Amy - The Girl Behind the Name

Film 2015 | Documentario +13 90 min.

Titolo originaleAmy
Anno2015
GenereDocumentario
ProduzioneGran Bretagna
Durata90 minuti
Regia diAsif Kapadia
AttoriAmy Winehouse, Yasiin Bey, Mark Ronson, Tony Bennett, Pete Doherty, Mitch Winehouse Tyler James, Salaam Remi, Janis Winehouse, Monte Lipman.
Uscitamartedì 15 settembre 2015
TagDa vedere 2015
DistribuzioneGood Films e Nexo Digital
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,59 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Asif Kapadia. Un film Da vedere 2015 con Amy Winehouse, Yasiin Bey, Mark Ronson, Tony Bennett, Pete Doherty, Mitch Winehouse. Cast completo Titolo originale: Amy. Genere Documentario - Gran Bretagna, 2015, durata 90 minuti. Uscita cinema martedì 15 settembre 2015 distribuito da Good Films e Nexo Digital. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,59 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La musica, i tormenti esistenziali e la tragica scomparsa della maledetta pop star d'Inghilterra. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai BAFTA, ha vinto un premio ai European Film Awards. In Italia al Box Office Amy - The Girl Behind the Name ha incassato 835 mila euro .

Consigliato sì!
3,59/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
Una storia di enorme talento e rapida consunzione per un film che non viola la soglia dolente.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 17 maggio 2015
Recensione di Marianna Cappi
domenica 17 maggio 2015

C'era una volta Amy Winehouse, star della musica, jazz singer del calibro di Ella Fitzgerald e Billie Holiday, morta di arresto cardiaco a 27 anni, nella sua casa di Londra, provata nel corpo minuto dall'eccesso di alcol e droga, forse proprio mentre ne stava venendo fuori. E c'era una volta Amy, prima del cognome, prima del successo, prima del dimagrimento eccessivo, della vertigine romantica e della perdita di sé, appunto.
Asif Kapadia va indietro nel tempo a recuperare la ragazzina in carne che fa le boccacce nei video fatti in casa e non ha ancora avuto l'idea di cotonarsi i capelli, tanto meno di cantare per professione. La segue, attraverso il materiale di repertorio privatissimo, amicale, mentre scopre il suo dono e il piacere di cantare per un pubblico raccolto, a cui raccontare le proprie esperienze in musica. Quel piacere resterà sempre tale ma diverrà una chimera, un sogno impossibile, man mano che le platee dei suoi concerti si allargano a dismisura, le copie vendute non si contano più, la macchina della finanza gira ad alti livelli e pretende il prezzo del carburante.
Il documentario procede in ordine cronologico, apparentemente non dissimile da un lungo servizio televisivo, di quelli che ricapitolano le parabole biografiche delle glorie del rock, finendo magari per spruzzare del mistero sulla morte, ribadendo l'enormità del talento sprecato, di chiunque si stia parlando. Ma il film di Kapadia non cerca il mistero né ribadisce alcunché. Lascia che sia un mostro sacro come Tony Bennet a spendere le lodi più alte di Amy Winehouse, le uniche, in fondo, e le sole di cui lei sarebbe stata orgogliosa. E non è certo la delicatezza che lo guida: al contrario, il film non risparmia nulla al suo soggetto, nemmeno la fotografia del cadavere, però non lascia il contatto coi fatti, rifiuta i voli pindarici, dà voce all'ipotesi psicologica solo laddove è l'interessata stessa a formularla ("I can't help but demonstrate my Freudian fate ..."). Del resto, la sciacallaggine del padre e del fidanzato, l'influenza positiva ma troppo debole delle amiche e del primo manager, e l'assenza della madre, parlano da sole.
Non è un film artisticamente rilevante, Amy, non è il primo dietro le quinte della sua storia né sarà l'ultimo, però ha alcune qualità speciali. Pur mostrando ciò che la protagonista non ha scelto di mostrare, non dà l'impressione di violare una soglia dolente, come accade in Cobain: Montage of Heck, il recente ritratto dell'autocombustione di Kurt Cobain. Perché Amy Winehouse era probabilmente superiore alla propria immagine struccata e alle inquadrature impietose; la sua debolezza era un'altra, era la coppia, e lì dentro Kapadia non scava, non sgomita, ancora una volta è Blake Fielder-Civil a dare il peggio di sé, e a farlo da solo. L'altro motivo d'interesse sta nell'accento posto sulle parole delle canzoni, associate al suo vissuto, stavolta proprio come nel film di Brett Morgen, con un effetto ancora più trasparente, perché le sue canzoni parlavano ancora più chiaro, con la loro grafia giovane ma il vocabolario scelto.
Sarà anche impietoso, ma il ritratto che esce da Amy è quello di una piccola grande donna, con un dono unico, a cui la vita avrebbe insegnato a vivere, per dirla con Tony Bennet, se solo il suo fisico gliene avesse lasciato il tempo.

