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Ultimo aggiornamento mercoledì 27 settembre 2017
Un live action basato sul fumetto fantascientifico "Valerian et Laurelin", scritto da Pierre Christin e disegnato da Jean-Claude Mezieres. Il film ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office Valerian e la città dei mille pianeti ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2,4 milioni di euro e 988 mila euro nel primo weekend.
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lunedì 2 marzo 2026 ore 5,50 su SKYCINEMAACTION
Valerian e la città dei mille pianeti è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO NÌ
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Anno 2740. Il Maggiore Valerian, agente governativo, e il sergente Laureline, sua fidata partner, vengono inviati in missione dal Ministro della Difesa nel caotico e intradimensionale Big Market del pianeta Kirian, allo scopo di mettere in salvo l'ultimo convertitore Mül rimasto. I Mül sono un popolo che si crede estinto, ma attorno al loro destino vige un misterioso segreto militare. E il mistero si fa più fitto quando Valerian e Laurelin raggiungono Alpha, la Città dei Mille Pianeti: un'enorme stazione spaziale minacciata dall'interno da una zona radiottiva in rapida espansione.
Besson accarezzava l'idea di portare al cinema la graphic novel concepita da Pierre Christin e disegnata da Jean-Claude Mézièrs fin dai tempi de Il Quinto Elemento, ma solo ora la tecnologia a disposizione del cinema lo ha messo in condizione di realizzare quell'idea.
E di tecnologia ce n'è molta al servizio di Valerian e la città dei mille pianeti: il Big Market della grande sequenza sul pianeta Kirian "vende" essenzialmente quella, uno spettacolo di immagini che generano altre immagini in maniera potenzialmente infinita. Eppure questa sequenza, debitrice di tutte le space opera del cinema contemporaneo (così come la scena dell'ingresso a Alpha), sono meno interessanti di altre. L'inizio del film, per esempio, con l'immagine della principessa Mül che raggiunge la mente di Valerian durante il sonno e lì s'innesta, generando eventi, cioè narrazione, ci racconta meglio la genesi del processo creativo e porta in sé un seme di quel lungo inseguire l'idea di Valerian, con le immagini del fumetto in testa, che è stata l'esperienza del regista.
Besson è un romantico, lo è sempre stato: Valerian e Laurelin sono "due per la strada", impegnati in un corso di sopravvivenza prematrimoniale che li fa passare attraverso prove sempre più esigenti. E Besson è anche un regista che tende a pontificare e talvolta a sovraccaricare. In questo lavoro, invece, si mantiene dentro limiti ben tracciati: non c'è l'umorismo de I guardiani della galassia né la filosofia di Star wars, il film abita piani più bassi, ma c'è spazio per il divertimento e per un discorso importante sulla riparazione delle colpe in materia di guerre tra i popoli.
Cara Delevigne trasporta il suo broncetto al seguito di Dane Dehaan con coerenza e disciplina, come il soldato che incarna, cambiando d'abito talmente spesso da togliere senso alla sequenza di Rihanna, ma alla fine porta a casa un'interpretazione convincente, nella sua chiave.
Resta, questo, un tipo di cinema chiuso, un universo senz'aria, nel quale non c'è spazio, naturalmente, per l'imprevisto, e tutto è disegnato, calcolato, innestato ad hoc. Ma basta sapere a cosa si va incontro e allora la giostra varrà il biglietto.
Realizzato da Besson con l’intento di omaggiare uno dei miti della sua infanzia (la celeberrima [in patria] serie a fumetti di Valerian e Laureline, continuata ininterrottamente per la bellezza di 43 anni, e anticipatrice di grandi produzioni americane come Star Wars), questo colossale blockbuster del tutto indipendente rappresenta una colossale, quanto clamorosa occasione mancata.
Eclettico, ma personale, percorso di Luc Besson, l'enfant-prodige, con Carax, del film postmoderno ("Le dernier combat"), il muscolare hollywoodiano ("Nikita"), l'autore di colossal SF ("Il quinto elemento") e blockbuster per bambini (i tre "Arthur") e il produttore mega. Che qui si sente nella sfida (192 milioni di budget) all'epica intergalattica degli "Star Trek" e "Star Wars".