20a edizione della Festa del Cinema di Roma, il programma dei 71 film genere documentario. Roma - 15/26 ottobre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Il documentario mostra il dietro le quinte e il cuore di uno dei teatri d'opera più leggendari, il Teatro alla Scala. Espandi ▽
Per mettere in scena un capolavoro, novecento persone lavorano instancabilmente giorno e notte, in una corsa contro il tempo che porta a una delle aperture di stagione più iconiche al mondo, il 7 dicembre, del Teatro alla Scala di Milano. Il film documenta la realizzazione dell'ultima opera che ha inaugurato la stagione della Scala, "La Forza del Destino" di Verdi, per esplorare il teatro e le sue attività, e tutti i suoi lavoratori. Recensione ❯
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Il documentario segue Vincenzo Salemme nel percorso di allestimento di "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo. Espandi ▽
Il documentario segue Vincenzo Salemme nel percorso di allestimento di "Natale in casa Cupiello" di Eduardo De Filippo. Tra prove, confronti e momenti di riflessione con la compagnia, l'attore e regista si misura con uno dei testi sacri del teatro italiano, intrecciando la memoria eduardiana con la propria sensibilità contemporanea. La macchina da presa entra nel vivo delle prove e s'insinua dietro le quinte, restituendo la dimensione corale del lavoro e la fragile, quotidiana alchimia dello spettacolo che prende forma. Un grande omaggio al teatro inteso come rito collettivo, laboratorio di emozioni e memoria. E, allo stesso tempo, un atto d'amore nei confronti di uno dei più grandi drammaturghi del Novecento italiano. Recensione ❯
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Il documentario segue il lavoro di difesa della democrazia dei bibliotecari americani. Espandi ▽
Il documentario segue il lavoro di difesa della democrazia dei bibliotecari americani, che si ritrovano a combattere la censura dei libri, in particolare quelli che riguardano tematiche su razza e identità LGBTQIA+. Recensione ❯
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Un'indagine sui motivi che hanno portato Velázquez soltanto ai margini della memoria collettiva. Espandi ▽
Il pittore secentesco Diego Velázquez, maestro del fuori campo e della mise en abyme, è stato un genio artistico rimasto ingiustamente ai margini della memoria collettiva. Dalla profondità ipnotica di "Las Meninas" ai vertiginosi livelli interpretativi di "Las Hilanderas", Velázquez è stato ammirato da colleghi come Manet e Dalí, ma non dal grande pubblico. Recensione ❯
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Narrata da Milena Vukotic, Sguardi in camera racconta la storia italiana attraverso il cinema amatoriale. Espandi ▽
Fotogrammi domestici, primi selfie, istanti di vita quotidiana e grandi eventi si intrecciano per restituire
speranze, traumi e trasformazioni sociali: dal fascismo alla Liberazione, dalla guerra alla ricostruzione
fino al boom economico. La cinepresa diventa qui uno strumento di racconto e testimonianza, capace di
cogliere l'identità di un Paese in continua evoluzione. Ogni fotogramma rivela infatti la vitalità, le
contraddizioni e le emozioni di un'Italia in cambiamento. Recensione ❯
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Nel 1964, il regime sovietico prese la storica decisione di processare il grande poeta Joseph Brodsky con l'accusa di parassitismo sociale. Espandi ▽
Nel 1964, il poeta Joseph Brodsky, allora ventiquattrenne, viene accusato di parassitismo sociale dal regime sovietico. Al termine del processo, Brodsky viene condannato a cinque anni di lavori forzati e all'esilio nel nord della Russia. Il film ripercorre questo episodio storico che all'epoca fece molto scalpore. Recensione ❯
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Le memorie di Dacia Maraini ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Espandi ▽
1943. Dacia Maraini ha sette anni e vive con la famiglia a Kyoto, dove il babbo insegna all'università. Scorrono gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale e tutti sognano la pace. La vita della piccola Dacia, tuttavia, è sconvolta quando i genitori si rifiutano categoricamente di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò: l'intera famiglia viene tradotta in un campo di concentramento dedicato ai cosiddetti traditori della patria. Recensione ❯
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Una struggente riflessione sul sogno e sul fallimento. Espandi ▽
Chi è Alexander Trannoy? Un regista che non è mai riuscito a portare a termine un solo film e non ha
lasciato un solo fotogramma. Eppure da giovane era stato amico di Jean Rochefort e lo aveva coinvolto
in vari progetti. Poi aveva quasi diretto un film con Lino Ventura e Anouk Aimée, Le serpent de Gilbratar,
e avuto come aiuto regista il giovane Claude Lelouch. Ma quando era andato negli Stati Uniti per girare
un film con Marlene Dietrich aveva cominciato a dare segni di follia. Fino al sogno assurdo di dirigere il
film su Napoleone che Kubrick aveva abbandonato. Recensione ❯
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Una testimonianza storica per comprendere la dinamica della guerra in Ucraina e la resilienza umana in condizioni estreme. Espandi ▽
Il piccolo villaggio di Andriivka è situato nella regione ucraina del Donetsk, e quindi nel cuore delle zone dove dal 2022 si combatte la guerra contro le forze d'invasione russe. Siamo nel 2023, durante la controffensiva ucraina che sorprende la Russia con operazioni di riconquista dei territori occupati inizialmente: lungo una striscia di terra desolata ormai abbandonata da tutti, un plotone di soldati ucraini si fa strada faticosamente tra il fuoco nemico per alzare la bandiera blu e gialla tra i resti delle abitazioni distrutte. Con loro c'è una piccola troupe di videogiornalisti a documentare il tutto.