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AMY - THE GIRL BEHIND THE NAME disponibile in DVD o BluRay su IBS

DVD

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 5 agosto 2015
Cesare Premi

Visto in anteprima a Dublino in lingua originale. Il film è un documentario musicale che narra la rapida ascesa e caduta di Amy Winehouse utilizzando immagini reali tratte da situazioni pubbliche e private. Il film è il risultato di questo montaggio, intercalato dai brani di maggiore successo della cantante. Dalla narrazione emergono potentemente il talento e la vitalità di Amy, ma anche le sue fragilità [...] Vai alla recensione »

domenica 13 dicembre 2015
Giurg 63

Credo che sia il grande Tony Bennett, idolo di Amy, con cui ella, incredula, ha avuto l'onore di duettare, a sintetizzare la tragica e breve parabola esistenziale di quell'esile ragazza di origini ebraiche, che aveva troppa paura di diventare famosa e lo era diventata per davvero:"Amy era una pura cantante di Jazz," dice Bennett nel film e, aggiunge, "le/i cantanti di Jazz non amano il grande pubblico." Ch [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 luglio 2016
IuriV

Vado un po' controtendenza, ma non sono un grande amante dei lavori di Kapadia. Quando uscì il documentario su Senna lo trovai mistificatorio, teso a costruire una figura angelica attorno al pilota brasiliano e a trasformare Alan Prost in una sorta di principe del male. Inoltre fu un lavoro poco approfondito, che non rivelò nulla di davvero interessante sulla figura di Ayrton.

sabato 23 luglio 2016
Portiere Volante

Un documentario è  ben diverso da un film e credo che in questa occasione si sia fatto un ottimo lavoro. Tralasciando facili ipocrisie,perché di colpe per distruggersi fisicamente ne ha anche la diretta responsabile,mi sembra che la bella e brava Amy abbia avuto la grande sfortuna di avere un padre che l'ha amata davvero poco e capita ancora meno.

venerdì 18 settembre 2015
Ile97

Si tratta di un documentario sulla vita di Amy Winehouse,l'artista jazz morta nel luglio 2011 alla giovane età di 27 anni. Pur non avendo seguito molto bene la sua carriera,ero curiosa di capire come il regista Asif Kapadia avesse impostato il suo ritratto. Il film punta essenzialmente a delineare il percorso di Amy dalle origini di una passione che prograssivamente diventa la [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 agosto 2017
tmpsvita

 Uno splendido documentario che, attraverso un vastissimo numero di fotografie, video, concerti, interviste e immagini di repertorio, ripercorre la breve vita artistica di una delle più potenti cantanti jazz che il mondo ha potuto ascoltare. Con una visione di notevole oggettività affrontiamo la sua carriera non tanto dal punto di vista dell'artista in sé ma della [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 settembre 2015
Flyanto

 In occasione del 32esimo anniversario dalla sua nascita, esce nella sale cinematografiche il documentario di Asif Kapadia al fine di commemorare la cantante Amy Winehouse, purtroppo tragicamente e prematuramente scomparsa il 23 Luglio del 2010. Esso si compone di reali pezzi e filmati della popstar che Kapadia assembla per ricostruirne la breve e tormentata esistenza.

venerdì 18 settembre 2015
catcarlo

Il Club dei 27 esercita il suo fascino ambiguo su chiunque e quest’anno ha colpito in special modo i documentaristi spingendoli a realizzare tre film biografici che si sono fatti largo fino ai cartelloni dei maggior festival: a Cannes è stato presentato questo lavoro dedicato all’ultima iscritta (avendo gli altri due al centro le figure di Kurt Cobain e Janis Joplin) che è [...] Vai alla recensione »

sabato 19 settembre 2015
Ema

"educativo". almeno per me lo è stato. bello per il contributo dei video originali familiari e nello stesso momento forte. un film che ti porta dentro la vita di Amy e che ti fa vedere lo showbiz senza finzioni. perché siamo soli su questa terra. ma su tutto rimane la sua voce (il duetto con Tony Bennet!! wow! strepitoso).

