| Anno | 2026 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Leah Nelson |
| Attori | Bryan Cranston, Seth Rogen, Beanie Feldstein, Pamela Adlon, Julia Louis-Dreyfus Samira Wiley, Abbi Jacobson, Sarah Silverman, Wanda Sykes, Adam Shapiro, Bowen Yang. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 19 ottobre 2026
Il lungometraggio d'esordio di Leah Nelson racconta l'Alzheimer attraverso il legame indissolubile tra una madre e una figlia.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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1999. Sarah è una giovane artista che lavora come illustratrice per la rivista queer indipendente "Outspoken" e ha iniziato una relazione sentimentale con Domino, una ragazza appassionata di moto con cui progetta di andare a vivere insieme. Questa storia d'amore appena nata e le nuove possibilità professionali vengono però messe bruscamente alla prova dal momento che Sarah deve prendere frequentemente l'aereo per tornare nella sua cittadina d'origine da quando la madre Midge, a cui è sempre stata legatissima fin da bambina, si è ammalata di Alzheimer. A complicare le cose ci si mettono anche il padre, Rob, un metodico professore universitario e la sorella minore Hannah con cui ha spesso delle incomprensioni che non sembrano comprendere, almeno ai suoi occhi, la gravità della situazione. Sarah deve così trovare un equilibrio accettando il declino di Midge e accogliere le fragilità, le contraddizioni e la bellezza imperfetta della sua famiglia.
Una storia di famiglia raccontata come un melodramma terminale ma senza nessun patetismo.
In Tangles, basato sulla graphic novel "Tangles: A Story About Azheimer's, My Mother and Me" dell'autrice canadese Sarah Leavitt pubblicata nel 2010, ci poteva essere tutta la ricchissima materia narrativa per un film di finzione e, per certi aspetti, sembra di vederlo: i movimenti di macchina, le inquadrature, e la recitazione dei personaggi appaiono impostati infatti come un live-action drammatico. Eppure quella di Tangles è un'animazione raffinatissima, in 2D con disegni a mano dove la regia di Leah Nelson mette subito a fuoco i personaggi rendendoli incredibilmente umani. Realizza così un racconto a largo respiro dove anche i luoghi (le case, la discoteca), i viaggi (il Messico) segnano le tappe di una memoria personale che resta impressa proprio in quei tratti grafici.
Tangles si apre con un incubo mentre il finale viene anticipato da un sogno che prolunga per un momento un'illusione. Ciò che colpisce è l'abilità della scrittura presente nella sceneggiatura firmata da Nelson e Leavitt assieme a Trev Renney ma dove è presente anche quel vissuto simile al cinema di Judd Apatow in cui non si avverte più nessuna distanza tra la vita vera e la ricostruzione cinematografica.
Ecco, Tangles poteva essere il film ideale adatto al grande regista statunitense di Molto incinta e Questi sono i 40 soprattutto per il modo in cui bilancia la commedia cruda e la verità drammatica e filma i ritmi della quotidianità familiare e i cambiamenti, prima impercettibili, poi così evidenti da far saltare tutti gli equilibri. Nel film però c'è un pezzo del mondo-Apatow che è la presenza di Seth Rogen che presta la voce a Zach (il fidanzato di Hannah) ed è tra i produttori assieme al sodale Evan Goldberg. E da qui emerge un altro elemento di un film in carne ed ossa perché la rappresentazione dei protagonisti sullo schermo si porta dietro qualcosa della fisicità di chi li doppia come nel caso di Sarah (Abbi Jacobson) Rob (Bryan Cranston), Midge (Julia-Louis Dreyfus), Hannah (Beanie Feldstein) e Domino (Samira Wiley).
Tangles è un film sul tempo che resta, con scene emozionanti (il matrimonio, il finale), immagini catturate destinate ad essere conservate per sempre (i filmini familiari girati con telecamera) ma anche con momenti divertenti che come i messaggi dell'assistente di volo durante tutti i viaggi di Sarah. Resta impressionante la cura dei dettagli da parte della casa di animazione canadese Giant Art, co-fondata proprio da Leah Nelson qui al debutto alla regia. Proprio per il suo tono tragicomico viene istantaneo il parallelismo con Persepolis con cui condivide l'adattamento di una graphic novel autobiografica, l'uso del bianco e nero e la rappresentazione di uno scontro culturale; nel film di Marjane Satrapi è più evidente con la frattura tra l'Iran fondamentalista e l'Europa progressista mentre in Tangles si evidenzia nel contrasto tra la libertà della San Francisco queer fine anni '90 e l'isolamento della cittadina conservatrice dove vive la sua famiglia. Profondamente umano, emotivamente travolgente, poetico e ironico.
San Francisco, 1999. Sarah è un'aspirante illustratrice che lavora per Outspoken, rivista progressista per lo più incentrata sul mondo queer, e che collabora con diverse realtà impegnate socialmente. La sua vita sta piano piano prendendo forma: la direttrice della testata la incarica di disegnare per il giornale e conosce una ragazza, Donimo, con cui dà il via a una relazione.
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