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Ultimo aggiornamento lunedì 7 ottobre 2019
La storia sulle origini di uno dei più famosi super-cattivi della DC, il Joker. Il film ha ottenuto 11 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 4 candidature e vinto 2 Golden Globes, 11 candidature e vinto 3 BAFTA, 1 candidatura a Cesar, 7 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 2 candidature e vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, In Italia al Box Office Joker ha incassato 29,7 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l'arroganza dei ricchi.
Si presenta con una carta, il Fleck di Todd Phillips, ma non è una carta da gioco: è il documento di una malattia mentale, che lo rende un emarginato, un rifiuto della società, come ci dice la prima sequenza del film, sovrapponendo al suo volto la cronaca di una città allo sbando, sommersa dalla spazzatura fisica e metaforica.
Primo stand-alone sul più famoso villain della DC Comics, il film di Todd Phillips esplora dunque la nascita di un mostro prodotto dalla società stessa, creato e nutrito da illusioni e delusioni, maltrattamenti fisici e psichici, nell'epoca che mescola spettacolo pubblico e degrado morale.
Ambientata nei primi anni '80, l'origin story diretta, prodotta e co-scritta da Phillips colma i vuoti strategici lasciati nel passato del personaggio, mescolando le indicazioni di Alan Moore e Brian Bolland con la cronaca vera americana e con l'omaggio al cinema coevo di Scorsese, Re per una notte e Taxi Driver in particolare. Parallelamente alla costruzione narrativa della maschera di Joker, siamo invitati ad assistere alla costruzione interpretativa del personaggio che Joaquin Phoenix compie sotto i nostri occhi, trasformandosi fisicamente in altro da sé, aggiungendo energia man mano che perde peso, liberandosi progressivamente dal diktat del sorriso socialmente conveniente ("It's so hard to be Happy all the time") per riscrivere radicalmente e alla propria maniera le regole della commedia della vita.
Niente che non funzioni nel meccanismo: il film cresce, una scena alla volta, come un assembrarsi di folla, perfettamente oliato, come il dialogo in diretta televisiva tra Joker e Rober "Murray" De Niro, ma in fondo Joker non aggiunge al personaggio niente che faccia davvero la differenza rispetto a quanto abbiamo imparato su di lui in The Dark Knight e il contributo della regia non è paragonabile a quanto costruito a suo tempo da Nolan.
Joaquin Phoenix è lasciato solo al centro del film, com'è solo Arthur Fleck, senza ancora un arcinemico per cui vivere: il suo Joker è tutto ciò che c'è da vedere e va a ragione ad iscriversi ai primi posti nella lista dei tanti volti dell' "uomo che ride", vendicatore psicotico di chi non l'ha capito, delirante (delusional) illusionista, capace di fondere nella propria immagine quella di Heath Ledger e di Anton Chigurh, Honka, Chaplin e Andy Kaufman, senza mai assomigliare a nessun altro.
Nel 1981 a Gotham City, Arthur Fleck, un comico fallito, inizia una scioccante carriera criminale. A partire da una sceneggiatura che guarda a "The Killing Joke" di Alan Moore e Brian Bolland e ai classici di Martin Scorsese come Taxi Driver, Re per una notte e sembra anche Toro Scatenato, arriva il primo film prodotto da Warner con protagonisti personaggi DC Comics ma staccato dall'universo cinematografico condiviso, in cui finora le loro vicende hanno tenuto banco. Il Joker infatti non è qui interpretato da Jared Leto, che è il suo volto ufficiale nei film DC/Warner, bensì da Joaquin Phoenix.
«Quando il dipartimento del marketing alla Warner mi ha chiesto di descrivere il film gli ho risposto che non potevo farlo. Allora mi hanno detto: «Va bene, ma dicci almeno il genere». Ci ho pensato su per un minuto e poi gli ho risposto che è una tragedia. E credo che se il brillante Joaquin Phoenix fosse stato lì con me, sarebbe stato d'accordo ».
Todd Phillips
Dal giorno del suo annuncio il film è stato atteso ma pure temuto, visto che era difficile immaginarne il tono e il ruolo di Martin Scorsese come produttore, e quindi garante del progetto, era evaporato a causa dei suoi molti impegni nell'estate del 2018. Se Joaquin Phoenix era a sua volta una garanzia, il regista Todd Phillips noto per commedie piuttosto volgari era invece un'incognita, così come l'idea di realizzare un film DC Comics slegato però da tutti gli altri, rivisitando oltretutto il personaggio che al cinema aveva avuto incarnazioni estremamente felici, prima con Jack Nicholson e poi con Heath Ledger. Tanto che lo stesso Phoenix, che pur da anni sperava di poter interpretare un film drammatico basato su una figura dei fumetti ma senza andarsi a incastrare in un contratto per più film all'interno di un universo condiviso, aveva scartato la figura del Joker in virtù delle precedenti interpretazioni.
