempre nel primo weekend di programmazione sulla piattaforma Hulu.

Dopo la premiere al Sundance Film Festival, Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani è uscito in sala negli USA e Rotten Tomatoes gli ha attribuito il 94% dei consensi, giudicandola una “commedia romantica di cui è facile innamorarsi” grazie alle “interpretazioni forti, una regia sicura e un concetto originale”. Anche Peter Debruge di Variety sottolinea come il film “ironico, irriverente e, a tratti, folle” riesca a “fare qualcosa di nuovo con un genere già sperimentato un milione di volte”. Difficile, infatti, non pensare al film Ricomincio da capo di Harold Ramis, diretto nel 1993. Anche Sheila O’ Malley, critica cinematografica di rogerebert.com, non trattiene l’entusiasmo e confessa di “aver riso spesso a crepapelle” e di considerare il film “pieno di sorprese e con un cast ricco di talento”. Sul cast straordinario si è espresso anche Anthony Lane di The New Yorker che ha suggerito l’importanza di Cristin Milioti, “un esempio di ingenuità e grazia”.

Come suggerisce Sergio Sozzo di Sentieri selvaggi, è da segnalare anche "la playlist di canzoni della colonna sonora, tra cui due perle del John Cale più vertiginoso e “ballabile”, Barracuda e You know more than I know".

Infine, Benjamin Lee di The Guardian ha espresso una gioia sincera nel vedere “due estranei che pomiciano senza la protezione in plexiglass, due persone che flirtano e si baciano senza indossare le mascherine”. Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani diventa così un’opera anche molto attuale, dove “le stranezze che racconta sembrano più normali della surreale condizione che stiamo vivendo”.    

   

giovedì 15 ottobre 2020 - L'attore, premio Oscar per Whiplash, conferma con Palm Springs il suo talento e l’arte di di mostrarsi tanto terrificante quanto fallibile con un'onestà che buca lo schermo e il suo volto immoto. Dal 22 ottobre al cinema.

J.K. Simmons, un irriducibile bad guy da amare senza condizioni

Marzia Gandolfi cinemanews

J.K. Simmons, un irriducibile bad guy da amare senza condizioni È vero, J.K. Simmons è stato il padre affettuoso e autentico della celebre Juno. Negli anni ha interpretato con altrettanta umanità lo psichiatra che collabora con la polizia di New York in Law & Order o l'impiegato resiliente licenziato da George Clooney in Tra le nuvole, ma non sono questi i ruoli per cui il pubblico lo ricorda e lo ama di un amore inflessibile, come i suoi personaggi più popolari. Tutti irriducibilmente antipatici. Perché se è vero che stiamo sempre dalla parte dell'eroe, sovente insipido perché tutti possano identificarsi con lui, è il cattivo che appassiona lo spettatore con la sua ambiguità e un'intelligenza che lavora ai fianchi il côtè naïf del buono di turno.
 

Nessuno ha il solido senso pratico, e diabolico, di J.K. Simmons, nessuno mugugna come lui dietro a una scrivania lanciando l'ennesimo titolo contro l'Uomo Ragno. Testa rasata, volto segnato, voce autoritaria, sguardo freddo e mente fredda, tutto contribuisce a conferirgli un'aura e una maestà invidiabili.
J.K. Simmons, per tutti, o quasi, è soprattutto Terence Fletcher, l'esigente professore di Whiplash che fa passare il Sergente Maggiore Hartman di Full Metal Jacket per una mammola e affonda le radici nel detenuto numero 92S110 di Oz, serie televisiva americana in cui l'attore incarnava il crudele e 'nazista' Vernon Schillinger.

Che sia alle prese con il giovane eroe di un romanzo di (de)formazione (Whiplash), con le prodezze super di Peter Parker (Spider-Man, la trilogia di Sam Raimi) o con un paradosso temporale (Palm Springs, da giovedì 22 ottobre al cinema), J.K. Simmons sembra farne sempre un affare personale. Faccia di gomma e sguardo senza ammiccamento, scopre con l'eterno ritorno sullo schermo e nella 'commedia quantica' di Max Barbakow, di essere un character actor, un attore a metà tra il primo e secondo ruolo, sovente impiegato nello stesso registro.

Forte di questa distinzione, trova un terreno dove esistere in barba alla legge di mercato hollywoodiana che non finanzierebbe mai un film con un protagonista senza capelli e troppi anni. Ma non mancano certo attori 'defettibili' che hanno fatto carriera nel cinema americano. Robert Duvall o Gene Hackman aprono una via negli anni Settanta (Il Padrino e Il braccio violento della legge), che Simmons infila con la complicità di Damien Chazelle (Whiplash). Due volte complice, perché replicherà con La La Land, impiegandolo con grande ironia nel ruolo del gestore di un locale notturno. Un padrone accigliato che vieta improvvisazioni jazz al pianista di Ryan Gosling e lo costringe a strimpellare canzoni natalizie...

