Atlanta

Film 2016 | Commedia

Regia di Hiro Murai, Donald Glover, Janicza Bravo. Una serie con Donald Glover, Brian Tyree Henry, Lakeith Stanfield, Zazie Beetz, Harold House Moore. Cast completo Titolo originale: Atlanta. Genere Commedia - USA, 2016, STAGIONI: 3 - EPISODI: 30

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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 giugno 2022

Due cugini cercano di sfondare nel mondo della musica per riscattarsi da una condizione sociale non sicura. La serie ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, 3 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, La serie è stato premiato a AFI Awards,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
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CRITICA
PUBBLICO 3,04
CONSIGLIATO N.D.
Come diventare rapper ad Atlanta.
lunedì 9 gennaio 2017
lunedì 9 gennaio 2017

Due cugini cercano di diventare rapper e sfondare nel panorama musicale di Atlanta. La loro sfida è riuscire ad avere successo per rivoluzionare la loro vita e migliorare quella delle loro famiglie. La carriera del rapper Alfred "Paper Boi" e di suo cugino Earn, che si improvvisa suo manager, è il punto di partenza per raccontare molto altro della comunità di Atlanta e dell'America.

Episodi: 10 (30 min.)
Regia di Hiro Murai, Donald Glover, Amy Seimetz, Janicza Bravo, Ibra Ake.

Una stagione imperdibile che spinge oltre le infrazioni al realismo

Recensione di Andrea Fornasiero

Il successo di Paper Boi è ormai arrivato anche in Europa e nella tournée nel vecchio continente lo seguono gli inseparabili Darius e Earn, che nel frattempo è diventato un abile manager. Vengono presto raggiunti anche da Van, la cui crisi d'identità già presentata nelle precedenti stagioni, arriva al suo apice, tanto da scomparire senza dire nulla a Earn. I tre nel mentre se la devono vedere con la festa nella villa di un ricco mecenate londinese, con il furto di un cellulare dorato e con la beneficenza dei bianchi che cercano di lavare la propria immagine. Ad Alfred tocca anche un'odissea lisergica tra le vie di Amsterdam e i fantasmi del proprio passato. La stagione presenta inoltre quattro episodi del tutto autonomi dalle vicende dei protagonisti, fiabe moderne e - ovviamente - surreali sul tema dell'identità nera.

Ormai consacrata come una delle migliori serie degli ultimi anni, Atlanta spinge ancora oltre le infrazioni al realismo e persino al formato seriale, regalando un'annata imperdibile.

La lunga pausa, di ben 4 anni, dopo la seconda stagione non è stata dovuta solo al Covid ma pure al desiderio di esplorare strade ancora più originali, e ne sono il coronamento le quattro puntate del tutto staccate dal resto della narrazione, ma perfettamente allineate nei temi, nei toni e nello stile. Non che gli altri episodi siano inferiori, anzi quello forse più toccante ed esilarante al tempo stesso è dedicato a Van a Parigi, ma non è da meno la puntata sul fan inglese di Paper Boi o quella sulle sue allucinazioni ad Amsterdam. Per Van e, ancora di più, per Alfred, questa stagione racconta un percorso di formazione, una presa di responsabilità e un venire a patti con verità su se stessi, il proprio passato e i propri limiti. Earn e Darius sono invece leggermente più defilati e soprattutto non vivono percorsi altrettanto importanti, del resto Earn sembra qui finalmente maturato mentre Darius è probabilmente incapace di farlo, perso nelle sue astrazioni e nelle sue droghe.

Tra i registi fa ancora la parte del leone Hiro Murai, con ben sei episodi su dieci ricche di invenzioni e di soluzioni mai banali, mentre sono tre le puntate dirette da Donald Glover, che quest'anno ha lasciato più spazio ad altre personalità in fase di scrittura, dove ha firmato solo due puntate. Il fratello Stephen, sceneggiatore di molti episodi delle precedenti stagioni, è poi qui solo producer. Nel cast non mancano alcuni sorprendenti cameo, in particolare quello di Liam Neeson nei panni di se stesso in un improbabile locale dedicato alle personalità "cancellate", dove confessa le sue passate pulsioni razziste. Interpreta poi una versione caricaturale di se stesso Alexander Skarsgård nell'episodio finale di stagione, dove si diverte a incarnare una star promiscua e dai gusti decadenti all'estremo.