sabato 19 settembre 2015
Ema

"educativo". almeno per me lo è stato. bello per il contributo dei video originali familiari e nello stesso momento forte. un film che ti porta dentro la vita di Amy e che ti fa vedere lo showbiz senza finzioni. perché siamo soli su questa terra. ma su tutto rimane la sua voce (il duetto con Tony Bennet!! wow! strepitoso).

mercoledì 16 novembre 2011
campanedula

buongiorno, vorrei poter partecipare ad un eventuale casting per il film sulla vita di Amy Winehouse (ammesso che venga prodotto) ...come procedere? le somiglio veramente moltissimo ...la gente mi ferma per strada .... grazie

Frasi
"Non voglio essere una star. Sono solo una ragazza che canta…"
Se stessa (immagini di repertorio) (Amy Winehouse)
dal film Amy - The Girl Behind the Name - a cura di Simon Church
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gino Castaldo
La Repubblica

Non bisogna vedere Amy, il documentario di Asif Kapadia, perché fa male vedere il fiore della bellezza sgretolarsi, autodistruggersi con tale implacabile determinazione. Non bisogna vederlo perché fa piangere, perché è insostenibile. Perché racconta una vicenda inaccettabile. Non bisogna vederlo perché ci restituisce la vita, l'inferno, il prodigio e i demoni di AmyWinehouse con inaudito e impudente [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Tutto questo è noioso senzale droghe". Lo confidò a un'amica, la sera che ricevette un Grammy. E poi il suo pezzo più celebre, Rehab, e quel ritornello ferale: "They tried to make me go to rehab but I said, 'No, no, no". Il 23 luglio 2011 se n'è andata per avvelenamento da alcool, il 14 settembre prossimo avrebbe compiuto 32 anni: morire a 27, come Kurt Cobain, come gli altri astri cadenti del rock, [...] Vai alla recensione »

Renato Tortarolo
Il Secolo XIX

Uno degli aspetti più inquietanti di "Amy", nei cinema il 15,16 e 17 settembre, è l'ambivalenza fra talento e manipolazione. Il vero dramma di Amy Winehouse, morta a 27 anni, non è tanto la fine, fu trovata nel suo letto il 23 luglio 2011, quanto l'estenuante battaglia per difendere la propria identità. Il documentario di Asif Kapadia è per un verso il ritratto di una dissoluzione, ma alza anche il [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Era una ragazza come tante. Era una ragazza con un talento eccezionale. Era una tossicomane e un'alcolizzata. Era un'autrice totale, che non solo cantava ma scriveva i testi e le musiche delle sue canzoni. Era «una delle più belle voci jazz che abbia mai sentito, al livello di Ella Fitzgerald o di Billie Holliday» (parola di Tony Bennett). Insomma era Amy Winehouse, e ora il magnifico AMY di Asif Kapadia, [...] Vai alla recensione »

Gemma Gaetani
Libero

Resta nelle sale soltanto oggi, domani e dopodomani Amy, il docufilm di Asif Kapadia dedicato ad AmyWinehouse. Quasi fosse un dono per il suo trentaduesimo compleanno, poiché era nata il 14 settembre 1983. Genetliaco che deve essere festeggiato in sua assenza, essendo scomparsa per le conseguenze di un'overdose alcolica i1 23 luglio 2011 a soli 27 anni.

NEWS
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mercoledì 8 luglio 2015
 

Presentato Fuori Concorso al Festival di Cannes dove ha riscosso un enorme consenso di pubblico e di critica, Amy - The Girl Behind the Name è il film dedicato alla tormentata voce di Back to black, Amy Winehouse, e include immagini e filmati d'archivio [...]

BIZ
mercoledì 10 agosto 2011
Robert Bernocchi

Cos'è Quinto potere? A parte ovviamente il riferimento all'omonimo film (Network in originale), è una rubrica che segnala gli errori, le stranezze, gli esempi di chiara incompetenza e magari anche gli spoiler commessi dai giornalisti italiani impegnati [...]

winner
miglior doc.
Premio Oscar
2016
winner
miglior doc.
BAFTA
2016
winner
efa doc. - prix arte
European Film Awards
2015
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