20a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 71 film genere documentario. Roma - 15/26 ottobre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Una formidabile occasione di disintossicazione dal rumore e di rimettersi in proporzione rispetto all'immensità del cosmo. Documentario, Francia2025. Durata 95 Minuti.
Un documentario poetico nei boschi, tra animali e suoni ancestrali che trasforma la natura in meditazione su tempo, memoria e vita. Espandi ▽
Un nonno, suo figlio e il figlio del figlio: Michel, Vincent (il regista) e Simon. Tre maschi di età diverse che condividono l’esperienza, più che consapevoli della sua rarità, di osservare da vicinissimo la natura. Rispettandola. Nelle foreste di conifere del dipartimento francese dei Vosgi, come a una base sicura dopo le loro esplorazioni, tornano in una baita di legno illuminata solo da candele. Sospeso tra i codici documentaristici e una sorta di sceneggiatura in cui i dialoghi tra familiari assomigliano a una fiaba sapienziale, Whispers in the Woods è anche una formidabile occasione, che la visione in sala esalta al massimo, di disintossicazione dal rumore, che oggi non è più solo urbano ma ormai invade ogni spazio, anche periferico. Ricco di spunti didattici e pensato, in una schematica tripartizione, come un romanzo di formazione, ricorda anche l’irrilevanza dell’umano (“siamo in ciò che passa”), la continuità di vita e morte, che si riflette nel passaggio di testimone e di saperi tra generazioni ma anche nel ciclo degli esseri viventi, quali le piante. Recensione ❯
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Un documentario su Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente CEI: pastore di strada, mediatore di pace e uomo di dialogo, tra pubblico e privato. Espandi ▽
La vita e il pensiero di Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della CEI e figura simbolo di una chiesa aperta all'innovazione e al dialogo. Dall'impegno diplomatico tra Russia e Ucraina alla quotidianità del "vescovo di strada" fino alla partecipazione al conclave che ha eletto papa Leone XIV, la narrazione intreccia pubblico e privato, mostrando contemporaneamente il pastore, il mediatore e l'uomo dietro l'abito talare. «Abbracciami, così siamo interi», dice Zuppi citando Alda Merini. E il documentario, che è anche l'ideale complemento del precedente Il Vangelo secondo Matteo Z. Professione Vescovo (sempre diretto da Marrese), ne rivela proprio la straordinaria carica umana e la sua visione profetica di una Chiesa capace di farsi ponte tra mondi diversi. A impreziosire l'opera c'è anche la partecipazione amichevole di Alessandro Bergonzoni. Recensione ❯
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Un ritratto intimo di Brunori Sas: tra crisi, dubbi e rinascita creativa, il documentario segue la genesi dell'ultimo album fino al palco di Sanremo. Espandi ▽
Un viaggio intimo e profondo nell'universo creativo e personale di Dario Brunori, in arte Brunori Sas, tramite lo sguardo sensibile e attento del regista Giacomo Triglia, con cui il cantautore condivide un lungo percorso di collaborazione artistica. Attraverso la genesi del suo ultimo album, il documentario racconta un periodo segnato da dubbi, crisi artistiche e dal desiderio di ritrovare un senso, dentro e fuori dalla musica. Al fianco di Brunori, il produttore artistico Riccardo Sinigallia, compagno di un cammino fatto di dialoghi, riflessioni, memorie e trasformazioni. Tra sessioni di registrazione, momenti di vita quotidiana, materiali d'archivio, animazioni a carboncino e l'arrivo sul palco di Sanremo, il ritratto autentico di un artista che, vivendo le proprie incertezze, intraprende un percorso di profonda rigenerazione. Mentre l'albero delle noci - silenzioso testimone della risalita - diventa il narratore metaforico di una storia di rinascita possibile. Recensione ❯
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Un documentario che racconta la Chiesa, la Misericordia e la Speranza attraverso parole, immagini e simboli potenti nell'anno del Giubileo. Espandi ▽
Asse portante del documentario è l’intervista a Mons. Rino Fisichella che, tra le altre cose, è il responsabile dell’organizzazione del Giubileo 2025 attorno al quale nasce questo progetto che unisce varie parti documentaristiche su quelli del recente passato, con un’altra di finzione per toccare temi profondi delle fede contemporanea. Diretto e fotografato da Daniele Ciprì, un documentario religioso sulla fede di oggi raccontata attraverso sia il Giubileo in corso che quelli del più recente passato.