La prospettiva in prima persona dei fucili durante gli scontri a fuoco crea quindi un corto circuito notevole, etico ed estetico, stadio ultimo del secolo digitale che su quella prospettiva da first-person shooter ha costruito la sua sensibilità. Il presente ultramoderno si scontra poi con un combattimento claustrofobico su una striscia di un paio di chilometri di terra, che sembra a tratti evocare l'insulsa contesa delle trincee nella prima guerra mondiale. Recensione ❯
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Da un incontro miracoloso prende vita un diario di guerra e soprattutto una celebrazione della compassione. Documentario, Francia, Iran, Palestina2025. Durata 110 Minuti.
La regista iraniana Sepideh Farsi filma al telefono la fotografa palestinese Fatem Hassouma: un diario intimo da una Gaza sotto le bombe. Espandi ▽
Il 7 ottobre 2023, giorno del violento attacco di Hamas a Israele, la regista iraniana Sepideh Farsi sta promuovendo il suo ultimo film per il mondo, The Siren, che si ispira alla guerra che lei, oggi in esilio in Francia, ha vissuto da adolescente nel nativo Iran. In cerca di una comprensione più profonda del contesto, Farsi cerca di entrare a Rafah dall'Egitto per parlare con rifugiati palestinesi e grazie a un contatto conosce, se pur solo in videochiamata, la fotoreporter ventiquattrenne Fatma "Fatem" Hassouna. In un inglese essenziale si apre tra loro un dialogo, profondamente sentito, una connessione immediata, che non necessita di spiegazioni, tra chi conosce il significato di una forte limitazione della propria libertà.
La differenza tra loro è che Sepideh è fuggita dal suo Paese a 18 anni, non facendovi più ritorno, pena l'incarcerazione; Fatem vorrebbe conoscere il mondo ma non è mai uscita da Gaza, vive in un quartiere della parte nord della città che non ha nessuna intenzione di abbandonare, nonostante i persistenti bombardamenti. Recensione ❯
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Il Maestro Giovanni Allevi, dopo aver affrontato la malattia, si racconta in un documentario che lo accompagna durante le prove con la sua orchestra della sua nuova composizione. Espandi ▽
Giovanni Allevi, celebre compositore e pianista, ci accompagna nel suo ritorno alla vita dopo la malattia che l’ha colpito. Le immagini in presa diretta delle prove, dei concerti e dei momenti di quotidianità – tra ospedale e fisioterapia – si alternano a confessioni inedite, interviste esclusive e testimonianze. Al cuore della narrazione il Concerto per Violoncello e Orchestra MM22 composto da Allevi nella stanza d'ospedale durante una lunga degenza oncologica. La malattia più temuta diventa così, grazie alla creazione artistica, il punto di partenza per una rivoluzione interiore che parla a tutti noi. Il ritratto Allevi – Back to Life diretto da Simone Valentini ci mostra un essere umano professionalmente diverso da come ci si può immaginare, per esempio quando dirige un’orchestra. Il Maestro Allevi si comporta con i professori d’orchestra con grandissimo garbo e pazienza anche quando magari non vanno tutti a tempo insieme. Glielo fa notare, con un mezzo sorriso. Dolcemente e gentilmente. Recensione ❯
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Documentario di Andrea Segre che esplora il successo tra i giovani di Berlinguer - La grande ambizione, riflettendo su impegno civile e crisi della democrazia. Espandi ▽
Durante la distribuzione in Italia di Berlinguer. La Grande Ambizione, c’è stato un pubblico giovanile che ha seguito il film di Andrea Segre anche nei dibatti dopo la proiezione. Vista la partecipazione, i realizzatori hanno deciso di creare dei momenti di confronto con loro nelle sale cinematografiche, nelle università e nei luoghi di impegno civile e politico. Noi e la grande ambizione è frutto di questo viaggio nel rapporto tra vita e politica, tra individuo e società, tra paura e sogno nella generazione dei venti e trentenni di oggi. C’è dietro un’interessante idea di ascolto dei giovani su temi politici che il cinema recente, anche documentario, ha portato avanti in maniera sporadica (recentemente Futura di Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher). Andrea Segre ritorna sui suoi passi unendo incontri e dialoghi a immagini di backstage e di scene inedite del film. Recensione ❯
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Un film sul mestiere di restare autentici: un elogio alla misura, all'intelligenza ironica, alla capacità di non prendersi troppo sul serio. Documentario, Italia2025. Durata 94 Minuti.
