True Detective

Film 2014 | Thriller, Drammatico +13 55 min.

Regia di Cary Joji Fukunaga, John Crowley, Justin Lin, Jeremy Saulnier, Daniel Attias, Janus Metz Pedersen, Jeremy Podeswa, Miguel Sapochnik, Daniel Sackheim. Una serie con Matthew McConaughey, Woody Harrelson, Michelle Monaghan, Michael Potts, Tory Kittles. Cast completo Genere Thriller, Drammatico - USA, 2014, Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 STAGIONI: 3 - EPISODI: 24

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La storia è incentrata su due detective la cui vita si scontra durante la caccia a un serial killer in Louisiana, che va avanti da 17 anni. La serie ha ottenuto 2 candidature agli Emmy Awards,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES N.D.
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO N.D.
La serie antologica poliziesca HBO che ha incantato critica e pubblico.

Nel 2012, i detective della Polizia di Stato della Louisiana Rust Cohle e Martin Hart sono portati a rivisitare un caso di omicidio con cui hanno avuto a che fare nel 1995. Nella seconda stagione, a Vinci, una cittadina della contea di Los Angeles, un nuovo gruppo di investigatori deve fare i conti con l'omicidio di un importante politico locale. Infine, nella terza stagione un macabro omicidio, un'indagine che sembra non portare da nessuna parte, si snoderà attraverso tre decenni raccontati alternando diversi piani temporali.

Episodi: 8
Regia di Jeremy Saulnier, Daniel Sackheim.

Senza sbavature, è una vittoria quasi troppo facile, a cui mancano la novità e il rischio delle precedenti.

Recensione di Andrea Fornasiero

Wayne Hays è detto Purple Hays, in assonanza con un celebre brano di Jimi Hendrix, perché in Vietnam aveva ottenuto la medaglia Purple Heart. È un detective nero nella regione dell'altipiano di Ozark e indaga, insieme al partner bianco Roland West, sulla sparizione di due bambini: il ragazzino viene presto trovato morto mentre la bambina rimane irrintracciabile, anche se il caso viene riaperto negli anni 90, quando risulta aver partecipato a un furto. Nel 2015 Wayne è ormai anziano, afflitto da Alzheimer e intervistato dalla troupe di un programma dedicato al crimine perché racconti la sua versione dei fatti, cosa che riporta a galla l'ossessione per il caso, cui del resto era interessata anche sua moglie che gli aveva dedicato un libro di successo.

Di nuovo un poliziotto tormentato e una vicenda su tre piani temporali in una zona rurale degli Stati Uniti per la serie True Detective, che , come nella prima stagione, porta alla luce anche una cospirazione, ma anche in questo caso il reale fulcro del racconto è il percorso umano del protagonista.

L'Alzheimer è stato più volte usato dal cinema come espediente narrativo per salti temporali e scene di allucinazione e lo stesso accade in questa terza stagione, dove il mistero della sorte della ragazza scomparsa finisce per essere il fil rouge che tiene insieme l'indagine di Hays sulla propria memoria e la propria identità. Più che aver semplicemente dimenticato, il protagonista sembra aver rimosso qualcosa di cruciale e allo stesso tempo è ossessionato da questo buco nella memoria perché senza di esso non sa spiegarsi la sua stessa vita. L'indagine è del resto intensa e drammatica e capiamo quasi subito che Wayne pensa non sia stata condotta nel modo migliore dalle autorità, tanto che nella sezione anni 90 è presto chiaro come il protagonista sia ostracizzato per una qualche precedente ribellione. Facile fare due più due e immaginare da subito che, per un detective, avere una moglie che scrive un libro sul caso sia diventato un problema di conflitto di interessi.

Il matrimonio tra i due è però sopravvissuto oltre gli anni 90, ha dato alla luce due figli, tra cui uno che ha poi seguito le orme paterne in polizia. Quindi, nonostante la coppia appaia spesso in crisi, Wayne deve aver preferito la famiglia alla propria ossessione, anche se questa come un tarlo si è ripresentata dieci anni dopo, lanciandolo in una nuova spirale (auto)distruttiva che la sua memoria malata ha cercato di cancellare. Una storia dunque tanto poliziesca quanto profondamente intima, che si regge sulle spalle dell'ottimo Mahershala Ali, fresco del secondo premio Oscar e attore davvero di straordinaria finezza, affiancato da uno Stephen Dorff forse mai così convincente e da una Camen Ejogo capace di tenergli testa con il proprio alternare dolcezza e tenacia (qualità quest'ultima che aveva già dimostrato nella seconda stagione di The Girlfriend Experience).

Nic Pizzolatto alla scrittura ha ricevuto un piccolo aiuto in due episodi da Graham Grody (già autore delle ottime Quarry e Rectify) e da David Milch, monumento vivente della migliore Tv che ha partecipato al quarto episodio, non a caso tra i migliori della stagione. Pizzolatto inoltre si è cimentato per la prima volta nella regia di due puntate, affiancato da Jeremy Saulnier che ha dettato lo stile con i primi episodi e da Daniel Sackheim che ha firmato i quattro restanti. Nonostante questi cambi dietro la macchina da presa, la messa in scena è rimasta del tutto coerente, per esempio nella modalità dei passaggi tra linee temporali e nell'uso minaccioso del sonoro.