Ma la terza stagione impressiona soprattutto per la capacità di trovare attori poco noti e dare loro ruoli indimenticabili, come per il protagonista di The Big Payback Justin Bartha o per la ex modella Ava Grey, che fa da guida virgiliana ad Alfred tra i meandri di Amsterdam.

La scelta di volti non famosi è chiaramente intenzionale, visto che Atlanta ha raggiunto una tale fama che quasi nessuno rifiuterebbe di partecipare. L'intento è del resto raccontare di persone ordinarie travolte da situazioni assurde, come l'improvviso obbligo di dover ripagare i neri per i danni della schiavitù dei secoli scorsi, o come una borsa di studio dove viene esaminato quanto sia effettivamente "nera" l'identità dei candidati.

Ci sono anche due puntate con ragazzini protagonisti: nella prima un bambino nero viene affidato - con il consenso della madre - a una coppia di donne bianche che truffano lo Stato e progettano un'uscita di scena estrema; nella seconda si parla invece di un bambino bianco, che passa più tempo con la tata nera che non con la sua famiglia e sviluppa così una cultura e dei gusti affini a quelli degli immigrati da Trinidad e Tobago. La presenza spiazzante di questi episodi, che sembrano persino venire da realtà alternative, si inserisce perfettamente in una stagione che, attraverso la trasferta europea, racconta lo spaesamento, le possibilità e le frustrazioni di chi si illude di potersi reinventare o di continuare a sfuggire a se stesso.

Episodi: 10 (30 min.)
Regia di Hiro Murai, Donald Glover, Amy Seimetz, Janicza Bravo, Ibra Ake.

La seconda stagione dell'acclamata serie che parla di successi e fallimenti

Recensione di a cura della redazione

Titolata Robbin' Season, la seconda stagione continua a raccontare le disavventure di Earn, Darius e del rapper Alfred, detto Paper Boi, che arriva a conquistare il suo primo disco d'oro. Le loro vicende si intrecciano spesso con episodi di piccola o grande criminalità, rappresentata spesso in toni surreali e a volte misteriosi, in linea con il taglio della serie. Tra le puntate più memorabili c'è quella sulla Fastnacht, una festa del folklore alemanno dove la presenza dei protagonisti neri è volutamente incongrua – e dove Earn e Van rompono la loro instabile relazione. Inoltre sono dei veri tour de force l'odissea urbana di Alfred, a partire dal locale di un barbiere, e la puntata Teddy Perkins, dove Darius finisce in una casa infestata, di proprietà di un nero che si è sbiancato la pelle – interpretato da un irriconoscibile Donald Glover.
Episodi: 10 (30 min.)
Regia di Hiro Murai, Donald Glover, Amy Seimetz, Janicza Bravo, Ibra Ake.

Cercare di farsi strada nel mondo del rap

Recensione di a cura della redazione

Lo squattrinato Earn, padre separato dalla compagna Vanessa – detta Van – ha l'occasione di una vita quando il cugino Alfred trova il successo nella scena rap di Atlanta, con il nome di Paper Boi. Earn si propone come manager di Alfred e, insieme allo stralunato amico Darius, i due vivono varie disavventure, a partire da una notte in carcere che dà enorme popolarità a Paper Boi. Tra gli highlight della stagione rimangono indimenticabili l'episodio con il talk show sul tema dell'identità afroamericana, dove un ragazzo si dichiara assurdamente transrazziale, e il party nella villa di un ricco bianco che cerca di dimostrarsi sensibile alla condizione dei neri, in modo spaventosamente paternalista.
winner
miglior attore in una serie televisiva brillante
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