Tempi moderni

Film 1936 | Comico 80 min.

Regia di Charles Chaplin. Un film Da vedere 1936 con Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Bergman, Tiny Sandford, Allan Garcia. Cast completo Titolo originale: Modern Times. Genere Comico - USA, 1936, durata 80 minuti. Uscita cinema lunedì 8 dicembre 2014 distribuito da Cineteca di Bologna. - MYmonetro 4,84 su 53 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Charlot lavora in fabbrica. Imbullona dadi a un ritmo vertiginoso. Perde un istante e non riesce più a recuperare, finisce negli ingranaggi.

Consigliato assolutamente sì!
4,84/5
MYMOVIES 4,88
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,69
ASSOLUTAMENTE SÌ
Capolavoro di Chaplin, l'ultimo film in cui compare il personaggio di Charlot.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Charlot lavora in una fabbrica i cui ritmi disumani lo conducono al ricovero in manicomio. Quando esce si trova coinvolto in una manifestazione sindacale e viene arrestato. Dopo aver sventato un'evasione ritorna in libertà e salva una ragazza di strada dall'arresto innamorandosi di lei. La loro vita non sarà facile ma la speranza in un futuro migliore non verrà a mancare.
Chaplin, nonostante l'avvento del sonoro, rimane legato ai tempi e ai ritmi del cinema muto e anche in questo caso si affida all'audio per l'indimenticabile colonna sonora musicale e per i suoni e i rumori ma evita il più possibile le parole (e quando ne fa uso le assemblea con effetti surreali). In un'intervista rilasciata al "New York World" nel febbraio 1931 aveva affermato: "I macchinari che consentono di risparmiare manodopera ed altre invenzioni moderne non sono stati fatti per ricavare profitto ma per assistere l'umanità nella ricerca della felicità. La speranza per il futuro dipende da cambiamenti radicali per far fronte a questa situazione. I benestanti non vogliono che la situazione presente cambi. Non è certo questo il modo di impedire che si affermino idee bolsceviche o comuniste". Cinque anni dopo la luce dei proiettori si accendeva su un operaio vittima dell'automatizzazione e su quel gregge di pecore che si sovrapponeva alle masse.
La catena di montaggio, gli scioperi, la povertà che colpiva chi, in seguito alla Grande Depressione, era finito ai margini del sistema produttivo, tutto questo e molto di più entrava a far parte di uno dei capolavori della storia del cinema. Nessun atteggiamento predicatorio inficia la narrazione. Anzi le gag che si susseguono nella prima parte dedicata alla fabbrica sono perfette nei ritmi e nei tempi di esecuzione (prima tra tutte la scena del pasto 'meccanizzato').
Charlot sta dalla parte degli ultimi sempre, anche quando fa la guardia notturna, e ciò gli procurò accuse di comunismo che ebbero le loro conseguenze anni dopo quando, ai tempi del maccartismo, fu costretto a lasciare gli Stati Uniti. Questo è anche l'ultimo film in cui compare il personaggio di Charlot. Il suo allontanarsi di spalle verso il futuro a fianco della monella è un addio destinato a rimanere per sempre nella memoria.

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Recensione di Stefano Lo Verme