Il regista americano gli offre un ruolo di primo piano e la possibilità di mostrare a una platea più larga il famoso 'stile J.K. Simmons'. Stile che comincia dalla firma, con quelle due iniziali a titolo di nome per sbarazzarsi di quello ingombrante e ridicolo (dice lui) di Jonathan Kimble. J. K. è un acronimo che suona bene come quello di L.J. Cobb, attore caratterista che Simmons ammira enormemente. Simmons è la prima scelta di Chazelle che lo vuole come coach tirannico nel suo film e ancora non immagina quanto quella scelta si rivelerà perfetta. Perché J.K. Simmons è figlio di un insegnante di musica e si laurea in musicologia per seguire le orme del padre. Il passaggio dalla musica classica al teatro e poi dal teatro al cinema avviene progressivamente nel corso degli anni Ottanta dove ottiene il suo primo ruolo in Wall Street di Oliver Stone.

Se Whiplash lo consacra con un Oscar, la sua carriera non può ridursi a un ruolo solo perché Simmons sa fare tutto, persino sdoppiarsi in Counterpart, thriller di spionaggio a puntate dagli accenti sci-fi, dove incarna due versioni radicalmente opposte dello stesso uomo in un mondo parallelo. E ovviamente impressiona in entrambi i registri.

A tornare in ogni performance è quel grandioso 'colpo di frusta' che i suoi personaggi custodiscono, fino al momento di scoccarlo, per spingere oltre il limitegli antagonisti o per esplorare i propri estremi. Di fatto J.K. Simmons è capace di mostrarsi tanto terrificante quanto fallibile con un'onestà che buca lo schermo e il suo volto immoto.

Come la musica, anche il cinema può essere uno 'sport da combattimento', che trasforma la performance in sofferenza assoluta. Entrato a colpi di frecce nella liaison romantica di Sarah (Cristin Milioti) e Nyles (Andy Samberg), innamorati in una giornata che si ripeta identica alla precedente, ancora una volta rivela quello che si nasconde dietro l'aria sempre minacciante dei suoi 'cattivissimi', che per un momento si aprono al mondo. Ma attenzione, il muro di gomma non si scioglie, è un breve cedimento, e si ricompone semmai in un sorriso di remota rassegnazione, perché la mattina dopo il mondo ha ripreso a girare. E con lui la scontrosa e tortuosa ricerca della felicità di un attore segreto e lievemente grottesco.
   

venerdì 9 ottobre 2020 - Nyles e Sarah non si conoscono, si incontrano casualmente a un matrimonio e restano bloccati in un loop temporale tra amore, disillusione e confusione. Da giovedì 22 ottobre al cinema.

Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani, il trailer del film che ha conquistato il Sundance

a cura della redazione cinemanews

Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani, il trailer del film che ha conquistato il Sundance Mentre è bloccato a un matrimonio a Palm Springs, Nyles (Andy Samberg) incontra Sarah (Cristin Milioti), damigella d’onore e pecora nera della famiglia. Dopo essere stata salvata da un brindisi disastroso, Sarah inizia ad essere attratta da Nyles e dal suo nichilismo insolito. Ma quando il loro incontro improvvisato è ostacolato da un’interruzione surreale, anche Sarah deve cominciare ad abbracciare l’idea che nulla ha davvero importanza e cominciare a... vivere come se non ci fosse un domani!
 

Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani è diventato in breve tempo un cult negli USA, forte del successo di critica e pubblico raccolto in occasione del Sundance Film Festival, dove il film è stata acquistato per oltre 17 milioni e mezzo di dollari da Neon e Hulu, segnando il record storico di vendita per un film al Sundance.
Diretto da Max Barbakow, Palm Springs - Vivi come se non ci fosse un domani sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (nella sezione "Tutti ne parlano", spazio dedicato a quei titoli che arrivano alla Festa dopo un sorprendente esordio internazionale) per poi uscire giovedì 22 ottobre nelle sale italiane

Nel cast, oltre ai due protagonisti Andy Samberg (vincitore del Golden Globe come Miglior attore per la serie Brooklyn Nine-Nine) e Cristin Milioti (premiata con il Grammy Award per il musical “Once”), troviamo tra gli altri anche il premio Oscar J.K. Simmons con Meredith Hagner, Camila Mendes, Tyler Hoechlin e Peter Gallagher.
   

lunedì 5 ottobre 2020 - Un evento che punta ai giovani, ai cult da oltreoceano e alle nuove proposte italiane.