Il titolo del film, esplicitato dal sottotitolo “Un ponte tra la Misericordia e la Speranza”, dà bene l’idea di un pontefice, Papa Francesco, che costruisce proprio un ponte tra questi due aspetti della Fede. L’aspetto un po’ paradossale del documentario è la sua capacità di raccontare bene, attraverso gli interessanti materiali d’archivio, il momento delle aperture, nei vari anni, della Porta Santa e il coinvolgimento dei fedeli anche alla morte di grandi papi come Giovanni XXIII. Mentre poi, la parte affidata ai tre interpreti sembra chiuderle quelle porte, rendendo un po’ meno accessibili i discorsi legati alla fede di oggi. Recensione ❯
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La storia e l'identità del quartiere romano San Lorenzo, dalle origini operaie al bombardamento del '43 fino all'anima accogliente e popolare di oggi, sublimata nell'esperienza dell'Atletico San Lorenzo. Espandi ▽
Nel cuore di Roma, si nasconde un quartiere unico: San Lorenzo. Un luogo di contrasti, dove il fascino turistico si fonde con un'anima profondamente popolare, e dove l'arte dei caffè letterari e delle gallerie si mescola al viavai di studenti e viaggiatori. Il film ne racconta le vicende storiche sin dalla sua costituzione, operata dai lavoratori giunti a Roma per costruire "la capitale del Re", attraversando altri momenti chiave, tra cui la tragedia del bombardamento del 19 luglio 1943. In virtù della sua storia, San Lorenzo ha sviluppato una spiccata propensione all'accoglienza e un'incrollabile capacità di resistenza, che definiscono il forte senso di appartenenza della sua comunità. Uno spirito che trova la sua sublimazione nella squadra di calcio e nella polisportiva, l'Atletico San Lorenzo, diventata una delle più importanti polisportive popolari d'Italia con tredici squadre senior, undici giovanili e oltre 650 soci. Tra le partecipazioni, Elio Germano, Marcello Fonte e Enrico Melozzi. Recensione ❯
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Documentario su Libero De Rienzo, ripercorre vita e carriera tra cinema e teatro, tra testimonianze di colleghi e amici che ne celebrano talento e umanità. Espandi ▽
Il 15 luglio, a Roma, scompare a soli quarantaquattro anni l'attore Libero De Rienzo, uno dei volti più riconoscibili del cinema italiano del nuovo millennio. Attraverso alcune immagini di repertorio e le testimonianze di Elio Germano, Paola Cortellesi, Pietro Sermonti, Michele Riondino, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Willie Peyote, Stefano Fresi, Marco Risi, Massimiliano Bruno, Claudio Santamaria, Emanuele Trevi e molti altri, il documentario ne ripercorre la vita e la carriera, dall'exploit con Santa Maradona passando per il teatro fino all'ultima interpretazione in Takeaway. Emergono così la sua generosità, la vitalità istintiva, l'onestà senza compromessi e soprattutto la capacità di lasciare un segno indelebile in chi lo ha conosciuto personalmente o ammirato sullo schermo. Recensione ❯
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Lucio Corsi e sedici musicisti trasformano le rovine dell'Abbazia di San Galgano in un concerto unico, catturato interamente in pellicola 16mm. Espandi ▽
Notte, Abbazia di San Galgano. Tra le rovine di un luogo magico che si staglia in mezzo ai campi della Toscana, come da un altro pianeta atterrano due amplificatori giganti, sedici musicisti e i loro strumenti: nonostante la mancanza di un tetto nell'Abbazia, che consentirebbe al suono una facile via di fuga nel cielo, Lucio Corsi e i suoi sodali riescono a intrappolare la musica in un film originale e suggestivo, grazie anche alla scelta insolita di girarlo tutto in pellicola. "Sono passati più di dieci anni da quando io e Lucio ci siamo detti che avremmo voluto fare un concerto dentro l'Abbazia di San Galgano", racconta il regista. "Me la ricordo dalle gite in macchina da bambino e Tarkovskij, un posto magico, sospeso tra memoria e leggenda. Alla fine, ce l'abbiamo fatta, e suonarci dentro è stata un'esperienza unica che era obbligatorio immortalare con una cinepresa. Abbiamo deciso di farlo interamente su pellicola 16mm, alla vecchia maniera, per catturare l'autenticità delle immagini ed enfatizzare il potere viscerale del live". Recensione ❯