Tra i momenti più memorabili si segnala senz'altro l'esplosione di violenza di reduce nativo americano perseguitato dai bifolchi della zona, che immaginano in lui il più probabile colpevole, e al contrario non è invece molto felice la risoluzione del caso con un lungo monologo in cui si spiega cos'è successo veramente, un po' come fossimo finiti in una puntata di Senza Traccia, solo recitata meglio. Allo "spiegone" segue però un colpo di coda, che riporta la storia in una dimensione più interiore e conclude con un finale aperto a più possibilità, ma del tutto compiuto dalla prospettiva di Wayne, finalmente in pace con se stesso al punto da poter di nuovo dimenticare.

Il cerchio si chiude quindi con perizia e del resto la conduzione è sempre stata senza sbavature, con dialoghi taglienti e una regia capace di valorizzarli e alternarli a scene più quiete, ma rimane il parziale rimpianto per una stagione che - per quanto abbia un tono e un caso diversi - non riesce a uscire dall'ombra della prima annata (oltretutto evocata da un easter egg che rimanda a Lovecraft e Chambers e da uno scambio di battute sul caso della prima stagione). Rimane il retrogusto di una ritirata in territori più sicuri dopo l'avventura nel nero metropolitana della seconda stagione, bocciata da pubblico e critica. Per quanto riuscita, True Detective 3 è una vittoria quasi troppo facile, cui mancano la novità e il rischio delle precedenti. Incassato il meritato successo di questa rentrée ci si augura che Pizzolatto torni a prendersi nuovi rischi.

Episodi: 8
Regia di Jeremy Saulnier, Daniel Sackheim.

Il detective in pensione Wayne Hays ripercorre l'omicidio di due bambini avvenuto nel 1980 in Arkansas. Mahershala Ali è il protagonista della terza stagione della serie crime HBO.
Episodi: 8
Regia di Justin Lin, Janus Metz Pedersen, Jeremy Podeswa, Miguel Sapochnik, Daniel Attias, John Crowley.

I detective Ray Velcoro, Ani Bezzerides e Paul Woodrough vengono incaricati di scoprire l'assassino di Ben Caspere, un manager della cittadina di Vinci, in California, il cui cadavere è stato ritrovato senza genitali e con gli occhi bruciati con l'acido.
Episodi: 8
Regia di Cary Joji Fukunaga.

Nel 2012, i detective della Polizia di Stato della Louisiana Rust Cohle e Martin Hart sono portati a rivisitare un caso di omicidio con cui hanno avuto a che fare nel 1995. Mentre l'inchiesta si svolge ai giorni nostri attraverso interrogatori separati, i due ex detective raccontano la storia della loro indagine, riaprendo ferite non rimarginate e mettendo in discussione la loro presunta soluzione del bizzarro omicidio rituale nel 1995. Le sequenze temporali si intrecciano e convergono nel 2012 quando ogni uomo viene riportato in un mondo che credeva di essersi lasciato alle spalle. Imparando a vicenda sia su se stessi che sul loro assassino, diventa presto chiaro che l'oscurità vive su entrambi i lati della legge.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 12 febbraio 2015
GIANNISV66

True Detective è la conferma di quel sospetto che negli ultimi anni ha acquisito tangibilità e si è insinuato nelle menti dei cinefili. E cioé che le serie TV vengono realizzate con una tale professionalità da competere ormai senza pudori con i prodotti pensati per il grande schermo. E' come se il mezzo televisivo venisse utilizzato con meno remore per dare forma a idee che, evidentemente, hanno [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 luglio 2015
TheMaster

Dalla mia non ho mai seguito quasi nessuna serie televisiva a parte Lost,Scrubs,Breaking Bad e The Walking Dead,tuttavia per True Detective ho deciso di fare un'eccezione,in quanto si trattava di un esperimento abbastanza interessante,ovvero creare una storia poliziesca con protagonisti due attori di grande peso a Hollywood ovvero Matthew McConaughey e Woody Harrelson e devo dire che il tutto è [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 dicembre 2014
Onufrio

1995, un brutale omicidio, una ragazza viene ritrovata nuda appoggiata ad un isolato albero, con delle corna di cervo in testa e degli strani simboli sia sul corpo che intorno alla zona del ritrovamento; due detective totalmente opposti si ritrovano immersi in un'indagine lunga ben 17 anni, fra passato e presente la vicenda si snocciola fino al ritrovamento del serial killer.

giovedì 4 dicembre 2014
amokubrik

La passione del detective Cohle, la maledizione del detective Hart e, una lunga estenuante caccia al serial killer, sono i protagonisti di questo ottimo film diviso in otto episodi. Matthew McConauguey, Woody Harrelson e Michelle Monaghan in grande forma. Ambientazione e atmosfera giuste. consigliato si.....

Frasi
"Cacare su ogni momento di decenza è una cosa di cui non puoi fare a meno?".
Una frase di Il detectiveMarty Hart (Woody Harrelson)
dalla serie True Detective - a cura di Vincenzo La Malfa
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