L'operaio Charlot, addetto alla catena di montaggio di una fabbrica, a causa dei forsennati ritmi di lavoro perde il controllo e impazzisce; una volta dimesso dall'ospedale va alla ricerca di un nuovo impiego, ma per sbaglio viene scambiato per un sovversivo e finisce in prigione. Tornato in libertà, Charlot si imbatte in una povera ragazza che ruba per sfamare la propria famiglia e la salva dal carcere.
Dopo il commovente melodramma Luci della città, il geniale attore / regista Charlie Chaplin firma un altro immortale capolavoro della sua produzione, Tempi moderni. Uscito nel 1936, Tempi moderni è l'ultimo film muto di Chaplin (in realtà si tratta di un film sonoro, ma quasi completamente non parlato), e segna anche l'ultima apparizione sul grande schermo del leggendario Charlot, il Vagabondo, che dopo tanti anni mette fine alle sue peregrinazioni per andare a lavorare in fabbrica, cercando così di adeguarsi all'incalzante meccanizzazione del nuovo capitalismo occidentale. Realizzato durante la Grande Depressione, nel periodo in cui l'America si trovava in una fase di acuta povertà e di malessere sociale, il film di Chaplin venne accolto da accese polemiche per la sua sarcastica descrizione della civiltà industriale e per l'impietosa demolizione del mito dell'American Dream.
Tema centrale dell'opera di Chaplin è il difficile (forse inconciliabile) rapporto fra l'individuo e la modernità, che nella pellicola assume le forme di macchine da lavoro dai ritmi frenetici e di un "progresso" disumanizzante e spesso feroce, costruito a spese dei più deboli. Ma nel raccontare il dramma della disoccupazione ed il senso di disagio dell'epoca moderna, Chaplin sceglie di adottare i toni della satira, grazie a delle invenzioni a dir poco geniali e a delle sequenze che sono ormai entrate a far parte della storia del cinema. Esilarante la prima parte del film, ambientata all'interno della fabbrica, con Charlot che tenta disperatamente di imbullonare tutti i dadi secondo i tempi della catena di montaggio e finisce letteralmente "fagocitato" dalle macchine, ritrovandosi a scorrere fra una serie di enormi ingranaggi. Imperdibile anche lo sketch in cui il malcapitato protagonista viene ridotto a fare da cavia per un sofisticatissimo congegno che, in nome di una produttività esasperata, dovrebbe dare da mangiare agli operai mentre lavorano (con risultati che si possono ben immaginare).
Attraverso un'irresistibile catena di gag, equivoci e situazioni di strabordante comicità, Chaplin suscita più volte il riso dello spettatore, ma allo stesso tempo riesce a risultare terribilmente incisivo e a regalarci pagine di struggente poesia, con la storia d'amore fra Charlot e la giovane ladra interpretata da Paulette Goddard (partner e moglie del regista). I toni, però, non sono mai quelli dell'invettiva: ancora una volta è il sorriso del Vagabondo, la sua fiducia negli esseri umani, a costituire la risposta ai problemi della società. Fra le scene cult, da ricordare Chaplin che canta la famosa Titina, improvvisando il testo con parole inventate tramite la tecnica del grammelot, ed il malinconico finale, con Charlot e la sua compagna che si allontanano lungo la strada, animati dalla speranza in un futuro migliore. La colonna sonora, composta da Chaplin con Alfred Newman, include l'indimenticabile tema musicale del film, la bellissima Smile, diventata negli anni un vero e proprio classico.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 3 marzo 2011
il cinefilo

Charlot è l'operaio di un gigantesco complesso industriale...proprio in funzione di questo ruolo egli,pultroppo,non è che uno schiavo della modernità...vale a dire,in questo caso specifico,di quel sistema teso alla massimizzazione della produzione che obbliga l'essere umano lavoratore a utilizzare fino allo sfinimento le proprie capacità fisiche e in questo il [...] Vai alla recensione »

sabato 6 novembre 2010
il cinefilo

Quasi sicuramente,a mio giudizio,si tratta del punto più alto della cinematografia di Charles Chaplin oltre a essere quello,probabilmente,più scopertamente"socialista". Il grande regista attacca la cosiddetta"era delle macchine"sfruttando,al meglio,la sua vena umoristica riuscendo così a fare convivere(magnificamente)il tragico con il comico raggiungendo una"ve [...] Vai alla recensione »

domenica 4 agosto 2013
IoSonoSilvia! =D

Alcune persone hanno una sensibilità tale da "prevedere" certi eventi. Charlie Chaplin era una di queste. Sensibile, ironico, stravagante, ci racconta in "Tempi moderni" come sarebbero stati anche i tempi del 2000: masse di gente che si muovono come un gregge e come carne al macello per raggiungere un posto di lavoro che li rende schiavi, ripetitivi, distrugge la fantasia [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 marzo 2010
G. Romagna

Un operaio (Charlie Chaplin) finisce vittima di un esaurimento nervoso a causa della sua mansione e, oltre a perdere il posto, viene anche arrestato perché scambiato per il promotore di una manifestazione operaia. In carcere, tutto sommato, egli si sente tranquillo e sicuro, tantochè, quando viene rilasciato, non riuscendo a reinserirsi in società, arriva a desiderare di tornarvici. [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 ottobre 2014
asrdrubale03

il film parla di un operaio che dopo aver perso il lavoro nella catena di montaggio,inizia a fare dei lavoretti.Contemporaneamente incontra una ragazza con cui deciderà di farsi una vita.                                                      La pellicola si può [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 gennaio 2011
MARVELman

Una critica intelligente alla società, una regia perfetta, un'accostamento di immagini sapiente, una distribuzione del suono azzeccatissima ed ecco a voi il capolavoro del 1936 del grandissimo Chaplin, un enorme regista e un attore immenso. Divertentissimo e bellissimo il film di Charlot non annoia mai. Da vedere.

lunedì 16 agosto 2010
chriss

C' è una sola cosa nella mia vita che, con assoluta certezza, non dimenticherò mai: "Tempi moderni", di Charlie Chaplin, è stato il mio primo film. Lo vidi, per la prima volta, alla vigilia di un Natale di tanti e tanti anni fa in uno di quei canali semi-sconosciuti che apparivano alla TV.

