Claire, artista che ha perso l'ispirazione, ha deciso di morire. Annoiata da qualche parte in un futuro prossimo, che ha trovato il segreto dell'eternità, ha vissuto troppo e non ha niente da aggiungere. Espandi ▽
Claire, artista che ha perso l’ispirazione, ha deciso di morire. Annoiata da qualche parte in un futuro prossimo, che ha trovato il segreto dell’eternità, ha vissuto troppo e non ha niente da aggiungere. Una brusca caduta provoca la perdita dell’ultimo osso del suo corpo reale e radicalizza la crisi. Stufa degli interventi, delle pillole, delle trasfusioni di sangue a colazione, decide di lasciare che la natura faccia il suo corso. Alla festa del suo ennesimo e noioso compleanno comunica ai suoi ospiti e ai suoi cari la sua volontà di morire e di fare della sua morte una performance, la sua ultima grande esibizione. Figlia e marito provano a dissuaderla, invano.
Da qualche parte tra
The Substance e
The Square,
The End of It è una favola futurista che vuole farla finita con la vita eterna e lo snobismo nell’arte performativa moderna. L’opera prima di Maria Martinez Bayona si interroga sul decadimento fisico, il diritto, la creatività, il tutto racchiuso in una commedia nera incarnata con allure aristocratico da Rebecca Hall.
The End of It si gioca tutto sulla superficie dove le hit del passato (ascoltiamo pure Giuni Russo e Umberto Tozzi) accompagnano i capricci di un’artista che vive da oltre duecento anni, ha sostituito l’ultima costola del suo scheletro e adesso affoga nell’ozio.