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A Roma, la tradizione di Mr. Ok: ogni Capodanno un tuffo nel Tevere per augurare buon anno. Tra eredi e riti, il documentario celebra la Roma verace e immortale. Espandi ▽
Dal 1946, il Capodanno a Roma ha una tradizione particolare. Quella di Mr. Ok che, allo scoppiare del cannone del Gianicolo, si tuffa (a suo rischio e pericolo) nel Tevere, per augurare buon anno a tutti i romani. Il primo fu un bizzarro vecchietto, il fotografo italo-belga Rick De Sonay. Il quinto è Maurizio Palmulli, bagnino di Ostia che sicuramente possiede le physique du rôle. Ma gli anni passano e Maurizio cerca un erede: sarà Marco Fois, che di notte lavora come paninaro a Porta Maggiore? Un documentario sui segreti e i riti della Roma verace, che sembra opporsi allo scorrere del tempo, e dove si può essere ancora eroi, come cantava qualcuno, just for one day. Recensione ❯
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Julien Temple ritrae Jean "Johnny" Pigozzi, poliedrico collezionista e intellettuale, esplorando la sua vita straordinaria e il suo sguardo acuto sulla contemporaneità. Espandi ▽
Jean "Johnny" Pigozzi è forse poco noto al grande pubblico, eppure ha un'esperienza di vita straordinaria e vanta una rete di conoscenze incredibilmente vasta. Rampollo di una famiglia torinese trasferitasi in Francia, dove il padre ottenne grandi successi nell'industria automobilistica, Pigozzi è una figura sorprendentemente poliedrica: collezionista d'arte, fotografo, designer di moda e molto altro. Intellettuale sui generis, animato da una curiosità insaziabile (specie per la tecnologia), è il soggetto perfetto per un regista come Julien Temple: una personalità bigger than life, emblema di un'epoca e di una cultura in cui il confine tra esperienza privata ed elaborazione culturale diventa sempre più sottile. Il documentario diventa quindi occasione per cesellare il ritratto di una personalità fuori dall'ordinario, capace di osservare e interpretare la contemporaneità con notevole perspicacia. Recensione ❯
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1972: un DC8 dell'Alitalia si schianta a Punta Raisi. Quasi cinquant'anni dopo, Lorenza Indovina indaga se sia stato un attentato, intrecciando lutto e memoria. Espandi ▽
La sera del 5 maggio 1972 un DC8 dell'Alitalia in volo da Roma a Palermo si schianta contro la Montagna Longa, nei pressi dell'aeroporto di Punta Raisi. Nessun superstite tra i 115 passeggeri e il caso viene presto archiviato come un incidente. Tra le vittime vi è anche Franco Indovina, cineasta in ascesa e al centro delle cronache mondane per il suo legame con Soraya. Sua figlia Lorenza, attrice e regista del documentario, all'epoca era una bambina. Quasi cinquant'anni dopo, alla fine di uno spettacolo in cui è in scena, Lorenza viene avvicinata da un gruppo di parenti delle vittime e scopre che la tragedia potrebbe non essere stata un semplice incidente bensì un attentato. Comincia così una doppia ricerca della verità, giudiziaria e personale, e il film che ne deriva è una profonda e struggente meditazione sul lutto, sul tempo e sulla fragilità delle verità ufficiali. Recensione ❯
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Stefano Rulli accompagna il figlio Matteo, affetto da autismo, nella ricerca di autonomia a Perugia, riflettendo sul passato, il futuro e la Fondazione "La Città del Sole". Espandi ▽
Stefano Rulli non è solo uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano contemporaneo. È anche il padre di Matteo, un uomo che soffre di un disturbo dello spettro autistico e ogni giorno percorre le strade di Perugia come se dovesse affrontare una piccola avventura sospesa tra negozi e vicoli medievali. Mentre tenta di riannodare i fili di un passato doloroso, Stefano accompagna il figlio nella ricerca di una nuova autonomia, interrogandosi contemporaneamente sul suo futuro e su quella della Fondazione "La Città del Sole", da lui creata insieme alla moglie Clara Sereni, scomparsa nel 2018. Sorta di seguito spirituale di Un silenzio particolare (2004), un film vitalissimo e struggente grazie all'indimenticabile presenza di Matteo e della sua costante ricerca di una libertà capace di accordarsi al suo tempo interiore. Recensione ❯
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I fratelli Segreto dal Cilento a Rio diventano pionieri del cinema brasiliano: tra sogni, crimini e teatri, vita e arte si fondono in leggenda e realtà. Espandi ▽