Quando però il flop di critica e pubblico di Justice League ha indotto i vertici Warner a cercare una strada diversa per le proprietà intellettuali DC Comics, ecco che un film autonomo sul Joker ha iniziato a prendere corpo e Phoenix è risultato perfetto per il progetto, scalzando per altro Leonardo DiCaprio, di cui inizialmente era circolato il nome. A convincere invece le platee di tutto il mondo è arrivato infine il trailer, perfetto sia per i fan del fumetto che guardano al Joker come a un personaggio che richiede un trattamento d'autore, sia ai cinefili che sono rimasti stregati dall'atmosfera da New Hollywood, con tanto di rimandi chapliniani.
Il trailer è infatti accompagnato dal brano "Smile" nella versione di Jimmy Durante, composto da Charlie Chaplin in forma inizialmente solo strumentale per la colonna sonora di Tempi moderni e poi arricchito di un testo nel 1954. Ovviamente in questi casi rimane da vedere se il brano sarà o meno usato nel film, ma Chaplin, proprio in Tempi Moderni, appare anche sulle immagini degli striscioni per una sorta di mostra o evento di gala, da cui Arthur Fleck finirà brutalmente respinto.
Come ci ha ricordato una decina di anni fa la performance di Heath Ledger in Il cavaliere oscuro, non esiste una univoca origine del Joker come supercriminale, ma è chiaro che il film si è ispirato a quella più celebre, a firma di Alan Moore e Brian Bolland. Nel loro "The Killing Joke" infatti il Joker era un ingegnere che ha cercato di reinventarsi come clown fallendo miseramente. In rovina e incapace di pagare le cure per la moglie ha partecipato al colpo di una banda criminale, ma troppo tardi per salvare la moglie e - come se non bastasse - l'arrivo di Batman l'ha terrorizzato a tal punto da farlo cadere in una vasca di sostanze chimiche che l'hanno sfigurato. Ovviamente la parte finale sarà diversa, visto che in Joker Bruce Wayne è ancora un bambino, ma l'idea di fondo che la genesi della sua follia sia nella tragedia personale è di certo trasposta nel film. Tanto che la battuta più significativa del trailer è: «Ho sempre pensato che la mia vita fosse una tragedia. Ma è una commedia!».
Oltre a un Joaquin Phoenix trasformato nel corpo da un impressionante dimagrimento, il film vanta un cast di tutto rispetto, a partire da Robert De Niro nei panni di un presentatore televisivo. Per lui una sorta di ribaltamento di Re per una notte, dove era un comico che sequestrava un presentatore, ulteriore rimando scorsesiano di un film che presenta Gotham City come un doppione della lercia New York di Taxi Driver. A tal proposito non manca nemmeno un rapporto tra il protagonista e i cinema porno, visto che di fronte a uno di questi agita un cartello promozionale che recita: «Everything Must Go!». Ossia tutta va liquidato, perché il negozio a fianco appunto è in liquidazione, ma non è certo un caso che lo slogan abbia anche una lettura apocalittica.
Partecipano poi al film la splendida Zazie Beets (Deadpool 2, Atlanta) nei panni di Sophie Dumond, di cui Arthur sembra si innamorerà, mentre Frances Conroy interpreta la madre del protagonista, una donna che vive con il figlio ma rifiuta la vecchiaia e la povertà in cui è precipitata. Marc Maron è poi un agente del presentatore interpretato da De Niro, Bill Camp e Shea Whigham sono ufficiali di polizia di Gotham, Bryan Tyree Henry è l'infermiere del manicomio di Arkham e infine c'è la famiglia Wayne. Brett Cullen, abituato a parti da duro come in Narcos e True Detective, interpreta il padre di Bruce, Thomas, mentre il figlio ancora bambino ha il volto di Dante Pereira-Olson e il maggiordomo Alfred è Douglas Hodge. Misteriosamente assenti notizie di cast relative alla madre, Martha Wayne, quasi a volerci dire che questa è davvero una versione piuttosto diversa della storia di Batman. Sembra del resto che Thomas sia qui meno genuinamente filantropo che nella tradizione e probabilmente avrà un ruolo nella follia del Joker.