Festa del Cinema di Roma 2020, uno sguardo al futuro con la stessa passione

Paola Casella cinemanews

Festa del Cinema di Roma 2020, uno sguardo al futuro con la stessa passione “Vorrei che questa Festa avesse almeno tre parole chiave: passione, scoperta, emozione”, esordisce Laura Delli Colli, Presidentessa della Fondazione Cinema per Roma, aprendo la conferenza stampa di lancio della 15esima edizione della Festa del Cinema di Roma, dal 15 al 25 ottobre. Delli Colli e il Direttore Artistico Antonio Monda sono ben coscienti di dover motivare l’esistenza stessa di questa kermesse alla vigilia dell’uscita del nuovo decreto governativo che probabilmente limiterà ancora di più l’accesso alle sale cinematografiche. Nella sala della conferenza stampa però ci sono la sindaca Virginia Raggi e il vicesindaco Luca Bergamo testimoniano l’appoggio delle istituzioni cittadine ad andare avanti, pur con distanziamenti e mascherine.

“Parlare di festa può sembrare poco opportuno in questo momento”, afferma Monda “per questo abbiamo scelto di guardare al futuro, ad esempio puntando sui giovani autori italiani: cinque opere prime fra le sezioni ufficiali Concorso e Riflessi”. L’idea è sempre di coinvolgere tutta la città, mescolando “cultura alta e popolare”, in vari luoghi: l’Auditorium, la Casa del Cinema. Il Maxxi, il Macro, Tor Bella Monaca, il Policlinico Gemelli, nove case per donne maltrattare e un “distretto fiume” di cinque sale romane”. “Stiamo lavorando sul protocollo per evitare ogni forma di assembramento”, afferma Francesca Via, Direttrice Generale della Fondazione Cinema per Roma. “Chiunque venga all’Auditorium deve avere un titolo di accesso registrandosi su una app che abbiamo predisposto ad hoc e che ha sempre il polso della disponibilità dei posti. Non ci saranno più le transenne accanto al tappeto rosso, niente autografi, ma dalla Cavea superiore dell’Auditorium, cui si accederà da un ingresso esterno, 600 persone registrate e sedute sugli appositi posti segnati potranno assistere al red carpet e fare foto”.
 
GLI ITALIANI

Due esordienti in Concorso: Fortuna di Nicolangelo Gelormini con Valeria Golino e Pina Turco, protagonista una bambina che sogna di essere una principessa aliena per mettere da parte lo squallore della sua vita in un casermone della periferia napoletana; e The Shift di Alessandro Tonda, coproduzione fra Italia e Belgio, storia di due giovani terroristi intenzionati a fare una strage di coetanei a scuola.

Altri tre esordienti nella sezione Riflessi: il 27enne Gipo Fasano con Le Eumenidi, messa in scena della tragedia di Eschilo “girata con soli 9000 euro e ambientata ai Parioli”; la documentarista Elisa Amoruso che debutta nella finzione con la storia di formazione giovanile e di scoperta della sessualità Maledetta Primavera, con Micaela Ramazzotti e Giampaolo Morelli. Infine We Are The Thousand di Anita Rivaroli che racconta il ritrovo di mille musicisti per suonare una hit dei Foo Fighters e convincerli a suonare a Cesena.

Fra gli Eventi speciali troviamo Fuori era primavera, il “racconto collettivo” degli italiani durante il lockdown orchestrato da Gabriele Salvatores come già aveva fatto per Viaggio in Italia; Ostia criminale di Stefano Pistolini sulle cosche mafiose del litorale romano; i primi episodi della serie Romulus firmata da Matteo Rovere; e infine Mi chiamo Francesco Totti, il doc di Alex Infascelli sul Capitano della Roma, che sarà presente alla Festa per l’incontro ravvicinato più atteso in dialogo con Pierfrancesco Favino

Molti titoli italiani anche alle preaperture alla Casa del Cinema: Era la più bella di tutti noi di Leonardo Celi e Roberto Savoca; Earthling: terrestre di Gianluca Cerasola; L’amore non si sa di Marcello Noto; Porto Rubino di Fabrizio Fichera; e Disco Ruin di Lisa Bosi e Francesca Zerbettoi.

APERTURA E CHIUSURA

Il film di apertura è Soul, protagonista un insegnante di musica jazz, che porterà a Roma il regista (e grande capo della Pixar) Pete Docter, insignito di un Premio alla carriera; quello di chiusura, è Cosa sarà di Francesco Bruni con Kim Rossi Stuart, che “racconterà in tono agrodolce la terribile esperienza del regista sceneggiatore con la malattia”, sintetizza Monda.