lunedì 30 luglio 2012
Great Steven

Uno dei capolavori del cinema mondiale e indubbiamente il migliore tra i film muti di Chaplin. Charlot lavora ad una catena di montaggio nella quale il suo compito è avvitare i bulloni; i ritmi alienanti e frenetici di quel mestiere lo fanno sprofondare in un progressivo esaurimento nervoso a causa del quale dev'essere ricoverato. Si riprende, ma si ritrova disoccupato.

giovedì 17 novembre 2011
hollyver07

Ciao. Memorabile...! E' la definizione più adeguata ed istintiva che riesco a dare a questo capolavoro. Saluti a tutti

martedì 5 aprile 2011
Lady Libro

Che dire? Charlie Chaplin era un regista e un attore formidabile! E questo film meraviglioso lo conferma: un ritratto comico, istruttivo e commovente del mondo di allora. Non a caso è considerato un capolavoro: l'interpretazione di Chaplin è da oscar, così come quella di Paulette Goddard! La storia è bellissima e il finale celeberrimo è unico! Il mondo non potrà [...] Vai alla recensione »

martedì 11 agosto 2009
Tony71

Più che ottimo film di Chaplin, con molti spunti di riflessione riguardo alle tematiche sociali e del lavoro, bravissima Paulette Goddard, forse la più brava tra quelle che hanno lavorato con Chaplin. Bellissimo il finale. Molto poetico

giovedì 2 luglio 2009
Chapliniano

miglior film in assoluto visto fino ad oggi. satira sociale e storia d amore pura. L amore tra le persone è tutto quello che c serve per essere felici, anche in un mondo che va a rotoli.Questo il senso del film.

mercoledì 21 aprile 2010
Alex41

Tempi Moderni resta sempre un cult. Nonostante uscì nel 1936, tutt'oggi rimane sempre un capolavoro storico, firmato dallo storico e indimenticabile attore comico Charlie Chaplin (pace all'anima sua). Mischia politica (il lavoro e la propaganda), i vari stili di vita e disastri tutt'oggi ancora attuali (i ladri), il fenomeno dell'era moderna (le fabbriche e le macchine moderne), un misto di romanticismo, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 gennaio 2011
MARVELman

Niente è paragonabile a Tempi Moderni. NIENTE.

lunedì 26 aprile 2010
Luca Scialo

Charlot è l'operaio di una fabbrica, il cui padrone fa tenere dei ritmi di produzione esasperati in nome del profitto. Ma queste condizioni di lavoro lo portano alla schizzofrenia tanto da finire in manicomio. Uscito di lì vive varie vicende sfortunate che lo riportano sovente in carcere. Nella sfortuna però conosce una ragazza povera e orfana, che per sopravvivere si dà [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 marzo 2012
brando fioravanti

Film satirico sul cambio della società, dove le macchine sostituiscono l'uomo a favore del capitalismo, ma a discapito dell'uomo comune, che oltre al lavoro perde la propria personalità sententosi sempre più impotente nei confronti del sistema. A quei tempi non c'era libertà di parola e la comicità era una scusa per mettere in atto qualcosa di più [...] Vai alla recensione »

Frasi
Lui: Dove abiti.
Lei: Io, un pò ovunque.
Dialogo tra L'operaio (Charles Chaplin) - L'orfana (Paulette Goddard)
dal film Tempi moderni - a cura di Al Direktor
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Charlot lavora in una grande fabbrica moderna, alla catena di montaggio. Il padrone, che vorrebbe ottenere tempi più “stretti» di lavorazione sperimenta su Charlot una macchina che dovrebbe consentire agli operai di mangiare senza sospendere il lavoro: ma la macchina si guasta sottoponendo Charlot a ogni sorta di comiche angherie. Un giorno, estenuato dalla fatica, Charlot viene colto da un attacco [...] Vai alla recensione »

Mario Gromo
La Stampa

Ritorna Charlot. Per offrirci un'ora di cinema, che è già un dono raro; e di un cinema talvolta irresistibile, ispirato dalla più geniale vis comica sbocciata finora su gli schermi. Bisogna però subito dire che questo, più che un film così come comunemente lo si intende, è un albo, tipicamente chapliniano, unito da un suo saldo filo conduttore. Chi se ne attendesse la felice compattezza de Il pellegrino [...] Vai alla recensione »

NEWS
ACCADDE OGGI
lunedì 5 febbraio 2018
Andrea Chirichelli

Il 5 febbraio 1936 esce nelle sale Tempi Moderni, interpretato, scritto, diretto e prodotto da Charlie Chaplin.

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