I fratelli Pasquale, Gaetano e Alfonso Segreto, abbandonano le miserie del Cilento di fine Ottocento per tentare la fortuna a Rio de Janeiro: tra notti sfrenate, piccoli crimini e ambizioni cinematografiche, finiranno col diventare i pionieri del cinema brasiliano. Dalla povertà all'ascesa nelle sale e nei teatri della città, la loro vicenda si muove mescolando leggenda e realtà, fiaba e mito, rivelando i sogni, le ambizioni e le contraddizioni di un'epoca in assoluto fermento. Scandito dalla voce meravigliosa di Nello Mascia, uno strepitoso documentario che riscrive le modalità con cui il cinema ha da sempre utilizzato le immagini di repertorio, qui peraltro riportate a una nitidezza davvero straordinaria. Un film liberissimo e inventivo, dove ogni scena sembra trasmettere il desiderio di trasformare l'arte in vita e la vita in cinema, con una leggerezza che è insieme malinconia e meraviglia. Recensione ❯
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Documentario su Irina Karamanos, First Lady cilena che rivoluziona il ruolo tradizionale, promuovendo partecipazione, inclusione e emancipazione civile. Espandi ▽
Irina Karamanos, giovane antropologa e militante cilena, accetta il titolo di First Lady nel 2022 solo per spogliarlo della sua funzione tradizionale e donargli un significato più profondo. Rifiuta infatti la natura simbolica e convenzionale di questo ruolo e scuote la società latinoamericana riscrivendo le regole della rappresentanza: in tal modo, rivoluziona il senso e la funzione del potere e apre i giusti spazi a una politica più partecipativa e inclusiva. Tra ritratto intimo e cronaca militante, la regista celebra il coraggio e la fermezza di Karamanos, trasformando la sua vicenda in un autentico manifesto di emancipazione. Ne esce un documentario che parla di genere, di potere e di democrazia non come concetti astratti, ma come strumenti vivi di cambiamento, capace di scuotere le coscienze e di accendere nuove generazioni alla partecipazione e alla ribellione civile. Recensione ❯
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Documentario su Antonello Falqui, genio del varietà televisivo italiano, con spezzoni storici e testimonianze di Verdone, De Sica, Morandi e altri. Espandi ▽
"Il Luchino Visconti del varietà televisivo": così Carlo Verdone definisce Antonello Falqui, lo straordinario "inventore" dello spettacolo leggero della televisione italiana, raffinato, colto, esigente, nato cento anni fa e rievocato da Fabrizio Corallo in un documentario costruito con spezzoni indimenticabili della nostra tv: dalla leggendaria "Canzonissima" del 1959, condotta da Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli, al "Sei 'na fagottata de roba!" di Sordi a Mina a "Studio Uno", dalle prime esibizioni delle gemelle Kessler con castigata calzamaglia nera a "Dove sta Zazà", a colori, con Gabriella Ferri. E Carlo Verdone, Christian De Sica, Gianni Morandi, Renzo Arbore, Aldo Grasso, Leopoldo Mastelloni, la ex Bluebell Leontine Snell, Maurizio Micheli, Massimiliano Pani e altri ricostruiscono la creatività e il rigore di un artista che costruì spettacoli di varietà tra i più belli e, di volta in volta, più moderni del mondo. Recensione ❯
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Documentario comico e tenero su madre del regista che, trasferitasi ad Hammamet, scopre amore, amicizia e comunità tra anziani italiani all'estero. Espandi ▽
Il Maktub (destino) secondo mia madre: è questo il sottotitolo del film che Salvatore Allocca ha girato su e con sua madre, una signora elegante, vitalissima e disinvolta che un bel giorno ha lasciato l'Italia ed è andata ad Hammamet, in Tunisia, dove si è stabilita e "ha fatto famiglia" (come dice lei davanti al figlio piuttosto perplesso) con un signore romagnolo, energico e tenerone, conosciuto sul posto. Irresistibile documentario in forma di commedia su un argomento che il cinema non ha quasi mai trattato: gli anziani italiani che decidono di andare a vivere all'estero, in luoghi dove la vita costa molto meno e la pensione è perciò sufficiente. E dove formano comunità non solo di connazionali, giocano a carte, ballano, s'incontrano, fanno amicizia e magari s'innamorano. Con ironia, tenerezza e qualche rimpianto. Recensione ❯
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