SELEZIONE UFFICIALE: GLI HIGHLIGHTS

Dalla Francia con amore
Des Hommes di Lucas Belvaux con Gérard Depardieu e Catherine Frot, festa di compleanno cui il fratello della festeggiata se la prende con l’unico nordafricano presente, ed Eté '85 di Francois Ozon, che vede nel cast Valeria Bruni Tedeschi e Melvil Poupaud, e racconta l’amicizia fra due adolescenti a metà anni Ottanta; 

Dal Nord Europa
In Druk di Thomas Vinterberg Mads Mikkelsen è uno dei tre amici che fanno su se stessi un esperimento bizzarro su come lo stato di ubriachezza possa aprire orizzonti di maggiore consapevolezza; Home diretto dall’attrice tedesca Franka Potente, interpretato anche da Kathy Bates  narra il problematico ritorno dalla prigione di un uomo condannato per un delitto commesso proprio nel paese dove sceglie di tornare. 

Dal Sudamerica
Forgotten We’ll Be di Fernando Trueba racconta la Medellin degli anni Settanta e vede protagonista un medico attivista per i diritti umani; I Carry You With Me di Heidi Ewing, coproduzione fra Stati Uniti e Messico, racconta il viaggio di un aspirante cuoco messicano che cerca di trasferirsi a New York.

Dal Regno Unito
Quattro proposte stuzzicanti: Herself di Phyllida Law (la regista di Mamma mia!) storia della fuga di una madre e le sue due figlie da un marito e padre violento; Stardust di Gabriel Range, che ripercorre la giovinezza di David Bowie e la genesi dell’invenzione del personaggio Ziggie Stardust; Supernova di Harry MacQueen, protagonisti Colin Firth e Stanley Tucci (che sarà presente alla Festa), road movie fra due amici uno dei quali sta cominciando a soffrire di demenza. Infine Small Axe, raccolta di storie sul tema della lotta al razzismo firmata da Steve McQueen, che riceverà il Premio alla carriera dalla scrittrice Zadie Smith, protagonista a sua volta di un Incontro ravvicinato.

Attesissimi
Fireball: Vistors From Darker Worlds, il documentario cofirmato da Werner Herzog e Clive Oppenheimer, che presenteranno il film online sulla piattaforma Digital RFF15, unico (non) luogo dove sarà possibile visionarlo. Sulla stessa piattaforma sarà possibile vedere una selezione di film presentati alla Festa nonché seguire in streaming conferenze e incontri. E Monda segnala il documentario statunitense Time di Garrett Bradley “che andrà senz’altro agli Oscar, su una donna che vede condannato ingiustamente il proprio marito e lotta da vent’anni per ottenerne il rilascio”.
TUTTI NE PARLANO

Fra i titoli più attesi in questa sezione spiccano l’inglese Ironbark di Dominic Cooke con Benedict Cumberbatch (che si collegherà con il pubblico della Festa da remoto), spy story ambientata durante la guerra fredda; e Palm Springs di Max Barbakow con il “divo” Andy Samberg e la “mamma” di How I Met Your Mother Cristin Milioti presi in un loop temporale alla Ricomincio da capo

INCONTRI RAVVICINATI

Da sempre il fiore all’occhiello della Festa, quest’anno oltre ai già citati Totti, Docter, McQueen, Ozon, Vinterberg, Herzog, Oppenheimer e Smith dialogheranno i fratelli D’Innocenzo, Gianfranco Rosi, John Waters “che parlerà dei suoi film spazzatura preferiti”, il musicista Thom Yorke, leader dei Radiohead, e Damien Chazelle. Gabriele Mainetti e i Manetti Bros presenteranno i primi 6 minuti rispettivamente di Freaks Out e Diabolik e si fermeranno a parlarne in pubblico. 

OMAGGI, RESTAURI E RETROSPETTIVE

La retrospettiva sul mitico regista indiano Satyajit Ray comprenderà 15 titoli. I due restauri sono Padre Padrone dei fratelli Taviani (e verrà Paolo a presentarlo in sala) e In nome della legge di Pietro Germi. Vera Pescaolo e Giuliano Montaldo saranno omaggiati dal doc Vera & Giuliano di Fabrizio Corallo, mentre a Federico Fellini verranno offerti due tributi: Fellinopolis di Silvia Giulietti e La fellinite di Francesca Fabbri Fellini, nipote del regista. Altri omaggi saranno tributati ad Alida Valli, Glauber Rocha (che vedrà molte personalità del cinema parlarne via Zoom) e Graziella Lonardi Buontempo.

   

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