Willie Peyote tra musica, vita e riflessioni a Torino: un ritratto intimo e autentico di un artista tra impegno, ironia e coerenza nello showbiz. Espandi ▽
Torino d’inverno, la nebbia che sale dal Po e un uomo che cerca di mettere ordine tra le parole, come se da quelle potesse dipendere il suo equilibrio. Willie Peyote. Elegia sabauda è prima di tutto il ritratto di un artista che fa della semplicità e dell’umiltà la sua cifra identitaria, una dichiarazione d’amore a una città e a un modo di intendere la musica. Il documentario, diretto con pudore e curiosità, segue Willie lungo un biennio di cambiamenti – dall’inverno del 2023 fino a Sanremo 2025 – raccontandone la quotidianità, le contraddizioni e la capacità di essere se stesso, anche quando la pressione esterna vorrebbe che su di lui si costruisse un personaggio. Willie Peyote, all’anagrafe Guglielmo Bruno, si presenta come un artista senza trucco né finzione. Si definisce “nichilista, torinese e disoccupato, perché dire cantautore fa subito Festa dell’Unità e dire rapper fa subito bimbominkia”.
Nella sua apparente semplicità, è un film sul mestiere di restare autentici: un elogio alla misura, all’intelligenza ironica, alla capacità di non prendersi troppo sul serio. E forse, in un’epoca di sovraesposizione e clamore, è proprio questo il gesto più radicale possibile. Recensione ❯
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Una formidabile occasione di disintossicazione dal rumore e di rimettersi in proporzione rispetto all'immensità del cosmo. Documentario, Francia2025. Durata 95 Minuti.
Un documentario poetico nei boschi, tra animali e suoni ancestrali che trasforma la natura in meditazione su tempo, memoria e vita. Espandi ▽
Un nonno, suo figlio e il figlio del figlio: Michel, Vincent (il regista) e Simon. Tre maschi di età diverse che condividono l’esperienza, più che consapevoli della sua rarità, di osservare da vicinissimo la natura. Rispettandola. Nelle foreste di conifere del dipartimento francese dei Vosgi, come a una base sicura dopo le loro esplorazioni, tornano in una baita di legno illuminata solo da candele. Sospeso tra i codici documentaristici e una sorta di sceneggiatura in cui i dialoghi tra familiari assomigliano a una fiaba sapienziale, Whispers in the Woods è anche una formidabile occasione, che la visione in sala esalta al massimo, di disintossicazione dal rumore, che oggi non è più solo urbano ma ormai invade ogni spazio, anche periferico. Ricco di spunti didattici e pensato, in una schematica tripartizione, come un romanzo di formazione, ricorda anche l’irrilevanza dell’umano (“siamo in ciò che passa”), la continuità di vita e morte, che si riflette nel passaggio di testimone e di saperi tra generazioni ma anche nel ciclo degli esseri viventi, quali le piante. Recensione ❯
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Un documentario su Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente CEI: pastore di strada, mediatore di pace e uomo di dialogo, tra pubblico e privato. Espandi ▽
La vita e il pensiero di Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della CEI e figura simbolo di una chiesa aperta all'innovazione e al dialogo. Dall'impegno diplomatico tra Russia e Ucraina alla quotidianità del "vescovo di strada" fino alla partecipazione al conclave che ha eletto papa Leone XIV, la narrazione intreccia pubblico e privato, mostrando contemporaneamente il pastore, il mediatore e l'uomo dietro l'abito talare. «Abbracciami, così siamo interi», dice Zuppi citando Alda Merini. E il documentario, che è anche l'ideale complemento del precedente Il Vangelo secondo Matteo Z. Professione Vescovo (sempre diretto da Marrese), ne rivela proprio la straordinaria carica umana e la sua visione profetica di una Chiesa capace di farsi ponte tra mondi diversi. A impreziosire l'opera c'è anche la partecipazione amichevole di Alessandro Bergonzoni. Recensione ❯
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