Il film è stato sceneggiato da Scott Silver e dal regista Todd Phillips, che sembra l'abbia costantemente riscritto sul set una volta resosi conto che, per via della magrezza imposta a Phoenix, non sarebbe stato possibile girare nuove scene dopo la fine delle riprese. Le musiche originali saranno poi composte dall'islandese Hildur Guðnadóttir e Joker avrà il visto di censura R, ossia lo stesso di Deadpool e Logan, che indica titoli non adatti alle famiglie. Ciò nonostante il successo è quasi scontato, considerato anche un budget stimato di soli 55 milioni di dollari, e probabilmente segnerà l'inizio di altri progetti paralleli sui personaggi DC Comics, che d'altra parte anche a fumetti hanno vissuto molte delle loro avventure migliori in storie estranee alle restrizioni delle serie regolari. Una strategia che oltretutto punta a diversificare i film DC da quelli Marvel e a dare longevità cinematografica a questi personaggi, permettendogli di reinventarsi più e più volte in scenari sempre diversi.
Il Joker finalmente esce dall'ombra e avrà il volto di Joaquin Phoenix. L'acerrimo nemico di Batman si è guadagnato il ruolo di protagonista in un film a lui dedicato, diretto da Todd Phillips. Nonostante la trama rimanga ancora oscura e il film non abbia ancora un titolo, la storia dovrebbe essere ambientata negli anni '80 e racconterà la vita del clown di scarso successo che diventa il cattivo per eccellenza dell'universo DC. Il più sadico, burlone, psicopatico, perfido, eccentrico, carismatico, vanitoso, egocentrico, logorroico e folle criminale di Gotham City, soprannominato anche Zuccherino, il pagliaccio principe del crimine, autoproclamatosi artista dell'omicidio, è un personaggio dalla storia lasciata intenzionalmente vaga dalla DC Comics e poco approfondito al cinema.
Ciò rende ancora più rischioso il compito di Todd Phillips che se dovesse fallire distruggerebbe l'icona di uno dei più amati villain. Per di più, un altro film sul Joker è in programma e avrebbe le sembianze di Jared Leto, che aveva già interpretato il personaggio in Suicide Squad (2016).
Ispirato a The King of Comedy di Martin Scorsese e al fumetto The Killing Joke, il film dovrebbe essere prodotto proprio da Scorsese con un budget di 55 milioni di dollari, che risulta sorprendentemente basso rispetto agli altri cinecomic. Attendiamo, dunque, prossimi aggiornamenti sul Joker ancora oscuro.
Arthur è un comico mancato con a monte una serie di problematiche psichiche, neurologiche e sociali. Spinto a essere felice sin da piccolo ("put a smile on that face") anche quando non c'era proprio nulla per cui esserlo. La sua risata è tutto fuorché una risata, somiglia più a un pianto di dolore (non a caso Arthur ride quando tutti gli altri non ridono). Vai alla recensione »
Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l'arroganza dei ricchi.
Zazie Beetz interpreta il personaggio di Sophie e racconta come sia stata immediatamente conquistata dal progetto Joker (guarda la video recensione).
Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l'arroganza dei ricchi.
L'attore protagonista di Joker Joaquin Phoenix racconta la costruzione del personaggio. Joker (guarda la video recensione), Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, è al cinema.
Arthur Fleck vive con l'anziana madre in un palazzone fatiscente e sbarca il lunario facendo pubblicità per la strada travestito da clown, in attesa di avere il giusto materiale per realizzare il desiderio di fare il comico. La sua vita, però, è una tragedia: ignorato, calpestato, bullizzato, preso in giro da da chiunque, ha sviluppato un tic nervoso che lo fa ridere a sproposito incontrollabilmente, rendendolo inquietante e allontanando ulteriormente da lui ogni possibile relazione sociale. Ma un giorno Arthur non ce la fa più e reagisce violentemente, pistola alla mano. Mentre la polizia di Gotham City dà la caccia al clown killer, la popolazione lo elegge a eroe metropolitano, simbolo della rivolta degli oppressi contro l'arroganza dei ricchi.
Il regista Todd Phillips racconta la sfida nel dirigere Joker (guarda la video recensione), Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.
E una risata vi seppellirà. Sembra che l'eco del motto anarchico e sessantottino si frantumi in una sghignazzata sinistra, incontrollabile, isterica, una sorta di verso straziante di una bestia fuggiasca, l'atroce singulto innescato dalla rabbia e dall'odio che straripano dal buio della disperazione individuale per appiccare le fiamme della rivolta nelle masse degli emarginati e perdenti della megalopoli. [...] Vai alla recensione »