La 4a edizione della rassegna I grandi classici del cinema polacco, che fa parte della 13a edizione del festival CiakPolska che si svolgerà a Roma dal 10 al 22 novembre a Palazzo delle Esposizioni, Casa del Cinema e Istituto Polacco di Roma, coincide con un’importante ricorrenza; ad aprire il programma, infatti, ci sarà la retrospettiva Immagini dalla tempesta. Il cinema di Andrzej Wajda che celebra il centenario della nascita del cineasta con nove film provenienti dagli archivi degli studi cinematografici WFDiF di Varsavia.
Scomparso a Varsavia dieci anni fa, Wajda è stato tra i maggiori esponenti della Scuola Polacca di Cinema, con una carriera di oltre sessant’anni dove il suo cinema ha spesso attraversato la Storia del proprio paese portando sullo schermo le sue più profonde e drammatiche trasformazioni politiche, storiche e sociali. I suoi film fondono una profonda tensione morale con una potente sensibilità visiva, come si vede dalle opere tratte dai testi letterari, ma anche ai frequenti riferimenti pittorici come nel caso di Jacek Malczewski per le atmosfere patriottiche, malinconiche e mitologiche ma anche Rembrandt per i violenti contrasti di luce e ombra o Caravaggio per enfatizzare il dramma interiore dei personaggi.
Ha influenzato alcuni dei più grandi registi americani come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Steven Spielberg (che aveva scritto personalmente alla Academy per fargli assegnare l’Oscar alla carriera nel 2000), ma ha folgorato anche Jean-Luc Godard e François Truffaut che erano rimasti impressionati dalla modernità di Cenere e diamanti. E anche i cineasti del Free Cinema, guidati da Lindsay Anderson, hanno visto nella sua opera la perfetta sintesi tra realismo sporco e poesia. Nel proprio paese non solo ha costituito un modello ma ha proprio plasmato alcuni dei cineasti polacchi più celebri come Roman Polanski, Krzysztof Kieslowski e Agnieszka Holland.
La rassegna dedicata a Wajda si apre mercoledì 10 novembre con Cenere e diamanti (1958), nella versione restaurata presentata quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia. Manifesto della Scuola Polacca di Cinema, ha mostrato le ferite storiche e il disincanto ideologico di una generazione attraverso la vicenda di due partigiani dell’Armia Krajowa tentano di assassinare un dirigente comunista nella Polonia del 1945. Segue Le signorine di Wilko del 1979 (mercoledì 11), basato sul racconto di Jaroslaw Iwaszkiewicz e candidato come miglior film straniero agli Oscar su un uomo, in crisi esistenziale e devastato dalla morte di un amico, che decide di trascorrere un periodo di riposo nella campagna di Wilko dove ritrova cinque sorelle che aveva frequentato e amato nella giovinezza.
