Il debutto del regista torna in versione integrale. Un film che continua a scuotere lo spettatore con la stessa violenza e la stessa rabbia autodistruttiva di sessant’anni fa.
Tra gli Appennini piacentini, in una famiglia isolata e fragile, Alessandro (Lou Castel), giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca (Liliana Gerace) e dei fratelli (Paola Pitagora, Pier Luigi Troglio), che percepisce come un ostacolo a una realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica.
Questa nuova uscita presenta il film nella copia restaurata dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Kavac Film, con il sostegno di Giorgio Armani. Il restauro riporta l’opera nella sua versione integrale, reintegrando la sequenza del bacio tra fratello e sorella, censurata nel 1965, scena che accentua ulteriormente la carica provocatoria del film.
Il ritorno in sala di I pugni in tasca di Marco Bellocchio, nei cinema dal 23 marzo, è un progetto di Cat People Distribuzione, realizzato in collaborazione con Cinematocco.